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Programma Anno Accademico 2009-2010

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DESCRIZIONE DELLE MATERIE
  Lingue bibliche
  Esegesi AT
  Esegesi NT
  Teologia Biblica
  Corsi di introduzione e metodologia
  Storia dell'esegesi
  Ambiente biblico
  Seminari
  Escursioni

Note: MOST courses are held in Italian

Programma dell'anno accademico 2009-2010

DESCRIZIONE DELLE MATERIE

LINGUE BIBLICHE

  • */**Morfologia ebraica. La materia è distribuita in quattro ore settimanali di lezione per la durata dell’intero anno accademico (circa 100 ore effettive). Scopo del corso: presentazione graduale della grammatica dell’ebraico biblico nei suoi principali aspetti ortografici, fonologici, morfologici e sintattici (solo elementi). Programma dettagliato (I semestre): A) Fonologia (consonanti, vocali, sillabe, accenti biblici); B) Morfologia (articolo, preposizioni e particelle, pronomi, sostantivi, aggettivi, verbo forte [le sette coniugazioni o costruzioni, tempi e modi, il waw “inversivo”, i suffissi al verbo]. II semestre: verbo debole [di I alef, I nun, I waw/yod; di II waw/yod, verbi geminati, di III alef, di III he, forme apocopate, verbi appartenenti a più classi], numerali); C) Sintassi (alcune nozioni di sintassi: la sequenza narrativa); D) Introduzione pratica alla massorah (BHS); E) Uso delle concordanze bibliche. Lo studente è tenuto a svolgere gli esercizi contenuti nel manuale, a tradurre e analizzare brani scelti e i libri di Rut e Giona per intero
    La preparazione degli studenti verrà saggiata tramite test settimanali che sostituiranno l’esame finale.

      Bibl.: G. Deiana - A. Spreafico, Guida allo studio dell’ebraico biblico, Roma 1992 (terza edizione e ristampe successive; con chiave degli esercizi e sussidio audio); A. Niccacci - M. Pazzini, Il Rotolo di Rut - Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001 (analisi morfologica pp. 29-78); A. Niccacci - M. Pazzini - R. Tadiello, Il Libro di Giona - Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004 (analisi morfologica pp. 21-51); M. Pazzini, “La Massorah del libro di Rut”, LA 51 (2001) 31-54; M. Pazzini, “La Massorah del libro di Giona”, LA 52 (2002) 103-116 (entrambi disponibili anche in rete); M. Pazzini, “La Concordanza ebraico-aramaica di Abraham Even Shoshan. Criteri di composizione e guida pratica all’uso”, Vivarium 13 (2003) 399-413 (disponibile anche in rete); dispense del docente.
         Per la consultazione: P. Joüon - T. Muraoka, A Grammar of Biblical Hebrew. Part One: Orthography and Phonetics; Part Two: Morphology. Part Three: Syntax, Paradigms and Indices, 2 voll. Roma 1991; F. Brown - S.R. Driver - C.A. Briggs (BDB), Hebrew and English Lexicon with an Appendix containing the Biblical Aramaic, Oxford 1907 [l’edizione americana (Peabody 1979) contiene aggiunte e miglioramenti]; A. Even-Shoshan, A New Concordance of the Bible. Thesaurus of the Bible Hebrew and Aramaic Roots, Words, Proper Names Phrases and Synonyms, Jerusalem 1981 (III ed. in tre diversi formati). Altra bibliografia (grammatiche, dizionari e concordanze) sarà fornita all’inizio del corso. Lo studente è tenuto a procurarsi un’edizione della Biblia Hebraica Stuttgartensia (BHS; quinta edizione, a cura di A. Schenker, 1997).

      M. Pazzini


  • */**Ebraico A-B.
    Lettura di testi di prosa e di poesia con la guida di una dispensa del professore (abbreviazione della sua Sintassi del verbo).
       Dopo una breve presentazione della teoria sul sistema verbale dell’ebraico biblico secondo il modello elaborato del professore, il corso consiste essenzialmente nella lettura di testi biblici continui, piuttosto che di passi singoli, sia di prosa che di poesia. Lo scopo è introdurre gli studenti del corso di Licenza che hanno una sufficiente conoscenza della morfologia ebraica all’analisi delle singole proposizioni, della funzione loro propria e in rapporto con le altre nel testo secondo il metodo della linguistica testuale proposto da H. Weinrich, Tempus. Si intende mostrare che questo tipo di analisi costituisce la base per una corretta esegesi.

      Bibl.: A. Niccacci, Sintassi del verbo ebraico nella prosa biblica classica, Jerusalem 1986 (ed. italiana in rifacimento; ed. inglese aumentata, 1990; ed. spagnola corretta e aggiornata, 2002); Id., Lettura sintattica della prosa ebraico-biblica. Principi e applicazioni, Jerusalem 1990; S.E. Fassberg - A. Hurvitz (a cura di), “The Biblical Hebrew Verbal System in Poetry”, in Biblical Hebrew in Its Northwest Semitic Setting, Jerusalem - Winona Lake (Indiana) 2006, 247-268; con M. Pazzini, Il rotolo di Rut. Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001; con M. Pazzini - R. Tadiello, Il libro di Giona - Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004; W.G.E. Watson, Classical Hebrew Poetry, Sheffield 1984; Id., Traditional Techniques in Classical Hebrew Verse, Sheffield 1994; H. Weinrich, Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo, 4 ed., Bologna 1985 (nuova ed., 2004).

      A. Niccacci


  • *Sintassi ebraica (elementare) C.

    Requisiti. Corso di sintassi ebraica A-B.
    Scopo. Il corso si propone di aiutare gli studenti a familiarizzare con i vari aspetti dell’analisi testuale dell’ebraico biblico, mediante: 1) Continuazione dello studio della grammatica ebraica; sarà posta enfasi sul lavoro dei masoreti e sul rapporto tra le varie parti della proposizione, saranno presentati modelli per l’analisi del sistema verbale alternativi a quello studiato finora. 2) Allargamento dell’orizzonte andando oltre l’ebraico biblico della tradizione masoretica leggendo alcuni testi in altre tradizioni (manoscritti di Qumran 1QIsaa VI e VII, 1QpHab VI, 4Q175; materiale epigrafico del museo dello SBF)
    Tipo di corso. Il corso è estensivo; due lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 26 ore in un semestre.
    Metodologia d’insegnamento. Presentazione delle questioni grammaticali da parte del docente; lettura guidata di testi ebraici preparati prima dallo studente.
    Valutazione finale. Gli studenti possono scegliere tra due modalità di esame: a) esame orale (due parti: interrogazione su un testo scelto dallo studente; interrogazione su un testo biblico non studiato prima) b) lavoro scritto (analisi grammaticale di un testo biblico scelto dallo studente).

      Bibl.: J. Dubois (a cura di), Dizionario di linguistica, Bologna 1979 (ristampa: ibid., 81994); A. Hurvitz, “The Chronological Significance of ‘Aramaisms’ in Biblical Hebrew”, Israel Exploration Journal 18 (1968) 234-240; L. McFall, The Enigma of the Hebrew Verbal System: Solutions from Ewald to the Present Day, Sheffield 1982; E. Qimron, The Hebrew of the Dead Sea Scrolls (Harvard Semitic Studies 29), Atlanta 1986; K. Waltke – M. O’Connor, An Introduction to Biblical Hebrew Syntax, Winona Lake 1990; I. Yeivin, Introduction to the Tiberian Masorah (Masoretic Studies 5), Atlanta 1980. Altra bibliografia sarà fornita all’inizio del corso. Dispensa del docente.

      G. Geiger


  • */**Morfologia greca.
    Requisiti. Il corso è destinato agli studenti che hanno seguito almeno un corso annuale di lingua latina (cf. Norme Generali n. 5) ma nessun corso di lingua greca, o che non hanno superato il test di morfologia greca (cf. Norme Generali n. 21).
    Scopo. Il corso ha lo scopo di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della morfologia della grecità biblica e dell’analisi delle varie parti del discorso. È data particolare importanza all’esercizio della lettura.
    Tipo di corso. Il corso è estensivo: cinque lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 130 ore in un anno.
    Metodologia d’insegnamento. Le lezioni hanno un’impostazione dialogica. Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario delle lezioni. Durante l’anno gli studenti vengono esaminati sia oralmente, sugli esercizi assegnati di volta in volta, sia per iscritto mediante test svolti senza l’ausilio di vocabolario. Ogni test riguarda la materia trattata in due lezioni del manuale adottato. Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei test è individuale. In base al programma, agli esercizi assegnati vengono aggiunti brani tratti dalle letture domestiche (Vangeli di Marco e Giovanni), che vanno lette e studiate per intero.
    Valutazione finale. Per l’esame di profitto (orale) gli studenti sono interrogati su tutti gli esercizi del manuale adottato svolti durante il corso e su brani scelti delle letture domestiche (5 capitoli per ognuno dei Vangeli su indicati). Il voto è stabilito in base al rendimento in aula (correzione degli esercizi), alla valutazione dei test e alla prova orale finale.

      Bibl.:
      Edizione critica: Novum Testamentum Graece, edd. K. et B. Aland et alii, Stuttgart 199327 (è l’ed. citata abitualmente).
      Manuale adottato: E.G. Jay, Grammatica greca del Nuovo Testamento (a cura di Calzecchi Onesti R.), Casale Monf. 1993.
      Sussidi: J.H. Moulton, A Grammar of New Testament Greek, I: Prolegomena (opera di approfondimento filologico), Edinburgh 19083 (rist. 1978); J.H. Moulton - W.F. Howard, II: Accidence and Word-Formation with an Appendix on Semitisms in the NT, Edinburgh 1928 (rist. 1979); F. Blass - A. Debrunner - F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3). Ed. italiana a cura di G. Pisi Traduzione di M. Mattioli e G. Pisi, Brescia 1982; E.M. Abel, Grammaire du Grec Biblique, Paris 1927; A.T. Robertson, A Grammar of the Greek New Testament in the Light of Historical Research, New York 19193; W. Bauer - W.F. Arndt - F.W. Gingrich, Greek-English Lexicon of the New Testament, London 1957; D. Pieraccioni, Morfologia storica della lingua greca, Messina - Firenze 1975 (rist. 2001); L. Bottin, Etymon. Lessico per radici, Milano 1997.

      R. Pierri


  • Sintassi di greco biblico (NT-LXX). Il corso di sintassi si articola in due corsi paralleli: sintassi del caso (un’ora settimanale annuale) e sintassi del verbo (due ore settimanali annuali).
    Requisiti. Il corso è destinato agli studenti che hanno superato l’esame di morfologia greca o il relativo test (cf. cf. Norme Generali n. 21).
    Scopo. Il corso ha lo scopo di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della sintassi della grecità biblica. La divisione in due corsi distinti intende favorire l’approfondimento della materia.
    Tipo di corso. Il corso è estensivo: tre lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 80 ore in un anno.
    Metodologia d’insegnamento. Le lezioni hanno un’impostazione dialogica. Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario delle lezioni.
    Gli argomenti del corso sono trattati secondo la disposizione del manuale adottato. Esso è concepito in modo da introdurre e guidare gli studenti ai fenomeni più complessi della sintassi greca. Il corso, dunque, ha carattere sistematico.
       Gli studenti sono introdotti allo studio dell’analisi logica (caso) e del periodo (verbo) mediante due specimen su due capitoli del testo del NT preparati appositamente e distribuiti agli studenti all’inizio del corso. Alla fine dello svolgimento di ogni singolo argomento, concepito come modulo didattico, gli studenti sono esaminati mediante test scritti specifici. Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei test è individuale. Parte delle letture domestiche sono tradotte e analizzate in classe dagli studenti sotto la guida del docente.
    Valutazione finale. Per l’esame di profitto (orale) gli studenti devono dar prova di aver acquisito una sicura conoscenza della sintassi greca. Il voto è stabilito in base al rendimento in aula (traduzione e analisi dei testi), alla valutazione dei test e alla prova orale finale.

      Bibl.:
      Edizioni critiche: Novum Testamentum Graece, edd. B. et K. Aland et alii, Stuttgart 199327; Septuaginta. Editio altera, edd. A. Rahlfs - R. Hanhart, Stuttgart 2006.
      Manuale adottato: L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico. Quaderno I.A: Le concordanze (SBF Analecta 61), Gerusalemme 2003; L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico (LXX e NT). I casi. Corso teorico-pratico (Dispensa SBF), Gerusalemme 2006.
      Sussidi: L. Tusa Massaro, Sintassi del greco antico e tradizione grammaticale, Palermo 1993 (rist. 1995); N. Basile, Sintassi storica del greco antico, Bari 2001; M. Zerwick, Graecitas biblica, Romae 1966 (oppure ed. inglese a cura di J. Smith, Rome 1990, oppure traduzione spagnola); J.H. Moulton - N. Turner, III: Syntax, Edinburgh 1963 (rist. 1976); F. Blass - A. Debrunner - F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3), Brescia 1982; F.C. Conybeare - G. Stock, A Grammar of Septuagint Greek (breve sintesi), Boston 1905 (rist. Zondervan A. 1981); H.J. Thackeray, A Grammar of the Old Testament in Greek according to the Septuagint, I: Introduction, Orthography and Accidence, Cambridge 1909 (rist. Tel-Aviv 1970; Hildesheim 1978); J. Lust - E. Eynikel - K. Hauspie, A Greek-English Lexicon of the Septuagint, Stuttgart 2003; D.B. Wallace, Greek Grammar beyond the Basics. An Exegetical Syntax of the New Testament, Grand Rapids 1995; L. Cignelli, “La grecità biblica”, LA 35 (1985) 203-248.
      Letture domestiche: NT: Mt 7-8; At 11-12; Rm 11-12; 1 Cor 5-6; Col 1-4; Eb 11-12; Gc 1-5. LXX: Es 5-6; Sap 5-6; Sal 108.

      R. Pierri


  • */**Siriaco. La materia è distribuita in due ore settimanali di lezione per la durata dell’intero anno accademico (circa 50 ore effettive). Scopo del corso: presentazione graduale della grammatica del siriaco classico (sia biblico che extra-biblico) nei suoi principali aspetti ortografici, fonologici, morfologici e sintattici (elementi di morfosintassi). Programma dettagliato (I semestre): Ortografia (scrittura delle consonanti e loro legature, le vocali nei due sistemi); Fonologia (consonanti, vocali, sillabe, accento, proclitiche, enclitiche); Morfologia (stati del nome e dell’aggettivo, preposizioni e particelle, pronomi indipendenti e suffissi, numerali, verbo forte [le coniugazioni o costruzioni, tempi e modi semplici e composti]). II semestre: verbo debole (di I olaf, I yud, I nun; di II olaf, II waw/yud; verbo geminato; verbo di III yud/olaf), verbi difettivi e anomali, preposizioni, avverbi, congiunzioni, verbi con suffissi pronominali; Elementi di morfosintassi. Lo studente è tenuto a svolgere di volta in volta gli esercizi contenuti nel manuale; dovrà, inoltre, tradurre parti di libri biblici (Rut e i Dodici Profeti) ed extra-biblici non studiate in classe. La preparazione degli studenti sul lavoro personale verrà saggiata tramite test. L’esame finale sarà per tutti scritto oppure orale (a scelta della classe). Il programma dettagliato per l’esame finale verrà specificato nel corso dell’anno accademico. Il corso è riservato agli studenti che hanno già frequentato Aramaico biblico.

      Bibl.: M. Pazzini, Grammatica siriaca (SBF Analecta 46), Jerusalem 1999; M. Pazzini, Il Libro di Rut. Analisi del testo siriaco (SBF Analecta 60), Jerusalem 2002.
         Per la consultazione: Th. Nöldeke, Kurzgefaßte Syrische Grammatik, Leipzig 18982 [=Th. Nöldeke, Compendious Syriac Grammar (trad. J.A. Crichton), London 1904]. Ristampa in tedesco con appendice (Ed. A. Schall, Darmstadt 1966; traduzione inglese di P.T. Daniels, Winona Lake 2001); J. Payne Smith, A Compendious Syriac Dictionary, Oxford 1903 (e riedizioni seguenti); C. Brockelmann, Lexicon syriacum, Halis Saxonum 1928; W. Jennings, Lexicon to the Syriac New Testament, Oxford 1926; M. Pazzini, Lessico concordanziale del Nuovo Testamento siriaco (SBF Analecta 64), Jerusalem 2004; M. Pazzini - R. Pierri, “Il libro di Osea secondo la versione siriaca (Peshitto)”, LA 54 (2004) 119-139; M. Pazzini - R. Pierri, “I libri di Amos e di Giona secondo la versione siriaca (Peshitto)”, LA 53 (2003) 185-208 (entrambi disponibili in rete). Le edizioni del testo biblico, insieme ad altra bibliografia (grammatiche, dizionari e concordanze), verranno segnalate all’inizio del corso.

      M. Pazzini


    • */**Aramaico targumico. Elementi di morfologia e di sintassi; lettura e traduzione di brani scelti. Il corso è riservato agli studenti che hanno già frequentato il corso di aramaico biblico.

        Bibl.: S.E. Fassberg, A Grammar of the Palestinian Targum Fragments from the Cairo Genizah, Atlanta 1991; Wm. B. Stevenson, Grammar of Palestinian Jewish Aramaic, Oxford 1966 (rist. II ed. 1962).

        G. Bissoli


    • **Aramaico biblico.
      Requisiti. Corso di morfologia ebraica.
      Scopo. L’aramaico comprende dialetti di varie epoche. Alcuni testi biblici sono scritti in uno di questi dialetti (Esd 4,8-6,18; 7,12-26, Dn 2,4-7,28, Ger 10,11, Gen 31,47). Il corso proposto è un’introduzione alla grammatica e alla lettura dei testi aramaici dell’AT.
      Siccome quella aramaica è una lingua semitica vicina all’ebraico biblico, la sua conoscenza permette anche un approfondimento della stessa lingua ebraica. Durante il corso saranno date indicazioni sulle possibilità (e i limiti) che offre la conoscenza di un’altra lingua semitica per la comprensione della Bibbia ebraica.
      Tipo di corso. Il corso è estensivo; due lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 26 ore in un semestre.
      Metodologia di insegnamento. Presentazione graduale e comparativa (con l’ebraico) delle questioni grammaticali da parte del docente nei suoi principali aspetti morfologici e sintattici; lettura guidata dei testi aramaici preparati prima dallo studente; il corso prevede la lettura, traduzione e analisi delle sezioni dell’AT in aramaico.
      Valutazione finale. L’esame finale sarà scritto e comprenderà: a) traduzione di un testo aramaico biblico (ca. 10 righe), b) domande grammaticali, c) analisi morfologica in contesto, d) analisi morfologica fuori contesto; è consentito l’uso di un dizionario durante l’esame.

        Bibl.: Manuale: A.F. Johns, A Short Grammar of Biblical Aramaic, Berrien Springs 1982. Per la consultazione: H. Bauer - P. Leander, Grammatik des Biblisch-Aramäischen, Halle 1927 (New York 19813); P. Magnanini - P.P. Nava, Grammatica di aramaico biblico, Bologna 2005; F. Rosenthal, A Grammar of Biblical Aramaic, Wiesbaden 1961. Dizionari: E. Vogt, Lexicon linguae aramaicae Veteris Testamenti documentis antiquis illustratum (completamento del dizionario di F. Zorell), Roma 1971; L. Koehler - W. Baumgartner, The Hebrew and Aramaic Lexicon of the Old Testament. Vol. V: Aramaic, Leiden - Boston - Köln 2000. Altra bibliografia sarà fornita all’inizio del corso. Dispensa del docente.

        G. Geiger


    • *Filologia neotestamentaria.
      Requisiti. Buona conoscenza della grammatica e sintassi greca. Riservato agli studenti di Laurea.
      Scopo generale del corso. Approfondimento del greco neotestamentario in vista di affrontare meglio i problemi del testo del NT, praticare un’esegesi più matura dei testi e possedere una più profonda conoscenza di essi.
      Tipo di corso, metodologia di insegnamento e supporti didattici usati. In prevalenza pratico, in quanto vengono presentati i principali punti della sintassi greca e illutrati con molti esempi tratti dal NT; inoltre, vengono affrontati gli stili dei vari scritti del NT, a cui segue l’analisi di alcuni capitoli scelti del brano rilevando quanti più problemi filologici presenti in quel testo in esame.
      Dispensa del professore: A.M. Buscemi, Filologia del Nuovo Testamento, Jerusalem 2009.
      Metodo di valutazione finale dello studente esaminando. Esercitazione pratica scritta.

        Bibl.:
        Testi: Novum Testamentum Graece et Latine. Textum Graecum post Eberhard Nestle et Erwin Nestle communiter ediderunt K. Aland – M. Black – C.M. Martini – B.M. Metzger – A. Wikgren, Textus Latinus Novae Vulgatae Bibliorum Sacrorum, Stuttgart 1994; Accordance. Software for Biblical Studies, Washington, diretto da P. A. Miller.
        Lessicografia: G. Abbott-Smith, A Manual Greek Lexicon of the New Testament, Edinburgh 1981; W. Bauer – W.F Arndt – F.W Gingrich – W. Danker, A Greek-English Lexicon of the New Testament and Other Early Christian Literature, Chicago – London 1979; P. Chantraine, Dictionnaire étymologique de la langue grecque. Histoire des mots, I-IV, Paris 1968; H.G. Liddell – R. Scott – H.S. Jones, A Greek-English Lexicon, Oxford 1985 (with a Supplement 1968); J. Marouzeau, Lexique de la Terminologie Linguistique, Paris 1933; J.H. Moulton – G. Milligan, The Vocabulary of the Greek Testament llustrated from the Papyri and Other Non-Literary Sources, Grand Rapids 1963 (1930); K.H. Moulton, The Analytical Greek Lexicon Revised, Grand Rapids 1978; L. Rocci, Vocabolario Greco-Italiano, Città di Castello 1971; C. Spicq, Notes de Lexicographie néo-testamentaire, I-III, Fribourg - Göttingen 1978-1982; J.H. Thayer, Greek-English Lexicon of the New Testament, Grand Rapids 1978; R. Chenevix Trench, Synonyms of the New Testament, Grand Rapids 1948; N. Turner, Grammatical Insights into the New Testament, Edinburgh 1966; F. Zorell, Lexicon Graecum Novi Testamenti, Paris 1931.
        Grammatiche e sintassi: F.M. Abel, Grammaire du Grec Biblique, Paris 1927; S. Antoniadis, L’évangile de Luc. Esquisse de grammaire et de style, Paris 1930; M. Black, An Aramaic Approach to the Gospel and Acts, Oxford 1979; K. Beyer, Semitische Syntax im Neuen Testament. I. Band: Satzlhere Teil 1, Göttingen 1968; F. Blass – A. Debrunner – F. Rekkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (ed. italiana di U. Mattioli – G. Pisi), Brescia 1982; E. de Witt Burton, Syntax of the Moods and Tenses in New Testament Greek, Edinburgh 1955; A.M. Buscemi, L’uso delle preposizioni nella Lettera ai Galati, Jerusalem 1987; Id., “La prolessi nel Nuovo Testamento”, LA 35 (1985) 37-68; R. Cantarella – C. Coppola, HELLENISMOS, Città di Castello 1960; L. Cignelli, “La grecità biblica”, LA 35 (1985) 203-248; L. Cignelli – G.C. Bottini, “Le diatesi del verbo nel greco biblico (I)”, LA 43 (1993) 115-139; Id., “Le diatesi del verbo nel greco biblico (II)”, LA 44 (1994) 215-252; L. Cignelli – R. Pierri, Sintassi di greco biblico, 1A: Le Concordanze (SBF Analecta 61), Jerusalem 2003; L. Cignelli – G.C. Bottini, “L’articolo nel greco biblico”, LA 41 (1991) 159-199; Id., “Il complemento d’agente nel greco biblico (LXX e NT), LA 39 (1989) 37-48; F.C. Conybeare – St. G. Stock, Grammar of Septuagint Greek, Boston 1905; G. Curtius, Grammatica della lingua greca (ed. italiana di G. Müller) Torino 1890; J.D. Denniston, The Greek Particles, Oxford 1981; B.M. Fanning, Verbal Aspect in New Testament Greek, Oxford 1990; R.W. Funk, The Syntax of the Greek Article: Its Importance for Critical Pauline Problems (Dissertation), Vanderbilt 1953; J.C. Hawkins, Horae Synopticae, Oxford 1968; J. Humbert, Syntaxe Grecque, Paris 1960; A. Lancellotti, Sintassi ebraica nel greco dell’Apocalisse. I. Uso delle forme verbali (Col. Assisiensis I), Assisi 1964; C. Lavergne, Diagnoses des suffixes grecs du Nouveau Testament, Paris 1977; J. Mateos, El aspecto verbal en el Nuevo Testamento, Madrid 1977; C.F.D. Moule, An Idiom-Book of New Testament Greek, Cambridge 1975; J.H. Moulton, A Grammar of New Testament Greek, I: Prolegomena, Edinburgh 19673; J.H. Moulton – W.F. Howard, A Grammar of New Testament Greek, II: Accidence and Word Formation, Edinburgh 1976; J.H. Moulton – N. Turner, A Grammar of New Testament Greek, III: Syntax, Edinburgh 1963; Id., A Grammar of New Testament Greek, IV: Style, Edinburgh 1980; S.E. Porter, Idioms of the Greek New Testament, Sheffield 1992; Id., Verbal Aspect in the Greek of the New Testament, with Reference to Tense and Mood, New York ecc. 1993; P.F. Regard, Contribution a l’Etude des Prépositions dans la langue du Nouveau Testament, Paris 1919; Id., La phrase nominale dans la langue du Nouveau Testament, Paris 1919; A.T. Robertson, A Grammar of the Greek New Testament in the Light of Historical Research, New York 1919; H.W. Smyth, Greek Grammar, Cambridge (Massachusetts) 1984; L. Tusa Massaro, Sintassi del greco antico e tradizione grammaticale, Palermo 1995; J. Viteau, Étude sur le Grec du Nouveau Testament comparé avec celui des Septante. I. Le Verbe: Syntaxe des Propositions, Paris 1893 (II. Sujet, complément et attribut, Paris 1896); M. Wilcox, The Semitism of Acts, Oxford 1965; G.B. Winer – W.F. Moulton, A Treatise on the Grammar of New Testament Greek, Regarded as a Sure Basis for New Testament Exegesis, 1882; M. Zerwick, Analysis Philologica Novi Testamenti Graeci, Romae 1960; Id., Graecitas Biblica Novi Testamenti Exemplis illustratur, Romae 1966.
        Stile e retorica: E.W. Bullinger, Figures of Speech Used in the Bible, Grand Rapids 1989; H. Lausberg, Handbook of Literary Rhetoric. A Foundation for Literary Study (ed. by D.E. Orton – R.D. Anderson), Leiden – Boston – Köln 1998.

        A.M. Buscemi

    ESEGESI AT

    • *Il progetto storico-salvifico di Dio
      Sguardo generale. I Sal 2; 106; Sap 10-12. Il disegno di Dio su Israele. Linee fondamentali: elezione, promesse, alleanza. Le tribù d’Israele. Il problema della preminenza della tribù di Giuda e della «primogenitura» assegnata a Giuseppe (1Cr 5). Il diritto di primogenitura in Israele (Dt 21,15-17 e testi affini). Esame esegetico dei testi più significativi: Gn 48-49; Dt 33; Sal 78; 1Cr 5; Sir 45,25 e 46,15. Il significato del regno beniaminita di Saul. Il passaggio del regno di Saul a quello di Davide: riflessione storico-teologica. La preminenza di Giuda a livello messianico. Il disegno divino sulla casa di Davide (2Sam 7,12-16 e par.). Riletture della profezia di Natan nella preghiera di Davide e di Salomone (2Sam 7,18-29; 1Re 8-9). Sal 89 e 132. Successive riletture. Prospettiva generale del messianismo davidico e il suo rapporto con le altre prospettive messianiche.
      Condizioni o requisiti per la frequenza. Portare una Bibbia in ebraico e se possibile un’altra nella propria lingua o in italiano, lingua del corso.
      Scopo del corso. Fornire una conoscenza approfondita della rivelazione veterotestamentaria riguardante l’azione storico-salvifica di Dio. Si esamineranno in dettaglio alcuni testi fondamentali, quelli segnalati. Altri idee entreranno come contesto della spiegazione.
      Modalità di esame (scritto/orale). Verrà chiesto un elaborato di 3 pagine su uno dei temi analizzati durante le lezioni, a scelta dell’alunno d’accordo con il professore, e alla fine si farà un esame scritto di due domande.
      • Bibl.: Bibliografia basilare: Pontificia Commissione Biblica, Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana, 2001; A. Mattioli, Dio e l’uomo nella Bibbia d’Israele, Casale Monferrato 1981; M. Tábet, Introduzione al Pentateuco e ai libri storici dell’Antico Testamento, Apollinare Studi (coll. «Sussidi di Teologia»), Roma 2001 (20042), trad. sp., Madrid 2004 (20082). P. Van Inschoot, Theologie de l’Ancien Testament, Tournai (Belgique) 1996, trad. sp., Madrid 1966.
        Altri Studi: Oltre ai dizionari biblici più noti, quali ThWAT (GLAT), ThWNT (GLNT), ThHAT (DTAT), ThBNT (DCBNT), ABD, DB, DBS, DSBP, NDTB, alle collane esistenti in diverse lingue (WBC, AB, SB, ecc.), e alle riviste specializzate, fra gli articoli validi per la materia si consigliano: J. Coppens, Le messianisme royal. Ses origines, son développement, son accomplissement, Paris 1968; R.J. Clifford, In Zion and David a New Beginning. An Interpretation of Psalm 78, in F.M. Cross (a cura di), Traditions in Transformation, Winona Lake (IN) 1981, 125-127; P.B. Dirksen, “1Cr 5,1-2”, JNSL 25 (1999) 17-23.; C.J. Labuschagne, “The tribes in the Blessing of Moses”, OTS 19 (1974), 97-112; M. Tábet, “La preminenza a Giuda, la primogenitura a Giuseppe (1Cr 5,1b-2)”, RivBib 55 (2007) 273-296; M. Tsevat, “bekôr”, ThWAT I, 1643-1650.

        M. Tábet


    • *La teologia di Sion nel Primo Isaia Il corso si propone anzitutto di individuare l’unità letteraria del libro di Isaia approdando a una ripartizione non triplice ma duplice: Is 1-33 e Is 34-66 che continuiamo a chiamare, per comodità, Primo e Secondo Isaia. Quindi introduce alla lettura delle due raccolte più importanti e originali del Primo Isaia: Is 1-12 e Is 28-33. All’interno di queste due raccolte fondamentali, considera più in particolare i passi riguardanti la teologia di Sion: Is 1,21-28; 2,1-5; 5,1-7; 28,14-22; 32,15-20. Finalmente cerca di operare un confronto tra la teologia di Sion del Primo Isaia e la traduzione teologica dei Salmi di Sion per stabilirne la convergenza o l’originalità. Esame orale su uno dei passi segnalati

        Bibl.: Per lo stato della ricerca sul libro di Isaia: M.E. Tate, “The Book of Isaiah in Recent Study”, in J.W. Watts – P.R. House (a cura di), Forming Prophetic Literature (JSOT.S 235), Sheffield 1996, 22-56; J. Ferry, Isaïe (LD 221), Paris 2008.
        Sull’unità della composizione letteraria: C.A. Evans, “The Unity and Parallel Structure of Isaiah”, VT 38 (1998) 129-147; J. Vermeylen, “L’unité du livre d’Isaïe” in Id. (a cura di), The Book of Isaiah (BEThL 81), Leuven 1989, 11-33.
        Commentari più recenti o innovativi: J. Blenkinsopp, Isaiah 1-39 (AB 19), New York – London 2000; B.S. Childs, Isaia (OTL), Brescia 2005 (Louisville 2001); M.A. Sweeney, Isaiah 1-39 with an Introduction to the Prophetic Literature (FOTL), Grand Rapids 1996; J.D.W. Watts, Isaiah 1-33 (WBC 24) Waco-Tx 1985.
        Per la teologia di Sion: R.E. Clements, “Zion as Symbol and Political Reality: A Central Isaianic Quest”, Studies in the Book of Isaiah (BEThL 132), Leuven 1997, 3-17; J. Dekker, Zion’s Rock-Solid Foundations. An Exegetical Study of the Zion Text in Isaiah 28,16 (OudSt 54), Leiden – Boston 2007.

        A. Mello


    • **Giobbe 33Elihu in dialogo con Giobbe, un messaggio di grazia. Esame del testo nel quadro dei discorsi del giovane (cc. 32-37) e della funzione importante che essi svolgono nell’insieme del libro. Analisi grammaticale-sintattica, poetica, letteraria, storico-critica, esegetica. Dall’esegesi emergono in particolare due temi teologici: la figura del mediatore-intercessore tra l’uomo e Dio; la lode di Dio creatore.
         Bibliografia: indicazioni per l’esegesi e per la teologia biblica di Giobbe, da completare e aggiornare sulla base della dispensa del Professore e della propria ricerca.

        Bibl.: R. Gordis, The Book of Job. Commentary, New Translation and Special Studies, New York 1978; N.C. Habel, The Book of Job. A Commentary, London 1985; R.E. Murphy, Wisdom Literature. Job, Proverbs, Ruth, Canticle, Ecclesiastes, and Esther (FOTL 13), Michigan 1981; A. Niccacci, “La conclusione di Elihu (Giobbe 37,19-24)”, in: G.C. Bottini (a cura di), Studia Hierosolymitana III. Nell’Ottavo Centenario Francescano (1182-1982), Jerusalem 1982, 75-82; Id., “La teologia sapienziale nel quadro dell’Antico Testamento. A proposito di alcuni studi recenti”, LA 34 (1984) 7-24; Id., La casa della sapienza. Voci e volti della sapienza biblica, Cinisello Balsamo 1994; Id., “La proposta etica della sapienza biblica”, Rivista di teologia morale 29/115 (1997) 331-342; Id., “An Overview of the Wisdom Books and their Theology”, Jnanatirtha 1 (2001) 209-218; Id., “L’approccio alla Sapienza (Gb 28)”, Parola spirito e vita 48 (2003) 51-73; G. von Rad, La sapienza in Israele. Presentazione e revisione a cura di Nicola Negretti, Torino 1975 (orig. tedesco 1970; trad. inglese 1972; trad. spagnola 1985).

        A. Niccacci


    • **Esegesi AT: Lettura esegetica di Gs 1-2; 13; 15; 23-24Tracce della redazione deuteronomistica e della redazione post-deuteronomistica nel libro di Giosuè.
      a) L’introduzione al tema della conquista della terra (Gs 1) e la sua conclusione nell’ottica della Storia dtr (Gs 13).
      b) La consegna della terra nell’ottica dell’ideologia di Giuda (Gs 15). c) La conclusione del tema della terra nell’ottica di una redazione P post-esilica (Gs 13 e 24)

        Bibl.: K. Bieberstein, Josua-Jordan-Jericho. Archäeologie, Geschichte und Theologie der Landnahmeerzählungen Josua 1-6 (OBO 143), Freiburg – Göttingen 1995; A.F. Campbell – M.A. O’Brien, Unfolding the Deuteronomistic History. Origins, Upgrades, Present Text, Minneapolis 2000; V. Fritz, Das Buch Josua (HAT I/7), Tübingen 1994; R. Hess, Joshua. An Introduction and Commentary (TOTC), Leicester – Downers Grove 1996; N. Na’aman, “The ‘Conquest of Canaan’ in the Book of Joshua and in History”, in: I. Finkelstein – N. Na’aman (a cura di), From Nomadism to Monarchy. Archaeological and Historical Aspects of Early Israel, Jerusalem 1994, 218-281; J.L. Sicre, Josué (NBE Comentario teológico y literario), Estella 2002; R. Smend, “The Law and the Nations. A Contribution to Deuteronomistic Tradition History”, in: G.N. Knoppers – J.G. McConville (a cura di), Reconsidering Israel and Judah. Recent Studies on the Deuteronomistic History, Winona Lake 2000, 95-110; T. Römer, The So-Called Deuteronomistic History. A Sociological, Historical, and Literary Introduction, London – New York 2005; T. Römer, La première histoire d’Israël. L’Ecole deutéronomiste à l’oeuvre, Géneve 2007; J.C. de Vos, Das Los Judas. Über Entstehung & Ziele der Landbeschreibung in Jos 15 (VTS 45), Leiden 2003. Dispense del Professore.

        P. Kaswalder

      ESEGESI NT

      • * Giovanni Lettura giudaica del Vangelo di Giovanni. Passi scelti

          Bibl.: D. Muñoz León, Bibliografia joanica (1960-1986), Madrid 1990. Pubblicazioni del docente: L’Evangile de Jean à la lumière du Judaïsme (SBF Analecta 33), Jerusalén 1991; L’Évangile de Jean et la Sagesse, (SBF Analecta 62), Jerusalem 2002.

          F. Manns


      • *Romani 1
        Requisiti. Conoscenza del greco.
        Scopo generale del corso. Introdurre lo studente all’esegesi neotestamentaria in genere e in particolare di quella dei testi paolini e della Lettera ai Romani. Introduzione ai problemi della Lettera: autore, datazione e alla retorica. Esame esegetico del capitolo 1 della Lettera ai Romani: aspetti letterari e interpretazione delle pericopi del capitolo 1.
        Tipo di corso, metodologia di insegnamento e supporti didattici usati. Corso, svolto secondo il metodo storico-critico: delimitazioni delle pericopi, genere letterario, integrato con l’analisi strutturale e l’analisi retorica dei vari brani analizzati. Supporto didattico, il testo di A. M. Buscemi, Romani 1-2 (dispensa accademica), Jerusalem 2005.
        Metodo di valutazione finale. Esame orale

          Bibl.: R.E. Brown, The Gospel according to John, New York (vol 1 1966; vol 2 1970); V. Mannucci, Giovanni, il vangelo narrante, Bologna 1997; R.A. Culpepper, Anatomy of the Fourth Gospel, Philadelphia 1983; P.F. Ellis, “Understanding the Concentric Structure of the Fourth Gospel”, SVTQ 47 (2003) 131-154; C.L. Blomberg, The Historical Reliability of John’s Gospel, Downers Grove 2002; J. Ashton, Studying John, Oxford - New York 1998.

          A.M. Buscemi


      • *
        * L’Analisi Retorica Biblica: un contributo all’esegesi biblica
        Requisiti. Conoscenza generale dei testi del Nuovo Testamento e del greco biblico. Lettura individuale dell’articolo all’indirizzo web:
        http://www.retoricabiblicaesemitica.org/arb_articolo_it.html
        Scopo del corso. Comprendere l’Analisi Retorica Biblica come operazione del lavoro esegetico. a) Contenuto del corso: Presentazione della riscoperta della Retorica Biblica, dei suoi orientamenti fondamentali e particolari. Analisi di passi scelti del Nuovo Testamento, esemplificativi per comprendere l’ARB. b) Competenze: Favorire l’interpretazione del testo evangelico avvalendosi del contributo offerto dall’Analisi Retorica Biblica. c) Capacità critiche acquisite: Essere introdotti alla fase del lavoro esegetico detta “Analisi Retorica Biblica”.
        Tipo di corso, metodologia di insegnamento e supporti didattici usati: Ci si accosterà direttamente ai testi del Nuovo Testamento, per scoprire i principi e le figure della Retorica Biblica Semitica. Saranno proiettate in aula le tavole con il testo in greco da analizzare.
        Valutazione finale. L’esame, orale, della durata di circa quindici minuti, consiste nell’analisi, secondo i principi dell’Analisi Retorica Biblica, di due testi presenti nel programma. Lo studente sceglie il primo testo, il docente il secondo.
        Metodologia di insegnamento. L’analisi seguirà questo ordine: l’aspetto formale (lessico, grammatica, sintassi, stile, figure retoriche, ecc.) avrà la precedenza sui temi, la coesione del testo sulla sua coerenza logica.

          Bibl.: R. Meynet, Traité de rhétorique biblique (Rhétorique sémitique 4) Paris 2007; Id., Trattato di retorica biblica (Retorica Biblica 10) Bologna 2008; Id., Studi di retorica biblica (Strumenti - Biblica 45), Torino 2008; R. Meynet – J. Oniszczuk (a cura di), Retorica Biblica e Semitica 1. Atti del primo convegno della RBS, Bologna 2009; R. Di Paolo, Il Servo di Dio porta il diritto alle nazioni, (Tesi Gregoriana, Serie Teologia 128), Roma 2005

          R. Di Paolo


      • ** Lettera ai Colossesi
        La dimensione cristologica della Lettera ai Colossesi. Lo scopo del corso è introdurre alla conoscenza della Lettera, studiando brani scelti. Dopo l’introduzione che presenterà la storia dell’interpretazione, saranno studiati alcuni brani, seguendo il metodo storico critico, con attenzione alla lettura sincronica e canonica dei testi
          • Bibl.:
            Commenti: E. Lohse (1968/ted.; trad. it. 1976); F.F. Bruce (1984/ingl.); P. Pokorny (1987/ted.; trad. ingl. 1991); J.-N. Aletti (1993/fr.; trad. it. 1994); J.D.G. Dunn (1996/ingl.).
            Monografie e articoli: J.N. Aletti, “Colossiens: un tournant dans la christologie néotestamentaire: problèmes et propositions”, LA 49 (1999) 211-236; Id., “Colossiens 1,15-20. Genre et exégèse du texte Fonction de la thématique sapientielle”, (AnBib 91) Roma 1981; Id., Gesù Cristo: Unità del Nuovo Testamento?, Roma 1995 (originale francese 1994); C.E. Arnold, The Colossian Syncretism. The Interface Between Christianity and Folk Belief at Colossae (WUNT 2. Reihe 77), Tübingen 1995; M.N.A. Bockmuehl, Revelation and mystery. In ancient Judaism and pauline Christianity (WUNT 2. Reihe 36), Tübingen 1990; E. Bosetti, “Codici familiari: storia della ricerca e prospettive”, RivBib 35 (1987) 129-179; A.M. Buscemi, Gli inni di Paolo. Una sinfonia a Cristo Signore (SBF Analecta 48), Jerusalem 2000; A. M. Buscemi, San Paolo. Vita, opera, messaggio (SBF Analecta 43), Jerusalem 1996; Id., “La struttura retorica della lettera ai Colossesi”, LA 58 (2008) 99-142; W. Carr, Angels and Principalities. The background, meaning and development of the Pauline phrase hai archai kai hai exousiai (SNTS MS 42), Cambridge 1981; J.E. Crouch, The origin and intention of the Colossian Haustafel (FRLANT 109), Göttingen 1972; P.G. Davis, “Divine Agents, Mediators, and New Testament Christology”, JTS New (1994) 479-503; A. de Oliveira, “Christozentrik im Kolosserbrief”, in K. Scholtissek, Christologie in der Paulus-Schule. Zur Rezeptionsgeschichte des paulinischen Evangeliums (SBS 181), Leipzig 2000, 72-103; R.E. DeMaris, The Colossian Controversy. Wisdom in Dispute at Colossae (JSNT Suppl. 96), Sheffield 1994; M. Dübbers, Christologie und Existenz im Kolosserbrief (WUNT 2. Reihe 191), Tübingen 2005; J.D.G. Dunn, “The Colossian Philosophy: A Confident Jewish Apologia”, Biblica 76 (1995) 153-181; Id., La teologia dell’apostolo Paolo (Introduzione allo Studio della Bibbia. Supplementi 5), Brescia 1999; A. Feuillet, Le Christ Sagesse de Dieu d’après les épîtres pauliniennes (ÉB), Paris 1966; J.G. Gibbs, “The Cosmic Scope of Redemption According to Paul”, Biblica 56 (1975) 13-29; F. Guerra, “Col 2,14-15: Cristo, la croce e le potenze celesti”, RivBib 35 (1987) 27-50; L.R. Helyer, “Recent Research on Colossians 1:15-20 (1980-1990)”, GTJ 12 (1991) 51-67; A.T. Lincoln - A.J.M. Wedderburn, The Theology of the Later Pauline Letters (New Testament Theology), Cambridge 1993; A.T. Lincoln, “The Household Code and Wisdom Mode of Colossians”, JSNT 74 (1999) 93-112; F. Manns, “Col 1, 15-20: Midrash chrétien de Gen 1,1”, RevSR 53 (1979) 100-110; R. Penna, I ritratti originali di Gesù Cristo. Inizi e sviluppi della cristologia neotestamentaria. II. Gli sviluppi, Cinisello Balsamo 1999; Id., Il “mysterion” paolino. Traiettoria e costituzione (Supplementi alla RivBib 10), Brescia 1978; L.C. Reyes, “The Structure and Rhetoric of Colossians 1:15-20”, FN 12 (1999) 139-154; T.J. Sappington, Revelation and Redemption at Colossae (JSNT Suppl. 53), Sheffield 1991; E. Schweizer, “Christ in the Letter to the Colossians”, RExp 70 (1973) 451-467; S.G. Sinclair, Jesus Christ According To Paul, Berkeley 1988; G.F. Wessels, “The Eschatology of Colossians and Ephesians”, Neotestamentica 21 (1987) 183-202; R. Yates, “A Reappraisal of Colossians”, ITQ 58 (1992) 95-117; Id., “Colossians 2.15: Christ Triumphant”, NTS 37 (1991) 573-591; Id., “Colossiens 2, 14: Metaphor of Forgiveness”, Biblica 71 (1990) 248-259.

            N. Ibrahim

      TEOLOGIA BIBLICA

      • * Il Tempio nella letteratura giudaica e neotestamentaria. Studio sulla corrispondenza fra tempio celeste e tempio terrestre. Con la fenomenologia propria della storia delle religioni, prendiamo l’avvio per comprendere la funzione del tempio di Gerusalemme nel tempo monarchico. Lo sfondo mitico su cui poggiava l’istituzione, persistente all’epoca di Isaia, entra in crisi con Geremia e definitivamente cessa con i documenti anticotestamentari del Sacerdotale e Deteronomista. Con questi movimenti di riforma, nel dopoesilio il tempio assicura la presenza della Gloria e del Nome in mezzo al popolo di Dio. Successive vicende storiche comportano la contestazione del tempio, come confermano l’apoclittica e gli scritti della comunità qumranica.
          Il Nuovo Testamento parte dalla convinzione che “la salvezza viene dai Giudei” e Gesù, i discepoli, la Chiesa primitiva continuano la frequentazione del tempio, tuttavia la nuova rivelazione implica la presenza divina nella persona di Gesù e l’attuale situazione del culto segna la sua necessaria sostituzione. La presenza dello Spirito di Dio nelle comunità paoline, fa sì che queste siano riconosciute “tempio di Dio”, la I lettera di Pietro parla di Tempio spirituale e l’Apocalisse toglie per sempre l’uso di questa simbologia, in quanto Il Signore e l’Agnello sono in mezzo alla nuova città santa

          Bibl.: G. Bissoli, Il Tempio nella letteratura giudaica e neotestamentaria. Studio sulla corrispondenza fra tempio celeste e tempio terrestre (SBF Analecta 37), Jerusalem 1994; A.F. Campbell, The Study Companion to the Old testament Literature. An Approach to the Writings of Pre-Exilic and Exilic Israel (Old Testament Studies, 2), Delaware 1989. TB 2110/2; G. Klinzing, Die Umdeutung des Kultus in der Qumrangemeinde und im NT (SUNT 7), Göttingen 1971; D.C. Timmer, Creation, Tabernacle, and Sabbath. The Sabbath Frame of Exodus 31,12-17; 35,1-3 in Exegetical and Theological Perspective (FRLANT 227), Göttingen 2009

          G. Bissoli


      • ** Dall’alleanza sinaitica alla nuova alleanza.
        Argomenti. 1) Il concetto di teologia dell’AT. 2) L’ideologia del patto nei trattati extrabiblici. 3) Il tema dell’ “alleanza” nella Bibba. 4) Analisi dei testi sull’alleanza con il popolo di Israele: le antiche tradizioni sinaitiche. 5) Analisi dei tesi di nuova alleanza, con particolare riferimento a Geremia e a Ezechiele. 6) La simbolica della nuova alleanza. 7) La dinamica della nuova alleanza da parte di Dio e da parte del popolo. 8) Il Nuovo Testamento: il mistero pasquale nella prospettiva della nuova alleanza (la cena del Signore).
        Scopo. Il corso si prefigge di seguire, mediante l’analisi dei testi più rappresentativi, lo sviluppo del messaggio dell’alleanza, dalle origini alle porte del Nuovo Testamento. In questa prospettiva risulteranno più chiare le linee della profezia escatalogica della nuova alleanza e la sua realizzazione in Cristo.

          Bibl.: W. Eichrodt, Teologia dell’Antico Testamento, I, Dio e popolo, Brescia 1979; D.J. McCarty – G.E. Mendenhall – R. Smend, Per una teologia del patto nell’Antico Testamento, Torino 1972; M. Liverani, “Terminologia e ideologia del patto nelle iscrizioni reali assire”, in I trattati nel mondo antico, Roma 1990, 113-147; V. Lopasso, Dal tempio al cuore. La nuova alleanza in Ger 31,29-34 e Zc 8,2-8, Catanzaro 2007; M. Weinfeld, “bryt”, GLAT, I, 1589-1644

          V. Lopasso



      • Vedi anche:

        **Giobbe 33
        A Niccacci (E=TAT).

        INTRODUZIONE E METODOLOGIA

        • *Introduzione alla metodologia esegetica dell’Antico Testamento: metodo storico-critico. Il corso è della durata di un semestre, e offre un’introduzione essenziale alla metodologia dell’esegesi veterotetamentaria, destinata agli studenti che si apprestano allo studio e alla ricerca nel campo delle scienze bibliche. Per la partecipazione è richiesta la conoscenza dei principi e procedimenti della metodologia generale e la conoscenza almeno basilare della lingua ebraica biblica. Vi sarà offerta un’introduzione bibliografica negli strumenti di lavoro e principali manuali di metodologia, con dimostrazione nella biblioteca. Segue una panoramica sulla situazione attualle nella discussione sulle basi teoriche e uno sguardo d’insieme sulla molteplicità delle proposte concrete di metodologia esegetica, vecchie e nuove. Ciò riguarda soprattutto la nascita e lo sviluppo del metodo storico-critico, i suoi scopi e limiti, poi le proposte moderne alternative di vario tipo, basate soprattutto sulle nozioni di ermeneutica filosofica, linguistica, scienza della letteratura e scienza della comunicazione umana.
             Nella seconda e principale parte del corso saranno presentati vari passi tradizionali del metodo storico-critico, con spiegazione teorica e alcuni esempi pratici. L’ultima parte tratta i principi e criteri della spiegazione e interpretazione dei testi biblici. Nell’esposizione della materia sarà tenuto in dovuta considerazione il documento della Pontificia Commissione Biblica: “L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa”. Il corso si basa essenzialmente sulle lezioni, che sono integrate dal manuale scritto offerto dal profesore, per cui la partecipazione alle lezioni è richiesta. L’esame alla fine del corso sarà orale, composto da due parti: nella prima lo studente dovrà presentare autonomamente uno dei temi trattati, a sua scelta ma in coordinamento con il professore. Nella seconda parte risponderà ad alcune domande del professore per verificare l’assimilazione globale della materia.

            Bibl.: T. Vuk, Introduzione alla metodologia esegetica dell’Antico Testamento: Discussione teorica attuale e nozioni essenziali sul metodo storico-critico (Pro manuscripto), Gerusalemme 2007. Materiali integrativi saranno offerti del professore durante il corso.
              H. Barth – O.H. Steck, Exegese des Alten Testaments. Leitfaden der Methodik. Ein Arbeitsbuch für Proseminare, Seminare und Vorlesungen, 11. ed., Neukirchen-Vluyn 1987; G. Fohrer et al., Exegese des Alten Testaments. Einführung in die Methodik (Uni-Taschenbücher 267), 6. ed., Heidelberg 1993; P. Gillemette – M. Brisebois, Introduction aux méthodes historico-critiques (Héritage et project 35) Québec 1987 [= Introduzione ai metodi storico-critici (Studi e ricerche bibliche), Roma 1990]; O. Kaiser, “Die alttestamentliche Exegese”, in: G. Adam – O. Kaiser – W.G. Kümmel, Einführung in die exegetischen Methoden (Studium Theologie 1), München, 5. ed., 1975 (1. ed. 1963), 9-60 [“Old Testament Exegesis”, in: O. Kaiser – W.G. Kümmel (a cura di), Exegetical Method. A Student Handbook. New revised ed., New York 1981, 1-41.77-101]
            Pontificia Commissione Biblica: “L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa”. Cf. Biblica 74 (1993) 451-528 [= Paris 1994 (Introduction de J.-L. Vesco); L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, Città del Vaticano 1993; “Die Interpretation der Bibel in der Kirche”: Bibel und Kirche 49 (1994) 181-201]; cf. anche J.A. Fitzmyer, The Biblical Commission’s Document “The Interpretation of the Bible in the Church”. Text and Commentary (Subsidia Biblica 18), Roma 1995. Inoltre i contributi del simposio organizzato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa. Atti del Simposio promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Roma, settembre 1999 (Atti e Documenti 11), Città del Vaticano 2001.
               W. Richter, Exegese als Literaturwissenschaft. Entwurf einer alttestamentlichen Literaturtheorie und Metodologie, Göttingen 1971; H. Simian – Yofre (a cura di), Metodologia dell’Antico Testamento (Collana Studi Biblici 25), Bologna 1995; E. Zenger, “Ein Beispiel exegetischer Methoden aus dem Alten Testament”, in: Einführung in die Methoden der biblischen Exegese, ed. J. Schreiner, Würzburg – Innsbruck 1971, 97-148 [= “Ejemplo de crítica textual bíblica”, in: Introducción a los métodos de la exégesis bíblica, ed. J. Schreiner (Biblioteca Herder. Sección de Sagrada Escritura 138), Barcelona: Editorial Herder, 1974, 113-128].

            T. Vuk

        ERMENEUTICA E STORIA DELL'ESEGESI

        • * Ermeneutica e storia dell’esegesi ebraica

          Scopo del corso e metodologia. Con la lettura dei testi intertestamentari gli studenti sono introdotti ai diversi movimenti del giudaismo del primo secolo e alla scoperta dalle varietà dell’ermeneutica giudaica (apocalittica, essena, farisaica).
          Requisiti. Conoscenza elementare dell’ebraico e del greco.

            Bibl.: A.M. Denis, Introduction à la littérature religieuse judéo-hellénistique, 2 volumes, 2000; P. Grech, “L’ermeneutica biblica nel XX secolo”, StPat 41 (1994) 399-411; G. Segalla, “Ermeneutica biblica. Alla ricerca di chiavi per l’interpretazione della sacra Scrittura”, StPat 45 (1998) 57-84; R. Bloch, “Note méthodologique pour l’étude de la littérature rabbinique”, RSR 43 (1955) 194-227; F. García Martínez – E.J.C. Tigchelaar, The Dead Sea Scolls, Study Edition, vol 1, Leiden – New York – Köln 1997, vol. 2: 1998; B. Gerhardsson, Memory and Manuscript. Oral Tradition and Written Transmission in Rabbinic Judaism and Early Christianity (Acta Seminarii neotestamentici Upsaliensis 22), Seminarium neotestamenticum Upsaliensis, Uppsala 1961, 85; J.W. Bowker, The Targums and Rabbinic Literature, Cambridge 1969; L.H. Feldman, “Josephus as a Biblical Interpreter: The ‘Aqeda’”, JQR 75 (1984-85) 212-225; J.H. Charlesworth, The Old Testament Pseudepigrapha, 2 vol., New York 1983-85; A. Dupont – Sommer – M. Philonenko (a cura di), La Bible. Ecrits intertestamentaires, Paris 1987. Publicazioni del docente

            F. Manns

        AMBIENTE BIBLICO

        • *Geografia biblica. 1. Elementi di Geografia fisica: il Medio Oriente antico e la terra di Israele. Le regioni bibliche: Sinai, Transgiordania, Israele. 2. Elementi di Geografia storica: le fonti egiziane e le fonti mesopotamiche del 2o millennio a.C. Le regioni nel periodo post-esilico: Idumea, Iturea, Nabatea, Decapoli, Provincia Iudaea, Provincia Arabia, Provincia Palaestina. 3. I confini del Canaan biblico: formule di estensione e formule di conquista. 4. Descrizione della terra di Israele secondo Gs 15-19 (territori delle tribù); 2 Sam 24,2-8 (il censimento di Davide); 1 Re 4,7-19 (i distretti salomonici). La terra rimasta secondo Gs 13,1-6; Gdc 1; Gdc 3,4-5. 5. La provincia persiana di Yhd e la ripresa post-esilica fino alla creazione del regno di Erode il Grande. 6. La ricerca moderna e le fonti della Geografia Biblica
          • Bibl.: Y. Aharoni, The Land of The Bible. A Historical Geography, Philadelphia 1979; C.E. Carter, The Emergence of Yehud in the Persian Period. A Social and Demographic Study, Sheffield 1999; L.L. Grabbe, A History of the Jews and Judaism in the Second Temple Period. Volume I. Yehud: A History of the Persian Province of Judah, London – New York 2004; Z. Kallai, Historical Geography of the Bible. The Tribal Territories of Israel, Jerusalem – Leiden 1986; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002; Y. Levin (a cura di), A Time of Change. Judah and its Neighbours in the Persian and Early Hellenistic Periods, London 2007; N. Na’aman, Borders and Districts in Biblical Historiography. Seven Studies in Biblical Geographical Lists, Jerusalem 1986; J.B. Pritchard, Ancient Near East Texts Relating to the Old Testament, Princeton 1969; A.F. Rainey – R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006; Y. Tsafrir – L. Di Segni – J. Green, Tabula Imperii Romani. Judaea – Palaestina. Maps and Gazetteer, Jerusalem 1994. Dispense del Professore

            P. Kaswalder


        • *Storia Biblica. Periodo antico – corso monografico: questioni scelte della storiografia di Israele nel contesto della storia del Vicino Oriente anticoIl corso è prevalentemente monografico: dopo una introduzione all’impostazione teorica della storiografia del paese della Bibbia nel contesto della storiografia del Vicino Oriente antico, saranno trattate, in ordine cronologico, alcune epoche, eventi e aspetti dei periodi più antichi, dagli inizi fino nel periodo della monarchia israelitica. In modo particolare ed esemplare saranno trattate fonti scritte bibliche ed extrabibliche. In questo senso il corso si allaccia idealmente a quello dell’Introduzione speciale all’Antico Testamento sulla civiltà mesopotamica come sfondo storico-culturale della Bibbia, tenuto nel I semestre 2009-2010.
            Il corso si baserà su due componenti: a) lo studio personale da parte degli studenti dei manuali indicati nella bibliografia; b) integrazione e approfondimento di questioni scelte attraverso le lezioni, che saranno accompagnate da un apposito manuale del professore. La partecipazione alle lezioni è richiesta. L’esame alla fine del corso sarà orale, composto da due parti: nella prima lo studente dovrà presentare autonomamente uno dei temi o periodi trattati nelle lezioni, a sua scelta ma in coordinamento con il professore. Nella seconda parte risponderà ad alcune domande del professore per verificare l’assimilazione globale della materia

            Bibl.: a. Introduzione: T. Vuk, Il mondo che vide nascere la Bibbia. Relazioni del popolo della Bibbia con i popoli circostanti, parte II (Pro manuscripto - SBF), Jerusalem 2007; A. Paul (a cura di) Scritti dell’Antico Vicino Oriente e fonti bibliche, (Picola Enciclopedia Biblica 2), Roma 1988 [= Écrits de l’Orient ancien et sources bibliques. Par A. Barucq – A. Caquot – J. M. Durand – A. Lemaire – E. Masson. Index et tables par J. Auneau, ed. A. Paul (Petite biblithèque des sciences bibliques. Ancien Testament 2), Paris 1986].
               b. Atlanti storici: A.F Rainey – R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World. With Contributions by J. Uzziel, I. Shai, B. Schultz, izd. S. Ahituv, Jerusalem 2006; Atlante del mondo biblico, J.B. Pritchard (a cura di), Torino 1991 [orig.: The Harper Atlas of the Bible, New York 1987 = The Times Atlas of the Bible, London 1987 = Larousse / The Times Atlas du Monde biblique, Paris 1987 = Herders großer Bibelatlas, Freiburg 1987].
               c. Storia: M. Liverani, Antico Oriente. Storia, società, economia (Manuali Laterza 17), 2. ed., Roma – Bari 1995.
               d. Testi: L’Antico Testamento e le culture del tempo. Testi scelti. Presentazione di G. Ravasi (Studi e ricerche bibliche), Roma 1990; J. Briend – M.-J. Seux, Textes du Proche-Orient ancien et histoire d’Israel (Études annexes de la Bible de Jérusalem), Paris 1977; W.W. Hallo – K.L. Younger, Jr. (a cura di) The Context of Scripture. Volume I: Canonical Cmpositions from the Biblical World; Volume II: Monumental Inscriptions from the Biblical World, Leiden 1997-2000; Id., The Context of Scripture. Volume II: Monumental Inscriptions from the Biblical World, Leiden 2000; Id. The Context of Scripture. Volume III: Archival Documents from the Biblical World, Leiden 2002; O. Kaiser ecc (a cura di) Texte aus der Umwelt des Alten Testaments, Gütersloh 1982ss. Altra bibliografia sarà indicata durante il corso

            T. Vuk


        • * Mondo greco-romano e Chiesa nascente: evidenze archeologiche
          Il racconto di Pentecoste (Atti 2,5-11) pone in evidenza lambiente multi-culturale e multi-etnico nel quale è nata la Chiesa. Il mondo greco-romano ne è la cornice. Tramite un excursus storico, letterario e, in particolare, a partire dalle evidenze archeologiche, si studieranno i fattori che hanno influenzato la Storia del popolo di Israele e lo sviluppo della Chiesa nascente: 1. Il contesto storico greco-romano; 2. Fonti storico-letterarie; 3. Ambiente sociale ed economico; 4. Le istituzioni religiose; 5. Evidenze archeologiche.
          • Bibl.: J.-P. Adam, L'arte di costruire presso i romani. Materiali e tecniche, Milano 1996; J.M. Blázquez – R. López Melero – J.J. Sayas, Historia de Grecia Antigua, Madrid 1989; W. Durant, The life in Greece. New York 1939; S. Mazzarino, L'Impero romano, Bari 1996; D. Musti, Storia greca, Roma 1994; L. Pareti, Storia di Roma e del mondo romano, Torino 1952; R. Penna, L'ambiente storico-culturale delle origini cristiane, Bologna 1984; A. Piganiol, Le conquiste dei romani, Milano 1997; S.R.F. Price, Rituals and power: The Roman imperial cult in Asia Minor, Cambridge 1986; D.S. Robertson, Greek and Roman architecture, Cambridge 1971; M. Rostovzev, Storia economica e sociale del mondo ellenistico, Firenze 1966; A.N. Sherwin-White, Roman society and Roman law in the New Testament, Grand Rapids 1992; Id., Roman foreign policy in the East 168 B.C. to A.D. 1, London 1984.

            G. Loche


        • **Archeologia NT Memorie apocrife della Passione del Signore. Il processo

            Bibl.: L. Moraldi (a cura di), Apocrifi del Nuovo Testamento. Volume primo: Vangeli, Casale Monferrato 1994 (o altra edizione degli stessi); B. Bagatti, La chiesa primitiva apocrifa (II secolo). Saggio storico (Alla scoperta della Bibbia 13), Roma 1981; B. Bagatti, La iglesia primitiva apocrifa (siglo II). Ensayo histórico (Biblioteca Catecumenal), Bilbao 1989

            E. Alliata

        SEMINARI

        • *Lettera di Giacomo. Discussioni e orientamenti sul rapporto della lettera di Giacomo con la tradizione evangelica.
          Da tempo gli studiosi hanno rilevato non poche relazioni tra la lettera di Giacomo e la tradizione evangelica, specialmente con il Vangelo secondo Matteo. Il seminario prende in esame questo esempio classico di intertestualità. Si partirà dal controllo del dossier di testi indicati in alcune monografie e nei commentari che hanno affrontato esplicitamente l’argomento. Fatta una scelta di testi da mettere a confronto, si passerà allo studio di singoli testi o più testi affini.
          Il docente presenterà la problematica generale; i partecipanti presenteranno una ricerca particolare concordata insieme.
          Scopo del seminario è introdurre alla conoscenza specifica di questo tema mediante la verifica personale.
          Come preparazione si raccomanda di familiarizzarsi con il testo greco della Lettera. È disponibile un sussidio del docente con testo greco, traduzione e analisi sintattica del testo

            Bibl.: D.B. Deppe, The Sayings of Jesus in the Epistle of James, Michigan 1989; G.C. Bottini, Giacomo e la sua lettera. Una introduzione (SBF Analecta 50), Jerusalem 2000 (cap. V). Per la bibliografia più recente il docente metterà a disposizione un sussidio ad uso degli studenti

            G.C. Bottini


        • * Bibbia e GiordaniaA partire dalla pubblicazione P. Kaswalder, E. Bosetti, Sulle orme di Mosè. Egitto, Sinai, Giordania, si studieranno i territori della Decapoli, Perea, Ammon, Moab ed Edom, la loro storia, la popolazione ponendo particolare attenzione allo sviluppo delle città principali.
          Lo studente sarà chiamato ad approfondire uno o più aspetti, concentrandosi su una regione o su una delle città principali. Dovrà, inoltre, presentare in pubblico, anche in forma scritta, una relazione riguardante la sua particolare ricerca.
          Testo: P.A. Kaswalder, E. Bosetti, Sulle orme di Mosè. Egitto, Sinai, Giordania, Bologna 2000

            Bibl.: Guide to Jordan, Jerusalem 1977; Y. Aharoni et al., The Carta Bible Atlas, Jerusalem 2002; S. Belloni, Jerash. Le vestigia di passate civiltà, Terni 2000; F. Bourbon, Petra. Arte, storia e itinerari nella capitale nabatea, Vercelli 1999; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica (SBF Collectio Minor 40), Jerusalem 2002; A. Mazar, Archaeology of the Land of the Bible 10.000-586 B.C.E. (The Anchor Bible Reference Library), New York 1992; M. Piccirillo, Scavi italiani in Giordania: la fortezza di Macheronte, Roma 1979; Id., Chiese e mosaici della Giordania settentrionale, Jerusalem 1981; Id., Madaba, Mount Nebo, Umm er-Rasas, Amman 1990; Id., The Mosaics of Jordan (American Centre of Oriental Research Pubblications 1), Amman 1993; Id., La montagna del Nebo (Guide 2) Jerusalem 1997; Id., L’Arabia cristiana. Dalla Provincia Imperiale al Primo Periodo Islamico, Milano 2002

            M. Luca


        • *
          * Introduzione alla metodologia dell’archeologia
          Requisiti. Per i suoi aspetti pratici il seminario è rivolto
          Scopo. Il seminario ha lo scopo di presentare le varie metodologie di scavo archeologico, con particolare riguardo alle modalità di raccolta, classificazione e analisi dei dati. Analisi stratigrafica; schedatura; elaborazione informatizzata dei dati; documentazione grafica e fotografica; strumenti e strumentazione elettronica.
          Metodologia d’insegnamento. Dopo alcune lezioni introduttive, gli studenti saranno chiamati ad apprezzare e valutare l’applicazione dei metodi usati in archeologia in alcune pubblicazioni di scavi della regione siro-palestinese.
          Valutazione finale. La valutazione finale verterà su quanto dallo studente esposto nel corso del seminario ed, eventualmente, su un lavoro scritto

            Bibl.: P. Barcher, Tecniche dello scavo archeologico, Milano 1981; E.C. Harris, Principi di stratigrafia archeologica, Roma 1983; D. Manacorda, Prima lezione di archeologia, Bari 2004; A. Guidi, I metodi della ricerca archeologica, Bari 2006; Dizionario di archeologia, a cura di R. Francovich – D. Manacorda, Bari 2005

            C. Pappalardo


        • ** “Stabilirò con loro un patto di pace” (Ez 34,25; 37,26). Il messaggio di salvezza nel libro di EzechieleIl libro di Ezechiele si presenta quale letteratura nata nell’epoca dell’esilio. Il profeta Ezechiele è incaricato di accompagnare il popolo di YHWH in questo periodo di crisi profonda. In una prima fase del suo annuncio profetico si rivolge al popolo di Dio, che si oppone alla volontà di Dio, con parole di giudizio durissime, in parte insopportabili. Dopo la seconda conquista di Gerusalemme e la distruzione del tempio (587/6 a.C.) tanti dei suoi coetanei sono paralizzati dalla rassegnazione perché la speranza che l’esilio finisse presto è svanita. In questa situazione di crollo e di disperazione Ezechiele è chiamato ad annunciare un futuro salvifico promosso da Dio che dovrà superare ogni attesa umana.
          Il seminario intende presentare testi centrali sulla speranza salvifica del libro di Ezechiele e far comprendere la loro portata teologica.
          In una prima parte del corso si esaminerà il nesso fra l’annuncio giudiziario e l’annuncio salvifico, basandosi su testi scelti tratti dalla prima parte del libro (e.g. Ez 13; 14,1-11; 16,59-63; 17,22-24; 18; 20,32-44). Nella seconda parte del corso i partecipanti, d’accordo con il docente, sceglieranno un testo (e.g. Ez 34; 36,16-38; 37,1-14; 37,15-28; 43,1-12; 47,1-12) o un tema (la “formula dell’alleanza” nel libro d’Ezechiele, “l’alleanza di pace”, dal “furore” di Dio alla sua “santità”, Ezechiele e l’Apocalisse di Giovanni) per ricavare gli aspetti essenziali del messaggio salvifico del profeta e presentarlo poi in aula agli altri studenti dopo aver consegnato al professore una copia del testo.
          Sono richieste conoscenze di base del libro d’Ezechiele, una conoscenza sufficiente della lingua ebraica e la partecipazione continua alle sedute di seminario. Il voto finale sarà stabilito sulla base della presentazione del tema nella seduta seminariale, della qualità di partecipazione alle sedute e del lavoro scritto

            Bibl.: L.C. Allen, Ezekiel 1-19 / 20-48 (WBC 28 / 29), Dallas – Texas 1994-1990; J. Blenkinsopp, Ezekiel (Interpret.), Louisville 1990; D.I. Block, The Book of Ezekiel. Chapters 1-24 / 25-28 (NICOT), Grand Rapids – Cambridge 1997-1998; W. Eichrodt, Der Prophet Hesekiel (ATD 22, 1 / 2), Göttingen 41978 - 21969; H.F. Fuhs, Ezechiel I/II (NEB), Würzburg 1984-1986; M. Greenberg, Ezekiel 1-20 / 21-37 (AB 22 / 22a), Garden City, N.Y 1983-1997; K.-F. Pohlann – L.J. Hoppe – B. Vawter, A New Heart, A Commentary on the Book of Ezekiel (International Theological Commentary), Grand Rapids 1991; B. Kowalski, Die Rezeption des Propheten Ezechiel in der Offenbarung des Johannes, Stuttgart 2004; M. Nobile, “Sarò per essi un tempio per poco tempo”. Da Ezechiele all’Apocalisse: il tragitto di un’idea. In: Apokalypsis. Percorsi nell’Apocalisse in onore di Ugo Vanni, Assisi 2005, 127 – 146; K.-F. Pohlmann, Der Prophet Hesekiel / Ezechiel (ATD 22,1 / 2), Göttingen 1996 / 2001; D. Sänger (Hg.), Das Ezechielbuch in der Johannesoffenbarung (Biblisch Theologische Studien), Neukirchen 2006; F. Sedlmeier, Das Buch Ezechiel. Kapitel 1-24 (NSK-AT 21/1), Stuttgart 2002; W. Zimmerli, Ezechiel (BK XIII, 1 / 2), Neukirchen 21979

            F. Sedlmeier


        • ** Archeologia: La sinagoga anticaOrigine, sviluppo, funzioni, resti monumentali, decorazioni, iscrizioni

            Bibl.: D.D. Binder, Into the Temple Courts: The Places of the Synagogues in the Second Temple Period (SBL Dissertation Series, 169), Atlanta 1999; T.H. Blomquist, Gates and Gods: Cults in the City Gates of Iron Age Palestine. An Investigation of the Archaeological and Biblical Sources (CB, OT 46), Stockholm 1999; L.I. Levine, The Ancient Synagogue. The First Thousand Years, Yale – New Haven – London 2000; A. Runesson, The Origins of the Synagogue. A Socio-Historical Study (CB NT 37), Stockholm 2001; P.A. Kaswalder, “La nascita e il significato della sinagoga antica. Nota bibliografica”, LA 57 (2007) 431-491

            P. Kaswalder

        ESCURSIONI


        • */**Escursioni settimanali in Gerusalemme e dintorni. Giro panoramico delle mura della città vecchia. La città di Davide. Siloe. Aceldama. Il monte del tempio. Scavi a sud dell’Aqsa. Il quartiere giudaico. Scavi di Avigad. L’area della Flagellazione e la fortezza Antonia. La Via Crucis e il S. Sepolcro. S. Anna e la probatica. Tombe reali, S. Stefano, Garden Tomb. Getsemani: Tomba della Vergine, Grotta e Basilica dell’Agonia. Dominus Flevit, Pater, Ascensione. Betania, Betfage. Mamilla, Monastero della S. Croce. Ain Karem. Betlemme.

            Bibl.: S. Loffreda, Topografia di Gerusalemme (fino al 70 d.C.) dispensa SBF; E. Alliata, Topografia cristiana della Palestina. I; Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF); Id., Gerusalemme. Escursioni in Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF - trascrizione di M. Crimella); testi reperibili nel sito web dello SBF.

            E. Alliata - C. Pappalardo


        • */**Escursioni bibliche quindicinali. Giudea, Samaria, Neghev.

            Bibl.: Y. Aharoni, The Land of The Bible. A Historical Geography, Philadelphia 1979; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002; A.F. Rainey – R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006. Dispense del Professore

            P. Kaswalder


        • * Escursione biblica in Galilea
          La visita delle località è qui proposta secondo il criterio geografico: 1. Valle di Esdrelon: Meghiddo, Bet Alpha, Tel Jizreel e il santuario di al-Muhraqa sul monte Carmelo; 2. Galilea centrale: Nazaret, Tabor, Cana di Galilea, Naim e Sepphoris; 3. Galilea occidentale: Acco; 4. Lago di Galilea: Cafarnao, et-Tabgha, Tiberiade, Ginnosar, Beatitudini, Korazin; 5. Golan: Betsaida Julia, Katzrin, monte Hermon, Kursi e Susita; 6. Galilea settentrionale: Hazor, Tel Dan, Banias.
            La visita sarà preparata con alcune lezioni frontali a carattere di introduzione storica, geografica ed archeologica.

            Bibl.: P. Acquistapace a.c.d., Guida biblica e turistica della Terra Santa, Milano 1997; Y. Aharoni, et al., The Carta Bible Atlas, Jerusalem 2002; E. Alliata et al., Nazaret, Jerusalem 1995; C. Baratto, Guida di Terra Santa, Gerusalemme – Milano 1999; F. Bourbon – E. Lavagno, The Holy Land. Guide to the Archaeological Sites of Israel, Sinai and Jordan, Vercelli 2001; R.A. Horsley, Galilea (Introduzione allo studio della Bibbia. Supplementi 27) Brescia 2006; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica (SBF Collectio Minor 40), Jerusalem 2002; N.P. Lemche, The Canaanites and Their Land (JSOT Supplement Series 110) Sheffield 1999; A. Mazar, Archaeology of the Land of the Bible 10.000-586 B.C.E. (The Anchor Bible Reference Library), New York et. al., 1992; J. Murphy-O’Connor, La Terra Santa. Guida storico-archeologica, Bologna 1996; M. Piccirillo, Nazareth, Cana, Zipori, Mt. Tabor, Megiddo, Herzilia, s.d.; A.F. Rainey – R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006

            P. Kaswalder


        • **Escursione in Giordania.
          La visita delle località è qui proposta secondo il criterio geografico:
          1. Valle del Giordano: visite a Pella (Tabqat Fahil), Tell es-Saidiyeh, Tell el-Mazar, Tell Deir Allah; 2. Decapoli: visite di Gerasa, Ajlun, Irbed, Gadara (Umm Qais), Abila e Umm el-Jimal. Visita ai castelli omayyadi: Qasar el-Hallabat, Kharaneh, Quseir Amra; 3. Altopiano: visita a Sahab, Tell el-Umeiri, Tell Hesban, Khirbet el-Mukhayyet, Ayoun Musa, Monte Nebo (Memoriale di Mosè), Main, Macheronte (Jebel Mishnaqa); 4. Altopiano di Moab: visite a Madaba, Umm er-Rasas (Mefat), Khirbet Arair, Wadi Mujib, Tell Dhiban, al-Kerak; 5. Lungo il Mar Morto: visite a Teleilat el-Ghassul, Calliroe (Hammam ez-Zara), Wadi Zarqa, Bab edh-Dhra, Deir Ayn Abata (San Lot); 6. Lungo la Via Regia: visite a Balua, al-Qasr, el-Lejjun, el-Medeiyneh, Dhat Ras, Tafileh, Buseirah, Shobak, Petra; 7. Amman: visita al Foro, al Museo Archeologico e alla Cittadella (al-Qalaa). Nei dintorni di Amman: visita a Wadi es-Sir (Iazer) e Iraq el-Amir (Birta degli ammoniti)
             La visita sarà preparata con alcune lezioni frontali a carattere di introduzione storica, geografica ed archeologica.
          • Bibl.: s.a., Guide to Jordan, Jerusalem, 1977; Y. Aharoni et al., The Carta Bible Atlas, Jerusalem 2002; S. Belloni, Jerash. Le vestigia di passate civiltà, Terni 2000; F. Bourbon, Petra. Arte, storia e itinerari nella capitale nabatea, Vercelli 1999; P.A. Kaswalder – E. Bosetti, Sulle orme di Mosè. Egitto, Sinai, Giordania, Bologna 2000; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica (SBF Collectio Minor 40), Jerusalem 2002; A. Mazar, Archaeology of the Land of the Bible 10.000-586 B.C.E. (The Anchor Bible Reference Library), New York et. al., 1992; M. Piccirillo, Scavi italiani in Giordania: la fortezza di Macheronte, Roma 1979; Id., Chiese e mosaici della Giordania settentrionale, Jerusalem 1981; Id., Um er-Rasas Kastron Mefaa in Giordania, Gerusalemme 1986; Id., Chiese e mosaici di Madaba, Jerusalem 1989; Id., Madaba, Mount Nebo, Umm er-Rasas, Amman 1990; Id., La montagna del Nebo, (Guide 2) Jerusalem 1997; Id., L’Arabia cristiana, Milano 2002; A.F. Rainey – R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006

            P. Kaswalder

          Le Escursioni Bibliche su indicate (I e II) sono obbligatorie e costituiscono un momento qualificante della preparazione offerta agli studenti di Scienze Bibliche. Le visite, distribuite secondo un calendario biennale, hanno lo scopo di far conoscere agli studenti le regioni e i siti biblici principali. Gran parte delle visite si sofferma sugli aspetti dell’archeologia biblica: scavi, risultati, discussioni accademiche relative ai ritrovamenti principali. Costanti sono i riferimenti letterari, storici e geografici che arricchiscono la storia dei singoli siti. Al termine dei corsi gli studenti dovranno sostenere un esame orale o scritto.

        NB: Iscrizioni all’anno accademico: 2-20 ottobre

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        Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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