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SULLA SINAGOGA DEL PERIODO ASMONEO TROVATA A GERICO


La più antica sinagoga della Palestina è adiacente al palazzo invernale degli Asmonei, a nord di wadi Qelt, a sud-ovest della città di Gerico. Il palazzo si estende per circa quattro ettari e si caratterizza per l’abbondanza di piscine, di bagni rituali (miqva’ot), di frutteti e di giardini, che furono in uso per circa cento anni (circa 130-30 a.C.).

Per una illustrazione fotografica più completa dei ritrovamenti vedi:

Escursione biblica dello SBF alla Gerico erodiana

La sinagoga si sviluppa al margine dei terreni del palazzo, lungo una condotta, al bordo occidentale di una fila di circa 10 costruzioni, erette da Alessandro Ianneo o un poco più tardi.

Il complesso della sinagoga, che si è sviluppato in due o tre fasi, ha raggiunto infine una lunghezza del circa 28 metri e una larghezza circa 20 metri La costruzione è situata vicino, e in posizione un po’ inferiore, alla menzionata condotta. L’entrata principale era probabilmente a sud. La parte orientale della costruzione comprendeva sette stanze e un piccolo cortile. La parte occidentale includeva una sala piuttosto ampia (circa 16 x 11 metri) circondata da colonne e da navate, il cui asse longitudinale è in direzione est - ovest. Immediatamente a sud di questa sala è situato un bagno rituale con due piccole stanze adiacenti. Nel corso del tempo parte della parete occidentale della sala è stata demolita ed stata aggiunta su questo lato una stanza di circa 6,5 x 5 metri. Nessuna parete separava questa stanza dalla sala. La maggior parte della superficie della stanza, che senza dubbio aveva la funzione di triclinium, era occupata da un banco a forma di U. La sinagoga fu costruita con materiali da costruzione locali - mattoni di fango sulla sommità di fondazioni di pietre non lavorate. (Lo stesso si ha sia nel palazzo asmoneo sia in quello invernale erodiano nel luogo in discussione.) L’intera costruzione è stata ricoperta senza dubbio di intonaco di calce bianco.

La sala della sinagoga aveva 12 colonne - cinque a nord e a sud e una colonna supplementare al centro dei lati orientali ed occidentali. Il pavimento della navata è composto di terra battuta; tuttavia, in teoria, potrebbe originariamente essere stato coperto da intonaco o di altro materiale in seguito rimosso. Le colonne misurano circa 90 x 80 centimetri nella sezione orizzontale e sono conservate per un’altezza massima di circa 80 centimetri. Come tutte le pareti superstiti, i resti delle colonne messi in vista sono composti di pietre non lavorate e di ciottoli, benché le loro parti superiori potrebbero essere state costruite di mattoni di fango.
La distanza fra le colonne era di 2,25 metri sul lato lungo dei colonnati e 2,75 metri su quelli corti. Una parete spessa 50 centimetri è stata messa in luce fra le colonne, 50 centimetri oltre la loro superficie interna, con la sua parte superiore che è uguale al livello delle navate circostanti.

Le pareti posteriori, quindi, hanno avuto non soltanto la funzione di delimitazioni per le navate ma anche di banchi. Una situazione differente esisteva nella navata settentrionale. Qui, ci potrebbero essere stati ancora due nuovi banchi oltre a quello descritto in precedenza, ma si discute al riguardo. Questi due banchi potrebbero essere stati rimossi durante il corso della vita della sinagoga, oppure alternativamente, durante il saccheggio delle pietre nel periodo erodiano. Esisteva probabilmente anche un banco singolo lungo la parete occidentale della sala prima dell’aggiunta del triclinium, come è indicato nel pavimento da una striscia di riparazione larga circa 50 centimetri.

La principale e sola entrata nella sala della sinagoga dava sul cortile nella parte orientale della costruzione. I pavimenti della navata centrale e del cortile si trovavano alla stessa altezza e, pertanto, erano stati necessari alcuni gradini per permettere di salire dal cortile alle navate e, naturalmente, per scendere alla navata centrale. Due gradini scolpiti nella pietra furono sistemati nella soglia. Altre scale in pietra non lavorata sono state realizzate all’angolo destro della porta, una conduce alla navata orientale e l’altra a quella meridionale. Quando la sinagoga era in uso, i primi due gradini affondarono parzialmente e due nuovi furono posti su di essi.

La sala della sinagoga è divisa in due da una scanalatura secondaria proveniente dalla condotta vicino ad essa e che termina in un bagno rituale, a sud del corridoio. All’interno del perimetro della navata settentrionale, è stato fissato a questa scanalatura un piccolo lavabo. Il bacino è stato usato evidentemente dagli addetti alla sinagoga come fonte di acqua potabile, o per altri scopi come per lavarsi le mani. Una nicchia, larga e profonda 1,5 metri, è stata rinvenuta nell’angolo di nordest della sala della sinagoga. Anche se questa nicchia si trova all’interno del perimetro delle navate, il livello del suo pavimento era 50 centimetri più basso. La nicchia in sé fu occupata da una struttura che è una specie di un armadietto, costruito in pietre non lavorate e fango, diviso in due settori.

Quello più basso, 60 centimetri di altezza, che potrebbe servire da geniza, fu coperto verosimilmente da un arco di fango che più tardi collassò. La stretta entrata a questo settore (35 x 50 centimetri), fatto che la rendeva come quella di un ambiente di stoccaggio, era molto scomoda. Un asse di legno mobile, al livello del pavimento delle navate, era probabilmente fissato davanti questo settore per celare la piccola entrata. Il settore superiore era più grande e forse fu utilizzato per conservare i rotoli della Torah e gli altri libri.

Nell’ultima fase nello sviluppo della sinagoga, fu aggiunto il summenzionato triclinium alla sala della sinagoga. Si pensa che l’intenzione iniziale dei costruttori sia stata quella di sistemare il triclinium lungo l’asse centrale della sala; tuttavia, in tal caso la colonna centrale sarebbe stata un ostacolo visivo. I costruttori, quindi, preferirono un compromesso. Il triclinium fu spostato di circa 3 metri verso sud e la colonna centrale di circa 1 metro verso nord. Il risultato finale, benché dal punto di vista architettonico distorto, permetteva un collegamento visivo piuttosto buono fra la gente seduta nella sala e il gruppo più piccolo adagiato sul triclinium.

Il banco a forma di U era largo 1,4 metri e fu costruito con pietre non lavorate e ricoperto di intonaco di calce. La sua parte superiore manca, ma un’altezza di 40-50 centimetri è ragionevole. Una passaggio, in media di 70 centimetri di larghezza, era probabilmente adoperato da coloro che servivano i viveri. Una piccola stanza triangolare, scoperta a nord del triclinium, fu aggiunta alla sala della sinagoga contemporaneamente al triclinium e fu usata con probabilità come cucina. Un piccolo podium, certamente per la cottura, costruito con mattoni di fango, e che mostra chiare tracce di fuoco, è stato messo in luce soltanto nell’angolo destro a spigolo della stanza. Ora esamineremo in breve le altre parti della costruzione. Vi erano due stanze a sud del cortile, delle quali una potrebbe essere servita da vestibolo della costruzione. Il cortile, il cui pavimento era di terra battuta, aveva un lavabo d’acqua sul suo lato meridionale. Il nord del cortile è una suite consistente in una stanza principale e in altre quattro stanze. La suite potrebbe essere stata utilizzata come alloggio per ospiti occasionali o per altri scopi ignoti.

A sud della sala della sinagoga sono state portate alla luce tre stanze rivestite di intonaco di cenere-calce, collegate al cortile per mezzo di un corridoio (anch’esso ricoperto di intonaco). Le prime due, di piccole dimensioni, furono probabilmente usate per le abluzioni, mentre la terza, più grande, conteneva un bagno rituale (mikveh). Il bagno rituale comprendeva due profonde piscine (di 3,2 metri), una con i gradini per l’immersione, l’altra priva di gradini, probabilmente adoperata come un otzar (magazzino). Le due piscine erano collegate da una piccola scanalatura situata sulla parte superiore della loro parete laterale in comune. Più di 10 bagni rituali dello stesso tipo abbiamo portato alla luce nel complesso del palazzo invernale di Gerico, tutti eccetto uno appartenenti al periodo asmoneo.

Sintesi. Tendiamo a dividere l’edificazione della costruzione in tre fasi. Durante la prima fase, il settore orientale della costruzione fu sviluppato probabilmente o come componente della summenzionata fila o poco più tardi. La seconda fase fu testimone dell’aggiunta della sala della sinagoga e delle stanze a sud. Nella terza fase fu aggiunto il triclinium, come è stato spiegato sopra. A nostro parere, il più ragionevole lasso di tempo per la costruzione di tutte e tre le fasi fu tra il 75 e il 50 a.C. (un periodo in cui sia la regina Salome e, successivamente, sia i suoi due figli rivali erano attivi), anche se questo intervallo potrebbe essere un po’ più lungo.
Il terremoto del 31 a.C. distrusse certamente la costruzione della sinagoga così come i suoi dintorni. Il secondo palazzo di Erode in questo luogo, eretto circa il 25 a.C., fu costruito sulla sommità delle rovine della sinagoga.

Adattamento di R.P.

Fonte: Ehud Netzer, A Synagogue from the Hasmonean Period Exposed at Jericho (The Bible and Interpretation)


Seguito: La sinagoga asmonea di Gerico nel quadro delle altre sinagoghe antiche


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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