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IMPIANTO IDRICO MONUMENTALE DEL PERIODO BIBLICO
SCOPERTO DA ARCHEOLOGI VICINO A GERUSALEMME


Gli archeologi questa settimana hanno completato una campagna di scavi di otto settimane in una grotta vicina al Kibbutz Tzuba nei pressi di Gerusalemme.

E’ venuto alla luce un monumentale sistema idrico, che attraversa le fessure della roccia, databile al periodo del re Ezekia, dunque all’ottavo secolo a.C.

Lo scorso anno il sito è salito alla ribalta in tutto il mondo per la scoperta di una grotta che si diceva fosse stata usata da Giovanni Battista e i suoi seguaci per la pratica del battesimo e del culto.
Gli archeologi sostengono che le nuove scoperte gettano luce sulla ragione per cui un gruppo di battezzatori (battisti) avrebbe scelto questa grotta come cornice delle loro attività, tra le molte migliaia esistenti nelle colline di Giuda ad ovest di Gerusalemme.

La ricerca archeologica sul sito è condotta da una squadra guidata dal dott. Shimon Gibson e dal prof. James Tabor dell'università del North Carolina a Charlotte negli USA. Il progetto è finanziato dal Kibbutz Tzuba e dalla Foundation for Biblical Archaeology.

“Questo è uno dei luoghi più emozionanti che ho scavato durante la mia intera carriera di archeologo”, ha dichiarato Gibson questa settimana. “Abbiamo non soltanto una grotta che sembra essere stata usata da un gruppo di battisti nel primo secolo d.C., ma sembrerebbe che sia stata scelta per tre motivi: per il suo isolamento, le dimensioni e l’antichità. Ciò che i battisti desideravano era una località distante dai villaggi vicini, sufficientemente grande per ospitare gruppi di persone che vi si recassero per immergersi (essere battezzati) e abbastanza antico in modo che l’aspetto cultuale dei riti si inserisse in un contesto che li mettesse in relazione con il periodo dei profeti israeliti.”

I recenti scavi hanno mostrato che la grotta dove avevano luogo i battesimi faceva parte di sistema idrico più ampio, risalente all’età del ferro, tagliato nella roccia in taluni punti sino ad una profondità di circa venti metri (65 piedi).
Fu un'impresa monumentale, con un pozzo verticale, un corridoio orizzontale aperto, una rampa di gradini di roccia al di sopra di un tunnel e tre piscine intonacate esterne. Il complesso si trovava sul pendio sopra una cisterna sotterranea.
I ritrovamenti della ceramica dimostrano che il sistema idrico nel suo insieme fu costruito nell’ottavo secolo a.C., ai tempi del re Ezekia, contemporaneamente alla realizzazione del famoso tunnel di Siloam a Gerusalemme. “Simili impianti idrici monumentali”, ha precisato Gibson, “sono stati rinvenuti altrove, ma fino ad ora soltanto all’interno delle città israelite, come a Beth Shemesh e Gibeon. Mai prima un sistema idrico di dimensioni così imponenti era stato trovato da solo, in aperta campagna, senza alcun centro urbano o città attigui.”

Un’iniziativa di tali dimensioni, ne deducono gli archeologi, potrebbe soltanto essere stato un progetto intrapreso dal regno di Giuda, e il sistema deve essere stato utilizzato dagli abitanti della vicina città biblica di Suba. Lo scavo ha dimostrato che il sistema idrico cadde in disuso nel VII e VI secolo a.C., anche se la grotta-serbatoio, per la parte inferiore, fu ancora adoperata per l’acqua. Durante il periodo persiano ed ellenistico la grotta continuò ad essere parzialmente utilizzata. Infine fu del tutto abbandonata nel secondo secolo a.C.

Cento anni dopo l’abbandono, la grotta fu riutilizzata da un gruppo di persone che praticavano riti cultuali negli ambienti anteriori della grotta e che si immergevano nell’acqua in quelli posteriori. Questi rituali furono praticati presso la grotta dal tempo di Giovanni Battista stesso fino al secondo secolo d.C.

Tra le altre cose è emersa una prova che i battisti ungevano i piedi con olio in una struttura di pietra.

La grotta infine fu adattata dai monaci bizantini per celebrare la memoria di Giovanni Battista, con l’incisione di una stupefacente serie di grandi disegni sulle pareti della grotta, che descrivono la figura di Giovanni Battista, la sua testa decapitata, la reliquia del suo braccio, croci e altri simboli.

La grotta venne abbandonata con l’arrivo dei crociati. I cristiani locali fuggirono evidentemente per mettere in salvo la vita.

R.P.

Fonte: Archeology: News from the Field (Israel Ministry of Foreign Affairs - 10 agosto 2005)


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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