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Programma Anno Accademico 2008-2009

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DESCRIZIONE DELLE MATERIE
  Lingue bibliche
  Esegesi AT
  Esegesi NT
  Teologia Biblica
  Corsi di introduzione e metodologia
  Storia dell'esegesi
  Ambiente biblico
  Seminari
  Escursioni

Note: MOST courses are held in Italian

Programma dell'anno accademico 2008-2009

DESCRIZIONE DELLE MATERIE

LINGUE BIBLICHE

  • */**Morfologia ebraica. La materia è distribuita in quattro ore settimanali di lezione per la durata dell’intero anno accademico (circa 100 ore effettive). Scopo del corso: presentazione graduale della grammatica dell’ebraico biblico nei suoi principali aspetti ortografici, fonologici, morfologici e sintattici (solo elementi). Programma dettagliato (I semestre): A) Fonologia (consonanti, vocali, sillabe, accenti biblici); B) Morfologia (articolo, preposizioni e particelle, pronomi, sostantivi, aggettivi, verbo forte [le sette coniugazioni o costruzioni, tempi e modi, il waw “inversivo”, i suffissi al verbo]. II semestre: verbo debole [di I alef, I nun, I waw/yod; di II waw/yod, verbi geminati, di III alef, di III he, forme apocopate, verbi appartenenti a più classi], numerali); C) Sintassi (alcune nozioni di sintassi: la sequenza narrativa); D) Introduzione pratica alla massorah (BHS); E) Uso delle concordanze bibliche. Lo studente è tenuto a svolgere gli esercizi contenuti nel manuale, a tradurre e analizzare brani scelti e i libri di Rut e Giona per intero.
    La preparazione degli studenti verrà saggiata tramite test settimanali (compresi due test complessivi alla fine dei rispettivi semestri) che sostituiranno l’esame finale.

      Bibl.: G. Deiana - A. Spreafico, Guida allo studio dell’ebraico biblico, Roma 1992 (terza edizione e ristampe successive; con chiave degli esercizi e sussidio audio); A. Niccacci - M. Pazzini, Il Rotolo di Rut - twr  tlgm - Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001 (analisi morfologica pp. 29-78); A. Niccacci - M. Pazzini - R. Tadiello, Il Libro di Giona - Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004 (analisi morfologica pp. 21-51); M. Pazzini, “La Massorah del libro di Rut”, LA 51 (2001) 31-54; M. Pazzini, “La Massorah del libro di Giona”, LA 52 (2002) 103-116 (entrambi disponibili anche in rete); M. Pazzini, “La Concordanza ebraico-aramaica di Abraham Even Shoshan. Criteri di composizione e guida pratica all’uso”, Vivarium 13 (2003) 399-413 (disponibile anche in rete); dispense del docente.
      – Per la consultazione: P. Joüon - T. Muraoka, A Grammar of Biblical Hebrew. Part One: Orthography and Phonetics; Part Two: Morphology. Part Three: Syntax, Paradigms and Indices, 2 voll. Roma 1991 [è disponibile anche la nuova edizione in un unico volume, Roma 2006]; F. Brown - S.R. Driver - C.A. Briggs (BDB), Hebrew and English Lexicon with an Appendix containing the Biblical Aramaic, Oxford 1907 [l’edizione americana (Peabody 1979) contiene aggiunte e miglioramenti]; A. Even-Shoshan, A New Concordance of the Bible. Thesaurus of the Bible Hebrew and Aramaic Roots, Words, Proper Names Phrases and Synonyms, Jerusalem 1981 (III ed. in tre diversi formati). Altra bibliografia (grammatiche, dizionari e concordanze) sarà fornita all’inizio del corso. Lo studente è tenuto a procurarsi un’edizione della Biblia Hebraica Stuttgartensia (BHS; quinta edizione, a cura di A. Schenker, 1997).

      M. Pazzini


  • */**Ebraico A-B.
    Lettura di testi di prosa e di poesia con la guida di una dispensa del professore (abbreviazione della sua Sintassi del verbo). Dopo una rapida presentazione della teoria, il corso consiste essenzialmente nella lettura di testi.
    Dopo una breve presentazione della teoria sul sistema verbale dell’ebraico biblico secondo il modello elaborato del professore, il corso consiste essenzialmente nella lettura di testi biblici continui, piuttosto che di passi singoli, sia di prosa che di poesia. Lo scopo è introdurre gli studenti del corso di Licenza che hanno una sufficiente conoscenza della morfologia ebraica all’analisi delle singole proposizioni, della funzione loro propria e in rapporto con le altre nel testo secondo il metodo della linguistica testuale delineato da H. Weinrich, Tempus. Si intende mostrare che questo tipo di analisi costituisce la base per una corretta esegesi.

      Bibl.: A. Niccacci, Sintassi del verbo ebraico nella prosa biblica classica, Jerusalem 1986 (ed. italiana in rifacimento; ed. inglese aumentata, 1990; ed. spagnola corretta e aggiornata, 2002); Id., Lettura sintattica della prosa ebraico-biblica. Principi e applicazioni, Jerusalem 1990; S.E. Fassberg - A. Hurvitz (a cura di), “The Biblical Hebrew Verbal System in Poetry”, in Biblical Hebrew in Its Northwest Semitic Setting, Jerusalem - Winona Lake (Indiana) 2006, 247-268; A. Niccacci - M. Pazzini, Il rotolo di Rut. Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001; A. Niccacci - M. Pazzini - R. Tadiello, Il libro di Giona - Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004; W.G.E. Watson, Classical Hebrew Poetry, Sheffield 1984; Id., Traditional Techniques in Classical Hebrew Verse, Sheffield 1994; H. Weinrich, Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo, 4 ed., Bologna 1985 (nuova ed. 2004).

      A. Niccacci


  • */**
    Ebraico sintassi, corso avanzato. La prosa biblica. Sintassi del verbo secondo la “linguistica testuale” di H. Weinrich applicata all’ebraico: narrazione e discorso. La proposizione. La narrazione ebraica: inizio, prosecuzione; catena narrativa e sue interruzioni; livelli narrativi. La poesia biblica. Criteri per distinguerla dalla prosa. Principi costitutivi del verso: parallelismo e tecniche compositive. Il valore delle forme verbali. L’esposizione teorica viene affiancata dalla lettura di testi di prosa e poesia.
    Il corso intende condurre gli studenti del corso di Dottorato ad approfondire la funzione delle strutture fondamentali dell’ebraico biblico. Passando da esempi chiari a esempi più complessi e difficili, si cerca di identificare le funzioni proprie di ogni costrutto verbale e non verbale, utilizzando una metodologia dal basso verso l’alto, cioè dal livello grammaticale a quello sintattico e infine a quello testuale, e fondando saldamente l’uno sull’altro in vista di scoprire, per quanto possibile, la coerenza del sistema nei due generi fondamentali della prosa: la narrazione storica e il discorso diretto. L’introduzione alla poesia intende individuare i fenomeni tipici di questo genere rispetto alla prosa, in particolare il modo di procedere per segmenti paralleli piuttosto che per una sequenza lineare delle informazioni. Si mostrerà che, tenuto conto dei fenomeni propri, la poesia utilizza il medesimo sistema verbale della prosa, specificamente del discorso diretto.

      Bibl.: A. Niccacci, Sintassi del verbo ebraico nella prosa biblica classica, Jerusalem 1986 (ed. italiana in rifacimento; ed. inglese aumentata, 1990; ed. spagnola corretta e aggiornata, 2002); Id., Lettura sintattica della prosa ebraico-biblica. Principi e applicazioni, Jerusalem 1990; S.E. Fassberg - A. Hurvitz (a cura di), “The Biblical Hebrew Verbal System in Poetry”, in Biblical Hebrew in Its Northwest Semitic Setting, Jerusalem - Winona Lake (Indiana) 2006, 247-268; A. Niccacci - M. Pazzini, Il rotolo di Rut. Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001; A. Niccacci - M. Pazzini - R. Tadiello, Il libro di Giona - Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004; W.G.E. Watson, Classical Hebrew Poetry, Sheffield 1984; Id., Traditional Techniques in Classical Hebrew Verse, Sheffield 1994; H. Weinrich, Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo, 4 ed., Bologna 1985 (nuova ed. 2004).

      A. Niccacci


  • *Sintassi ebraica (elementare) C.

    Requisiti. Corso di sintassi ebraica A-B.
    Scopo. Il corso si propone di aiutare gli studenti a familiarizzare con i vari aspetti dell’analisi testuale dell’ebraico biblico, mediante: 1) Continuazione dello studio della grammatica ebraica; sarà posta enfasi sul lavoro dei masoreti e sul rapporto tra le varie parti della proposizione, e saranno presentati modelli per l’analisi del sistema verbale alternativi a quello studiato finora. 2) Allargamento dell’orizzonte andando oltre l’ebraico biblico della tradizione masoretica leggendo alcuni testi in altre tradizioni. 3) Approfondimento dei vari aspetti grammaticali attraverso la lettura dei seguenti brani: Es 20; Num 23 e 24; Giud 4 e 5; Sal 30, 31 e 104; Am 5 e 6; Is 7
    Tipo di corso. Il corso è estensivo; due lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 26 ore in un semestre.
    Metodologia d’insegnamento. Presentazione delle questioni grammaticali da parte del docente; lettura guidata di testi ebraici preparati prima dallo studente.
    Valutazione finale. Gli studenti possono scegliere tra due modalità di esame: a) esame orale (due parti: interrogazione su un testo scelto dallo studente; interrogazione su un testo biblico non studiato prima) b) lavoro scritto (analisi grammaticale di un testo biblico scelto dallo studente).

    • Bibl.: J. Dubois (a cura di), Dizionario linguistico, Bologna 1994; A. Hurvitz, “The Chronological Significance of ‘Aramaisms’ in Biblical Hebrew”, Israel Exploration Journal 18 (1968) 234-240; L. McFall, The Enigma of the Hebrew Verbal System: Solutions from Ewald to the Present Day, Sheffield 1982; K. Waltke – M. O’Connor, An Introduction to Biblical Hebrew Syntax, Winona Lake 1990; I. Yeivin, Introduction to the Tiberian Masorah (Masoretic Studies 5) Atlanta, 1980; J. Mercati (a cura di), Psalterii Hexapli Reliquiae, Vaticanus 1958.
      Altra bibliografia sarà fornita all’inizio del corso. Dispensa del docente.

      G. Geiger


  • */**Morfologia greca.
    Requisiti. Il corso è destinato agli studenti che hanno seguito almeno un corso annuale di lingua latina (cf. Norme Generali n. 5) ma nessun corso di lingua greca, o che non hanno superato il test di morfologia greca (cf. Norme Generali n. 21).
    Scopo. Il corso ha lo scopo di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della morfologia della grecità biblica e dell’analisi delle varie parti del discorso. È data particolare importanza all’esercizio della lettura.
    Tipo di corso. Il corso è estensivo: cinque lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 130 ore in un anno.
    Metodologia d’insegnamento. Le lezioni hanno un’impostazione dialogica. Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario delle lezioni. Durante l’anno gli studenti vengono esaminati sia oralmente, sugli esercizi assegnati di volta in volta, sia per iscritto mediante test svolti senza l’ausilio di vocabolario. Ogni test riguarda la materia trattata in due lezioni del manuale adottato. Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei test è individuale. In base al programma, agli esercizi assegnati vengono aggiunti brani tratti dalle letture domestiche (Vangeli di Marco e Giovanni), che vanno lette e studiate per intero.
    Valutazione finale. Per l’esame di profitto (orale) gli studenti sono interrogati su tutti gli esercizi del manuale adottato svolti durante il corso e su brani scelti delle letture domestiche (5 capitoli per ognuno dei Vangeli su indicati). Il voto è stabilito in base al rendimento in aula (correzione degli esercizi), alla valutazione dei test e alla prova orale finale.

      Bibl.:
      Edizione critica del NT greco: Novum Testamentum Graece, edd. K. et B. Aland et alii, Stuttgart 1993.27 (è l’ed. citata abitualmente).
      Manuale adottato: B. Corsani e coll., Guida allo studio del Greco del Nuovo Testamento, Roma 2007
      Sussidi: J.H. Moulton, A Grammar of New Testament Greek, I: Prolegomena (opera di approfondimento filologico), Edinburgh 19083 (rist. 1978); J.H. Moulton - W.F. Howard, II: Accidence and Word-Formation with an Appendix on Semitisms in the NT, Edinburgh 1928 (rist. 1979); F. Blass - A. Debrunner - F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3). Ed. italiana a cura di G. Pisi Traduzione di M. Mattioli e G. Pisi, Brescia 1982; E.M. Abel, Grammaire du Grec Biblique, Paris 1927; A.T. Robertson, A Grammar of the Greek New Testament in the Light of Historical Research, New York 19193; W. Bauer - W.F. Arndt - F.W. Gingrich, Greek-English Lexicon of the New Testament, London 1957; D. Pieraccioni, Morfologia storica della lingua greca, Messina - Firenze 1975 (rist. 2001); L. Bottin, Etymon. Lessico per radici, Milano 1997.

      R. Pierri


  • Sintassi di greco biblico (NT-LXX). Il corso di sintassi si articola in due corsi paralleli: sintassi del caso (un’ora settimanale annuale) e sintassi del verbo (due ore settimanali annuali).
    Requisiti. Il corso è destinato agli studenti che hanno superato l’esame di morfologia greca o il relativo test (cf. cf. Norme Generali n. 21).
    – Scopo. Il corso ha lo scopo di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della sintassi della grecità biblica. La divisione in due corsi distinti intende favorire l’approfondimento della materia.
    – Tipo di corso. Il corso è estensivo: tre lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 80 ore in un anno.
    – Metodologia d’insegnamento. Le lezioni hanno un’impostazione dialogica. Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario delle lezioni.
    Gli argomenti del corso sono trattati secondo la disposizione del manuale adottato. Esso è concepito in modo da introdurre e guidare gli studenti ai fenomeni più complessi della sintassi greca. Il corso, dunque, ha carattere sistematico.
    Gli studenti sono introdotti allo studio dell’analisi logica (caso) e del periodo (verbo) mediante due specimen su due capitoli del testo del NT preparati appositamente e distribuiti agli studenti all’inizio del corso. Alla fine dello svolgimento di ogni singolo argomento, concepito come modulo didattico, gli studenti sono esaminati mediante test scritti specifici. Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei test è individuale. Parte delle letture domestiche sono tradotte e analizzate in classe dagli studenti sotto la guida del docente.
    – Valutazione finale. Per l’esame di profitto (orale) gli studenti devono dar prova di aver acquisito una sicura conoscenza della sintassi greca. Il voto è stabilito in base al rendimento in aula (traduzione e analisi dei testi), alla valutazione dei test e alla prova orale final

      Bibl.:
      – Edizioni critiche: Novum Testamentum Graece, edd. B. et K. Aland et alii, Stuttgart 199327; Septuaginta. Editio altera, edd. A. Rahlfs - R. Hanhart, Stuttgart 2006.
      – Manuale adottato: L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico. Quaderno I.A: Le concordanze (SBF Analecta 61), Gerusalemme 2003; L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico (LXX e NT). I casi. Corso teorico-pratico (Dispensa SBF), Gerusalemme 2006.
      – Sussidi: L. Tusa Massaro, Sintassi del greco antico e tradizione grammaticale, Palermo 1993 (rist. 1995); N. Basile, Sintassi storica del greco antico, Bari 2001; M. Zerwick, Graecitas biblica, Romae 1966 (oppure ed. inglese a cura di J. Smith, Rome 1990, oppure traduzione spagnola); J.H. Moulton - N. Turner, III: Syntax, Edinburgh 1963 (rist. 1976); F. Blass - A. Debrunner - F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3), Brescia 1982; F.C. Conybeare - G. Stock, A Grammar of Septuagint Greek (breve sintesi), Boston 1905 (rist. Zondervan A. 1981); H.J. Thackeray, A Grammar of the Old Testament in Greek according to the Septuagint, I: Introduction, Orthography and Accidence, Cambridge 1909 (rist. Tel-Aviv 1970; Hildesheim 1978); J. Lust - E. Eynikel - K. Hauspie, A Greek-English Lexicon of the Septuagint, Stuttgart 2003; D.B. Wallace, Greek Grammar beyond the Basics. An Exegetical Syntax of the New Testament, Grand Rapids 1995; L. Cignelli, “La grecità biblica”, LA 35 (1985) 203-248.
      – Letture domestiche: NT: Mt 9-10; At 13-14; Rm 13-14; 1Cor 6-7; Ef 1-6; Eb 13-14; 2Pt 1-3. LXX: Es 7-8; Sal 113; Sap 7-8

      R. Pierri


  • */** Ebraico dei Manoscritti del Mar Morto.
    – Requisiti. Corso di sintassi ebraica A-B, corso di aramaico biblico (il corso di aramaico si può frequentare durante l’anno scolastico corrente).
    – Scopo. Il corso si propone di introdurre gli studenti alla conoscenza e alla comprensione dei testi rinvenuti presso il Mar Morto (specialmente Chirbet Qumran): testi biblici e non-biblici, scritti in gran parte in un dialetto ebraico leggermente diverso da quello biblico di tradizione masoretica e di altre altre tradizioni ebraiche. Gli scopi principali sono: 1) Conoscere i testi principali; 2) Abilitare ad affrontare i testi autonomamente; 3) Esercitare la lettura dei testi non vocalizzati; 4) Conoscere le differenze e le affinità tra vari dialetti ebraici.
    – Tipo di corso. Il corso è estensivo; due lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 50 ore in due semestri.
    – Metodologia d’insegnamento. Lettura guidata di testi biblici e non-biblici, preparati prima dallo studente. Presentazione di questioni grammaticali - ortografia (e fonetica), morfologia, lessico e sintassi, confrontando i vari aspetti con l’ebraico biblico.
    – Valutazione finale. Esame orale (due parti: interrogazione su un testo scelto dallo studente; interrogazione su un testo non studiato prima) o presentazione orale di un testo (in classe), a scelta dello studente da concordare col docente.

      Bibl.: D. Barthélemy et al. (eds.), Discoveries in the Judaean Desert (DJD), Oxford, da 1955; F. García Martínez – E.J.C. Tigchelaar, The Dead Sea Scrolls Study Edition, Leiden-Boston-Köln, 1997-1998; E.Y. Kutscher, The Language and Linguistic Background of the Isaiah Scroll (1 Q Isaa) (Studies on the Texts of the Desert of Judah 6), Leiden 1974; E. Qimron, The Hebrew of the Dead Sea Scrolls (Harvard Semitic Studies 29), Atlanta 1986

      G. Geiger


    • */** Accadico. Il corso è annuale, di due semestri, e offre un’introduzione essenziale agli strumenti di lavoro (bibliografia, manuali introduttivi, grammatiche, dizionari), nozioni principali sulla storia e sul sistema della scrittura cuneiforme, e come materia principale l’insegnamento della lingua accadica, più precisamente del dialetto paleobabilonese. Questa parte comprende l’apprendimento della morfologia e degli elementi essenziali della sintassi. Essendo il corso di due semestri, l’insegnamento della grammatica sarà concentrato, progredendo a unità delle parti del discorso della grammatica tradizionale. Ciò sarà reso possibile dall’assidua partecipazione alle lezioni, che saranno svolte in base ai materiali scritti preparati dal professore che contengono le nozioni essenziali e schemi riassuntivi propri. L’insegnamento della grammatica sarà affiancato dall’esercizio di lettura in traslitterazione di testi scelti (Codice di leggi e iscrizioni di Hammurapi), svolto sotto la guida del professore. Il corso si rivolge ai principianti, in particolar modo agli studenti di scienze bibliche, per cui non richiede particolari requisiti oltre a quelli generali, ma sono utili conoscenze di altre lingue semitiche, specialmente dell’ebraico, al quale vengono fatti riferimenti. Alla fine del corso lo studente deve essere in grado di adoperare in maniera corretta la traslitterazione della scrittura cuneiforme (ma non ancora di traslitterare da sè i testi cuneiformi), e di tradurre, con aiuto del vocabolario, i testi più semplici in lingua accadica. L’esame sarà pure annuale, orale, comprendendo domande generiche su temi introduttivi, analisi di alcune forme nominali e verbali fuori contesto, prese dai testi letti, la composizione propria di tali forme, e la lettura e analisi grammaticale di alcuni testi letti in classe e di altri preparati autonomamente.

        Bibl.: T. Vuk, Introduzione alla scrittura cuneiforme (Pro manuscripto); A. Lancellotti, Grammatica della lingua accadica, Jerusalem 1982, con integrazioni del professore.
        Materiali integrativi e testi in traslitterazione offerti del professore durante il corso

        T. Vuk


    • ** Aramaico biblico.
      Requisiti. Corso di morfologia ebraica.
      Scopo. L’aramaico comprende dialetti di varie epoche. Alcuni testi biblici sono scritti in uno di questi dialetti (Esd 4,8-6,18; 7,12-26, Dn 2,4-7,28, Ger 10,11, Gen 31,47). Il corso proposto è un’introduzione alla grammatica e alla lettura dei testi aramaici dell’AT.
      Siccome quella aramaica è una lingua semitica vicina all’ebraico biblico, la sua conoscenza permette anche un approfondimento della stessa lingua ebraica. Durante il corso saranno date indicazioni sulle possibilità (e i limiti) che offre la conoscenza di un’altra lingua semitica per la comprensione della Bibbia ebraica.
      Tipo di corso. Il corso è estensivo; due lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 26 ore in un semestre.
      Metodologia di insegnamento. Presentazione graduale e comparativa (con l’ebraico) delle questioni grammaticali da parte del docente nei suoi principali aspetti morfologici e sintattici; lettura guidata dei testi aramaici preparati prima dallo studente; il corso prevede la lettura, traduzione e analisi delle sezioni dell’AT in aramaico.
      Valutazione finale. L’esame finale sarà scritto e comprenderà: a) traduzione di un testo aramaico biblico (ca. 10 righe), b) domande grammaticali, c) analisi morfologica in contesto, d) analisi morfologica fuori contesto; è consentito l’uso di un dizionario durante l’esame.

        Bibl.: Manuale: A.F. Johns, A Short Grammar of Biblical Aramaic, Berrien Springs 1982.
        – Per la consultazione: H. Bauer - P. Leander, Grammatik des Biblisch-Aramäischen, Halle 1927 (New York 19813); P. Magnanini - P.P. Nava, Grammatica di aramaico biblico, Bologna 2005; F. Rosenthal, A Grammar of Biblical Aramaic, Wiesbaden 1961.
        – Dizionari: E. Vogt, Lexicon linguae aramaicae Veteris Testamenti documentis antiquis illustratum (completamento del dizionario di F. Zorell), Roma 1971; L. Koehler - W. Baumgartner, The Hebrew and Aramaic Lexicon of the Old Testament. Vol. V: Aramaic, Leiden - Boston - Köln 2000. Altra bibliografia sarà fornita all’inizio del corso. Dispensa del docente.

        G. Geiger

    ESEGESI AT

    • * Isaia 47-52.
      – Requisiti. Conoscenza dell’ebraico (e del greco) e nozioni generali sul libro di Is e sulle sue varie parti.
      – Scopo. Cercare di scoprire il messaggio originale di Is 40-55, nelle sue tappe, e di delineare la storia della formazione del DtIs, soprattutto con l’aiuto della critica letteraria e storica, per arrivare ad una teologia storica e diacronica, cioè nata nella storia e per la storia (della salvezza). Il lavoro si svolgerà nelle seguenti fasi:
      A) Una sintesi delle due prime parti (Is 41,1-42,9 e 42,10-44,23). B) Studio esegetico su Is 47-52. Tentativo di separare le profezie anteriori al 539 a.C. (occupazione di Babilonia da parte di Ciro) da quelle posteriori e, in queste, ciò che è messaggio genuino del profeta dalle redazioni posteriori. C) Esame dei quattro poemi del Servo di YHWH, considerati come originariamente indipendenti ed inseriti posteriormente nel contesto del DtIs. D) Eventuale appendice sul TrIs e i suoi incroci con Zac, Mal e Is 24-27
      • Bibl.: H.J. Hermisson, Biblischer Kommentar A.T., Neukirchen dal 1989 (K. Elliger) al 2007, giunto solo fino a Is 50,3. Si veda il suo anticipo del tutto in “Einheit und Komplexität Deuterojesaias. Probleme der Redaktionsgeschichte von Jes 40-55” in J. Vermeylen (a cura di) The Book of Isaiah. Le Livre d’Isaïe (BETL 81) Leuven 1989, 286-312; B. Childs, Isaia, Brescia 2005 (ingl. 2001); J. Blenkinsopp, Isaiah 40-55 (A,B) 2002; R.G. Kratz, Kyros im DtJesaia-Buch. Redaktionsgeschichtliche Untersuchung zu Entstehung und Theologie von Jes 40-55 (FAT 1) Tübingen 1991; E. Cortese, “Il ‘Servo di JHWH’ (SdJ)”, in R. Fabris (a cura di) La giustizia in conflitto. XXXVI Settimana Biblica Nazionale (Roma 11-15 Sett. 2000), RSB IV (2002) 81-98.
        – Come introduzione generale: M. Benito (a cura di) Logos 3. Corso di studi biblici (2007); E. Cortese, “ Isaia oggi. Tappe della ricerca. Bilanci e teologia”, Lateranum 70 (2004) 279-291

        E. Cortese


    • **Proverbi 1-9. Nella prima collezione di Proverbi risuonano varie voci che invitano il giovane. Tra le voci positive emergono quella del maestro di sapienza, eco dei genitori, che invita all’esperienza delle creature nel timore del Signore, e quella della Signora Sapienza, prima opera di Dio creatore, piano e senso dell’universo, che invita al suo insegnamento e al suo banchetto.
      Il corso intende condurre gli studenti di Licenza e/o di Dottorato ad approfondire il testo della prima raccolta di Proverbi dal punto di vista della lingua, dei generi letterari, della composizione e delle tematiche in sé e nel quadro dell’intero libro. Lo scopo è ricercare il senso delle varie raccolte sapienziali e la coerenza della visione dei saggi di Israele nel quadro delle letterature contemporanee del Vicino Oriente Antico e della tradizione biblica fino al Nuovo Testamento.

        Bibl.: M.V. Fox, Proverbs 1-9, New York 2000; M. Gilbert (a cura di), La Sagesse de l’Ancien Testament, Gembloux - Leuven, 2 ed. 1990; A. Lelièvre - A. Maillot, Commentaire des Proverbes, Paris 2000; A. Müller, Proverbien 1-9, Berlin - New York 2000; A. Niccacci, La casa della sapienza, Cinisello Balsamo (MI) 1994; Id., Dalla Sapienza personificata a Cristo Sapienza incarnata, dispensa per gli studenti, Gerusalemme 2004; G. von Rad, La sapienza in Israele, Torino 1975 (orig. Weisheit in Israel, Neukirchen-Vluyn 1970; trad. Israël et sa sagesse, Genève 1971; Wisdom in Israel, London 1972; Sabiduría en Israel. Proverbios-Job-Eclesiastés-Eclesiástico-Sabiduría, Madrid 1985).

        A. Niccacci


    • ** Il Salterio dei figli di Core. Il corso si propone di determinare la specificità letteraria e teologica del cosiddetto “Salterio coraita”: il suo posto nel libro dei Salmi, prima e dopo i salmi di Asaf (Sal 50.73-83) e incorniciando la seconda raccolta davidica (Sal 51-72); la centralità teologica di Sion come “città di Dio”, cioè in cui Dio si rivela; l’importanza delle ripetizioni verbali e dei ritornelli per la struttura dei singoli salmi; il concentrismo delle due sezioni in cui si articola il Salterio coraita: quella elohista (Sal 42-49) e quella jahwista (Sal 84-88); e, infine, il loro probabile parallelismo.
      L’esame orale verterà sull’esegesi di un salmo coraita, sia dal punto di vista storico-filologico che dal punto di vista strutturale e contestuale.

        Bibl.: M.J. Buss, “The Psalms of Asaph and Korah”, JBL 82 (1963) 382-392; M.D. Goulder, The Psalms of the Sons of Korah, Sheffield 1982 (JSOTSup. 20); A. Mello, “L’ordine dei Salmi”, LA 56 (2006) 47-70; E. Zenger, “Zion als Mutter der Völker in Psalm 87” in N. Lohfink - E. Zenger (a cura di), Der Gott Israels und die Völker. Untersuchungen zum Jesajabuch und die Psalmen, Stuttgart 1994, 117-150 (SBS: esiste anche in traduzione inglese). Inoltre uno dei seguenti commentari: P.C. Craigie, Psalms 1-50, Waco 1983; M.E. Tate, Psalms 51-100, Waco 1990 (Word Biblical Commentary: per l’analisi storico-filologica); T. Lorenzin, I Salmi, Milano 2002; J.L. Vesco, Le Psautier de David, I (Ps 1-89), Paris 2006 (LD: per l’analisi strutturale e/o contestuale).

        A. Mello


    • ** Il libro della Genesi 1,1-11,26Durante questo corso sara fatta l’esegesi del primo racconto sulla creazione (Gen 1,2-2,4a), della prima trasgressione dell’uomo (Gen 3,1-7), del primo fratricidio (Gen 4,1-16) e delle due grandi genealogie (Gen 5,1-32; 11,10-26).
      I testi proposti saranno analizzati dal punto di vista della forma letteraria e dal punto di vista della tradizione (e delle redazioni). Dove lo richiede il testo biblico, saranno prese in considerazione le tradizioni simili nella letteratura extrabiblica.
      Il corso si propone di introdurre i partecipanti alla scoperta (interpretazione) del senso originale dei brani biblici della loro funzione (e portata) intertestuale

        Bibl.: C. Westermann, Genesis, (Biblischer Kommentar Altes Testamen I/1), Neukirchen-Vluyn, 31983; 41999; G.J. Wenham, Genesis 1–15 (Word Biblical Commentary 1), Waco 1987; V.P. Hamilton, The Book of Genesis. Chapters 1-17, (New International Commentary on the Old Testament), Grand Rapids 1990; H. Gunkel, Genesis, Macon 1997; B. Jacob, Das Buch Genesis, Herausgegeben in zusammenarbeit mit dem Leo Baeck Institut, Stuttgart 2000; T. Hieke, Die Genealogien der Genesis (Herders biblische Studien 39), Freiburg im Breisgau 2003.

        A. Popović


    • ** Esegesi AT: Analisi esegetica di Gs 15. I confini e il territorio della tribù di GiudaCritica testuale, struttura, analisi letteraria, generi letterari di Gs 15. Geografia e identificazioni dei siti.
      Il corso si propone di esaminare alcuni aspetti di Gs 15, come la struttura letteraria, la storia redazionale del testo e la sua posizione all’interno del Documento Geografico di Gs 13-19. La lettura del testo originale è sempre confrontata con la versione antica dei LXX e con le principali proposte interpretative degli studiosi contemporanei

        Bibl.: N. Na’aman, Borders and Districts in Biblical Historiography. Seven Studies in Biblical Geographical Lists, Jerusalem 1986; E. Cortese, Josua 13-21. Ein priesterschriftlicher Abschnitt im deuteronomistischen Geschichtswerk (OBO 94), Freiburg - Göttingen 1990; V. Fritz, Das Buch Josua (HAT I/7), Tübingen 1994; J. Svensson, Towns and Toponyms in the Old Testament. With Special Emphasis on Joshua 14-21 (CB OTS 38), Stockholm 1994; E. Noort, Das Buch Josua. Forschungsgeschichte und Problemfelder (EdF 292), Darmstadt 1998; J.L. Sicre, Josué (NBE Comentario teológico y literario), Estella 2002; J.C. de Vos, Das Los Judas. Über Entstehung & Ziele der Landbeschreibung in Jos 15, (SVT vol. XCV), Leiden 2003; A.F. Rainey - R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006. Dispense del Professore.

        P. Kaswalder

    ESEGESI NT

    • *Gesù Messia nel vangelo di Matteo. Il corso si propone come esercizio di esegesi utilizzando il metodo storico-critico per quanto riguarda l’analisi del testo, studiando alcuni passi più significativi, passando poi alla critica letteraria (narratività) allo scopo di interpretare l’intero vangelo di Matteo sulla base del conflitto fra Gesù e i suoi oppositori.
      In particolare si presenta Gesù come Messia-re pacifico, che nella dottrina e nella prassi rivela il regno di Dio che governa mediante la misericordia. Gli oppositori controbattono la posizione di Gesù sulla base della legge e dei costumi giudaici, ricorrendo infine alla sua eliminazione. L’evangelista pone in evidenza l’autorità del Messia, che porta a compimento la legge e la profezia antica, richiedendo l’imitazione del comportamento misericordioso di Dio, inculcando ai discepoli l’amore dei nemici e la preghiera per i persecutori.
      La forte polemica, caratteristica del vangelo di Matteo, rivela il dramma di una comunità di origine ebraica, toccata dall’incredulità dei correligionari e l’accoglienza della fede da parte delle popolazioni pagane. La tensione fra il particolarismo ebraico e l’universalismo cristiano si risolve alla luce dell’autorità del Risorto, che affida la missione ai discepoli sino alla parusia.
      Il corso non si limita ad un’esegesi meramente storica del testo ma, seguendo il metodo narrativo, ricava la teologia dai molteplici aspetti offerti dall’intera opera matteana. Quindi allo studente si richiede la previa conoscenza della lingua greca e una capacità interpretativa supportata da competenza nel metodo narrativo. La maturità dello studente viene valutata dalla presentazione di un singolo brano, studiato nel corso, inquadrato nel messaggio narrativo dell’intera opera di Matteo.

        Bibl.: D.A. Bauer - M. Allen Powell (a cura di), Treasures New and Old. Recent Contributions to Matthean Studies (SBS Symposium Series 1), Atlanta 1996; N. Casalini, Il Vangelo di Matteo come racconto teologico (SBF Analecta 30), Jerusalem 1990; J. Dupont, Le Beatitudini I-II (La Parola di Dio 7.14), Milano 1977-1979; D.A. Hagner, Matthew I-II (Word Biblical Commentary 33 A.B.), Dallas 1993-1995; R.H. Gundry, Matthew. A Commentary on His Literary and Theological Art, Grand Rapids l994 ed. 2; J.D. Kingsbury, Matteo, un racconto (Bibioteca biblica 23), Brescia 1998 ed. 2; F.J. Matera, “The Plot of Matthew’s Gospel”, CBQ 49 (1987) 233-253; D. Patte, The Gospel according to Matthew: A Structural Commentary on Matthew’s Faith, Philadelphia 1987; M. Allen Powell, What Is Narrative Criticism? A New Approach to the Bible, London 1993.

        G. Bissoli


    • *Prima lettera di Pietro
      Passi scelti. Critica testuale, struttura, analisi letteraria, genere letterario, lettura teolologica con speciale attenzione at rapporti con la letteratura giudaica antica.

        Bibl.: P.J. Achtemeier, 1 Peter (Hermeneia), Minneapolis 1996; J.H. Elliott, 1 Peter (Anchor Bible 37B), New York 2000; E.G. Selwyn, The first Epistle of St Peter, London 1947/2; C. Spicq, San Pietro la prima lettera, Roma 1971; J. Cervantes Gabarrón, La pasión de Jesucristo en la primera carta de Pedro, Estella 1991.

        F. Manns


    • * Il perdono dei peccati. Essendo la religione di Israele legata alla storia, non troviamo in essa una dottrina che esponga sistematicamente il concetto di perdono dei peccati. In molti modi si esprime la convinzione che Dio è misericordioso, ma l’applicazione concreta nei riguardi dell’uomo è problematica. Il profetismo insegna ad Israele come tornare a Dio. Con la catastrofe dell’esilio, sentito come punizione per l’infedeltà all’alleanza, i profeti prospettano un’azione escatologica di Dio stesso che purifica, cambia il cuore dell’uomo e stipula una nuova alleanza. Il culto del postesilio, organizzato attorno al concetto di espiazione, limita l’effetto dei sacrifici al perdono dei peccati involontari, anche se una volta l’anno, nel giorno del Kippur, si effettua l’espiazione “per l’impurità, le trasgressioni e tutti i peccati” (Lv 16,16; cf vv. 30.34).
      La letteratura di Qumran, dato che la comunità non ritiene valido il culto attuale del tempio, testimonia di ottenere la purificazione mediante lo Spirito di Dio e la “lode delle labbra”. Invece la letteratura apocalittica, attendendo l’imminente giudizio di Dio, sostiene l’impossibilità della redenzione della storia e solo agli eletti il perdono escatologico di Dio concederà la salvezza. Queste premesse sottolineano la novità evangelica dell’autorità di Gesù che durante la vita perdona i peccati e con la risurrezione dota la sua comunità del potere di perdonare. Infine sulla linea dell’espiazione anticotestamentaria la riflessione teologica della Lettera agli Ebrei interpreta la stessa morte di Cristo, in quanto “senza spargimento di sangue non c’è perdono” (Eb 9,22)

        Bibl.: C. Breytenbach, Versöhnung. Eine Studie zur paulinischen Soteriologie (WMANT 60), Neukirchen-Vluyn 1989; H. Frankemölle, “Vergebung der Sünden, III: Neus Testament”, TRE 34 (2002) 668-677; B. Janowski, Sühne als Heilsgeschehen. Traditions- und religionsgeschichtliche Studien zur Sühnetheologie der Priesterschrift (WMANT 55) Neukirchen-Vluyn 2000 (ed. 2); T. Knöppler, Sühne im Neuen Testament. Studien zum urchristlichen Verständnis der Heilsbedeutung des Todes Jesu (WMANT 88) Neukirchen-Vluyn 2001; C.-H. Sung, Vergebung der Sünden. Jesu Praxis der Sündenvergebung nach den Synoptikern und ihre Voraussetzungen im Alten Testament und frühen Judentum (WUNT, II Reihe 57) 1993; H. Thyen, Studien zur Sündenvergebung im Neuen Testament und seinen alttestamentlichen und jüdischen Voraussetzungen (FRLANT, 96) Göttingen 1970, 98-130; B. Weber, “Vergeltung oder Vergebung!? Matthäus 18,21-25 auf dem Hintergrund des «Erlaßjahres»”, ThZ 50 (1994)124-151; K. Wengst, “Versöhnung und Befreiung. Ein Aspekt des Themas «Schuld und Vergebung» im Licht des Kolosserbriefes”, EvTh 36 (1976) 14-23

        G. Bissoli


    • ** Gesù in cammino verso Gerusalemme (Lc 9,51- 19,46)
      – Requisiti. Per una proficua partecipazione al corso è richiesta la conoscenza del greco.
      – Scopo del corso e metodologia. - Affinare la capacità di analisi letteraria del testo biblico. - In particolare, imparare a cercarne la struttura, la delimitazione di una pericope e la sua articolazione interna e l’eventuale connessione con testi paralleli. - La meta è arrivare a mettere a fuoco accuratamente il messaggio teologico.
      – Metodologia di insegnamento. L’analisi seguirà questo ordine: l’aspetto formale (lessico, grammatica, sintassi, stile, figure retoriche, ecc.) avrà la precedenza sui temi, la coesione del testo sulla sua coerenza logica.
      – Valutazione finale. Esame orale.
      • Bibl.: Punto di riferimento sarà il seguente volume: F. Noël, The Travel Narrative in the Gospel of Luke. Interpretation of Lk 9,51-19,28 (Collectanea Biblica et Religiosa Antiqua V), Brussel 2004; G. Giurisato, “Come Luca struttura il viaggio e le altre parti del suo vangelo. Una composizione paradigmatica: 12,13-34.35-48; 16,1-18.19-31”, (Rivista Biblica 46) (1998) 419-484; G. Giurisato, “«Ho deciso di scrivere con ordine» (Lc 1,3): struttura del vangelo di Luca e degli Atti degli Apostoli”, in: San Luca Evangelista testimone della fede che unisce (Atti del Congresso Internazionale, Padova, 16-21 ottobre 2000) Padova 2002, 219-242

        G. Giurisato


    • ** Lettera di Giacomo
      – Oggetto, scopo e metodologia del corso. Il corso si propone di introdurre all’analisi esegetica di brani scelti della lettera di Giacomo con particolare attenzione ai passi dove si ha il fenomeno della intertestualità. Per questo si eseguiranno i passi consueti: definizione delle sequenze discorsive, traduzione ragionata, critica testuale, osservazioni di critica letteraria, commento.
      – Requisiti. Conoscenza del greco e familiarità con il testo della Lettera (tutta).
      – Valutazione finale. Esame orale.
      • Bibl.: Secondo la propria lingua, ciascun studente è tenuto a scegliere uno dei migliori commenti alla Lettera di Giacomo per la propria lettura personale da accompagnare alla frequenza del corso. Il docente presenterà all’inizio del corso una lista commentata comprendente i commenti di: Mayor (1910ss.), Ropes (1916ss.), Dibelius (1921ss.), Mussner (1964ss.); S. Laws (1980); P. Davids (1982); F. Wouga (1984); F. Schnider (1987); R.P. Martin (1988); G. Marconi (1990); H. Frankemölle (1994); L.T. Johnson (1995); R. Hoppe (1999); C. Burchard (2000); P.J. Hartin (2003); R. Fabris (2004). Per informarsi sulla problematica attuale si vedano: T.C. Penner, “The Epistle of James in Current Research”, Currents in Biblical Research 7 (1999) 257-308; G.C. Bottini, Giacomo e la sua lettera. Una introduzione, Jerusalem 2000; L.L. Cheung, The Genre, Composition and Hermeneutics of James (Paternoster Biblical and Theological Monographs), Carlisle – Waynesboro 2003; G.C. Bottini, Lettera di Giacomo. Nuova versione, introduzione, commento, Jerusalem 2008 (dispensa).

        G.C. Bottini

    TEOLOGIA BIBLICA

    • * La Pasqua ad Alessandria d’Egitto (Sap 18,5-25). Un ponte fra l’Antico e il Nuovo Testamento.
      – Requisiti. Conoscenza basilare dell’ebraico e buona co
      – Scopo generale del corso. Il corso si propone di affrontare un tema di teologia biblica partendo da quello che è l’ultimo libro dell’AT (il libro della Sapienza), con uno sguardo alla tradizione antica (il libro dell’Esodo) e con una particolare attenzione alla tradizione giudaico-palestinese e giudaico-ellenistica. Uno studio finale permetterà di cogliere il senso del compimento neotestamentario (Vangelo di Marco).
      – Contenuto generale. Quadro storico-culturale della comunità giudaica alessandrina, per evidenziare gli interlocutori e le istanze del libro della Sapienza. - La pasqua in Es 12,1-13,16. - La rilettura e l’attualizzazione del tema pasquale nella comunità giudaica di Alessandria alla luce della tradizione giudaica contemporanea (LXX, letteratura giudaico-alessandrina, targum): Sap 18,5-25. - La pasqua di Gesù in Mc 14-16.
      – Competenze. Questa breve serie di lezioni intende offrire allo studente la possibilità di una lettura unitaria della Bibbia, nel rispetto di un processo rivelativo dove tradizioni, attualizzazioni e riletture sfociano nel compimento neotestamentario.
      – Tipo di corso. Lezioni cattedratiche.
      – Valutazione finale. Esame orale

        Bibl.: – Esodo: B.S. Childs, Il libro dell’Esodo, Casale Monferrato 1995; J.I. Durham, Exodus, Waco 1987; F. Michaeli, Le livre de l’Exode, Paris 1974; W.H.C. Propp, Exodus 1-18, New York 1999; Id., Exodus 19-40, New York 2006.
        – Sapienza: G. Bellia - A. Passaro (a cura di), Il Libro della Sapienza. Tradizione, redazione, teologia, Roma 2004; C. Larcher, Etudes sur le livre de la Sagesse, Paris 1969; Id., Le livre de la Sagesse ou la Sagesse de Salomon, I-III, Paris 1983-1985; M. Priotto, La prima pasqua in Sap 18,5-25. Rilettura e attualizzazione, Bologna 1987; Id., Sapienza, in La Bibbia Piemme, Casale Monferrato 1995, 1516-1569; G. Scarpat, Libro della Sapienza, I-III, Brescia 1989-1999; J. Vilchez Lindez, Sapienza, Roma 1990; R. Le Deaut, La nuit pascale. Essai sur la signification de la Pâque juive à partir du Targum d’Exode XII 42, Rome 1963. – Marco: J. Ernst, Il vangelo secondo Marco, Brescia 1991; J. Gnilka, Marco, Assisi 1987; S. Legasse, Marco, Roma 2000; X. Pikaza, Il vangelo di Marco, Roma 1996; B. Van Iersel, Marco. La lettura e la risposta. Un commento, Brescia 2000.

        M. Priotto

      INTRODUZIONE E METODOLOGIA

      • * Introduzione speciale all’Antico Testamento: La civiltà mesopotamica come sfondo storico-culturale della Bibbia. Il corso è introduttivo, per cui non richiede particolari requisiti oltre a quelli generali, ma si rivolge in particolar modo agli studenti di scienze bibliche. Esso si inquadra nell’introduzione speciale all’Antico Testamento e intende offrire uno sfondo storico, di civiltà e cultura, soprattutto letterario e religioso, per capire e spiegare meglio il fenomeno della Bibbia. Seguendo la traccia dello sviluppo storico della civiltà umana nel Vicino Oriente antico dal Neolitico in poi, speciale attenzione sarà rivolta al fenomeno della scrittura e letteratura, in modo particolare nella Mesopotamia e in Siria, dai primordi fino all’epoca biblica. Nella seconda parte del corso saranno esaminati in maniera monografica alcuni passi nei quali degli avventi descritti abbiamo la testimonianza incrociata nei testi biblici ed extrabiblici. La terza parte cercherà di dare, in sintesi, una risposta alla domanda perché per la scienza biblica sia indispensabile conoscere la storia, la civiltà e la letteratura del Vicino Oriente antico.
        Il corso si basa essenzialmente sulle lezioni, che sono integrate dal manuale scritto offerto dal professore, per cui è richiesta la partecipazione alle lezioni. L’esame alla fine del corso sarà orale, composto da due parti: nella prima lo studente dovrà presentare a sua scelta ma in coordinamento con il professore uno dei temi o periodi trattati. Nella seconda parte risponderà ad alcune domande del professore per verificare l’assimilazione globale della materia.

          Bibl.: – Introduzione: T. Vuk, Il mondo che vide nascere la Bibbia. Relazioni del popolo della Bibbia con i popoli circostanti (Pro manuscripto - SBF), Jerusalem 2007; Id., “Religione, Nazione e Stato nel Vicino Oriente Antico e nella Bibbia”, LA 40 (1990) 105-158; A. Paul (a cura di) Scritti dell’Antico Vicino Oriente e fonti bibliche (Piccola Enciclopedia Biblica 2), Roma 1988 [= Écrits de l’Orient ancien et sources bibliques. Par A. Barucq - A. Caquot - J. M. Durand - A. Lemaire - E. Masson. Index et tables par J. Auneau, a cura di A. Paul (Petite biblithèque des sciences bibliques. Ancien Testament 2), Paris 1986]; W. von Soden, Einführung in die Altorientalistik (Orientalistische Einführungen in Gegenstand, Ergebnisse und Perspektiven der Einzelgebiete), Darmstadt 1985, 2. ed. non cambiata 1992 [= Introduzione all’orientalistica antica. Ed. ital. a cura di Clelia Mora (Studi sul Vicino Oriente antico 1), Brescia 1989; Introducción al orientalismo antiguo (Colección: Estudios orientales 1), Sabadell 1987; The Ancient Orient. An Introduction to the Study of the Ancient Near East, Grand Rapids 1994].
          – Atlanti: A.F. Rainey - R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World. With Contributions by J. Uzziel - I. Shai - B. Schultz, izd. S. Ahituv, Jerusalem 2006; M. Roaf, Cultural Atlas of Mesopotamia and the Ancient Near East, New York - Oxford 1990
          – Storia: M. Liverani, Antico Oriente. Storia, società, economia (Manuali Laterza 17), 2. ed., Roma-Bari 1995. – Testi: L’Antico Testamento e le culture del tempo. Testi scelti. Presentazione di G. Ravasi (Studi e ricerche bibliche), Roma 1990; J. Briend - M.-J. Seux, Textes du Proche-Orient ancien et histoire d’Israel (Études annexes de la Bible de Jérusalem), Paris 1977; W.W. Hallo - K.L. Younger Jr. (a cura di), The Context of Scripture. Volume I: Canonical Compositions from the Biblical World; Volume II: Monumental Inscriptions from the Biblical World, Leiden 1997-2000; W.W. Hallo - K.L. Younger Jr. (a cura di), The Context of Scripture. Volume II: Monumental Inscriptions from the Biblical World, Leiden 2000; W.W. Hallo - K.L. Younger, Jr. (a cura di), The Context of Scripture. Volume III: Archival Documents from the Biblical World, Leiden 2002; O. Kaiser ecc. (a cura di) Texte aus der Umwelt des Alten Testaments, Gütersloh: G. Mohn, 1982ss. La bibliografia più specifica sarà indicata secondo le lingue dei partecipanti.

          T. Vuk


      • * Introduzione alla critica testuale e metodologia esegetica del NT
        Critica testuale, metodo storico-critico, struttura del testo, esercitazione pratica scritta

          Bibl.: H. Zimmermann, Metodologia del Nuovo Testamento, I, Torino 1971; H. Marshall, New Testament Interpretation, Exeter 1977; M. Brisebois - P. Guillemette, Introduction aux méthodes historico-critiques, Montréal 1987; W. Egger, Metodologia del Nuovo Testamento, Bologna 1989; A.M. Buscemi, Metodologia del Nuovo Testamento, Jerusalem 2009.

          A.M. Buscemi

      ERMENEUTICA E STORIA DELL'ESEGESI

      • * Ermeneutica e storia dell’esegesi cristiana.

        – Requisiti. È auspicabile una buona conoscenza della storia della Chiesa dei primi secoli, in particolare delle controversie trinitarie e cristologiche dei secoli IV-V.
        – Scopo del corso. Dopo un inquadramento della disciplina, soprattutto alla luce del magistero cattolico riguardante l’interpretazione della Scrittura, il corso si dirigerà verso lo studio sistematico dell’esegesi nelle Chiese siriache. Passando in rassegna i maggiori padri di questa tradizione, si cercherà di evidenziare le peculiarità delle interpretazioni dell’Antico e del Nuovo Testamento offerte da una tradizione che si rivela cruciale, a motivo della sua collocazione geografica e culturale: di lingua semitica, particolarmente vicina al mondo ebraico, attratta dalla cultura greca, interprete di quest’ultima presso gli arabi dei primi secoli dell’egira. Dopo Afraat ed Efrem, i grandi padri dell’epoca indivisa, si seguiranno gli sviluppi specifici dell’esegesi siro-orientale e siro-occidentale.
        – Tipo di corso, metodologia di insegnamento. L’introduzione storica sarà accompagnata dall’analisi dei testi. Il corso prevede dunque la lettura e il commento di alcune pagine tra le più rappresentative degli autori presi in considerazione. Per tali approfondimenti, agli studenti saranno forniti i testi in traduzione e – per coloro che conoscessero la lingua siriaca – in originale.
        – Metodo di valutazione. Un esame orale è previsto nei giorni immediatamente successivi al termine del corso. Per chi invece lo desiderasse, sarà possibile consegnare in seguito un testo scritto

          Bibl.: Indichiamo alcuni strumenti generali, riservandoci di fornire una bibliografia più specifica durante il corso. – Introduzioni generali all’esegesi patristica delle origini: H. De Lubac, Exégèse médiévale. Les quatre sens de l’Écriture I-IV, Paris 1959-1964 (tr. it. Esegesi medievale. I quattro sensi della Scrittura I-III, Milano 1979-1996); B. De Margerie, Introduction a l’histoire de l’exégèse, I. Les Pères grecs et orientaux, Paris 1980; J.W. Trigg, Biblical Interpretation, Wilmington 1988; C. Mondésert (a cura di), Bible de tous les temps, I. Le monde grec ancien et la Bible, Paris 1984; M. Simonetti, Lettera e/o allegoria. Un contributo alla storia dell’esegesi patristica (Studia Ephemeridis “Augustinianum” 23) Roma 1985; R. Trevijano Etcheverría, La Bibbia nel cristianesimo antico. Esegesi prenicena, scritti gnostici, apocrifi del Nuovo Testamento, (Introduzione allo Studio della Bibbia 10), Brescia 2003; J.-M. Poffet, Les chrétiens et la Bible, Paris 1998 (tr. it. I cristiani e la Bibbia, Milano 2000).
          – Qualche strumento per la conoscenza delle Chiese di tradizione siriaca: R. Murray, Symbols of Church and Kingdom. A Study in Early Syriac Tradition, Cambridge 1975; P. Bettiolo, “Letteratura siriaca” , in A. Di Berardino (a cura di), Patrologia, V. Dal concilio di Calcedonia (451) a Giovanni Damasceno. I Padri orientali, Genova 2000, 413-493; Nos Sources. Arts et Littérature Syriaques I, CERO, Liban 2005; P. Bettiolo, “Scuole e ambienti intellettuali nelle chiese di Siria”, in C. D’Ancona (a cura di), Storia della filosofia dell’Islam medievale I, Torino 2005, 48-100.
          – Sull’esegesi siriaca in particolare: L. Van Rompay, “The Christian Syriac Tradition of Interpretation”, in M. Saebø (a cura di), Hebrew Bible / Old Testament. The History of Its Interpretation I/1, Göttingen 1996, 612-641; Id., “Development of Biblical Interpretation in the Syrian Churches of the Middle Ages”, in M. Saebø (a cura di), Hebrew Bible / Old Testament. The History of Its Interpretation I/1, Göttingen 2000, 559-577; B. Chiesa, “La tradizione esegetica siriaca, in Id., Filologia storica della Bibbia ebraica I”, Studi Biblici 125 (2000) 109-134; P. Feghali, “L’exégèse syriaque”, in Nos Sources. Arts et Littérature Syriaques I, 117-143; L. Van Rompay, “Between the School and the Monk’s Cell: The Syriac Old Testament Commentary Tradition”, in B. Ter Haar Romeny (a cura di), The Peshitta: Its Use in Literature and Liturgy. Papers Read at the Third Peshitta Symposium, Leiden 2006 (Monographs of the Peshitta Institute Leiden 15); Id., “La littérature exégétique syriaque et le rapprochement des traditions syrienne-occidentale et syrienne-orientale”, Parole de l’Orient 20 (1995), 221-235.

          S. Chialà

      AMBIENTE BIBLICO

      • *Geografia biblica. Il corso, che intende introdurre lo studente alla conoscenza del metodo e dell’ambito della disciplina come si è andato definendo attraverso i secoli, è strutturato in quattro parti.
        Nella prima parte con un excursus bibliografico si cerca di definire il metodo di ricerca utilizzato dagli autori a cominciare dall’Onomasticon di Eusebio di Cesarea (fine III inizi IV secolo) messo in relazione con la Tabula Peutingeriana dell’impero romano. Un rilievo particolare si dà alla Carta musiva della Terra Promessa di Madaba (VI sec.) passando poi agli itinerari dei pellegrini cristiani bizantini e medievali, ai trattati dei geografi musulmani e alle descrizioni dei rabbini ebrei fino al nascere della Palestinologia francescana del XVI-XVII secolo che ha la sua massima espressione nell’Elucidatio Terrae Sanctae di padre Francesco Quaresmi (Anversa 1639). Il Reland introduce il periodo degli ‘antiquari’ seguito dai risultati scientifici della spedizione in Oriente di Napoleone (1798) che introduce il periodo moderno con gli esploratori (Seetzen, Burkhardt e Robinson della prima metà del XIX secolo, i membri del Palestine Exploration Fund della seconda metà e gli archeologi del XIX-XX secolo). Come pubblicazione di arrivo a livello metodologico si cita F.-M. Abel, La Géographie de la Palestine, I-II, Paris 1936.
        La seconda parte è dedicata alla definizione delle terre bibliche e ad una rapida descrizione della Siria-Palestina sotto l’aspetto fisico.
        La terza parte è dedicata all’excursus riguardante la Siria-Palestina nei testi extra biblici egiziani e mesopotamici del III-II millennio a.C. fino all’epoca assira nel I millennio soffermandosi su alcuni nomi: Terra dei Filistei, Terra degli Amorrei e Terra di Canaan.
        La quarta parte è dedicata al Canaan/Terra Promessa ai Padri nei testi biblici iniziando da Nm 34 - Ez 47 (confini della Terra Promessa); il territorio diviso tra le tribù (Gs 14-17); il Paese conquistato e quello restato fuori (Gs 13,1-6; Gdc 1,27-34); il regno di Davide e Salomone come realizzazione della Promessa.
        • Bibl.: F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, I-II, Paris 1936; E. Orni - E. Efrat, Geography of Israel, Jerusalem 1966; Y. Aharoni, The Land of the Bible, A Historical Geography, London 1967; M. Avi-Yonah, The Holy Land from the Persian to the Arab Conquests (536 B.C. to A.D. 640). A Historical Geography, Grand Rapids 1966; D. Baly, The Geography of the Bible. A Study in Historical Geography, New York 1957; N.P. Lemche, The Canaanites and their Land. The Tradition of the Canaanites, Sheffield 1991.

          M. Piccirillo


      • *Storia biblica. Il corso inizierà con una introduzione dedicata all’ascesa politica della famiglia degli Asmonei da semplici sacerdoti a Sommi Sacerdoti e Re della nazione giudaica da loro ingrandita sotto l’aspetto territoriale e da loro messa in mano della potenza di Roma, quando i due figli di Alessandro Janneo e la comunità di Gerusalemme si affidarono al generale Gneo Pompeo per risolvere i loro problemi, secondo il giudizio netto dato dallo storico Giuseppe Flavio: perdemmo la libertà e ci rendemmo schiavi dei Romani.
        Un’altra parte introduttiva riguarderà la lenta ma inarrestabile penetrazione politica di Roma nel Mediterraneo Orientale e il nuovo ordine imposto da Gneo Pompeo nella regione con la creazione della provincia di Siria, al cui governatore romano fanno riferimento gli staterelli ‘autonomi’ semitici ridimensionati territorialmente e politicamente nel nord e nel sud, Giudea, Iturea e il regno di Petra dei Nabatei, con la libertà e il nuovo impulso, sulla scia dell’ellenismo, dato alle città autonome greche e alla Decapoli siriana.
        In tale contesto si approfondirà il potere dei governatori di Siria e il loro rapporto con le città e con gli staterelli regionali, in particolare con la Giudea durante la guerra civile tra Cesariani e Pompeiani. E’ durante questo periodo di instabilità politica che si afferma gradatamente la famiglia di Antipatro l’Idumeo da funzionario degli Asmonei nel sud, a partigiano e funzionario di Roma che ne ricompensò la fedeltà e l’aiuto dando potere anche ai figli e in particolare al figlio Erode che nel 40 a.C. il Senato dichiarò re dei Giudei, in occasione dell’invasione della Siria da parte dei Parti per i quali parteggiarono gli ultimi discendenti degli Asmonei. Erode, destreggiandosi saggiamente con fine intuito politico, riesce a sopravvivere al tempo di Cesare, Cleopatra, Antonio e Cesare Augusto con l’acquisizione di privilegi anche per la nazione giudaica (I privilegia judaica).
        Dalla ricerca archeologica moderna (Cesarea sul mare, Gerusalemme, Cesarea Panias, le fortezze del deserto di Giuda) risulta una conoscenza approfondita dell’epoca di Erode e dei suoi figli ed eredi declassati da Cesare Augusto a semplici tetrarchi: Erode Archelao, Erode Antipa e Erode Filippo, un potere in genere mal sopportato dalla comunità giudaica divisa nelle diverse ‘filosofie’ o sette.
        La destituzione di Archelao nel 6 d.C. è all’origine della nascita della provincia romana di Giudea affidata da Cesare Augusto a prefetti, il più famoso dei quali è Pontius Pilatus Praefectus Judaeae per la sua implicazione nel processo e condanna di Gesù di Nazaret.
        La predicazione del messaggio cristiano trova un’eco nella tradizione giudaica e nelle opere di Giuseppe Flavio con il riferimento a Cristo (Testimonium Flavianum) a Giovanni il Battista e a Giacomo fratello del Signore

          Bibl.: G. Flavio, La guerra giudaica (66-70); Id., Le antichità giudaiche; A. Soggin, Storia d’Israele, dalle origini a Bar Kochba, Brescia 1984; F.M. Abel, Histoire de la Palestine depuis la conquete d’Alexandre jusqu’à l’invasion arabe, I-II, 1952; M. Avi-Yonah (a cura di), The Herodian Period: World History of the Jewish People, Vol. 7, New Brunswick 1975; E. Schürer, The History of the Jewish People in the Age of Jesus Christ, 175 BC - AD 135, rev. ed. (a cura di) G. Vermes - F. Millar, Edinburgh 1973 (Geschichte des Jüdischen Volkes im Zeitalter Jesu Christi, I-II-III, 1901); H. Simon, Les Sectes Juives au temps de Jésus, Paris 1960; S. Safrai - M. Stern, The Jewish People in the First Century, I-II Voll., Philadelphia 1974-1976; G. Firpo, Il problema cronologico della nascita di Gesù, 1983; E. Nodet, “Jésus et Jean-Baptiste selon Josèphe”, RB (1985) 321-348.497-524; A.M. Dubarle, “Le témoignage de Josèphe sur Jésus d’après la tradition indirecte”, RB (1973) 481-513; Id., “Le témoignage de Josèphe sur Jésus d’après des pubblications récentes”, RB (1977) 38-58; J.-P. Lémonon, Pilate et le gouvernement de la Judée. Textes et Monuments, Paris 1981; E. Gabba, Iscrizioni greche e latine per lo studio della Bibbia, Torino 1958; E. Netzer, The Palaces of the Hasmoneans and Herod the Great, Jerusalem 1999.

          M. Piccirillo


      • * Il mondo arabo-islamico in Terra Santa.
        Requisiti: Il corso vuole essere una presentazione generale del mondo arabo-islamico e in particolare del periodo storico che va dalla conquista musulmana della Palestina da parte del Califfo Omar fino al primo periodo turco-ottomano.
        Si prenderà perciò in considerazione lo sviluppo storico-geografico, quello storico-religioso e la cultura materiale, grazie all’uso delle fonti letterarie e archeologiche a nostra disposizione.
        – Metodo di valutazione. Presentazione di un elaborato scritto.
        • Bibl.: La Bibliografia sarà indicata durante il corso delle lezioni. Nella Biblioteca dello Studium è presente un settore particolare sull’Oriente Arabo-Islamico (OAI).

          G. Loche


      • **Luoghi di culto e luoghi di memoria nel Cristianesimo dei primi secoli in Terra Santa
        – Descrizione. Alla ricerca delle tracce recuperabili della formazione e del primitivo sviluppo delle memorie cultuali sui luoghi biblici cristiani da parte della comunità cristiana del paese. Interesse dimostrato per la Terra Santa da parte di persone provenienti da altri luoghi. Testimonianze archeologiche e letterarie.
        – Metodologia di insegnamento. Lo studente è richiesto di approfondire i temi trattati nelle lezioni attraverso letture personali

          Bibl.: B. Bagatti, Alle origini della Chiesa. I: Le comunità giudeo-cristiane, Città del Vaticano 1981 [ristampa 1985; ed. francese: L’Église de la Circumcision,1965; ed. inglese: The Church from the Circumcision, 1971; ed. portoghese: A Igreja da Circuncisão Historia e Arqueologia deo judeu-cristãos 1975]; Id., Alle origini della chiesa. II: Le comunità gentilo-cristiane, Città del Vaticano 1982 [prima ed. italiana: L’archeologia cristiana in Palestina, Firenze 1962; ed. francese: L’Église de la Gentilité en Palestine (Ier-XIe siècle), Jérusalem 1968; ed. inglese: The Church from the Gentiles in Palestine. History and Archaeology, Jerusalem 1971]; P. Maraval, Lieux Saints et pèlerinages d’orient. Histoire et géographie. Des origines à la conquête arabe. Dictionnaire des lieux saints, Paris 1985; J.E. Taylor, Christians and the Holy Places. The Myth of Jewish-Christian Origins, Oxford, 1993; J. Wilkinson, Jerusalem as Jesus Knew it, London 1978 [trad. italiana: 1981; 1999; trad. spagnola 1990].

          E. Alliata

      SEMINARI

      • *Lettera di Giacomo. Da oltre un trentennio la struttura della Lettera di Giacomo è oggetto di minuziose analisi da parte degli studiosi. Il vivace dibattito ha portato a rivedere la posizione di M. Dibelius (1921) che aveva dominato il campo e che da alcuni è ancora sostenuta e difesa.
        Scopo del seminario è introdurre alla conoscenza specifica di questo problema mediante la verifica dei metodi applicati, dei progressi raggiunti e dei punti di convergenza e divergenza tra gli autori.
        Nelle prime due sessioni il docente presenterà il tema orientando gli studenti nella lettura di alcuni commenti principali di Gc e degli studi specifici sulla sua struttura letteraria. Nelle altre sessioni i partecipanti presenteranno uno studio particolare scelto di comune accordo. Per la propria relazione di seminario, ciascun studente preparerà una sintesi scritta di una o due pagine, che sarà distribuita ai partecipanti.
        Come preparazione è raccomandata la familiarizzazione con il testo greco della Lettera. È disponibile un sussidio del docente con traduzione e analisi sintattica del testo.

          Bibl.: G.C. Bottini, Giacomo e la sua lettera. Una introduzione (SBF Analecta 50), Jerusalem 2000; L.L. Cheung, The Genre, Composition and Hermeneutics of James (Paternoster Biblical and Theological Monographs), Carlisle – Waynesboro 2003; T.C. Penner, “The Epistle of James in Current Research”, Currents in Biblical Research 7 (1999) 257-308; M.E. Taylor – G. H. Guthrie, “The Structure of James”, The Catholic Biblical Quarterly 68 (2006) 681-705.

          G.C. Bottini


      • * Città e villaggi di Siria-Palestina. Studio storico-topografico e archeologico degli insediamenti urbani in età bizantina e omayade (IV-VIII sec). Il seminario prende in esame lo sviluppo di alcune città nel periodo bizantino e in quello omayade, senza trascurare i centri minori, le vie di comunicazione e i castra militari, guardando con particolare interesse l’impianto urbanistico, le chiese, i palazzi civili e i monumenti principali, l’attività agricola e quella industriale, il commercio, l’economia. L’eredità romana, lo sviluppo in età bizantina, il passaggio all’amministrazione araba, il declino. Le città principali, le vie di comunicazione, i centri urbani nel deserto e quelli sul limes arabicus.
        Lo studente sarà chiamato ad approfondire uno o più aspetti, concentrandosi su un determinato sito o località. Dovrà poi presentare in pubblico, anche in maniera scritta, una relazione riguardante la sua particolare ricerca.

          Bibl.: S.T. Parker, The Roman Frontier in Central Jordan: Interim Report on the Limes Arabicus Project, 1980-1985, Oxford 1987; New Encyclopedia of Archaeological Excavations in the Holy Land, 4 voll., Jerusalem 1993; Y. Tsafrir – L. Di Segni – J. Green, Tabula Imperii Romani. Eretz Israel in the Hellenistic, Roman and Byzantine periods: Maps and Gazetteer Iudaea, Palaestina, Jerusalem 1994; N. Christie – S.T. Loseby, Towns in Transition: Urban Evolution in Late Antiquity and the Early Middle Ages, Aldershot 1996; C. Dauphin, La Palestine byzantine: peuplement et populations, Oxford 1998; I.L. Hansen – C. Wickham, The Long eighth century, Leiden 2000; M. Piccirillo, L’Arabia cristiana: dalla provincia imperiale al primo periodo islamico, Milano 2002; B. Hamarneh, Topografia cristiana ed insediamenti rurali nel territorio dell’odierna Giordania nelle epoche bizantina ed islamica V-IX sec., Città del Vaticano 2003; S.T. Parker – J.W. Betlyon, The Roman Frontier in Central Jordan: Final Report on the Limes Arabicus Project, 1980-1989, Washington D.C. 2006; A. Lewin – P. Pellegrini – Z.T. Fiema – S. Janniard, The Late Roman Army in the Near East from Diocletian to the Arab Conquest: Proceedings of a Colloquium Held at Potenza, Acerenza and Matera, Italy 2005, Oxford 2007

          C. Pappalardo


      • * La Pasqua dell’Esodo (Es 12, 1- 13,16) Fonti, forme e storia delle tradizioni. L’istituzione della Pasqua in Es 12,1-13,16 è in realtà una raccolta di scritti formatasi in epoca post-esilica, che riflettono visioni della storia e teologie diverse, costruite sulla base dell’antica tradizione festiva dei pastori nomadi e della festa degli Azzimi, vincolate all’evento dell’esodo. Tenendo conto della discussione sulla formazione del Pentateuco (la teoria classica delle fonti e il dibattito recente dal 1975 in poi), il seminario intende introdurre i partecipanti all’approccio critico della Torah, secondo il metodo storico-critico: ricerca delle fonti, le origini e la genesi del testo.
        La prima parte del corso consiste nell’individuazione delle fonti attraverso le forme che riflettono una tradizione. Lo scopo è di evidenziare il lungo sviluppo teologico, letterario e storico della celebrazione della Pasqua e di discuterne anche la cronologia.
        In un secondo momento gli studenti, previo accordo con il docente, devono scegliere e approfondire un argomento inerente il tema del corso. Le linee guida della ricerca dovranno dare un adeguato rilievo alla tradizione letteraria e teologica dell’argomento scelto, evidenziando e discutendo i testi e le fonti in cui è presente.
        I partecipanti sono invitati a presentare oralmente in aula la propria ricerca, in modo da stimolare la discussione. Prima della discussione devono consegnare la relazione scritta al docente. E’ richiesta la frequenza costante alle sedute seminariali.
        Il voto finale sarà stabilito sulla base della valutazione delle capacità metodologiche e critiche che i singoli studenti dimostreranno di possedere

          Bibl.: R. De Vaux, “Pasqua”, in Le istituzioni dell’Antico Testamento, Torino 1965, 762-767; H. Haag, De la antigua a la nueva Pascua. Historia y teología de la fiesta pascual, Salamanca 1980 (originale tedesco 1971); S. Ros Garmendia, La Pascua en el Antiguo Testamento. Estudio de los textos pascuales del A.T. a la luz de la crítica literaria y de la historia de la tradición, Vitoria 1978; R. Fabris, “Pasqua”, in Nuovo Dizionario di teologia biblica, Milano 1988, 1114-1122; B.M. Levinson, Deuteronomy and the Hermeneutics of Legal Innovation, New York 2002, 53-97; M. Nobile, “Les quatre Pâques dans le cadre de la rédaction finale de Gen - 2 Rois”, in C. H. W. Brekelmans - J. Lust, Pentateuchal and Deuteronomistic Studies. Papers Read at the XIIIth IOSOT Congress Leuven 1989, Leuven 1990, 191-196; B.N. Wambacq, “Les origines de la Pesah israélite”, Bib 57 (1976) 206-224; Id., “Les massot”, Bib 61 (1980) 31-54; Id., “Pesah, Massot”, Bib 62 (1981) 499-518

          J. Velasco


      • ** Archeologia e AT: il caso di Asherah. Testi e contesti archeologici.
        I ritrovamenti di iscrizioni, luoghi di culto, oggetti rituali, figurine ha allargato l’orizzonte su alcuni aspetti della vita religiosa, sia popolare che ufficiale, dell’antico Israele. La rilettura di alcuni testi biblici alla luce dei nuovi contesti storico-archeologici permette di interpretare meglio il processo di formazione del monoteismo biblico. La divinità chiamata Asherah nell’Antico Testamento, conosciuta dalle iscrizioni extra-bibliche, si pone come dato incontrovertibile della religione del periodo del Ferro II nel Canaan.
        Il Seminario intende in primo luogo esaminare alcuni testi biblici che parlano della religione di Israele, sia nei libri storici (1-2 Re in particolare), che profetici. E inoltre si propone di valutare alcuni dati emersi recentemente negli scavi di siti biblici che illustrano la religione dell’antico Israele (Tel Arad, Tel Dan, Khirbet el-Qom, Quntillet Ajrud).
        Il metodo seguito è il lavoro di gruppo guidato dal Professore. Gli studenti terranno delle relazioni orali e prepareranno dei lavori scritti.

          Bibl.: O. Keel - C. Uehlinger (a cura di), Göttinnen, Götter und Gottessymbole. Neue Erkenntnisse zur Religionsgeschichte Kanaans und Israels aufgrund bislang unerschlossener ikonographischer Quellen, (QD 134), Freiburg - Basel - Wien 1993; T.N.D. Mettinger, No Graven Image? Israelite Aniconism in Its Ancient Near Eastern Context, (Con Bib OT 42), Stockholm 1995; R. Kletter, The Judean Pillar-Figurines and the Archaeology of Asherah, (BAR IS 636), Oxford 1996; T. Binger, Asherah. Goddesses in Ugarit, Israel and the Old Testament, (JSOT SupplSer 232), Sheffield 1997; K. van der Toorn (a cura di), The Image and the Book. Iconic Cultus, Aniconism, and the Rise of Book Religion in Israel and the Ancient Near East, (Biblical Exegesis and Theology 21), Leuven 1997; T.H. Blomquist, Gates and Gods: Cults in the City Gates of Iron Age Palestine. An Investigation of the Archaeological and Biblical Sources, (CB, OT 46), Stockholm 1999; J.M. Hadley, The Cult of Asherah in Ancient Israel and Judah. Evidence for a Hebrew Goddess, (University of Cambridge Oriental Publications 57), Cambridge 2000; B. Becking - M. Dijkstra - M.C.A. Korpel - K.J.H. Vriezen (a cura di), Only one God?. Monotheism in Ancient Israel and the Veneration of the Goddess Asherah, Sheffield - London - New York 2001.

          P. Kaswalder


      • **Turchia. Storia dell’Anatolia, gli Ittiti, regni di Urartu, dei Frigi, di Lydia. Dominio persiano, età ellenistica, romana e bizantina. Periodo selgiuchide ed ottomano. Turchia della costa egea e del sud. Il seminario è obbligatorio per chi intende partecipare all’escursione in Turchia

          Bibl.: M. Adinolfi, La Turchia greco-islamica di Paolo e Giovanni, Brescia 1971; L. Padovese - A. Dalbesio - O. Granella - F. Alani, Turchia: i luoghi delle origini cristiane, Piemme 1989; E. Akurgal, Ancient Civilization and Ruins of Turkey, Istanbul 1993; sito web dello SBF.

          F. Manns

      ESCURSIONI

      - I -


      • */**Escursioni settimanali in Gerusalemme e dintorni. Giro panoramico delle mura della città vecchia. La città di Davide. Siloe. Aceldama. Il monte del tempio. Scavi a sud dell’Aqsa. Il quartiere giudaico. Scavi di Avigad. L’area della Flagellazione e la fortezza Antonia. La Via Crucis e il S. Sepolcro. S. Anna e la probatica. Tombe reali, S. Stefano, Garden Tomb. Getsemani: Tomba della Vergine, Grotta e Basilica dell’Agonia. Dominus Flevit, Pater, Ascensione. Betania, Betfage. Mamilla, Monastero della S. Croce. Ain Karem. Betlemme.

          Bibl.: S. Loffreda, Topografia di Gerusalemme (fino al 70 d.C.) dispensa SBF; E. Alliata, Topografia cristiana della Palestina. I; Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF); Id., Gerusalemme. Escursioni in Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF - trascrizione di M. Crimella); sito web dello SBF.

          E. Alliata - C. Pappalardo

      - II -


      • */**Escursioni bibliche quindicinali. Escursioni Bibliche in Galilea, Samaria, Giudea e Neghev.

          Bibl.: Dispense del professore; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002

          P. Kaswalder


      • *Escursione in Galilea e Golan.
        1. Valle di Esdrelon: visita di Bet Alfa, Tel Jizreel e al-Muhraqa sul Monte Carmelo.
        2. Galilea centrale: visita di Nazaret, Cana di Galilea, Monte Tabor e Naim.
        3. Territorio di Asher: visita di Sefforis, Bet Shearim, Acco.
        4. Lago di Galilea: visite di Hamat-Tiberias, S. Pietro in Tiberiade, Ginnosar, et-Tabgha (Moltiplicazione, Primato), Monte delle Beatitudini, Corazin, Cafarnao.
        5. Alture del Golan: visita di Hammat-Gader, Hippos, Kursi, Betsaida Iulia, Katzrin, Monte Hermon. Nella Valle di Hule con visite a Tel Dan e Banias.
        6. Alta Galilea: visite di Hazor, Safed, Kfar Baram, el-Jish (Giscala), Kadesh di Galilea.

          Bibl.: Dispense del professore; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002.

          P. Kaswalder


      • **Escursione al Sinai
        Gebel Muša, visita del Monastero di s. Caterina. L’escursione sarà completata con la visita di Serabit el-Khadem, l’oasi di Feiran, nel Sinai e di Timna in Israele.
          • Bibl.: P. Kaswalder - E. Bosetti, Sulle orme di Mosè. Egitto, Sinai, Giordania. Nuova Guida biblica e archeologica, Bologna 2000.

            M. Luca

          Le Escursioni Bibliche su indicate (I e II) sono obbligatorie e costituiscono un momento qualificante della preparazione offerta agli studenti di Scienze Bibliche. Le visite, distribuite secondo un calendario biennale, hanno lo scopo di far conoscere agli studenti le regioni e i siti biblici principali. Gran parte delle visite si sofferma sugli aspetti dell’archeologia biblica: scavi, risultati, discussioni accademiche relative ai ritrovamenti principali. Costanti sono i riferimenti letterari, storici e geografici che arricchiscono la storia dei singoli siti. Al termine dei corsi gli studenti dovranno sostenere un esame orale o scritto.

        - III -


        • Escursione in Turchia. (Vedi: Seminario “Turchia”).

          F. Manns

        NB: Iscrizioni all’anno accademico: 1-20 ottobre

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        Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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