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LAVORI DI RESTAURO NEL CIMITERO DI QNAYE IN SIRIA


La regione montagnosa della Siria Settentrionale a ovest di Aleppo è famosa per il santuario costruito intorno alla colonna di San Simeone lo Stilita e per le Città Morte, le numerosissime località cristiane del IV-V secolo con le chiese e le abitazioni in pietra ancora in piedi abbandonate dai loro abitanti.
Pochi sanno che nel piccolo e bel cimitero della parrocchia di Qnaye nella Siria Settentrionale nella valle dell’Oronte al confine con la Turchia ci sono le rovine di una chiesa della stessa epoca costruita e mosaicata nello stesso modo di cui si piglia cura il francescano parroco del villaggio.

Le rovine furono riportate alla luce in tempi diversi. Il primo a interessarsene fu padre Ibrahim Sarraf quando nel 1937 decise di recintare il cimitero con un bel muro di cinta piantando una lunga fila di cipressi tutt’intorno oggi quasi secolari. Fu attratto dalla devozione dei cristiani del luogo per un monticello che si trovava a est dell’area cimiteriale. I resti riportati alla luce furono pubblicati da Padre Bellarmino Bagatti ne La Terra Santa, Le antiche chiese di Knaye in Siria (IV e XII sec., LTS 1953, 17-21). Nel 1966 padre Antonio Battista nuovo parroco estese lo scavo in modo da chiarire l’estensione della chiesa più grande a tre absidi di epoca bizantina (21 x 13 metri) ridotta a cappella in epoca medievale (6.30 x 5metri). La novità maggiore fu la scoperta di ampi stralci del mosaico pavimentale decorato con figure di animali anche fantastici come il grifone. I risultati furono pubblicati da padre Romualdo Fernandez nel volume dedicato al Padre Bellarmino Bagatti in occasione dei suoi 70 anni di età (La iglesia bizantina y medieval de Qnaye, Studia Hierosolymitana I, Jerusalem 1976, 295-306).

Quest’anno padre Hanna Jallouf ha pensato bene di riordinare il cimitero da troppo tempo abbandonato iniziando proprio dalla chiesa che occupa gran parte del settore orientale con il pavimento ad una quota più bassa di un metro rispetto alle tombe. La chiesa è stata ripulita dalle sterpaglie, consolidata e anche separata dalle tombe circostanti con un corridoio perimetrale delimitato da un muro di contenimento in pietra ridando alle rovine il ruolo che spetta loro di testimoni di un cristianesimo che affonda le sue radici nella predicazione degli Apostoli Pietro e Paolo che predicarono nella non lontana Antiochia.

Testo di M. Piccirillo


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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