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IMPORTANTI RITROVAMENTI
DELL'EPOCA DEL PRIMO E DEL SECONDO TEMPIO


L’Israel Antiquities Authority sta portando alla luce importanti ritrovamenti del periodo del primo e del secondo Tempio negli scavi condotti nella regione di Nahal Tut. Fra i ritrovamenti c’è un minuscolo sigillo di pietra con l’antica iscrizione ebraica: "Lmkakh (ben) Amicai".

Negli scavi condotti nella regione di Nahal Tut, un notevole centro amministrativo, che risale al periodo del primo Tempio, sta venendo alla luce, e sulle sue fondazioni vi sono i consistenti resti di un villaggio ebreo del periodo del secondo Tempio, che probabilmente fu distrutto durante la grande rivolta del 70 d.C. Il villaggio è stato rinvenuto in uno stato di conservazione non usuale: le mura si ergono ancora sul posto, compresi porte e lintelli che sono in situ.

Le piante delle case si congiungono a formare strutture complete comprendenti quartieri residenziali, stanze disposte intorno ad un cortile e un bagno rituale. Oltre a ciò, sono stati scoperti nello scavo un buon numero di manufatti: vasi di terracotta, vasi di pietra ed oggetti di metallo. Gli scavi, sotto la direzione del Dott. Gerald Finkielsztejn ed Amir Gorzalczany dell’Antiquities Authority, sono condotti su richiesta della Cross-Israel Highway Company per asfaltare il tratto dell’autostrada 6 nelle vicinanze di Nahal Tut (a sud della strada di Nahal Yokne’am).

Fra i ritrovamenti portati alla luce c’è un sigillo ebraico di pietra diviso in tre sezioni: incisa nella sezione superiore si trova una decorazione che consiste in quattro melograni, nelle altre due sezioni c’è un’iscrizione in caratteri ebraici antichi tipica della fine dell’ottavo - settimo secolo a.C., che indica il nome del proprietario del sigillo che fu probabilmente un funzionario dell’amministrazione reale: "Lmkakh (ben) Amihai". Il sigillo è fatto di una pietra preziosa ellittica di colore marrone chiaro. È lungo un centimetro e mezzo per un centimetro di larghezza. Un foro longitudinale che attraversa l’oggetto indica che il sigillo fu portato sul collo come una collana.

Il Dott. David Amit dell’Antiquities Authority, che ha decifrato l’iscrizione con l’assistenza del Dott. Esther Eschel della Bar Ilan University, dichiara che i nomi "Mkakh" e "Amihai" sono nuove acquisizioni per il lessico dei nomi ebraici conosciuti dalla Bibbia, dai documenti contemporanei e dai sigilli; tuttavia, contengono le componenti "akh" e "am" che sono abbastanza comuni a questa raccolta di nomi.

"L’importanza del sigillo proviene sia dal suo contributo al lessico dei nomi biblici sia dal fatto che, contrariamente alla maggior parte dei sigilli del suo genere, questo sigillo proviene da un serio scavo archeologico e non da collezionisti di antichità", aggiunge il Dott. Amit. Come accennato sopra il sigillo fu usato da un alto funzionario che probabilmente svolse il suo servizio nel centro amministrativo reale nel periodo del primo Tempio, i cui notevoli resti di strutture si stanno scoprendo in uno scavo sopra Nahal Tut.

I direttori dello scavo per conto dell’Antiquities Authority, Amir Gorzalczany e Gerald Finkielsztejn, fanno presente che vi sono stati altri ritrovamenti con iscrizioni contemporanei del sigillo e che offrono inoltre indicazioni circa la natura del luogo. Questi comprendono un certo numero di frammenti di manici di vasi per la conservazione che portano impressi i bolli reali: la parola "lmlk" appare come compaiono i nomi delle città di Hebron e di Ziph che erano importanti città amministrative del regno di Giuda alla fine del periodo del primo Tempio. "Stampi di sigillo come questi sono un ritrovamento comune in luoghi biblici situati nella Giudea; tuttavia, trovarli in un luogo così a nord, profondamente all’interno del regno biblico d’Israele, è abbastanza sorprendente e certamente susciteranno un grande interesse nei ricercatori interessati al periodo biblico", dice Gorzalczany.

Adattamento di R.P.

Fonte: Press release, Israel Antiquities Authority


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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