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Programma Anno
Accademico 2010-2011
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DESCRIZIONE DELLE MATERIE
Lingue bibliche
Esegesi AT
Esegesi NT
Teologia Biblica
Corsi di introduzione e metodologia
Storia dell'esegesi
Ambiente biblico
Seminari
Escursioni
Note: MOST courses are held in Italian
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Programma dell'anno accademico 2010-2011
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DESCRIZIONE DELLE MATERIE
*/**Morfologia ebraica. La materia
è distribuita in quattro ore settimanali di lezione per la durata
dell’intero anno accademico (circa 100 ore effettive).
– Scopo del corso.
Presentazione graduale della grammatica dell’ebraico biblico nei suoi
principali aspetti ortografici, fonologici, morfologici e sintattici
(solo elementi).
Programma dettagliato (I semestre): A) Fonologia (consonanti, vocali,
sillabe, accenti biblici); B) Morfologia (articolo, preposizioni e
particelle, pronomi, sostantivi, aggettivi, verbo forte [le sette
coniugazioni o costruzioni, tempi e modi, il waw “inversivo”, i
suffissi al verbo]. II semestre: verbo debole [di I alef, I nun, I
waw/yod; di II waw/yod, verbi geminati, di III alef, di III he, forme
apocopate, verbi appartenenti a più classi], numerali); C) Sintassi (la
sequenza narrativa); D) Introduzione pratica alla massorah; E) Lettura dell’apparato
critico della Biblia Hebraica
Stuttgartensia (BHS).
Lo studente è tenuto a svolgere gli esercizi contenuti nel manuale, a
tradurre e analizzare brani scelti e i libri di Rut e Giona per intero.
La preparazione degli studenti verrà saggiata tramite test settimanali
(compresi due test complessivi alla fine dei rispettivi semestri) che
sostituiranno l’esame finale.
Bibl.: Manuale: G. Deiana – A. Spreafico, Guida allo studio dell’ebraico biblico,
Roma
1992
(terza
edizione
e
ristampe
successive; con chiave degli
esercizi e sussidio audio); A. Niccacci – M. Pazzini, Il Rotolo di Rut
– מגלת רות – Analisi del testo
ebraico, Jerusalem 2001 (analisi morfologica
pp. 29-78); A. Niccacci – M. Pazzini – R. Tadiello, Il Libro di Giona – ספר יונה – Analisi del testo ebraico e del racconto,
Jerusalem
2004
(analisi
morfologica
pp.
21-51);
M. Pazzini, “La
Massorah del libro di Rut”, LA
51 (2001) 31-54; Id., “La Massorah del libro di Giona”, LA 52 (2002) 103-116 (entram- bi
disponibili anche in rete); Id., “La Concordanza ebraico- aramaica di
Abraham Even Shoshan. Criteri di composizione e guida pratica all’uso”,
Vivarium
13 (2003) 399-413 (disponibile anche in rete); dispense del docente.
– Per la consultazione: P.
Joüon – T. Muraoka, A Grammar of
Biblical Hebrew, Roma 2006 (seconda edizione); F. Brown – S.R.
Driver – C.A. Briggs (BDB), Hebrew
and English Lexicon with an Appendix containing the Biblical Aramaic,
Oxford
1907
[l’edizione
americana
(Peabody
1979)
contiene aggiunte e
miglioramenti]; A. Even-Shoshan, A
New Concordance of the Bible. Thesaurus of the Bible Hebrew and Aramaic
Roots, Words, Proper Names Phrases and Synonyms, Jerusalem 1981
(III ed. in tre diversi formati). Altra bibliografia (grammatiche,
dizionari e concordanze) sarà fornita all’inizio del corso. Lo
studente è tenuto a procurarsi un’edizione della Biblia Hebraica Stuttgartensia
(quinta edizione, a cura di A. Schenker, 1997).
*/** Sintassi ebraica elementare A-B. Lettura di testi
di prosa e di poesia con la guida di una dispensa del professore
(abbreviazione della sua Sintassi
del verbo).
Dopo una breve presentazione della teoria sul sistema verbale
dell’ebraico biblico secondo il modello elaborato del professore, il
corso consiste essenzialmente nella lettura di testi biblici continui,
piuttosto che di passi singoli, sia di prosa che di poesia.
Lo scopo è introdurre gli studenti del corso di Licenza che hanno una
sufficiente conoscenza della morfologia ebraica all’analisi delle
singole proposizioni, della funzione loro propria e in rapporto con le
altre nel testo secondo il metodo della linguistica testuale delineato
da H. Weinrich, Tempus. Si
intende mostrare che questo tipo di analisi costituisce la base per una
corretta esegesi.
Bibl.: A.
Niccacci, Sintassi del verbo ebraico
nella prosa biblica classica, Jerusalem 1986 (ed. italiana in
rifacimento; ed. inglese aumentata, 1990; ed. spagnola corretta e
aggiornata, 2002); Id., Lettura
sintattica della prosa ebraico-biblica. Principi e applicazioni,
Jerusalem 1990; Id., “The Biblical Hebrew Verbal System in Poetry”, in:
S.E. Fassberg – A. Hurvitz (a cura di), Biblical Hebrew in Its Northwest Semitic
Setting. Typological and Historical Perspectives, Jerusalem –
Winona Lake (IN) 2006, 247-268; A. Niccacci – M. Pazzini, Il Rotolo di Rut – מגלת רות – Analisi del testo ebraico,
Jerusalem 2001; A. Niccacci – M. Pazzini – R. Tadiello, Il Libro di Giona – ספר יונה – Analisi del testo ebraico e del racconto,
Jerusalem
2004;
W.G.E.
Watson,
Classical
Hebrew Poetry, Sheffield 1984; Id., Traditional Techniques in Classical Hebrew
Verse, Sheffield 1994; H. Weinrich, Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo,
4
ed.,
Bologna
1985
(nuova
ed.
2004).
A. Niccacci
*Sintassi ebraica (elementare) C.
– Requisiti. Corso di sintassi
ebraica A-B.
– Scopo. Il corso si propone
di aiutare gli studenti a familiarizzare con i vari aspetti
dell’analisi testuale dell’ebraico biblico, mediante:
1) Continuazione dello studio della grammatica ebraica; sarà posta
enfasi sul lavoro dei masoreti e sul rapporto tra le varie parti della
proposizione, e saranno presentati modelli per l’analisi del sistema
verbale alternativi a quello studiato finora;
2) Allargamento dell’orizzonte andando oltre l’ebraico biblico della
tradizione masoretica leggendo alcuni testi in altre tradizioni
(materiale epigrafico del museo dello SBF, stela di Mesha);
3) Approfondimento dei vari aspetti grammaticali attraverso la lettura
dei seguenti brani: Es 20; Num 23 e 24; Dt 26; Giud 4 e 5; 2Re 3; Am 5
e 6; Sal 131; Neh 2.
– Tipo di corso. Due lezioni
settimanali per un numero complessivo di circa 26 ore in un semestre.
– Metodologia d’insegnamento.
Presentazione delle questioni grammaticali da parte del docente;
lettura guidata di testi ebraici preparati prima dallo studente.
– Valutazione finale. Gli
studenti possono scegliere tra due modalità di esame: a) esame orale
(due parti: interrogazione su un testo scelto dallo studente;
interrogazione su un testo biblico non studiato prima), b) lavoro
scritto (analisi grammaticale di un testo biblico scelto dallo
studente).
Bibl.: H. Donner
– W. Röllig, Kanaanäische und
aramäische Inschriften, Wiesbaden 1964 (Band 1: 52002); J.
Dubois (a cura di) Dizionario
linguistico, Bologna 1979 (ristampa: ibid., 81994); I. Yeivin, Introduction to the Tiberian Masorah
(Masoretic Studies 5) Atlanta 1980; I. Young – R. Rezetko, Linguistic Dating of Biblical Texts
1, London, Oakville 2008.
Altra bibliografia sarà fornita durante il corso. Dispensa del docente.
*/** Sintassi ebraica
avanzata.
La prosa
biblica. Sintassi del verbo secondo la “linguistica testuale” di
H. Weinrich applicata all’ebraico: narrazione e discorso. La
proposizione. La narrazione ebraica: inizio, prosecuzione; catena
narrativa e sue interruzioni; livelli narrativi. – La poesia biblica. Criteri per
distinguerla dalla prosa. Principi costitutivi del verso: parallelismo
e tecniche compositive. Il valore delle forme verbali. – L’esposizione
teorica viene affiancata dalla lettura di testi di prosa e poesia.
Il corso intende condurre gli studenti del corso di Dottorato ad
approfondire la funzione delle strutture fondamentali dell’ebraico
biblico. Passando da esempi chiari a esempi più complessi e difficili,
si cerca di identificare le funzioni proprie di ogni costrutto verbale
e non verbale, utilizzando una metodologia dal basso verso l’alto, cioè
dal livello grammaticale a quello sintattico e infine a quello
testuale, e fondando saldamente l’uno sull’altro in vista di scoprire,
per quanto possibile, la coerenza del sistema nei due generi
fondamentali della prosa: la narrazione storica e il discorso diretto.
L’introduzione alla poesia intende individuare i fenomeni tipici di
questo genere rispetto alla prosa, in particolare il modo di procedere
per segmenti paralleli piuttosto che per una sequenza lineare delle
informazioni. Si mostrerà che, tenuto conto dei fenomeni propri, la
poesia utilizza il medesimo sistema verbale della prosa, specificamente
del discorso diretto.
Gli studenti sono invitati a un corso tutorio, in cui essi si impegnano
a presentare e discutere temi della sintassi ebraica sulla base della
dispensa del professore in pdf.
Bibl.: A.
Niccacci, Sintassi del verbo ebraico
nella prosa biblica classica, Jerusalem 1986 (ed. italiana in
rifacimento; ed. inglese aumentata, 1990; ed. spagnola corretta e
aggiornata, 2002); Id., Lettura
sintattica della prosa ebraico-biblica. Principi e applicazioni,
Jerusalem 1990; Id., “The Biblical Hebrew Verbal System in Poetry”, in:
S.E. Fassberg – A. Hurvitz (a cura di), Biblical Hebrew in Its Northwest Semitic
Setting. Typological and Historical Perspectives, Jerusalem –
Winona Lake (IN) 2006, 247-268; A. Niccacci – M. Pazzini, Il Rotolo di Rut – מגלת רות – Analisi del testo ebraico,
Jerusalem 2001; A. Niccacci – M. Pazzini – R. Tadiello, Il Libro di Giona – ספר יונה – Analisi del testo ebraico e del racconto,
Jerusalem
2004;
W.G.E.
Watson,
Classical
Hebrew Poetry, Sheffield 1984; Id., Traditional Techniques in Classical Hebrew
Verse, Sheffield 1994; H. Weinrich, Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo,
4
ed.,
Bologna
1985
(nuova
ed.
2004).
*/**Morfologia greca.
– Requisiti. Il corso è
destinato agli studenti che hanno seguito almeno un corso annuale di
lingua latina (cf. Norme Generali n. 5) ma nessun corso di lingua
greca, o che non hanno superato il test di morfologia greca (cf. Norme
Generali n. 21).
– Scopo. Il corso ha lo scopo
di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della morfologia
della grecità biblica e dell’analisi delle varie parti del discorso. È
data particolare importanza all’esercizio della lettura.
– Tipo di corso. Il corso è
estensivo: cinque lezioni settimanali per un numero complessivo di ca.
130 ore in un anno.
– Metodologia d’insegnamento.
Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli
studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il
docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario
delle lezioni. Durante l’anno gli studenti vengono esaminati sia
oralmente, sugli esercizi assegnati di volta in volta, sia per iscritto
mediante test svolti senza l’ausilio di vocabolario. Ogni test riguarda
la materia trattata in una o due lezioni del manuale adottato. Per
favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei
test è individuale. In base al programma, agli esercizi assegnati
vengono aggiunti brani tratti dalle letture domestiche (Vangeli di
Marco e Giovanni), che vanno lette e studiate per intero.
– Valutazione finale. Per
l’esame di profitto (orale) gli studenti sono interrogati su tutti gli
esercizi del manuale adottato svolti durante il corso e su brani scelti
delle letture domestiche (5 capitoli per ognuno dei Vangeli su
indicati). Il voto è stabilito in base al rendimento in aula
(correzione degli esercizi), alla valutazione dei test e alla prova
orale finale.
Bibl.:
– Edizione critica: Novum
Testamentum Graece, edd. K. et B. Aland et alii, Stuttgart 199327
(è l’ed. citata abitualmente).
– Manuale adottato: B. Corsani e coll., Guida allo studio del
Greco del Nuovo Testamento, Roma 2007 (ed. spagnola, Madrid 1997).
– Sussidi: J.H. Moulton, A Grammar of New Testament Greek, I:
Prolegomena (opera di approfondimento filologico), Edinburgh 19093
(rist. 1978); J.H. Moulton – W.F. Howard, II: Accidence and
Word-Formation with an Appendix on Semitisms in the NT, Edinburgh
1928 (rist. 1979); F. Blass – A. Debrunner – F. Rehkopf, Grammatica
del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del
NT”, 3). ed. italiana a cura di G. Pisi Traduzione di M. Mattioli e G.
Pisi, Brescia 1982; E.M. Abel, Grammaire du Grec Biblique,
Paris 1927; A.T. Robertson, A Grammar of the Greek New Testament in
the Light of Historical Research, New York 1919 3; W.
Bauer – W.F. Arndt – F.W. Gingrich, Greek-English Lexicon of the
New Testament, London 1957; D. Pieraccioni, Morfologia storica
della lingua greca, Messina – Firenze 1975 (rist. 2001); L. Bottin,
Etymon. Lessico per radici, Milano 1997.
R. Pierri
Sintassi greca
(A-B). Il corso di sintassi si articola in due corsi paralleli: sintassi del caso (un’ora
settimanale annuale) e sintassi del
verbo (due ore settimanali annuali).
– Requisiti. Il corso è
destinato agli studenti che hanno superato l’esame di morfologia greca
o il relativo test (cf. Norme Generali n. 21).
– Scopo. Il corso ha lo scopo
di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della sintassi della
grecità biblica. La divisione in due corsi distinti intende favorire
l’approfondimento della materia.
– Tipo di corso. Il corso è
estensivo: tre lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 80
ore in un anno.
– Metodologia d’insegnamento.
Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli
studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il
docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario
delle lezioni.
Gli argomenti del corso sono trattati secondo la disposizione del
manuale adottato. Esso è concepito in modo da introdurre e guidare gli
studenti ai fenomeni più complessi della sintassi greca.
Gli studenti sono introdotti allo studio dell’analisi logica (caso) e
del periodo (verbo) mediante due specimen su due capitoli del testo del
NT preparati appositamente e distribuiti agli studenti all’inizio del
corso. Alla fine dello svolgimento di ogni singolo argomento, concepito
come modulo didattico, gli studenti sono esaminati mediante test
scritti specifici.
Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione
dei test è individuale. Parte delle letture domestiche sono tradotte e
analizzate in classe dagli studenti sotto la guida del docente.
– Valutazione finale. Per
l’esame di profitto (orale) gli studenti devono dar prova di aver
acquisito una sicura conoscenza della sintassi greca. Il voto è
stabilito in base al rendimento in aula (traduzione e analisi dei
testi), alla valutazione dei test e alla prova orale finale.
Bibl.:
– Edizioni critiche: Novum
Testamentum Graece, edd. B. et K. Aland et alii, Stuttgart
199327; Septuaginta. Editio altera, edd. A. Rahlfs - R.
Hanhart, Stuttgart 2006.
– Manuale adottato: L. Cignelli – R. Pierri, Sintassi di greco biblico. Quaderno I.A:
Le concordanze (SBF Analecta 61), Gerusalemme 2003; Id., Sintassi di greco biblico. Quaderno II.A:
Le diatesi (SBF Analecta 77), Gerusalemme – Milano 2010; Id., Sintassi di greco biblico (LXX e NT). I
casi. Corso teorico-pratico (Dispensa SBF), Gerusalemme 2006.
– Sussidi: L. Tusa Massaro, Sintassi del greco antico e tradizione
grammaticale, Palermo 1993 (rist. 1995); N. Basile, Sintassi storica del greco antico,
Bari 2001; M. Zerwick, Graecitas
biblica, Romae 1966 (oppure ed. inglese a cura di J. Smith, Rome
1990, oppure traduzione spagnola); J.H. Moulton – N. Turner, III: Syntax, Edinburgh 1963 (rist.
1976); F. Blass – A. Debrunner – F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento
(Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3), Brescia 1982; F.C.
Conybeare – G. Stock, A Grammar of
Septuagint Greek (breve sintesi), Boston 1905 (rist. Zondervan
1981); H.J. Thackeray, A Grammar of
the Old Testament in Greek according to the Septuagint, I:
Introduction, Orthography and Accidence, Cambridge 1909 (rist.
Tel-Aviv 1970; Hildesheim 1978); T. Muraoka, A Greek-English Lexicon of the Septuagint,
Leuven
2009;
J.
Lust
–
E.
Eynikel – K. Hauspie, A
Greek-English Lexicon of the Septuagint,
Stuttgart
2003; L. Cignelli, “La grecità biblica”, LA 35 (1985) 203-248; S.E. Porter, Idioms of the Greek New Testament
(Biblical Languages: Greek 2), Sheffield 1992; D.B. Wallace, Greek Grammar beyond the Basics. An
Exegetical Syntax of the New Testament, Grand Rapids 1995.
– Letture domestiche: NT: Mt 13-14; At 17-18; Rm 4-5; 1Cor
10-11; 1Tm 3-4; Col 1-4; Eb 4-6; Ap 3-4. LXX: Es11-12; 1Mac 3-4; Sal 38; Sap
11-12.
R. Pierri
*/**Ugaritico.
– Requisiti.
Corso
di
morfologia
ebraica.
– Scopo. Il corso si propone
di introdurre gli studenti alla lingua ed alla letteratura ugaritica.
L’ugaritico è una lingua semitica nord-occidentale, vicina all’ebraico
ed all’aramaico. Essa utilizza caratteri cuneiformi ed è la prima
scrittura alfabetica (consonantica) conosciuta. La lingua la si
conosce dagli scavi (negli anni 20 del secolo scorso) nella città
d’Ugarit (oggi Ras ash-Shamra) sulla costa dell’attuale Siria. I testi
risalgono ai secoli 14-12 a.C. L’apprendimento dell’Ugaritico è
rilevante per lo studio dell’Antico Testamento per due motivi: La
vicinanza linguistica e stilistica con l’Ebraico, soprattutto con la
poesia biblica, può aiutare a capire meglio i testi biblici di
difficile interpretazione. I testi d’Ugarit sono più o meno
contemporanei con persone ed avvenimenti raccontati in Genesi ed Esodo.
– Tipo di corso. Due lezioni
settimanali per un numero complessivo di circa 50 ore in due semestri.
– Metodologia d’insegnamento.
Introduzione alla scrittura (breve); presentazione delle questioni
grammaticali da parte del docente; lettura guidata di testi ugaritici
(nella trascrizione in caratteri latini) preparati prima dallo studente.
– Valutazione finale.
Nell’esame finale gli studenti devono mostrare una discreta conoscenza
della grammatica, del lessico e della letteratura ugaritica. L’esame
avrà per argomento l’analisi di due testi: uno studiato in classe e uno
non studiato prima.
Bibl.: Testi: M. Dietrich – O Loretz – J.
Sanmartín, Cuneiform Alphabetic
Texts from Ugarit, Ras Ibn Hani and Other Places (ALASPM 8),
Münster 1995.
– Grammatiche: J. Tropper, Ugaritische Grammatik (AOAT 273),
Münster 2000; D. Sivan, A Grammar of
the Ugaritic Language (HO 28), Leiden 1997; C.H. Gordon, Ugaritic Textbook, vol. 1 (AnOr
38), Roma 1965.
– Dizionari: G. del Olmo Lete
– J. Sanmartín, Diccionario de la
lengua ugarítica (AOS 7), Sabadell 1996/2000; C.H. Gordon, Ugaritic Textbook, Vol. 3 (AnOr
38), Roma 1965.
– Manuale: P. Bordreuil – D.
Pardee, A Manual of Ugaritic (Linguistic
Studies
in
Ancient
West
Semitic
3),
Winona Lake 2009.
Altra bibliografia sarà fornita durante il corso.
* Aramaico biblico.
– Requisiti.
Corso
di
morfologia
ebraica.
– Scopo. L’aramaico comprende
dialetti di varie epoche. Alcuni testi biblici sono scritti in uno di
questi dialetti (Esd 4,8-6,18; 7,12-26, Dn 2,4-7,28, Ger 10,11, Gen
31,47). Il corso proposto è un’introduzione alla grammatica e alla
lettura dei testi aramaici dell’AT.
– Siccome la lingua aramaico è una lingua semitica vicina all’ebraico
biblico, la sua conoscenza permette anche un approfondimento della
stessa lingua ebraica. Durante il corso saranno date alcune indicazioni
sulle possibilità (e i limiti) che offre la conoscenza di un’altra
lingua semitica per la comprensione della Bibbia ebraica.
– Tipo di corso. Due lezioni
settimanali per un numero complessivo di circa 26 ore in un semestre.
– Metodologia d’insegnamento.
Presentazione graduale e comparativa (con l’ebraico) delle questioni
grammaticali da parte del docente nei suoi principali aspetti
morfologici e sintattici; lettura guidata dei testi aramaici preparati
prima dallo studente; il corso prevede la lettura, traduzione e analisi
delle porzioni dell’AT in aramaico.
– Valutazione finale. L’esame
finale sarà scritto e comprenderà: a) traduzione di un testo aramaico
biblico (c. 10 righe), b) domande grammaticali, c) analisi morfologica
in contesto, d) analisi morfologica fuori contesto; è consentito l’uso
di un dizionario durante l’esame.
Bibl.: Per la consultazione: H. Bauer – P.
Leander, Grammatik des
Biblisch-Aramäischen, Halle 1927 (New York 19813); P. Magnanini
– P.P. Nava, Grammatica di aramaico
biblico, Bologna 2005; F. Rosenthal, A Grammar of Biblical Aramaic,
Wiesbaden 1961; A.F. Johns, A Short
Grammar of Biblical Aramaic, Berrien Springs 1982.
– Dizionari: E. Vogt, Lexicon linguae aramaicae Veteris
Testamenti documentis antiquis illustratum (completamento del
dizionario di F. Zorell), Roma 1971; L. Koehler – W. Baumgartner, The Hebrew and Aramaic Lexicon of the Old
Testament. Vol. V: Aramaic, Leiden – Boston – Köln 2000.
Altra bibliografia sarà fornita all’inizio del corso. Dispensa del
docente.
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* Il Cantico dei Cantici.
– Testi scelti; piano generale e senso nel
quadro della teologia sapienziale biblica e dei paralleli extra
biblici, in particolare egizi.
Bibl.: E.
Bosetti, Cantico dei cantici. «Tu
che il mio cuore ama»: estasi e ricerca, Cinisello Balsamo
(Milano) 2001; M.V. Fox, The Song of
Songs and the Ancient Egyptian Love Songs, London 1985; A.
Niccacci, “Cantico dei cantici e canti d’amore egiziani”, LA 41 (1991) 61-85; Id., La casa della sapienza. Voci e volti della
sapienza biblica, Cinisello Balsamo (Milano) 1994; dispensa in
preparazione. M.H. Pope, Song of
Songs. A New Translation with Introduction and Commentary (The
Anchor Bible 7C), New York 1977. Il commentario di Pope contiene
un’estesa bibliografia che comprende praticamente tutti gli studi
dall’antichità agli anni 70. Aggiornamenti, oltre a quelli disponibili
nel catalogo della biblioteca e nei bollettini bibliografici, saranno
dati nella dispensa in preparazione.
* Il Mistero della Presenza di Dio nel
Santuario del Deserto (Es 25-27; 32-34).
– Requisiti.
Conoscenza
dell’ebraico;
si
richiede
inoltre
una
conoscenza generale
delle problematiche relative al libro dell’Esodo.
– Scopo generale del corso.
Il corso si propone, tramite una attenta analisi dei capitoli più
significativi di Es 25-40, di esplicitare il senso della rilettura
sacerdotale del santuario salomonico. Questa rilettura avviene su due
piani: da un lato la contestualizzazione al Sinai intende criticare e
soprattutto superare l’ambiguità del santuario regale propria
dell’epoca precedente, dall’altro vuole fondare una teologia della
presenza divina tale da costituire, attraverso e nonostante i
condizionamenti culturali, il segno distintivo del popolo di Dio.
– Metodologia. L’analisi
comprende: la critica testuale, l’analisi delle tradizioni, la
struttura letteraria delle unità, il commento e il messaggio teologico.
– Valutazione finale. L’esame
sarà scritto.
Bibl.: U.
Cassuto, A Commentary on the Book of
Exodus (orig. ebr. 1951), London 1967; B.S. Childs, The Book of Exodus. A Critical.
Theological Commentary, Philadephia – London 1974; F. Michaeli, Le livre de l’Exode, Neuchâtel
1974; M. Haran, Temples and
Temple-Service in Ancient Israel, Oxford 1978; J.I. Durham, Exodus, Waco 1987; T.E. Fretheim, Exodus, Louisville 1991; E.
Cortese, “The Priestly Tent (Ex 25-31.35-40). Literary Criticism and
the Theology of P Today”, LA
48 (1998) 9-30; C. Houtman, Exodus
I-III, Kampen – Leuven 1993-2000; C. Dohmen, Exodus 19-40, Freiburg im B. 2004;
G. Paximadi, E io dimorerò in mezzo
a loro. Composizione e interpretazione di Es 25-31, Bologna
2004; W.H.C. Propp, Exodus I.II,
New
York
1999-2006;
C.
Nihan,
From
Priestly Torah to Pentateuch. A Study in the Composition of the Book of
Leviticus, Tübingen 2007; Id., “Du premier et du seconde Temple:
Rôles et function du sanctuaire d’Israël selon l’écrit sacerdotal”, in:
C. Lichtert – D. Nocquet (dir.), Le
Roi Salomon un héritage en question. Hommage à Jacques
Vermeylen, Bruxelles 2008, 165-203.
** Redazioni e reazioni nel Libro dei
Giudici.
Le introduzioni redazionali (Gdc 1-3,6). I
Giudici Liberatori (Gdc 3,7-11,40). I Giudici Minori (Gdc 10,5;
12,8-15).
Bibl.: Y. Amit, Hidden Polemics in Biblical Narrative,
(BInt
25),
Leiden
2000;
U.
Bechmann,
Das
Deboralied zwischen Geschichte und Finktion. Eine exegetische
Untersuchung zu Richter 5, St. Ottilien 1989; U. Becker, Richterzeit und Königtum.
Redaktionsgeschichtliche Studien zum Richterbuch, (BZAW 192),
Berlin – New York 1990; P. Guillaume, Waiting
for
Josiah.
The
Judges, (JSOT Suppl Ser 385), London – New York
2004; K. Latvus, God, Anger and
Ideology. The Anger of God in Joshua and Judges in Relation to
Deuteronomy and the Priestly Writings, (JSOT Suppl Ser 279),
Sheffield 1998; P. Kaswalder, “I Giudici di Israele”, LA 41 (1991) 9-40; M.A. O’Brien, The Deuteronomistic History Hypothesis. A
Reassessment, (OBO 92), Freiburg – Göttingen 1989; R.M. Polzin, Moses and the Deuteronomist. A Literary
Study of the Deuteronomic History, Part One: Deuteronomy, Joshua,
Judges,
New
York
1980;
W.
Richter,
Traditionsgeschichtliche
Untersuchungen
zum
Richterbuch, (BBB 18), Bonn 1963; W. Richter, Die
Bearbeitungen des ‘Retterbuches’ in der deuteronomistichen Epoche,
(BBB
21),
Bonn
1966;
B.G.
Webb,
The
Book of the Judges. An Integrated Reading, (JSOT Suppl Ser 46),
Sheffield 1987. Dispense del docente.
** Geremia 2-10: brani scelti di esegesi.
– Requisiti.
Si
richiede
che
lo
studente
abbia
frequentato il corso di ebraico
biblico (livello A) e che conosca le linee fondamentali della
metodologia biblica dell’Antico Testamento. Indispensabile è saper
leggere l’apparato critico della BHS.
– Scopo generale e contenuto.
Il corso si propone di introdurre nello studio del libro di Geremia
secondo il TM dando importanza all’analisi letteraria e filologica dei
testi. I brani di esegesi verranno scelti nella prima (capp. 2-6) e
seconda sezione (capp. 7-10) del libro e riguarderanno sia la poesia
sia la prosa. Allo studente sarà offerto un quadro introduttivo dei
risultati attuali della ricerca sul libro e in particolare sulla
problematica riguardante la cosiddetta Frühverkündigung (la data della
vocazione, il problema dell’Urrolle,
il
rapporto
con
la
riforma
di
Giosia, il nemico del nord, ecc.).
– Tipo di corso, metodologia di
insegnamento. Le lezioni presenteranno le unità letterarie
seguendo il percorso classico: critica testuale, unità, struttura,
genere letterario, aspetti filologici e lessicali, interpretazione,
teologia, ecc. Non si mancherà di contestualizzare le unità nella
sezione cui appartengono e all’interno del libro. Un interesse
particolare sarà dato al loro radicamento nella tradizione profetica e
al messaggio teologico.
– Metodo di valutazione finale.
L’esame
sarà
scritto
o
orale,
a
scelta degli studenti. L’esame scritto
comporta una dissertazione di uno o più brevi passi di esegesi da
svolgere nell’arco di tre ore, sulla base della Bibbia ebraica (e della
Lxx) e senza l’ausilio di strumentazione alcuna.
Bibl.: P.-M.
Bogaert (a cura di), Le livre de
Jérémie. Le prophète et son milieu. Les oracles et leur transmission,
Leuven
19972;
G.
Fischer,
Jeremia
1-25, Freiburg im Breisgau 1995; H. Lalleman-de Winkel, Jeremiah in Prophetic Tradition. An
Examination of the Book of Jeremiah in the Light of Israel’s Prophetic
Traditions, Leuven 2000; R. Liwak, Der Prophet und die Geschichte. Eine
literar-historische Untersuchung zum Jeremiabuch, Stuttgart
1987; V. Lopasso, “La riforma di Giosia nel Nord”, BeO 41 (1999, 1), 29-39; Id., “Ger
3: forma, contenuto e scopo”, BeO
43 (2001, 4), 197-213; Id., “La data della vocazione di Geremia”, in V.
Lopasso – S. Parisi (a cura di), Liber
Scripturae.
Miscellanea
in
onore
di
P.
Francesco Tudda ofm,
Soneria Mannelli 2002, 37-50; Id., “Geremia: il profeta e il libro”, BeO 44 (2002), 161-178; S.
Manfredi, Geremia in dialogo. Nessi
con le tradizioni profetiche e originalità in Ger 4,5-6,30,
Caltanisetta – Roma 2002. Dispense del docente.
Vedi anche:
**La Bibbia a Qumran: G. Geiger (IAT=EAT).
|
* Gesù Messia nel Vangelo di Matteo.
Il corso si propone come esercizio di esegesi
utilizzando il metodo storico-critico per quanto riguarda l’analisi del
testo studiando alcuni passi più significativi, passando poi alla
critica letteraria (narratività) allo scopo di interpretare l’intero
vangelo di Matteo sulla base del conflitto fra Gesù e i suoi oppositori.
In particolare si presenta Gesù come Messia-Re pacifico, che nella
dottrina e nella prassi rivela il regno di Dio che governa mediante la
misericordia. Gli oppositori controbattono la posizione di Gesù sulla
base della legge e dei costumi giudaici, ricorrendo infine alla sua
eliminazione. L’evangelista pone in evidenza l’autorità del Messia, che
porta a compimento la legge e la profezia antica, richiedendo
l’imitazione del comportamento misericordioso di Dio, inculcando ai
discepoli l’amore dei nemici e la preghiera per i persecutori.
La forte polemica, caratteristica del vangelo di Matteo, rivela il
dramma di una comunità di origine ebraica, toccata dall’incredulità dei
correligionari e l’accoglienza della fede da parte delle popolazioni
pagane. La tensione fra il particolarismo ebraico e l’universalismo
cristiano si risolve alla luce dell’autorità del Risorto, superiore a
quella di Mosè, che affida ai discepoli un mandato valido sino alla
parusia.
Il corso non si limita ad un’esegesi meramente storica del testo, ma
seguendo il metodo narrativo ricava la teologia dai molteplici aspetti
offerti dall’intera opera matteana. Quindi allo studente si richiede la
previa conoscenza della lingua greca sia una capacità interpretativa
supportata da competenza nel metodo narrativo. La maturità dello
studente viene valutata dalla presentazione di un brano, studiato nel
corso, inquadrato nel messaggio narrativo dell’intera opera di Matteo.
Bibl.: D.R. Bauer
– M.A. Powell (a cura di), Treasures
New and Old. Recent Contributions to Matthean Studies (SBS
Symposium Series, 1), Atlanta 1996; J. Dupont, Le Beatitudini I-II (La Parola di
Dio, 7.14) Milano 1977-1979; D.A. Hagner, Matthew I-II (Word Biblical
Commentary 33 A.B.), Dallas 1993-1995; R.H. Gundry, Matthew. A Commentary on His Literary and
Theological Art, Grand Rapids l994 (ed. 2); J.D. Kingsbury, Matteo, un racconto (Bibioteca
biblica 23), Brescia 1998 (ed. 2); F.J. Matera, “The Plot of Matthew’s
Gospel”, CBQ 49 (1987)
233-253; D. Patte, The Gospel
according to Matthew: A Structural Commentary on Matthew’s Faith,
Philadelphia
1987;
M.A.
Powell,
What
Is Narrative Crsticism? A New Approach to the Bible, London
1993; B. Repschinski, “Nicht
auflösen, sondern zu erfüllen”. Das jüdische Gesetz in den synoptischen
Jesus-erzählungen (FB 120) Würzburg 2009.
* Esegesi della prima lettera di Pietro.
– Requisiti.
Conoscenza
del
greco
e
dell’ebraico,
corsi
propedeutici: giudaismo e
introduzione ai Targumim.
– Scopo del corso. Iniziare
lo studente alla lettura della Scrittura con il metodo giudaico
approvato dalle lettere della commissione biblica.
– Contenuto generale. Studio
di alcune pericope : 1,3-12; 2,1-10; 3,1-7. Lo studente deve essere in
grado di integrare il metodo storico-critico con il metodo di lettura
giudaica.
– Supporti didattici usati.
Oltre che ai consueti strumenti per l’esegesi del NT, si farà ricorso
ai Targumim alla letteratura giudaica antica.
– Valutazione finale. Lavoro
scritto.
Bibl.: J.
Achtemeier, 1 Peter (Hermeneia),
Minneapolis
1996;
M.
Adinolfi,
Il
Sacerdozio comune dei fedeli, Roma 1983; E. Best, “Spiritual
Sacrifices: General Priesthood in the New Testament”, Interpretation 14 (1960) 273-299;
W.J. Dalton, “1 Peter”, A New
Catholic Commentary on Holy Scripture, in R.C. Fuller et al. (a
cura di), New York 1967; J.E. Elliot, The
Elect
and
the
Holy, Leiden 1966; Id., 1
Peter. A New Translation with
Introduction and Commentary (The Anchor Bible), New York 2000;
F. Manns, “La théologie de la nouvelle naissance dans la première
lettre de Pierre”, LA 45
(1995) 107-141; Id., “La maison où réside l’Esprit. 1 P 2,5 et son
arrière-plan juif”, LA 34
(1984) 207-224; B. Reicke, The
Epistles of James, Peter and Jude, New York 1964; E.G. Selwyn, The First Epistle of St Peter,
London 1952/3.
*/** Lettera di Giacomo.
– Descrizione.
Il
corso
è
strutturato
in
due
parti, una sintetica e l’altra analitica.
La prima ha carattere introduttivo e consiste nella presentazione
complessiva della Lettera e delle sue caratteristiche alla luce degli
studi più recenti (consensi e dissensi). La seconda consiste
nell’analisi esegetica di passi scelti della Lettera. Particolare
attenzione si darà ad alcuni brani dove si ha il fenomeno della
intertestualità: citazione del comandamento dell’amore in Gc 2,8 (Lv
19,18) e di non commettere adulterio e non uccidere in Gc 2,11 (Es
20,14; Dt 5,18); “Abramo credette a Dio e gli fu accreditato a
giustizia” in Gc 2,23 (Gn 15,6); “Dio ai superbi resiste, ma agli umili
dà grazia” in Gc 4,6 (Pr 3,34); echi di Is 40,6-7 in Gc 1,10-11 e Is
5,9 in Gc 5,4; ricorso alla figura di Abramo (Gc 2,21-24), Racab (Gc
2,25), Giobbe (Gc 5,11) e Elia (Gc 5,17-18) come esempi rispettivamente
di giustizia, pazienza e preghiera.
– Obiettivi. Il corso si
propone un duplice scopo: 1) introdurre a una buona conoscenza di un
singolare scritto classificato dalla tradizione tra le “lettere
apostoliche”; 2) iniziare, mediante esempi concreti, all’esegesi di
testi scelti che implicano esplicitamente il rapporto Antico Testamento
e Nuovo Testamento.
– Modalità. L’insegnamento
sarà impartito mediante lezioni frontali che richiedono da parte dello
studente la lettura previa di contributi specifici che verranno
indicati durante il corso, oltre che di qualche commentario principale.
Si chiede agli studenti anche una sufficiente familiarità con il testo
greco di tutta la Lettera. Per ogni brano si faranno questi passi
metodologici: definizione delle sequenze discorsive, traduzione
ragionata, critica testuale, osservazioni di critica letteraria,
commento.
– Valutazione. L’esame sarà
orale per tutti; se qualche studente preferisce la forma scritta, dovrà
accordarsi personalmente con il docente. Allo scopo il docente metterà
a disposizione un sussidio con traduzione e analisi sintattica.
Bibl.: Secondo la
propria lingua, ciascun studente è tenuto a scegliere uno o due dei
migliori commenti alla Lettera per la propria lettura personale da
accompagnare alla frequenza del corso. Il docente presenterà all’inizio
del corso una lista annotata comprendente i commenti di: Mayor
(1910ss.), Ropes (1916ss.), Dibelius (1921ss.), Mussner (1964ss.); S.
Laws (1980); P. Davids (1982); F. Wouga (1984); F. Schnider (1987);
R.P. Martin (1988); G. Marconi (1990); H. Frankemölle (1994); L.T.
Johnson (1995); R. Hoppe (1999); C. Burchard (2000); P.J. Hartin
(2003); R. Fabris (2004).
Per informarsi sulla problematica attuale si vedano: T.C. Penner, “The
Epistle of James in Current Research”, Currents in Biblical Research 7
(1999) 257-308; G.C. Bottini, Giacomo
e
la
sua
lettera.
Una
introduzione, Jerusalem 2000; L.L. Cheung, The Genre,
Composition and Hermeneutics of James (Paternoster Biblical and
Theological Monographs), Carlisle – Waynesboro 2003; Ph. B. Harner, What Are They Saying About the Catholic
Epistles?, New York – Mahwah 2004, 5-28.
Per un primo approccio al tema dell’intertestualità si vedano: S.
Moyise, “Intertextuality and the Study of the Old Testament in the New
Testament”, in Id. (a cura di), The
Old Testament in the New Testament. Essays in Honour of J.L.
North (JSNT SS 189), Sheffield 2000, 14-41 e la letteratura ivi citata.
Per lo studio della problematica nella Lettera di Giacomo partire dal
contributo di W. Popkes, “James and Scripture: An Exercise in
Intertextuality”, New Testament
Studies 45 (1999) 213-229.
** I discorsi di Gesù nel
vangelo di Giovanni.
– Requisiti.
Introduzione
generale
alle
questioni
del
quarto
vangelo. Conoscenza del
greco per poter lavorare sul testo originale.
– Scopo del corso.
Approfondimento delle parole di Gesù nel loro “tessuto” giovanneo:
composte in discorsi, collegati ai segni. Contenuto: I discorsi di Gesù
nella prima parte del quarto vangelo e qualche pericope del discorso di
addio. Obiettivo: Affinare la capacità di analizzare i testi per
cercarne la struttura e il messaggio teologico.
– Metodo. Esame del testo
sotto l’aspetto sincronico: analisi sintattica, semantica e retorica,
delimitazione e composizione del testo. Si farà riferimento anche alle
divisioni del Codex B.
– Strumenti. Nestle-Aland27,
Concordanze,
Lessici.
– Valutazione finale dello studente.
Esame
orale.
Bibl.: Consultare
i maggiori commenti del quarto vangelo. Alcuni studi (altri saranno
segnalati durante il corso): B. Lindars, “Discourse and Tradition: The
Use of the Sayings of Jesus in the Discourses of the Fourth Gospel”, JSNT 13 (1981) 83-101; J. Taylor,
“The Johannine Discourses and the Speech of Jesus: Five Views”, Scripture Bulletin 14 (1984) 33-41;
U.C. Von Wahlde, “Literary Structure and Theological Argument in Three
Discourses with the Jews in the Fourth Gospel [6,31-59; 8,13-59;
10,22-39]”, JBL 103 (1984)
575-584; M. Gourgues, “Sur la structure et la christologie de Jean 3”, ScE 46 (1994) 221-227; A. Vanhoye,
“La Composition de Jn 5,19-30”, Melanges
Bibliques
en
hommage
au
R.
P.
Beda Rigaux, Gembloux 1970,
259-274.
|
* La teologia
dell’Apocalisse di Giovanni.
– Scopo
del corso. L’Apocalisse conclude la «sinfonia» canonica della
rivelazione fra AT e NT, tra profezia e storia, fra escatologia e
apocalittica, ma «fa vedere» tutta la rivelazione aprendo la vita
presente sul futuro dell’incontro definitivo con Dio. Se lo scopo
dell’Apocalisse non è «informare», ma aiutare a «capire» la storia e
agire di conseguenza, l’obiettivo del corso è leggere, interpretare e
comprendere in profondità l’Apocalisse, un testo da sempre considerato
«difficile», misterioso nella chiesa e controverso nella storia
dell’esegesi.
– Metodo e itinerario.
Prenderemo contatto diretto con il testo entrando nel mondo narrativo,
simbolico e teologico dell’autore dell’Apocalisse. 1) Ne affronteremo
il genere letterario, la sua originalità all’interno della grande
tradizione giudaica degli scritti profetico/apocalittici. 2) Ne vedremo
la struttura letteraria, il linguaggio simbolico, polivalente e
affascinante. 3) Ne preciseremo le chiavi ermeneutiche e gli schemi
interpretativi indispensabili per un approccio sistematico al libro,
per coglierne il messaggio che l’autore riesce a mediare attraverso la
sua genialità espressiva. 4) Ne seguiremo la struttura narrativa a
svolgimento progressivo, divisa in due parti diseguali: dalla prima
parte, il Cristo e le chiese d’Asia
(Ap 1-3), alla seconda parte, il
piano
e
l’azione
di
Dio
nella
storia (Ap 4-22). 5) Ne
esamineremo alcuni testi fondamentali (Ap 1,1-3; 1,9-20; 3,14-22;
4,1-11; 5,1-14; 14,1-5; 20,11-15; 21,1-7; 22,6-21), che consentono di
avere le chiavi ermeneutiche sia del linguaggio proprio, sia della
teologia dell’Apocalisse, che è sì una rivelazione di Gesù Cristo
(cristologia), ma anzitutto un libro su Dio (origine della
rivelazione), e anche sulle chiese e sulla storia dell’umanità.
– Valutazione finale dello studente.
L’esame
sarà
orale
su
uno
dei
testi e temi affrontati.
Bibl.: R.
Bauckham, La teologia dell’Apocalisse
(Letture Bibliche 12), Brescia 1994; Id., The Climax of prophecy. Studies on the
book of Revelation, Edinburgh 1993; G. Biguzzi, L’Apocalisse e i suoi enigmi,
Brescia 2004; J. Comblin, Le Christ
dans l’Apocalypse, Paris 1965; C.J. Hemer, The Letters to the Seven Churches of Asia
in Their Local Setting, Sheffield 1986; T. Holtz, Die Christologie der Apokalypse des
Johannes, Berlin 19712; M. Mazzeo, La sequela di Cristo nel libro
dell’Apocalisse, Milano 1997; Id., Il Volto Trinitario di Dio nel libro
dell’Apocalisse, Milano 1999; L. Pedroli, Dal fidanzamento alla nuzialità
escatologica: la dimensione antropologica del rapporto crescente tra
Cristo e la Chiesa nell’Apocalisse, Assisi 2007; P. Prigent, L’Apocalisse di S. Giovanni, Roma
20002; U. Vanni, L’Apocalisse,
ermeneutica, esegesi, teologia (Suppl. RivBib 17), Bologna
20012; Id., Apocalisse, libro della
rivelazione, Bologna 2009.
** La morte nel Pentateuco.
Il corso è destinato a studenti dell'AT che
abbiano frequentato i corsi di introduzione generale alla S. Scrittura
e all'ebraico biblico. Le lezioni offrono la possibilità di studiare il
tema della morte e della fine di vita nel Pentateuco. Il corso si
propone di imparare a leggere e interpretare dei brani scelti nel
Pentateuco che trattano questo tema.
– Valutazione finale dello studente.
Al
termine
delle
lezioni
è
previsto
un esame orale.
Bibl.: L.R.
Bailey, Biblical Perspectives on
Death, Philadelphia 1979; R. Martin-Achard, La mort en face selon la Bible hébraique,
Genève
1988;
A.F.
Segal,
Life After
Death. A History of the Afterlife in the Religions of the West,
New York 2004; N.J. Tromp, Primitive
Conceptions of Death and the Nether World in the Old Testament,
Rome 1969.
|
| INTRODUZIONE E
METODOLOGIA |
* La civiltà mesopotamica come sfondo
storico-culturale della Bibbia.
Il corso è introduttivo, per cui non richiede
particolari requisiti oltre a quelli generali, ma si rivolge in
particolar modo agli studenti di scienze bibliche. Esso si inquadra
nell’introduzione speciale all’Antico Testamento e intende offrire uno
sfondo storico, di civiltà e culturale, soprattutto letterario e
religioso, per capire (e spiegare) meglio il fenomeno della Bibbia.
Seguendo la traccia dello sviluppo storico della civiltà umana nel
Vicino Oiente antico dal neolitico in poi, speciale attenzione sarà
rivolta al fenomeno della scrittura e letteratura, in modo particolare
nella Mesopotamia e in Siria, dai primordi fino all’epoca biblica.
Nella seconda parte del corso saranno esaminati, in maniera
monografica, alcuni casi quando per gli avventi descritti abbiamo la
testimonianza incrociata dei testi biblici ed extrabiblici. La terza
parte cercherà di dare, in sintesi, una risposta alla domanda perché
per la scienza biblica sia indispensabile conoscere la storia, la
civiltà e la letteratura del Vicino Oriente antico.
Il corso si basa essenzialmente sulle lezioni, che
sono integrate dal manuale scritto offerto dal profesore, per cui la
partecipazione alle lezioni è richiesta. L’esame alla fine del corso
sarà orale, composto da due parti: nella prima lo studente dovrà
presentare autonomamente uno dei temi o periodi trattati, a sua scelta
ma in coordinamento con il professore. Nella seconda parte risponderà
ad alcune domande del professore per verificare l’assimilazione globale
della materia.
Bibl.: a. Introduzione. T. Vuk, Il mondo che vide nascere la Bibbia.
Relazioni del popolo della Bibbia con i popoli circostanti
(Pro-manuscripto - SBF), Jerusalem 2009; Id., “Religione, Nazione e
Stato nel Vicino Oriente Antico e nella Bibbia”, LA 40 (1990) 105-158; A. Paul (a
cura di), Scritti dell’Antico Oriente
e fonti bibliche, (Piccola Enciclopedia Biblica 2), Roma 1988 [=
Écrits de l’Orient ancien et sources bibliques. Par A. Barucq – A.
Caquot – J. M. Durand – A. Lemaire – E. Masson. Index et tables par J.
Auneau, ed. A. Paul (Petite biblithèque des sciences bibliques. Ancien
Testament 2), Paris 1986]; K.L. Sparks, Ancient Texts for the Study of the Hebrew
Bible. A Guide to the Background Literature, 2. printing ed.,
Massachusetts 2006; W. von Soden, Einführung
in
die
Altorientalistik (Orientalistische Einführungen in
Gegenstand, Ergebnisse und Perspektiven der Einzelgebiete), Darmstadt
1985, 2. ed. non cambiata 1992 [= Introduzione
all’orientalistica
antica. Ed. ital. a cura di C. Mora (Studi
sul Vicino Oriente antico 1), Brescia 1989; Introducción al orientalismo antiguo
(Colección: Estudios orientales 1), Sabadell 1987; The Ancient Orient. An Introduction to the
Study of the Ancient Near East, Grand Rapids 1994].
– b. Atlanti. A.F. Rainey –
R.S. Notley, The Sacred Bridge.
Carta’s Atlas of the Biblical World. With Contributions by J.
Uzziel, I. Shai, B. Schultz, izd. S. Ahituv, Jerusalem 2006; M. Roaf, Cultural Atlas of Mesopotamia and the
Ancient Near East, New York 1990.
– c. Storia. M. Liverani, Antico Oriente. Storia, società, economia
(Manuali Laterza 17), 2. ed., Roma – Bari 1995.
– d. Testi. L’Antico Testamento e le culture del
tempo. Testi scelti. Presentazione di G. Ravasi (Studi e
ricerche bibliche), Roma 1990; J. Briend – M.-J. Seux, Textes du Proche-Orient ancien et histoire
d’Israel (Études annexes de la Bible de Jérusalem), Paris 1977;
W.W. Hallo – K.L. Younger, Jr. (a cura di), The Context of Scripture. Volume I:
Canonical Compositions from the Biblical World; Volume II: Monumental
Inscriptions from the Biblical World, Leiden ecc. 1997-2000;
Id., The Context of Scripture.
Volume II: Monumental Inscriptions from the Biblical World,
Leiden ecc. 2000; Id., The Context
of Scripture. Volume III: Archival Documents from the Biblical World,
Leiden
ecc.
2002;
O.
Kaiser
ecc.
(a cura di), Texte aus der Umwelt des
Alten Testaments, Gütersloh 1982ss. La bibliografia più specifica sarà
indicata secondo le lingue dei partecipanti.
* Introduzione alla letteratura apocrifa
dell’AT.
I testi della letteratura giudaica, scritti
dopo l’epoca biblica e posti cronologicamente fra il terzo secolo a.C.
e il secondo secolo d.C., nonostante l’evidente imprecisione della
nomenclatura (letteratura giudaica di epoca ellenistico-romana,
letteratura intertestamentaria, libri pseudepigrafi o canonici) hanno
la caratteristica di essere stati scritti per la maggior parte in
lingua semitica e a noi conservati in traduzioni antiche alcuni
composti direttamente in greco, ma sono frutto della cultura biblica
alla cui luce si riflette sui grandi eventi storici quali il dominio da
parte di imperi stranieri, la persecuzione religiosa e la distruzione
della città di Gerusalemme e del tempio.
Perciò, dopo un richiamo agli avvenimenti che ne provocarono la
composizione, presentiamo di tali scritti il genere letterario, la
struttura, il contenuto e il messaggio.
Allo studente è richiesta una conoscenza generale di tutti gli scritti
e in particolare di uno scritto a scelta, studiato a fondo, usufruendo
della bibliografia specializzata.
Bibl.: G.
Boccaccini, Il medio giudaismo. Per
una storia del pensiero giudaico tra il terzo secolo a.e.v. e il
secondo secolo e.v. (Radici, 14) Genova 1993; L. Di Tommaso, A Bibliography of Pseudepigrapha Research
1850-1999 (JSPsSupS 39) Sheffield 2001; G.W.E. Nickelsburg, Jewish Literature Between the Bible and
the Mishna. A Historical and Literary Introduction, Philadelphia
1981; P. Sacchi (a cura di) Apocrifi
dell’Antico Testamento, Classici delle Religioni, Sezione seconda: La
Religione Ebraica, I-II, Torino 1981-1989; Id., Apocrifi dell’Antico Testamento (Biblica,
testi
e
studi
3-4)
Brescia
1999-2000;
cf. L. Troiani, “Testamento:
Letteratura giudaica di lingua greca”, in: Apocrifi dell’Antico (Biblica,
testi e studi 5), Brescia 1997.
** La Bibbia a Qumran.
– Requisiti.
Corso
di
morfologia
ebraica
– Scopo. Il corso 1) espone
l’importanza dei manoscritti di Qumran per l’esegesi in senso moderno,
soprattutto per la critica textus e per la storia del canone; 2)
introduce attraverso la lettura di brani scelti tra i testi di Qumran
ai differenti metodi che la comunità di Qumran adoperava per la lettura
e la comprensione della Scrittura ed alle conseguenze teologiche e
pratiche alle quali la comunità giungeva da tale lettura; 3) introduce
alle possibilità (ed i limiti) che la lettura dei testi di Qumran offre
per la comprensione del Nuovo Testamento di cui sono in parte
contemporanei.
– Tipo di corso. Due lezioni
settimanali per un numero complessivo di circa 26 ore in un semestre.
Il corso può essere convalidato come esegesi o come introduzione
speciale all’AT.
– Metodologia d’insegnamento.
Introduzione nelle questioni esegetiche e filologiche; lettura guidata
di testi scelti preparati prima dallo studente.
– Valutazione finale. L’esame
finale (orale) avrà due parti: 1) Presentazione di un tema scelto dallo
studente e discussione sull’argomento. 2) Interrogazione su uno dei
testi studiati in classe.
Bibl.: D.
Barthélemy et al., Discoveries in
the Judaean Desert, Oxford da 1955; F. García Martínez – E.J.C.
Tigchelaar (a cura di), The Dead Sea
Scrolls Study Edition, Leiden et al. 1997/1998. Altra
bibliografia sarà fornita durante il corso. Dispensa del docente.
** S. Paolo: vita, opera e
messaggio.
– Requisiti.
Come
corso
introduttivo,
non
richiede
alcun
requisito speciale.
– Scopo generale del corso.
Avviamento dello studente alla conoscenza sui problemi riguardanti: a)
la vita di Paolo: le fonti e la loro problematica; da Tarso a Damasco:
la formazione di Paolo e il suo “vivere nel giudaismo”; l’evento di
Damasco; il primo apostolato; l’ambiente storico e socio-culturale dei
“viaggi paolini”; i tre grandi viaggi missionari; da Cesarea a Roma; b)
le lettere paoline: problemi di autenticità e di cronologia; struttura
delle lettere autentiche; il messaggio di Paolo nelle singole lettere.
– Tipo di corso, metodologia di
insegnamento e supporti didattici usati. Corso con supporto del
libro del professore: S. Paolo: vita, opera e messaggio, Jerusalem
19972, schemi e proiezioni (se possibile).
– Metodo di valutazione finale dello
studente esaminando. Esame orale.
Bibl.: A. Sacchi
e collaboratori, Lettere paoline e
altre lettere (Logos 6), Leumann 1996; R. Fabris - G. Barbaglio,
Le lettere di
Paolo, Roma 1980; A.M. Buscemi, Paolo. Vita, opera e messaggio,
Jerusalem 2009; Id., Esegesi di
brani scelti (Dispensa accademica), Roma 2003; R. Fabris, Paolo, l’apostolo delle genti,
Milano 1997. Altra bibliografia sarà data lungo il corso.
** Introduzione alla critica testuale e
metodologia esegetica del NT.
Critica testuale, metodo storico-critico,
struttura del testo, esercitazione pratica scritta.
Bibl.: H.
Zimmermann, Metodologia del Nuovo
Testamento, I, Torino 1971; H. Marshall, New Testament Interpretation,
Exeter 1977; M. Brisebois – P. Guillemette, Introduction aux méthodes
historico-critiques, Montréal 1987; W. Egger, Metodologia del Nuovo Testamento,
Bologna 1989; A.M. Buscemi, Metodologia
del
Nuovo
Testamento, Jerusalem 2011.
|
| ERMENEUTICA E
STORIA DELL'ESEGESI |
** Ermeneutica e storia dell’esegesi
cristiana: la tradizione siriaca.
– Requisiti.
È
auspicabile
una
buona
conoscenza
della
storia della Chiesa dei primi
secoli, in particolare delle controversie trinitarie e cristologiche, e
dei primi quattro concili ecumenici.
– Scopo del corso. Dopo un
inquadramento generale della disciplina e dell’ambito
teologico-liturgico in cui ci muoveremo, il corso si concentrerà sui
diversi approcci alla Scrittura testimoniati nelle Chiese di tradizione
siriaca: l’esegesi di scuola, l’omiletica e la lettura monastica.
Passando in rassegna i maggiori autori di questa tradizione, si
evidenzieranno gli orientamenti esegetici seguiti all’interno di un
ambito cristiano che si rivela cruciale a motivo della sua collocazione
geografica e culturale: di lingua semitica, particolarmente vicino al
mondo ebraico, attratto dalla cultura greca, interprete di quest’ultima
presso gli arabi dei primi secoli dell’egira. Dopo Afraat ed Efrem, i
grandi padri dell’epoca indivisa, si seguiranno gli sviluppi successivi
nelle diramazioni siro-orientale e siro-occidentale.
– Tipo di corso, metodologia di
insegnamento. L’introduzione storica sarà accompagnata
dall’analisi dei testi. Il corso prevede dunque la lettura e il
commento di alcune pagine tra le più rappresentative degli autori presi
in considerazione. Per tali approfondimenti, agli studenti saranno
forniti i testi in traduzione e – per coloro che conoscessero la lingua
siriaca – in originale.
– Metodo di valutazione. Un
esame orale è previsto nei giorni immediatamente successivi al termine
del corso. Per chi invece lo desiderasse, sarà possibile consegnare in
seguito un elaborato scritto.
Bibl.: Alcuni
strumenti per un’introduzione generale allo studio dell’ermeneutica
cristiana: H. De Lubac, Exégèse
médiévale. Les quatre sens de l’Écriture I-IV, Paris 1959-1964
(tr. it. Esegesi medievale. I
quattro sensi della Scrittura I-III, Milano 1979-1996); M.
Simonetti, Lettera e/o allegoria. Un
contributo alla storia dell’esegesi patristica (Studia
Ephemeridis “Augustinianum” 23), Roma 1985; R. Trevijano Etcheverría, La Bibbia nel cristianesimo antico.
Esegesi prenicena, scritti gnostici, apocrifi del Nuovo Testamento
(Introduzione allo Studio della Bibbia 10), Brescia 2003; J.-M. Poffet,
Les chrétiens
et la Bible, Paris 1998 (tr. it. I cristiani e la Bibbia, Milano
2000); I. Gargano, Il sapore dei
Padri della chiesa nell’esegesi biblica. Una introduzione,
Cinisello Balsamo 2009.
– Qualche strumento per la conoscenza della storia e della letteratura
delle Chiese siriache: R. Murray, Symbols
of
Church
and
Kingdom.
A
Study
in Early Syriac Tradition,
Cambridge 1975; P. Bettiolo, “Letteratura siriaca” in: A. Di Berardino
(a cura di), Patrologia, V. Dal
concilio di Calcedonia (451) a Giovanni Damasceno. I padri orientali,
Genova
2000,
413-493;
C.
Sélis,
Les
Syriens orthodoxes et catholique (Fils d’Abraham), Turnhout
1988; H. Teule, Les
Assyro-Chaldéens. Chrétiens d’Irak, d’Iran et de Turquie (Fils
d’Abraham), Turnhout 2008.
– Sull’esegesi siriaca in particolare: L. Van Rompay, “The Christian
Syriac Tradition of Interpretation”, in: M. Saebø (a cura di), Hebrew Bible / Old Testament. The History
of Its Interpretation I/1, Göttingen 1996, 612-641; Id.,
“Development of Biblical Interpretation in the Syrian Churches of the
Middle Ages”, in: M. Saebø (a cura di), Hebrew Bible / Old Testament. The History
of Its Interpretation I/2, Göttingen 2000, 559-577; R. Macina,
“L’homme à l’école de Dieu. D’Antioche à Nisibe: Profil herméneutique,
théologique et kérigmatique du mouvement scoliaste nestorien”, in: Proche Orient Chrétien 32 (1982),
86-124; 263-301; Id., 33 (1983), 39-103; B. Chiesa, Filologia storica della Bibbia ebraica I,
Brescia
2000
(Studi
Biblici
125),
109-134;
L. Van Rompay, “La
littérature exégétique syriaque et le rapprochement des traditions
syrienne-occidentale et syrienne-orientale”, in: Parole de l’Orient 20 (1995),
221-235 ; S. Brock, “Una fontana
inesauribile”, La Bibbia nella tradizione siriaca, Roma 2008.
|
* Geografia biblica.
1. Elementi di Geografia fisica: il Medio
Oriente antico e la terra di Israele. Le regioni bibliche: Sinai,
Transgiordania, Israele; 2. Elementi di Geografia storica: le fonti
egiziane e le fonti mesopotamiche del 2º millennio a.C. Le regioni nel
periodo post-esilico: Idumea, Iturea, Nabatea, Decapoli, Provincia Iudaea, Provincia Arabia,
Provincia Palaestina; 3. I confini del Canaan biblico: formule
di estensione e formule di conquista; 4. Descrizione della terra di
Israele secondo Gs 15-19 (territori delle tribù); 2 Sam 24,2-8 (il
censimento di Davide); 1 Re 4,7-19 (i distretti salomonici). La terra
rimasta secondo Gs 13,1-6; Gdc 1; Gdc 3,4-5; 5. La provincia persiana
di Yhd e la ripresa
post-esilica fino alla creazione del regno di Erode il Grande; 6. La
ricerca moderna e le fonti della Geografia Biblica.
Bibl.: Y.
Aharoni, The Land of The Bible. A
Historical Geography, Philadelphia 1979; C.E. Carter, The Emergence of Yehud in the Persian
Period. A Social and Demographic Study, Sheffield 1999; Z.
Kallai, Historical Geography of the
Bible. The Tribal Territories of Israel, Jerusalem – Leiden
1986; P.A. Kaswalder, Onomastica
Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002;
Id., La terra della promessa.
Elementi di geografia biblica, Milano – Jerusalem 2010; N.
Na’aman, Borders and Districts in
Biblical Historiography. Seven Studies in Biblical Geographical Lists,
Jerusalem
1986;
J.B.
Pritchard,
Ancient
Near East Texts Relating to the Old Testament, Princeton 1969;
A.F. Rainey – R.S. Notley, The
Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem
2006; Y. Tsafrir – L. Di Segni – J. Green, Tabula Imperii Romani. Judaea –
Palaestina. Maps and Gazetteer, Jerusalem 1994. Dispense del
docente.
* Storia Biblica: I tempi
del Nuovo Testamento.
– Requisiti.
Lettura
previa
di
un
manuale
di
storia civile del Vicino Oriente in
epoca Ellenistica e Romana per familiarizzarsi con i luoghi, i fatti, i
personaggi e i problemi connessi, e per conoscere la terminologia
specifica. Questo sia fatto possibilmente da ciascuno sulla base di un
testo nella propria lingua nativa.
– Scopo. Analisi di alcuni
aspetti concernenti gli ultimi libri dell’Antico Testamento e quelli
del Nuovo (essenzialmente: Libri dei Maccabei, Vangeli, Atti).
– Tipo di corso. Si farà
esperienza nell’uso sia delle fonti storiche che archeologiche in vista
di una più profonda comprensione dell’ambiente locale e umano riflesso
nei libri biblici del Nuovo Testamento.
– Metodologia d’insegnamento.
Lettura critica di testi letterari contemporanei a quelli biblici, con
particolare riguardo all’opera di Giuseppe Flavio.
Presentazione di alcune questioni di carattere archeologico riguardanti
l’ambiente materiale dove si svolgeva la vita quotidiana o ebbero luogo
alcuni dei fatti più rilevanti.
– Valutazione finale. La
valutazione sarà fatta sulla base di una breve presentazione orale in
cui lo studente mostrerà il risultato del suo studio personale
nell’approfondimento di un argomento particolare.
* Archeologia biblica: Il “mondo”
dell’Egitto.
“In quel giorno Israele sarà il terzo con
l’Egitto e l’Assiria, una benedizione in mezzo alla terra. Li benedirà
il Signore degli eserciti: ‘Benedetto sia l’Egiziano mio popolo,
l’Assiro opera delle mie mani e Israele mia eredità’” (Is 19,24-25).
Questo passo di Isaia ci introduce al proprium del nostro corso.
Sappiamo infatti quanto l’essere terra di passaggio tra l’Egitto e la
Mesopotamia abbia influenzato, in tutta la sua esistenza storica, la
terra d’Israele e i suoi abitanti.
– Requisiti. Lettura di un
manuale di storia generale dell’Egitto antico.
– Scopo. Il corso si propone
di presentare un quadro generale del mondo egiziano a partire dalla sua
storia e dall’archeologia.
– Tipo di corso. Particolare
attenzione sarà posta sulla cultura materiale e sugli usi e i costumi
della civiltà egizia, anche con l’ausilio di fonti letterarie.
– Metodologia d’insegnamento.
Esposizione della materia di studio tramite presentazioni di powerpoint.
– Valutazione finale.
Elaborato scritto su un tema inerente il corso.
La frequenza del corso è vivamente raccomandata a quanti intendono
partecipare all’escursione prevista all’inizio del secondo semestre.
Bibl.: A.
Gardiner, Egypt of the Pharaohs,
London
1972;
Id.,
La civiltà
egizia,
Torino 1997; G. Nolli, Civiltà
dell’antico Egitto, Torino 1963; J. Pirenne, Histoire de la civilisation de l’Égypte
ancienne, Paris 1961. Ulteriore bibliografia verrà indicata
durante il corso.
* Archeologia biblica:
Introduzione ai metodi in archeologia.
– Scopo.
Il
corso
ha
lo
scopo
di
presentare le varie metodologie di scavo
archeologico, con particolare riguardo alle modalità di raccolta,
classificazione e analisi dei dati. Analisi stratigrafica; schedatura;
elaborazione informatizzata dei dati; documentazione grafica e
fotografica; strumenti e strumentazione elettronica.
– Metodologia d’insegnamento.
Dopo alcune lezioni introduttive, gli studenti saranno chiamati ad
apprezzare e valutare l’applicazione dei metodi usati in archeologia in
alcune pubblicazioni di scavi della regione siro-palestinese. Il corso
avrà svolgimento seminariale, per cui gli studenti, singolarmente o in
gruppo, verranno chiamati ad approfondire un argomento ed esporlo in
pubblico. Il docente, dal canto suo, riserverà una parte delle ore di
lezione all’approfondimento di alcune tematiche specifiche.
– Requisiti. Per i suoi
aspetti pratici il corso è rivolto a studenti interessati ad
approfondire la conoscenza dei metodi usati in archeologia.
– Valutazione finale. La
valutazione finale verterà su quanto dallo studente esposto durante il
corso, sull’esame finale ed, eventualmente, su un lavoro scritto.
Bibl.: P.
Barcher, Tecniche dello scavo
archeologico, Milano 1981; E.C. Harris, Principi di stratigrafia archeologica,
Roma
1983;
D.
Manacorda,
Prima
lezione di archeologia, Bari 2004; A. Guidi, I metodi della ricerca archeologica,
Bari
2006;
R.
Francovich
–
D.
Manacorda (a cura di), Dizionario
di archeologia, Bari
2005. Altra
bibliografia verrà fornita durante il corso.
** Archeologia biblica:
Luoghi e memorie delle apparizioni di Gesù risorto.
– Scopo.
Studiare
questi
luoghi
del
Nuovo
Testamento
nella storia contemporanea
al racconto biblico, nella tradizione letteraria successiva di genere
topografico (itinerari dei pellegrini e altre testimonianze) e nella
ricerca archeologica moderna.
– Metodologia d’insegnamento.
Esemplificazione dell’uso tanto delle fonti letterarie che
archeologiche in relazione ai luoghi sotto esame.
– Valutazione finale. Sulla
base di una breve presentazione orale in cui lo studente mostrerà il
risultato del suo studio personale nell’approfondimento di un argomento
particolare.
|
* Il ricorso alle scienze sociali
nell’esegesi del NT.
– Scopo
generale del corso. Il seminario si propone di iniziare lo
studente all’uso delle scienze sociali nell’esegesi del Nuovo
Testamento. Questa iniziazione sarà teorica e pratica.
– Metodologia di insegnamento.
Il
professore
farà
una
presentazione
generale
di questo approcio
metodologico con alcuni esempi. Poi gli studenti dovranno fare una
presentazione orale che sarà discussa nel seminario. Dopo la
discussione, la presentazione orale sarà transformata in un lavoro
scritto che dovrà tener conto della discussione svolta nel seminario.
– Requisiti. Conoscenza
basilare del Nuovo Testamento, la sua lingua originale e il suo
contesto storico e sociale.
– Valutazione finale. La
valutazione finale terrà conto della partecipazione nella discussione
delle presentazioni orali (30%), della preparazione della presentazione
orale (30%), e del lavoro scritto (40%).
Bibl.: A. Destro
– M. Pesce, Antropologia delle
origini cristiane, Roma 1997; J.H. Elliott, What Is Social-Scientific Criticism?,
Minneapolis 1993; S. Guijarro Oporto, Fidelidades
en
conflicto.
La
rupture
con
la
familia por causa del discipulado y de
la misión en la tradición sinóptica, Salamanca 1998 [trad. it.
Roma 2010]; Id., Jesús y sus
primeros discípulos, Estella 2007; B.J. Malina, The New Testament World: Insights from
Cultural Anthropology. 3ª ed., Louisville, 2001; J. Blasi – J.
Duhaime – P.-A Turcotte (a cura di), Handbook
of
Early
Christianity.
Social
Science
Approaches, Walnut Creek
2002; P.F. Esler (a cura di), Modelling
Early
Christianity:
Social-Scientific
Studies
of
the
New Testament in
its Context, London 1995; J.J. Pilch (a cura di), Social Scientific Models for Interpreting
the Bible; Essays by the Context Group in Honor of Bruce J.
Malina, Leiden 2001; J.J. Neyrey – E. Stewart (a cura di), The Social Science World of the New
Testament. Insights and Models, Massachusetts 2008; R.L.
Rohrbaugh (a cura di), The Social
Sciences and New Testament Interpretation, Massachusetts 1996;
J.H. Neyrey (a cura di), The Social
World of Luke-Acts: Models for Interpretation, Massachusetts
1991; D. Neufeld – R. DeMaris (a cura di), Understanding the Social World of the New
Testament, London 2009.
* Egitto: Il culto dei morti nella civiltà
egiziana.
La civiltà egiziana ha riservato grande
attenzione al tema della morte e quindi all’idea dell’oltretomba. Il
seminario ha lo scopo di studiarne gli aspetti principali, nel loro
sviluppo storico, cultuale-liturgico e antropologico e di preparare in
modo specifico la visita di studio dell’Egitto, che verrà effettuata
tra i due semestri dell’anno accademico. Gli studenti devono
presentare, anche in maniera scritta, una relazione su un tema scelto e
condordato con il professore.
La frequenza del seminario è richiesta a coloro che intendono
partecipare all’escursione prevista all’inizio del secondo semestre.
** Grecia.
Seminario in vista del viaggio di studio in
Grecia: temi di storia, filosofia, religione e mitologia. Seguire le
orme di Paolo – Incontro con la saggezza greca – “Conosci te stesso”.
La frequenza del seminario è richiesta a coloro che intendono
partecipare all’escursione prevista nel semestre.
** La personificazione della Sapienza
nell’Antico Testamento.
– Requisiti
del
seminario. Dovendo studiare testi tratti dai libri
protocanonici come anche da quelli deuterocanonici dell’Antico
Testamento, lo studente è tenuto a possedere una conoscenza adeguata
sia dell’Ebraico Biblico che del Greco koiné tale da consentire una
partecipazione attiva alle lezioni.
– Scopo generale del seminario.
Il
seminario
intende
presentare
ed
esaminare
i testi sapienziali
veterotestamentari nei quali emerge la figura della Sapienza
personificata, con un’indagine sulla genesi e lo sviluppo di tale
figura. Nella prima parte del seminario, la tematica sarà introdotta da
un breve esame di antecedenti riscontrabili nelle letterature del Medio
Oriente antico, dopo il quale si passerà allo studio di Proverbi
1,20-33; 8 e 9; Giobbe 28; Siracide 24; Baruc 3,9–4,4 e Sapienza 7–9,
per approdare infine a delle riflessioni sulle implicazioni teologiche
per l’azione di Dio ad extra,
rilevate nelle diverse espressioni esaminate della personificazione
della Sapienza. D’intesa con il docente, i partecipanti sceglieranno un
testo o un tema da approfondire mediante una ricerca particolare che
sarà redatta e consegnata al docente e in seguito presentata in aula
nella seconda parte del seminario.
– Metodo di valutazione finale dello
studente. L’esposizione e discussione dei testi biblici in aula
presuppongono che i partecipanti abbiano preparato i medesimi in lingua
originale. Ciò permetterà loro di esprimere una partecipazione attiva
alle sedute del seminario e nello stesso tempo fornirà al docente degli
elementi oggettivi di valutazione. Oltreché sulla partecipazione, la
valutazione finale verterà su quanto elaborato e presentato dallo
studente.
Bibl.: Testi. Per il Libro dei Proverbi è
consigliata l’edizione preparata da J. de Waard, Proverbs (Biblia Hebraica Quinta),
Stuttgart 2008.
— Bibliografia basilare. R.E.
Murphy, The Tree of Life: An
Exploration of Biblical Wisdom Literature, 3a ed., Grand Rapids
2002; G. von Rad, Weisheit in Israel,
Neukirchen-Vluyn
1970
(tradotto
in
varie
lingue).
— Bibliografia orientativa.
P.-É. Bonnard, La Sagesse en
personne, annoncée et venue: Jésus Christ (LD 44), Paris 1966;
Id., “De la sagesse personnifiée dans l’Ancien Testament à la Sagesse
en personne dans le Nouveau”, in M. Gilbert (a cura di), La Sagesse de l’Ancien Testament
(BETL 51), 2a ed., Leuven 1990, 117-149; A. Bonora, “Il binomio
sapienza-Torah nell’ermeneutica e nella genesi dei testi sapienziali
(Gb 28; Pro 8; Sir 1.24; Sap 9)”, Sapienza
e
Torah,
Atti
della
XXIX
Settimana
Biblica (ABI, Roma 1986),
Bologna 1987, 31-48; R. Murphy, “The Personification of Wisdom”, in: J.
Day (a cura di), Wisdom in Ancient
Israel: Essays in Honour of J. A. Emerton, Cambridge 1995,
222-233; A. Niccacci, “Wisdom as Woman, Wisdom as Man, Wisdom and God”,
in: N. Calduch-Benages – J. Vermeylen (a cura di), Treasures of Wisdom: Studies in Ben Sira
and the Book of Wisdom. Festschrift M. Gilbert (BETL 143),
Leuven 1999, 369-385; G. Segalla, “Le figure mediatrici di Israele tra
il III e il I sec. a.C.: progettazione e illustrazione del tema”, Ricerche storico bibliche 1 (1989)
13-66; A.M. Sinnott, The
Personification of Wisdom (SOTSMS), Aldershot 2005.
— Sussidi. Per la letteratura
del Medio Oriente Antico è particolarmente utile W. Hallo – K.L.
Younger, Jr. (a cura di), The
Context of Scripture, Volume 1: Canonical Compositions from the
Biblical World, Leiden 1997.
Nel corso delle lezioni la bibliografia verrà
integrata ed ampliata con l’indicazione sia di commentari relativi ai
signoli libri biblici che di studi particolareggiati su passi e temi
specifici.
|
|
*/**Escursioni settimanali in
Gerusalemme e dintorni. Giro panoramico delle mura della città
vecchia. La città di Davide. Siloe. Aceldama. Il monte del tempio.
Scavi a sud dell’Aqsa. Il quartiere giudaico. Scavi di Avigad. L’area
della Flagellazione e la fortezza Antonia. La Via Crucis e il S.
Sepolcro. S. Anna e la probatica. Tombe reali, S. Stefano, Garden Tomb.
Getsemani: Tomba della Vergine, Grotta e Basilica dell’Agonia. Dominus
Flevit, Pater, Ascensione. Betania, Betfage. Mamilla, Monastero della
S. Croce. Ain Karem. Betlemme.
Bibl.: S.
Loffreda, Topografia di Gerusalemme (fino al 70 d.C.) dispensa
SBF; E. Alliata, Topografia cristiana della Palestina. I;
Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF); Id., Gerusalemme.
Escursioni in Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF - trascrizione
di M. Crimella); testi reperibili
nel sito web dello SBF.
E. Alliata - C. Pappalardo
*/**Escursioni bibliche quindicinali.
Giudea, Samaria, Neghev.
Bibl.: Y.
Aharoni, The Land of The Bible. A Historical Geography,
Philadelphia 1979; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti
scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002; A.F. Rainey – R.S.
Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World,
Jerusalem 2006. Dispense del Professore
P. Kaswalder
* Escursione in Galilea e Golan
La visita delle località è qui proposta
secondo il criterio geografico: 1. Valle di Esdrelon: Meghiddo, Bet
Alpha, Tel Jizreel e il santuario di al-Muhraqa sul monte Carmelo; 2.
Galilea centrale: Nazaret, Tabor, Cana di Galilea, Naim e Sepphoris; 3.
Galilea occidentale: Acco; 4. Lago di Galilea: Cafarnao, et-Tabgha,
Tiberiade, Ginnosar, Beatitudini, Korazin; 5. Golan: Betsaida Julia,
Katzrin, monte Hermon, Kursi e Susita; 6. Galilea settentrionale:
Hazor, Tel Dan, Banias.
La visita sarà preparata con alcune lezioni frontali a carattere di
introduzione storica, geografica ed archeologica.
Bibl.: P.
Acquistapace a.c.d., Guida biblica e
turistica della Terra Santa, Milano 1997; Y. Aharoni et al., The Carta Bible Atlas, Jerusalem
2002; E. Alliata et al., Nazaret,
Jerusalem
1995;
C.
Baratto,
Guida di
Terra Santa, Gerusalemme – Milano 1999; F. Bourbon – E. Lavagno,
The Holy
Land. Guide to the Archaeological Sites of Israel, Sinai and Jordan,
Vercelli
2001;
R.A.
Horsley,
Galilea
(Introduzione allo studio della Bibbia. Supplementi 27) Brescia 2006;
P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica
(SBF Collectio Minor 40), Jerusalem 2002; N.P. Lemche, The Canaanites and Their Land (JSOT
Supplement Series 110) Sheffield 1999; A. Mazar, Archaeology of the Land of the Bible
10.000-586 B.C.E. (The Anchor Bible Reference Library), New York
et al. 1992; J. Murphy-O’Connor, La
Terra Santa. Guida storico-archeologica, Bologna 1996; M.
Piccirillo, Nazareth, Cana, Zipori,
Mt. Tabor, Megiddo, Herzilia, s.d.; A.F. Rainey – R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the
Biblical World, Jerusalem 2006.
P. Kaswalder
** Escursione in Egitto-Sinai.
Vedi seminario: Egitto: Il culto dei morti nella civiltà egiziana
T. Vuk - M. Luca
Vedi seminario.
F. Manns
-
Le Escursioni Bibliche su indicate (I e II)
sono obbligatorie e costituiscono un momento qualificante della
preparazione offerta agli studenti di Scienze Bibliche. Le visite,
distribuite secondo un calendario biennale, hanno lo scopo di far
conoscere agli studenti le regioni e i siti biblici principali. Gran
parte delle visite si sofferma sugli aspetti dell’archeologia biblica:
scavi, risultati, discussioni accademiche relative ai ritrovamenti
principali. Costanti sono i riferimenti letterari, storici e geografici
che arricchiscono la storia dei singoli siti. Al termine dei corsi gli
studenti dovranno sostenere un esame orale o scritto.
|
NB: Iscrizioni all’anno accademico:
1-19 ottobre
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