BAMBINI SOTTO

Viaggio nelle fogne di Bucarest


Bucarest. Nella mattina gelida di un inverno eccezionale, che fa crollare a meno 15 la temperatura della notte, il tombino si alza con circospezione nel centro del parco pubblico.Una testa coperta da un cappello di lana nera emerge accanto alle gambe della gente che passa. Poi si scorgono piccole mani, una giacca a vento ed ecco uscire la creatura dal sottosuolo.

La gente passa per il parco alla periferia di Bucarest mentre Cristo, che ha otto anni, comincia a raionare sulla gionata che dovrà affrontare. La sua famigli di sangue arrivò in città cinque anni fa, precipitata dalla campagna, inseguendo un sogno di agiatezza tra le strade di Bucarest liberata dal comunismo. Lui aveva tre anni e due fratelli. Non sa dire cosa sia successo dopo. Ma le cose non devono essere andate per il verso giusto, tanto che il piccolo Cristo non sa quale sia il suo cognome ne dove siano i suoi genitori e fratelli. La sua casa adesso è molto grande, migliaia di metri di sottosuolo riscaldato dai tubi grigi dell'acqua bollente, un pavimento di fango e di rifiuti umani, e la sua famiglia è fatta da una quindicina di ragazzini dai cinque ai sedici anni. Si puo fare elemosina, lavare le auto o pulire parabrezza ai semafori, rubare e persino (ma loro negano) prostituirsi. Il 60 % di questi ragazzi aspira l'Aurolac, una vernice da poche lire (1000) cha da ebrezza come una vera droga. Poi un lungo down durante il quale si avranno gli effeti di una sbornia orrenda,crescita dell'aggressività, pulsione all'autolesionismo.

I bambini di Bucarest se non sono stati abbandonati dalle famiglie, sono il frutto di un grande evento politico: con la rivoluzione rumenachiusero gli istituti per minori dello Stato e i piccoli figli di nessuno, o gli orfani, o senza casa vennereo cortesemente accompagnati sul marciapiede di fronte all'orfanotrofio. Due oragnizzazioni si occupano di loro. l'organizzaizone internazionale Salviamo i bambini e le suore cattoliche dell'ordine di Madre Teresa di Calcutta. Noi torniamo a casa in Europa; torniamo a comprare tutto quello di cui i nostri piccoli italaini hanno bisogno. Le fogne di Bucarest devono essere un brutto sogno, un incubo, da dimenticare.

Come quel ragazzino che stamattina non si è svegliato, morto di freddo in un portone perche nelle fogne non l'hanno fatto entrare, non era di famiglia. La sagoma del corpo sdraiato sulle scale, si vede da lontano, la polizia non fa avvicinare. Pare che avesse 16 anni, quasi un vecchio.


Questo articolo è solo un sunto. L'articolo intero lo potete trovare sul "Il Venerdì di Repubblica del 21 febbraio 1997 n. 468 pag.54-59