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Programma Anno Accademico 2007-2008

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DESCRIZIONE DELLE MATERIE
  Lingue bibliche
  Esegesi AT
  Esegesi NT
  Teologia Biblica
  Corsi di introduzione e metodologia
  Storia dell'esegesi
  Ambiente biblico
  Seminari
  Escursioni

Note: MOST courses are held in Italian

Programma dell'anno accademico 2007-2008

DESCRIZIONE DELLE MATERIE

LINGUE BIBLICHE

  • */**Morfologia ebraica. La materia è distribuita in quattro ore settimanali di lezione per la durata dell’intero anno accademico (circa 100 ore effettive). Scopo del corso: presentazione graduale della grammatica dell’ebraico biblico nei suoi principali aspetti ortografici, fonologici, morfologici e sintattici (solo elementi). Programma dettagliato (I semestre): A) Fonologia (consonanti, vocali, sillabe, accenti biblici); B) Morfologia (articolo, preposizioni e particelle, pronomi, sostantivi, aggettivi, verbo forte [le sette coniugazioni o costruzioni, tempi e modi, il waw “inversivo”, i suffissi al verbo]. II semestre: verbo debole [di I alef, I nun, I waw/yod; di II waw/yod, verbi geminati, di III alef, di III he, forme apocopate, verbi appartenenti a più classi], numerali); C) Sintassi (alcune nozioni di sintassi: la sequenza narrativa); D) introduzione pratica alla massorah (BHS); E) uso delle concordanze bibliche. Lo studente è tenuto a svolgere gli esercizi contenuti nel manuale, a tradurre e analizzare brani scelti e i libri di Rut e Giona per intero.
    La preparazione degli studenti verrà saggiata tramite test settimanali che sostituiranno l’esame finale.

      Bibl.: G. Deiana - A. Spreafico, Guida allo studio dell’ebraico biblico, Roma 1992 (terza edizione e ristampe successive; con chiave degli esercizi e sussidio audio); A. Niccacci - M. Pazzini, Il Rotolo di Rut - Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001 (analisi morfologica pp. 29-78); A. Niccacci - M. Pazzini - R. Tadiello, Il Libro di Giona - Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004 (analisi morfologica pp. 21-51); M. Pazzini, “La Massorah del libro di Rut”, LA 51 (2001) 31-54; M. Pazzini, “La Massorah del libro di Giona”, LA 52 (2002) 103-116 (entrambi disponibili anche in rete); M. Pazzini, “La Concordanza ebraico-aramaica di Abraham Even Shoshan. Criteri di composizione e guida pratica all’uso”, Vivarium 13 (2003) 399-413 (disponibile anche in rete); dispense del docente.
      Per la consultazione: P. Joüon - T. Muraoka, A Grammar of Biblical Hebrew. Part One: Orthography and Phonetics; Part Two: Morphology. Part Three: Syntax, Paradigms and Indices, 2 voll. Roma 1991; F. Brown - S.R. Driver - C.A. Briggs (BDB), Hebrew and English Lexicon with an Appendix containing the Biblical Aramaic, Oxford 1907 [l’edizione americana (Peabody 1979) contiene aggiunte e miglioramenti]; A. Even-Shoshan, A New Concordance of the Bible. Thesaurus of the Bible Hebrew and Aramaic Roots, Words, Proper Names Phrases and Synonyms, Jerusalem 1981 (III ed. in tre diversi formati). Altra bibliografia (grammatiche, dizionari e concordanze) sarà fornita all’inizio del corso. Lo studente è tenuto a procurarsi un’edizione della Biblia Hebraica Stuttgartensia (BHS; quinta edizione, a cura di A. Schenker, 1997).

      M. Pazzini


  • */**Ebraico A-B.
    Lettura di testi di prosa e di poesia con la guida di una dispensa del professore (abbreviazione della sua Sintassi del verbo).
    Dopo una breve presentazione della teoria sul sistema verbale dell’ebraico biblico secondo il modello elaborato del professore, il corso consiste essenzialmente nella lettura di testi biblici continui, piuttosto che di passi singoli, sia di prosa che di poesia. Lo scopo è introdurre gli studenti del corso di Licenza che hanno una sufficiente conoscenza della morfologia ebraica all’analisi delle singole proposizioni, della funzione loro propria e in rapporto con le altre nel testo secondo il metodo della linguistica testuale proposto da H. Weinrich, Tempus. Si intende mostrare che questo tipo di analisi costituisce la base per una corretta esegesi.

      Bibl.: A. Niccacci, Sintassi del verbo ebraico nella prosa biblica classica, Jerusalem 1986 (ed. italiana in rifacimento; ed. inglese aumentata, 1990; ed. spagnola corretta e aggiornata, 2002); Id., Lettura sintattica della prosa ebraico-biblica. Principi e applicazioni, Jerusalem 1990; S.E. Fassberg - A. Hurvitz (a cura di), “The Biblical Hebrew Verbal System in Poetry”, in Biblical Hebrew in Its Northwest Semitic Setting, Jerusalem - Winona Lake (Indiana) 2006, 247-268; con M. Pazzini, Il rotolo di Rut. Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001; con M. Pazzini - R. Tadiello, Il libro di Giona - Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004; W.G.E. Watson, Classical Hebrew Poetry, Sheffield 1984; Id., Traditional Techniques in Classical Hebrew Verse, Sheffield 1994; H. Weinrich, Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo, 4 ed., Bologna 1985 (nuova ed., 2004).

      Bibl.: J. Dubois (a cura di), Dizionario linguistico, Bologna 1994; A. Hurvitz, “Linguistic Criteria for Dating Problematic Biblical Texts”, Hebrew Abstracts 14 (1973) 74-79; M. Burrows, The Dead Sea Scrolls of St. Mark’s Monastery, Vol. II, New Heaven 1951; L. Mcfall, The Enigma of the Hebrew Verbal System: Solutions from Ewald to the Present Day, Sheffield 1982; B. K. Waltke - M. O’Connor, An Introduction to Biblical Hebrew Syntax, Winona Lake 1990; I. Yeivin, Introduction to the Tiberian Masorah (Masoretic Studies 5), Atlanta 1980. Altra bibliografia sarà fornita all’inizio del corso. Dispensa del docente.

      A. Niccacci


  • *Sintassi ebraica (elementare) C.

    Requisiti. Corso di sintassi ebraica A-B.
    Scopo. Il corso si propone di aiutare gli studenti a familiarizzare con i vari aspetti dell’analisi testuale dell’ebraico biblico, mediante: 1) Continuazione dello studio della grammatica ebraica; sarà posta enfasi sul lavoro dei masoreti e sul rapporto tra le varie parti della proposizione, saranno presentati modelli per l’analisi del sistema verbale alternativi a quello studiato finora. 2) Allargamento dell’orizzonte andando oltre l’ebraico biblico della tradizione masoretica leggendo alcuni testi dei manoscritti di Qumran. 3) Approfondimento dei vari aspetti grammaticali attraverso la lettura dei seguenti brani: Es 20; Nm 23 e 24; Gdc 4 e 5; Sal 104; Am 5 e 6; Is 7 (1QIsa); 1QS II.
    Tipo di corso. Il corso è estensivo; due lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 26 ore in un semestre.
    Metodologia d’insegnamento. Presentazione delle questioni grammaticali da parte del docente; lettura guidata di testi ebraici preparati prima dallo studente.
    Valutazione finale. Gli studenti possono scegliere tra due modalità di esame: a) esame orale (due parti: interrogazione su un testo scelto dallo studente; interrogazione su un testo biblico non studiato prima) b) lavoro scritto (analisi grammaticale di un testo biblico scelto dallo studente).

        G. Geiger


    • */**Morfologia greca.
      Requisiti. Il corso è destinato agli studenti che hanno seguito almeno un corso annuale di lingua latina (cf. Norme Generali n. 5) ma nessun corso di lingua greca, o che non hanno superato il test di morfologia greca (cf. Norme Generali n. 21).
      Scopo. Il corso ha lo scopo di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della morfologia della grecità biblica e dell’analisi delle varie parti del discorso. È data particolare importanza all’esercizio della lettura.
      Tipo di corso. Il corso è estensivo: cinque lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 130 ore in un anno.
      Metodologia d’insegnamento. Le lezioni hanno un’impostazione dialogica. Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario delle lezioni. Durante l’anno gli studenti vengono esaminati sia oralmente, sugli esercizi assegnati di volta in volta, sia per iscritto mediante test svolti senza l’ausilio di vocabolario. Ogni test riguarda la materia trattata in due lezioni del manuale adottato. Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei test è individuale. In base al programma, agli esercizi assegnati vengono aggiunti brani tratti dalle letture domestiche (Vangeli di Marco e Giovanni), che vanno lette e studiate per intero.
      Valutazione finale. Per l’esame di profitto (orale) gli studenti sono interrogati su tutti gli esercizi del manuale adottato svolti durante il corso e su brani scelti delle letture domestiche (5 capitoli per ognuno dei Vangeli su indicati). Il voto è stabilito in base al rendimento in aula (correzione degli esercizi), alla valutazione dei test e alla prova orale finale.

        Bibl.:
        – Edizione critica del NT greco: Novum Testamentum Graece, edd. K. et B. Aland et alii, Stuttgart 199327 (è l’ed. citata abitualmente).
        – Manuale adottato: E.G. Jay, Grammatica greca del Nuovo Testamento (a cura di Calzecchi Onesti R.), Casale Monf. 1993.
        – Sussidi: J.H. Moulton, A Grammar of New Testament Greek, I: Prolegomena (opera di approfondimento filologico), Edinburgh 19083 (rist. 1978); J.H. Moulton - W.F. Howard, II: Accidence and Word-Formation with an Appendix on Semitisms in the NT, Edinburgh 1928 (rist. 1979); F. Blass - A. Debrunner - F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3). Ed. italiana a cura di G. Pisi Traduzione di M. Mattioli e G. Pisi, Brescia 1982; E.M. Abel, Grammaire du Grec Biblique, Paris 1927; A.T. Robertson, A Grammar of the Greek New Testament in the Light of Historical Research, New York 19193; W. Bauer - W.F. Arndt - F.W. Gingrich, Greek-English Lexicon of the New Testament, London 1957; D. Pieraccioni, Morfologia storica della lingua greca, Messina - Firenze 1975 (rist. 2001); L. Bottin, Etymon. Lessico per radici, Milano 1997..

        R. Pierri


    • Sintassi di greco biblico (NT-LXX). Il corso di sintassi si articola in due corsi paralleli: sintassi del caso (un’ora settimanale annuale) e sintassi del verbo (due ore settimanali annuali).
      – Requisiti. Il corso è destinato agli studenti che hanno superato l’esame di morfologia greca o il relativo test (cf. cf. Norme Generali n. 21).
      – Scopo. Il corso ha lo scopo di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della sintassi della grecità biblica. La divisione in due corsi distinti intende favorire l’approfondimento della materia.
      – Tipo di corso. Il corso è estensivo: tre lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 80 ore in un anno.
      – Metodologia d’insegnamento. Le lezioni hanno un’impostazione dialogica. Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario delle lezioni.
      Gli argomenti del corso sono trattati secondo la disposizione del manuale adottato. Esso è concepito in modo da introdurre e guidare gli studenti ai fenomeni più complessi della sintassi greca. Il corso, dunque, ha carattere sistematico.
      Gli studenti sono introdotti allo studio dell’analisi logica (caso) e del periodo (verbo) mediante due specimen su due capitoli del testo del NT preparati appositamente e distribuiti agli studenti all’inizio del corso. Alla fine dello svolgimento di ogni singolo argomento, concepito come modulo didattico, gli studenti sono esaminati mediante test scritti specifici. Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei test è individuale. Parte delle letture domestiche sono tradotte e analizzate in classe dagli studenti sotto la guida del docente.
      – Valutazione finale. Per l’esame di profitto (orale) gli studenti devono dar prova di aver acquisito una sicura conoscenza della sintassi greca. Il voto è stabilito in base al rendimento in aula (traduzione e analisi dei testi), alla valutazione dei test e alla prova orale finale.

        Bibl.:
        – Edizioni critiche: Novum Testamentum Graece, edd. B. et K. Aland et alii, Stuttgart 199327; Septuaginta. Editio altera, edd. A. Rahlfs - R. Hanhart, Stuttgart 2006.
        – Manuale adottato: L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico. Quaderno I.A: Le concordanze (SBF Analecta 61), Gerusalemme 2003; L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico (LXX e NT). I casi. Corso teorico-pratico (Dispensa SBF), Gerusalemme 2006.
        – Sussidi: L. Tusa Massaro, Sintassi del greco antico e tradizione grammaticale, Palermo 1993 (rist. 1995); N. Basile, Sintassi storica del greco antico, Bari 2001; M. Zerwick, Graecitas biblica, Romae 1966 (oppure ed. inglese a cura di J. Smith, Rome 1990, oppure traduzione spagnola); J.H. Moulton - N. Turner, III: Syntax, Edinburgh 1963 (rist. 1976); F. Blass - A. Debrunner - F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3), Brescia 1982; F.C. Conybeare - G. Stock, A Grammar of Septuagint Greek (breve sintesi), Boston 1905 (rist. Zondervan A. 1981); H.J. Thackeray, A Grammar of the Old Testament in Greek according to the Septuagint, I: Introduction, Orthography and Accidence, Cambridge 1909 (rist. Tel-Aviv 1970; Hildesheim 1978); J. Lust - E. Eynikel - K. Hauspie, A Greek-English Lexicon of the Septuagint, Stuttgart 2003; D.B. Wallace, Greek Grammar beyond the Basics. An Exegetical Syntax of the New Testament, Grand Rapids 1995; L. Cignelli, “La grecità biblica”, LA 35 (1985) 203-248.
        – Letture domestiche: NT: Mt 7-8; At 11-12; Rm 11-12; 1 Cor 5-6; Col 1-4; Eb 11-12; Gc 1-5. LXX: Es 5-6; Sap 5-6; Sal 108.

        R. Pierri


    • */**Siriaco. La materia è distribuita in due ore settimanali di lezione per la durata dell’intero anno accademico (circa 50 ore effettive). Scopo del corso: presentazione graduale della grammatica del siriaco classico (sia biblico che extra-biblico) nei suoi principali aspetti ortografici, fonologici, morfologici e sintattici (elementi di morfosintassi). Programma dettagliato (I semestre): Ortografia (scrittura delle consonanti e loro legature, le vocali nei due sistemi); Fonologia (consonanti, vocali, sillabe, accento, proclitiche, enclitiche); Morfologia (stati del nome e dell’aggettivo, preposizioni e particelle, pronomi indipendenti e suffissi, numerali, verbo forte [le coniugazioni o costruzioni, tempi e modi semplici e composti]). II semestre: verbo debole (di I olaf, I yud, I nun; di II olaf, II waw/yud; verbo geminato; verbo di III yud/olaf), verbi difettivi e anomali, preposizioni, avverbi, congiunzioni, verbi con suffissi pronominali; Elementi di morfosintassi. Lo studente è tenuto a svolgere di volta in volta gli esercizi contenuti nel manuale; dovrà, inoltre, tradurre parti di libri biblici (Rut e i Dodici Profeti) ed extra-biblici non studiate in classe. La preparazione degli studenti sul lavoro personale verrà saggiata tramite test. L’esame finale sarà per tutti scritto oppure orale (a scelta della classe). Il programma dettagliato per l’esame finale verrà specificato nel corso dell’anno accademico. Il corso è riservato agli studenti che hanno già frequentato Aramaico biblico.

        Bibl.: M. Pazzini, Grammatica siriaca (SBF Analecta 46), Jerusalem 1999; M. Pazzini, Il Libro di Rut. Analisi del testo siriaco (SBF Analecta 60), Jerusalem 2002.
        Per la consultazione: Th. Nöldeke, Kurzgefaßte Syrische Grammatik, Leipzig 18982 [=Th. Nöldeke, Compendious Syriac Grammar (trad. J.A. Crichton), London 1904]. Ristampa in tedesco con appendice (Ed. A. Schall, Darmstadt 1966; traduzione inglese di P.T. Daniels, Winona Lake 2001); J. Payne Smith, A Compendious Syriac Dictionary, Oxford 1903 (e riedizioni seguenti); C. Brockelmann, Lexicon syriacum, Halis Saxonum 1928; W. Jennings, Lexicon to the Syriac New Testament, Oxford 1926; M. Pazzini, Lessico concordanziale del Nuovo Testamento siriaco (SBF Analecta 64), Jerusalem 2004; M. Pazzini - R. Pierri, “Il libro di Osea secondo la versione siriaca (Peshitto)”, LA 54 (2004) 119-139; M. Pazzini - R. Pierri, “I libri di Amos e di Giona secondo la versione siriaca (Peshitto)”, LA 53 (2003) 185-208 (entrambi disponibili in rete). Le edizioni del testo biblico, insieme ad altra bibliografia (grammatiche, dizionari e concordanze), verranno segnalate all’inizio del corso.

        M. Pazzini


      • */**Aramaico targumico. Elementi di morfologia e di sintassi; lettura e traduzione di brani scelti. Il corso è riservato agli studenti che hanno già frequentato il corso di aramaico biblico.

          Bibl.: S.E. Fassberg, A Grammar of the Palestinian Targum Fragments from the Cairo Genizah, Atlanta 1991; Wm. B. Stevenson, Grammar of Palestinian Jewish Aramaic, Oxford 1966 (rist. II ed. 1962).

          G. Bissoli


      • **Aramaico biblico.
        Requisiti. Corso di morfologia ebraica.
        Scopo. L’aramaico comprende dialetti di varie epoche. Alcuni testi biblici sono scritti in uno di questi dialetti (Esd 4,8-6,18; 7,12-26, Dn 2,4-7,28, Ger 10,11, Gen 31,47). Il corso proposto è un’introduzione alla grammatica e alla lettura dei testi aramaici dell’AT.
        Siccome quella aramaica è una lingua semitica vicina all’ebraico biblico, la sua conoscenza permette anche un approfondimento della stessa lingua ebraica. Durante il corso saranno date indicazioni sulle possibilità (e i limiti) che offre la conoscenza di un’altra lingua semitica per la comprensione della Bibbia ebraica.
        Tipo di corso. Il corso è estensivo; due lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 26 ore in un semestre.
        Metodologia di insegnamento. Presentazione graduale e comparativa (con l’ebraico) delle questioni grammaticali da parte del docente nei suoi principali aspetti morfologici e sintattici; lettura guidata dei testi aramaici preparati prima dallo studente; il corso prevede la lettura, traduzione e analisi delle sezioni dell’AT in aramaico.
        Valutazione finale. L’esame finale sarà scritto e comprenderà: a) traduzione di un testo aramaico biblico (ca. 10 righe), b) domande grammaticali, c) analisi morfologica in contesto, d) analisi morfologica fuori contesto; è consentito l’uso di un dizionario durante l’esame.

          Bibl.: Manuale: A.F. Johns, A Short Grammar of Biblical Aramaic, Berrien Springs 1982. Per la consultazione: H. Bauer - P. Leander, Grammatik des Biblisch-Aramäischen, Halle 1927 (New York 19813); P. Magnanini - P.P. Nava, Grammatica di aramaico biblico, Bologna 2005; F. Rosenthal, A Grammar of Biblical Aramaic, Wiesbaden 1961. Dizionari: E. Vogt, Lexicon linguae aramaicae Veteris Testamenti documentis antiquis illustratum (completamento del dizionario di F. Zorell), Roma 1971; L. Koehler - W. Baumgartner, The Hebrew and Aramaic Lexicon of the Old Testament. Vol. V: Aramaic, Leiden - Boston - Köln 2000. Altra bibliografia sarà fornita all’inizio del corso. Dispensa del docente.

          G. Geiger


      • *Filologia neotestamentaria.
        Requisiti. Buona conoscenza della grammatica e sintassi greca. Riservato agli studenti di Laurea.
        Scopo generale del corso. Approfondimento del greco neotestamentario in vista di affrontare meglio i problemi del testo del NT, praticare un’esegesi più matura dei testi e possedere una più profonda conoscenza di essi.
        Tipo di corso, metodologia di insegnamento e supporti didattici usati. In prevalenza pratico, in quanto vengono presentati i principali punti della sintassi greca e illutrati con molti esempi tratti dal NT; inoltre, vengono affrontati gli stili dei vari scritti del NT, a cui segue l’analisi di alcuni capitoli scelti del brano rilevando quanti più problemi filologici presenti in quel testo in esame.
        Dispensa del professore: A.M. Buscemi, Filologia del Nuovo Testamento, Jerusalem 2008.
        Metodo di valutazione finale dello studente esaminando. Esercitazione pratica scritta.

          Bibl.:
          – Testi: Novum Testamentum Graece et Latine. Textum Graecum post Eberhard Nestle et Erwin Nestle communiter ediderunt K. Aland, M. Black, C.M. Martini, B.M. Metzger, A. Wikgren - Textus Latinus Novae Vulgatae Bibliorum Sacrorum Editioni debetur, Stuttgart 1994; Novum Testamentum Graece et Latine (a cura di A. Merk; revisione di C.M. Martini), Roma 19649; Accordance. Software for Biblical Studies, prodotto da The Gramcord Institute, Vancouver, Washington, diretto da P.A. Miller; B.M. Metzger, A Textual Commentary on the Greek New Testament, London - New York 1971; C. Tischendorf, Novum Testamentum Graece. Editio octava critica maior, I-III, Leipzig 1869-1872; B.F. Westcott - F.J.A. Hort, The New Testament in Original Greek, Cambridge - London 1881.
          – Concordanze: K. Aland - H. Bachmann - W.A. Slaby, Vollständige Konkordanz zum Griechischen Neuen Testament, I-II, Berlin-New York 1978; W.F. Moulton - A.S. Geden, A Concordance to the Greek Testament, Edinburgh 1970; J.B. Smith, Greek-English Concordance to the New Testament, Eastbourne 1955; Vollständige Konkordanz zum Griechischen Neuen Testament, unter Zugrundlegung aller modernen kritischen Textausgaben und des Textus Receptus. In Verbindung mit H. Riesenfeld - H.U. Rosenbaum - Chr. Hannick - B. Bonsack neu zusammengestellt unter der Leitung von K. Aland, Berlin - New York 1978-1983.
          – Lessicografia: G. Abbott-Smith, A Manual Greek Lexicon of the New Testament, Edinburgh 1981; W. Bauer - W.F Arndt - F.W Gingrich - W. Danker, A Greek-English Lexicon of the New Testament and Other Early Christian Literature, Chicago - London 1979; P. Chantraine, Dictionnaire étymologique de la langue grecque. Histoire des mots, I-IV, Paris 1968; H.G. Liddell - R. Scott - H.S. Jones, A Greek-English Lexicon, Oxford 1985 (with a Supplement 1968); J. Marouzeau, Lexique de la Terminologie Linguistique, Paris 1933; J.H. Moulton - G. Milligan, The Vocabulary of the Greek Testament llustrated from the Papyri and Other Non-Literary Sources, Grand Rapids 1963 (1930); K.H. Moulton, The Analytical Greek Lexicon Revised, Grand Rapids 1978; L. Rocci, Vocabolario Greco-Italiano, Città di Castello 1971; C. Spicq, Notes de Lexicographie néo-testamentaire, I-III, Fribourg - Göttingen 1978-1982; J.H. Thayer, Greek-English Lexicon of the New Testament, Grand Rapids 1978; R. Chenevix Trench, Synonyms of the New Testament, Grand Rapids 1948; N. Turner, Grammatical Insights into the New Testament, Edinburgh 1966; F. Zorell, Lexicon Graecum Novi Testamenti, Paris 1931.
          – Grammatiche e sintassi: F.M. Abel, Grammaire du Grec Biblique, Paris 1927; H.F. Allen, The Infinitive in Polybius Compared with the Infinitive in Biblical Greek, Chicago 1907; S. Antoniadis, L’évangile de Luc. Esquisse de grammaire et de style, Paris 1930; N. Basile, Sintassi storica del greco antico, Bari 2001; M. Black, An Aramaic Approach to the Gospel and Acts, Oxford 1979; K. Beyer, Semitische Syntax im Neuen Testament. I. Band: Satzlhere Teil 1, Göttingen 1968; F. Blass - A. Debrunner - F. Rekkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (ed. italiana di U. Mattioli - G. Pisi), Brescia 1982; A. Boatti, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento, Venezia 1934; G. Bonaccorsi, Primi Saggi di filologia neotestamentaria, I-II, Torino 1933-1955; E. de Witt Burton, Syntax of the Moods and Tenses in New Testament Greek, Edinburgh 1955; A. Buttmann, A Grammar of the New Testament Greek, (ed. inglese di J. H. Thayer), Andover 1873; A.M. Buscemi, L’uso delle preposizioni nella Lettera ai Galati, Jerusalem 1987; Id., “La prolessi nel Nuovo Testamento”, LA 35 (1985) 37-68; R. Cantarella - C. Coppola, ÔELLHNISMOS, Città di Castello 1960; L. Cignelli, “La grecità biblica”, LA 35 (1985) 203-248; L. Cignelli - G.C. Bottini, “Le diatesi del verbo nel greco biblico (I)”, LA 43 (1993) 115-139; Id., “Le diatesi del verbo nel greco biblico (II)”, LA 44 (1994) 215-252; L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico, 1A: Le Concordanze (Analecta 61), Jerusalem 2003; L. Cignelli - G.C. Bottini, “L’articolo nel greco biblico”, LA 41 (1991) 159-199; Id., “Il complemento d’agente nel greco biblico (LXX e NT), LA 39 (1989) 37-48.
          F.C. Conybeare - St. G. Stock, Grammar of Septuagint Greek, Boston 1905; G. Curtius, Grammatica della lingua greca (ed. italiana di G. Müller), Torino 1890; J.D. Denniston, The Greek Particles, Oxford 1981; B.M. Fanning, Verbal Aspect in New Testament Greek, Oxford 1990; R.W. Funk, The Syntax of the Greek Article: Its Importance for Critical Pauline Problems (Dissertation), Vanderbilt 1953; J.C. Hawkins, Horae Synopticae, Oxford 1968; J. Humbert, Syntaxe Grecque, Paris 1960; A. Lancellotti, Sintassi ebraica nel greco dell’Apocalisse. I. Uso delle forme verbali (Col. Assisiensis I), Assisi 1964; C. Lavergne, Diagnoses des suffixes grecs du Nouveau Testament, Paris 1977; J. Mateos, El aspecto verbal en el Nuevo Testamento, Madrid 1977; C.F.D. Moule, An Idiom-Book of New Testament Greek, Cambridge 1975; J.H. Moulton, A Grammar of New Testament Greek, I: Prolegomena, Edinburgh 19673; J.H. Moulton - W.F. Howard, A Grammar of New Testament Greek, II: Accidence and Word Formation, Edinburgh 1976; J.H. Moulton - N. Turner, A Grammar of New Testament Greek, III: Syntax, Edinburgh 1963; J.H. Moulton - N. Turner, A Grammar of New Testament Greek, IV: Style, Edinburgh 1980; S.E. Porter, Idioms of the Greek New Testament, Sheffield 1992; Id., Verbal Aspect in the Greek of the New Testament, with Reference to Tense and Mood, New York ecc., 1993; P.F. Regard, Contribution a l’Etude des Prépositions dans la langue du Nouveau Testament, Paris 1919; Id., La phrase nominale dans la langue du Nouveau Testament, Paris 1919; A.T. Robertson, A Grammar of the Greek New Testament in the Light of Historical Research, New York 1919; H.W. Smyth, Greek Grammar, Cambridge (Massachusetts) 1984; L. Tusa Massaro, Sintassi del greco antico e tradizione grammaticale, Palermo 1995; J. Viteau, Étude sur le Grec du Nouveau Testament comparé avec celui des Septante. I. Le Verbe: Syntaxe des Propositions, Paris 1893 (II. Sujet, complément et attribut, Paris 1896); M. Wilcox, The Semitism of Acts, Oxford 1965; G.B. Winer - W.F. Moulton, A Treatise on the Grammar of New Testament Greek, Regarded as a Sure Basis for New Testament Exegesis, 1882; M. Zerwick, Analysis Philologica Novi Testamenti Graeci, Romae 1960; Id., Graecitas Biblica Novi Testamenti Exemplis illustratur, Romae 1966.
          – Stile e retorica: E.W. Bullinger, Figures of Speech Used in the Bible, Grand Rapids 1989; R. Fornaciari, Trattato di retorica, Firenze 1912; B. Mortara Garavelli, Manuale di retorica, Milano 1992; H. Lausberg, Elementi di retorica, Bologna 1969; H. Lausberg, Handbook of Literary Rhetoric. A Foundation for Literary Study (ed. by D.E. Orton - R.D. Anderson), Leiden - Boston - Köln 1998.

          A.M. Buscemi

      ESEGESI AT

      • *Il dilemma Tetrateuco ed Esateuco in Numeri e in Giosuè.
        Requisiti. Conoscenza della teoria documentaria e dei suoi problemi. Una conoscenza generale dei libri del Pentateuco e dei successivi libri storici, con una preparazione basilare nelle lingue antiche ebraica e greca.
        Scopo. Il vecchio dilemma Tetrateuco-Esateuco e le relative tesi (di Noth e von Rad) sui suoi due “corni” è stato affrontato male. Il risultato dell’accettazione malaccorta del primo (Noth) in realtà ha disfatto oggi la sua stessa tesi dell’Opera dtr, perché ora la si fa iniziare fin dal Genesi, mentre Noth assieme a von Rad seguiva la teoria documentaria in Genesi-Numeri.
        Bisogna perciò trattare con atteggiamento critico le soluzioni correnti sull’esegesi del Pentateuco. Dovremo tenere ben presente anche Giosuè da 13 a 22, di cui mostreremo le caratteristiche sacerdotali uguali a quelle del documento P del Tetrateuco.
        Tipo e metodologia. L’esegesi di Num 20-36 secondo il metodo critico letterario, evidenzierà le fonti del Pentateuco e le relative redazioni, differenziandole dall’Opera dtr e dalla redazione finale del tutto, per arrivare a una teologia diacronica e storico-critica dell’Antico Testamento, secondo le indicazioni fondamentali del Documento L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, della Pontificia Commissione Biblica del 1993.
        Valutazione finale. Verterà su tre punti: (1) conoscenza della teoria documentaria e degli attuali problemi sul Pentateuco; (2) familiarità con l’esegesi critico-letteraria; (3) le tappe della teologia dei documenti e delle redazioni.
        • Bibl.: E. Cortese, Le tradizioni storiche di Israele da Mosè a Esdra (La Bibbia nella storia 2), 2 ed., Bologna 2001; Per Numeri: H. Seebass, Numeri. Fasc. 2-5 (BKAT 4/2-3), Neukirchen-Vluyn 1995-2004 (opera composta da fascicoli non ancora ultimata); Id., “Zum Stand der Pentateuchforschung. Das Buch Numeri”, in Perspectives in the Study of the Old Testament and Early Judaism. A Symposium in Honour of Adam S. van der Woude on the occasion of his 70th Birthday, edd. F. García Martínez – Ed. Noort (VTS 73), Leiden – Boston – Köln 1998, 109-121; B.A. Levine, Numbers 1-20. A New Translation With Introduction and Commentary (AB 4A), New York – London – Toronto – Sydney – Auckland 1993; Id., Numbers 21-36. A New Translation With Introduction and Commentary (AB 4B), New York – London – Toronto – Sydney – Auckland 2000; D.T. Olson, Numbers (Interpretation), Louisville 1996; L. Schmidt, “Literatur zum Buch Numeri, ThR 63 (1998) 241-266; Id., Das 4. Buch Mose. Numeri 10,1-36,13 (ATD 7,2), Göttingen 2004.
          Per Giosuè: E. Cortese, “L’esegesi di Giosuè di fronte al dilemma: Tetrateuco o Esateuco”, RivBibIt 52 (2004) 441-452; J.C. de Vos, Das Los Judas. Über die Entstehung und Ziele der Landbeschreibung in Josua 15 (VTS 95), Leiden 2004; M.N. van der Meer, Formation and Reformulation of the Redaction of the Book of Joshua in the Light of the Oldest Textual Witnesses (VTS 102), Leiden 2004.

          E. Cortese


      • **Proverbi 1-9. Nella prima collezione di Proverbi risuonano varie voci che invitano il giovane. Tra le voci positive emergono quella del maestro di sapienza, eco dei genitori, che invita all’esperienza delle creature nel timore del Signore, e quella della Signora Sapienza, prima opera di Dio creatore, piano e senso dell’universo, che invita al suo insegnamento e al suo banchetto.
        Il corso intende condurre gli studenti di Licenza e/o di Dottorato ad approfondire il testo della prima raccolta di Proverbi dal punto di vista della lingua, dei generi letterari, della composizione e delle tematiche in sé e nel quadro dell’intero libro. Lo scopo è ricercare il senso delle varie raccolte sapienziali e la coerenza della visione dei saggi di Israele nel quadro delle letterature contemporanee del Vicino Oriente Antico e della tradizione biblica fino al Nuovo Testamento.

          Bibl.: M.V. Fox, Proverbs 1-9, New York 2000; M. Gilbert (a cura di), La Sagesse de l’Ancien Testament, Gembloux - Leuven, 2 ed. 1990; A. Lelièvre - A. Maillot, Commentaire des Proverbes, Paris 2000; A. Müller, Proverbien 1-9, Berlin - New York 2000; A. Niccacci, La casa della sapienza, Cinisello Balsamo (MI) 1994; Id., Dalla Sapienza personificata a Cristo Sapienza incarnata, dispensa per gli studenti, Gerusalemme 2004; G. von Rad, La sapienza in Israele, Torino 1975 (orig. Weisheit in Israel, Neukirchen-Vluyn 1970; trad. Israël et sa sagesse, Genève 1971; Wisdom in Israel, London 1972; Sabiduría en Israel. Proverbios-Job-Eclesiastés-Eclesiástico-Sabiduría, Madrid 1985).

          A. Niccacci


      • **Esegesi AT: Analisi esegetica di Gs 15: i confini e il territorio della tribù di Giuda. Critica testuale, struttura, analisi letteraria, generi letterari di Gs 15. Il corso si propone di esaminare alcuni aspetti particolari di Gs 15, come la struttura e la storia redazionale del testo, per arrivare a definire la sua posizione speciale all’interno del Documento Geografico di Gs 13-19. In particolare si opera il confronto tra il TM e la versione greca dei LXX, e si sottolineano le loro differenti prospettive geografiche e storiche.

          Bibl.: Z. Kallai, Historical Geography of the Bible. The Tribal Territories of Israel, Jerusalem - Leiden 1986; N. Na’aman, Borders and Districts in Biblical Historiography. Seven Studies in Biblical Geographical Lists, Jerusalem 1986; E. Cortese, Josua 13-21. Ein priesterschriftlicher Abschnitt im deuteronomistischen Geschichtswerk (OBO 94), Freiburg - Göttingen 1990; V. Fritz, Das Buch Josua (HAT I/7), Tübingen 1994; J. Svensson, Towns and Toponyms in the Old Testament. With Special Emphasis on Joshua 14-21 (CB OTS 38), Stockholm 1994; J. Moatti-Fine, La Bible d’Alexandrie. Jésus (Josué). Traduction du text grec de la Septante, Introduction et notes, Paris 1996; E. Noort, Das Buch Josua. Forschungsgeschichte und Problemfelder (EdF 292), Darmstadt 1998; J.L. Sicre, Josué (NBE Comentario teológico y literario), Estella 2002; A.F. Rainey - R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006.

          P. Kaswalder

        ESEGESI NT

        • *Gesù Messia nel vangelo di Matteo. Il corso si propone come esercizio di esegesi utilizzando il metodo storico-critico per quanto riguarda l’analisi del testo, studiando alcuni passi più significativi, passando poi alla critica letteraria (narratività) allo scopo di interpretare l’intero vangelo di Matteo sulla base del conflitto fra Gesù e i suoi oppositori.
          In particolare si presenta Gesù come Messia-re pacifico, che nella dottrina e nella prassi rivela il regno di Dio che governa mediante la misericordia. Gli oppositori controbattono la posizione di Gesù sulla base della legge e dei costumi giudaici, ricorrendo infine alla sua eliminazione. L’evangelista pone in evidenza l’autorità del Messia, che porta a compimento la legge e la profezia antica, richiedendo l’imitazione del comportamento misericordioso di Dio, inculcando ai discepoli l’amore dei nemici e la preghiera per i persecutori.
          La forte polemica, caratteristica del vangelo di Matteo, rivela il dramma di una comunità di origine ebraica, toccata dall’incredulità dei correligionari e l’accoglienza della fede da parte delle popolazioni pagane. La tensione fra il particolarismo ebraico e l’universalismo cristiano si risolve alla luce dell’autorità del Risorto, che affida la missione ai discepoli sino alla parusia.
          Il corso non si limita ad un’esegesi meramente storica del testo ma, seguendo il metodo narrativo, ricava la teologia dai molteplici aspetti offerti dall’intera opera matteana. Quindi allo studente si richiede la previa conoscenza della lingua greca e una capacità interpretativa supportata da competenza nel metodo narrativo. La maturità dello studente viene valutata dalla presentazione di un singolo brano, studiato nel corso, inquadrato nel messaggio narrativo dell’intera opera di Matteo.

            Bibl.: D.A. Bauer - M. Allen Powell (a cura di), Treasures New and Old. Recent Contributions to Matthean Studies (SBS Symposium Series 1), Atlanta 1996; N. Casalini, Il Vangelo di Matteo come racconto teologico (SBF Analecta 30), Jerusalem 1990; J. Dupont, Le Beatitudini I-II (La Parola di Dio 7.14), Milano 1977-1979; D.A. Hagner, Matthew I-II (Word Biblical Commentary 33 A.B.), Dallas 1993-1995; R.H. Gundry, Matthew. A Commentary on His Literary and Theological Art, Grand Rapids l994 ed. 2; J.D. Kingsbury, Matteo, un racconto (Bibioteca biblica 23), Brescia 1998 ed. 2; F.J. Matera, “The Plot of Matthew’s Gospel”, CBQ 49 (1987) 233-253; D. Patte, The Gospel according to Matthew: A Structural Commentary on Matthew’s Faith, Philadelphia 1987; M. Allen Powell, What Is Narrative Criticism? A New Approach to the Bible, London 1993.

            G. Bissoli


        • *Esegesi del vangelo di Giovanni: il racconto della Passione (Gv 18-19).
          Scopo del corso e metodologia. Sperimentare il metodo storico-critico e l’approccio giudaico per lo studio delle citazioni della Scrittura.
          Requisiti. È richiesta una conoscenza e un primo approccio del quarto Vangelo e di tutti i problemi introduttivi. Il corso è riservato a chi ha concluso i corsi di greco.

            Bibl.: R.E. Brown, The Gospel according to John, New York (vol 1 1966; vol 2 1970); V. Mannucci, Giovanni, il vangelo narrante, Bologna 1997; R.A. Culpepper, Anatomy of the Fourth Gospel, Philadelphia 1983; P.F. Ellis, “Understanding the Concentric Structure of the Fourth Gospel”, SVTQ 47 (2003) 131-154; C.L. Blomberg, The Historical Reliability of John’s Gospel, Downers Grove 2002; J. Ashton, Studying John, Oxford - New York 1998.

            F. Manns


        • *Son of Man in Mark. This course is intended to study the Son of Man passages of the gospel of Mark. Using Narrative Criticism as the exegetical tool, this course will read through the Son of Man passages of this gospel. Thereby it endeavors to bring out the functional meaning of “the Son of Man” in the Markan narrative. At the end of the course the student will understand and make use of the tools of Narrative Criticism. Besides this, the course will enable the student to appreciate both the narrative text and the kerygmatic meaning of the gospel of Mark.

            Bibl.: T.A. Burkill, “The Hidden Son of Man in St. Mark’s Gospel”, ZNW 52 (1961) 189-213; M.D. Hooker, The Son of Man in Mark, London, 1967; N. Perrin, “The Creative Use of the Son of Man Traditions by Mark”, UnSemQ 23 (1967-68) 357-365; R.C. Tannehill, “The Gospel of Mark as Narrative Christology”, Semeia 16 (1980) 57-95; J. Coppens, “Les logia du Fils de l’homme dans l’évangile de Marc”, in Idem, La relève apocalyptique du messianisme royal III. Le Fils de l’homme néotestamentaire, Leuven 1981, 109-149; D. Rhoads - D. Michie, Mark as Story. An Introduction to the Narrative of a Gospel, Philadelphia 1982; M. Theobald, “Gottessohn und Menschensohn. Zur polaren Struktun der Christologie im Markusevangelium”, SNTU 13 (1988) 37-79; C.C. Caragounis, “Kingdom of God, Son of Man and Jesus’ Self-Understanding”, TynBul 40 (1989), 3-23. 223-238; G. Dautzenberg, “Zwei unterschiedliche ‘Kompendien’ markinisher Christologie. Überlegungen zum Verhältnis von Mk 15,39 zu Mk 14,61f.”, in B. Jendroff and G. Schmalenberg (a cura di), Evangelium Jesu Christi heute verkündigen: FS C. Mayer, Giessen 1989, 17;32; R.M. Fowler, Let the Reader Understand. Reader-Response Criticism and the Gospel of Mark, Minneapolis 1991; M.A. Powell, “Toward a Narrative-Critical Understanding of Mark”, Int 47 (1993) 341-346; P. Müller, Wer ist dieser? Jesus im Markusevangelium (BThSt 27), Neukirchen-Vluyn 1995; S.H. Smith, A Lion With Wings. A Narrative-Critical Approach to Mark’s Gospel (The Biblical Seminar 38), Sheffield 1996; U. Kmiecik, Der Menschensohn im Markusevangelium (FzB 81) Würzburg 1997; J.C. Naluparayil, “Jesus of the Gospel of Mark: Present State of Research”, Currents in Research: Biblical Studies 8 (2000) 201-208; Id., The Identity of Jesus in Mark. An Essay on Narrative Christology (SBF Analecta 49), Jerusalem 2000; Id., “Question of Jesus’ Identity and the First Son of Man Logion in Mark (2,10)” Biblebhashyam 29 (2003) 251-277; N. Casalini, Introduzione a Marco (SBF Analecta 66), Jerusalem 2005; Id., Lettura di Marco. Narrativa, esegetica, teologica (SBF Analecta 67), Jerusalem 2005.

            J. Naluparayil


        • **Esegesi di Galati 3-4.
          Requisiti. Conoscenza del greco.
          Scopo del corso e metodologia. Introdurre lo studente all’esegesi neotestamentaria in genere e in particolare di quella dei testi paolini e della Lettera ai Galati. Introduzione ai problemi della Lettera: autore, datazione, avversari di Paolo in Galazia. Esame esegetico dei cc. 3-4 della Lettera ai Galati: aspetti letterari e interpretazione delle pericopi.
          Tipo di corso, metodologia di insegnamento e supporti didattici usati. Corso, svolto secondo il metodo storico-critico: delimitazioni delle pericopi, genere letterario, integrato con l’analisi strutturale e l’analisi retorica dei vari brani analizzati. Supporto didattico, il testo di A.M. Buscemi, Lettera ai Galati. Commentario esegetico (SBF Analecta 63), Jerusalem 2004.
          Metodo di valutazione finale dello studente. Esame orale.
            • Bibl.: Agostino Aurelio, Epistolae ad Galatas expositionis liber unus, PL 35, 2105-2147; Ambrosiaster, In Epistolam Beati Pauli ad Galatas, PL 17, 337-772; H.-D. Betz, Galatians. A Commentary on Paul’s Letter to the Churches in Galatia (Hermeneia), Philadelphia 1979; J. Bligh, La lettera ai Galati. Una discussione su una epistola di San Paolo (PD 9), Roma 1972; P. Bonnard, L’Épître de Saint Paul aux Galates (CNT IX), Neuchâtel-Paris 1972; U. Borse, La Lettera ai Galati, Brescia 2000; F.F. Bruce, The Epistle of Paul to the Galatians (NIGTC), Exeter 1982; E. Burton de Witte, A Critical and Exegetical Commentary on the Epistle to the Galatians (ICC), Edinburgh 1977 (1921); Cornelius a Lapide, Commentarius in omnes Divi Pauli Apostoli Epistolas, Venetia 17174; R. Cornely, “Epistola ad Galatas”, in Commentarius in S. Pauli Apostoli Epistolas, Paris 1909; B. Corsani, Lettera ai Galati, Genova (CSANT 9), 1990; G. Crisostomo, In Epistolam ad Galatas Commentarius, PG 61, 611-681; Id., Commento alla Lettera ai Galati (a cura di S. Zincone), Roma 1982; J.D.G. Dunn, Galatians (BNTC 9), Peabody 1993; G. Ebeling, La verità dell’evangelo (Dabar 7), Genova 1989; R.Y.K. Fung, The Epistle to the Galatians (NIC), Grand Rapids 1988; E. Gerolamo, Commentarium in Epistolam ad Galatas libri tres, PL 26, 331-468; G. Giavini, Galati. Libertà e legge nella Chiesa, Brescia 1983; J.M. González Ruiz, Epístola de San Pablo a los Gálatas, Madrid 1964; W. Hendriksen, Galatians, Grand Rapids (Michigan) 1968; V. Jacono, Le Epistole di San Paolo ai Romani, ai Corinti e ai Galati (La Sacra Bibbia), Torino 1952; M.-J. Lagrange, Saint Paul. Épître aux Galates (ÉB), Paris 1950; S. Légasse. L’Épître de Paul aux Galates (LD Comm. 9), Paris 2000; J.B. Lightfoot, St. Paul’s Epistle to the Galatians, London 1921; R.N. Longenecker, Galatians (WBC 41), Dallas 1990; M. Luther, Oeuvres, XV-XVI (trad. da R. H. Esnault), Genève 1969-72 (commento a Galati del 1531-1535); Id., Vorlesung über den Galaterbrief 1516-17 (a cura di H. von Schubert), Heidelberg 1918; F.J. Matera, Galatians (SP 9), Collegeville 1992; F. Mussner, La Lettera ai Galati (CTNT IX), Brescia 1987; A. Pitta, Lettera ai Galati (Scritti delle origini cristiane 9), Bologna 1996; E. Rogers MacDonald, A Semantic Structure Analysis of Galatians, Dallas 1989; H. Schlier, Lettera ai Galati, Brescia 1966; F. Sieffert, Der Brief an die Galater (KEK 7), Göttingen 1899; H.L. Strack - P. Billerbeck, Kommentar zum Neuen Testament aus Talmud und Midrasch, München 1922-1961 (Galati al vol III, pp. 535-579); Teodoreto di Ciro, Interpretatio Epistolae ad Galatas, PG 82, 459-504; Teofilatto, Commentarius in Epistolam ad Galatas, PG 124, 954-1032; A. Vanhoye, Lettera ai Galati (I libri biblici NT 8), Milano 2000; A. Viard, San Paolo. Lettera ai Galati (ed. italiana di Q. Di Giulio), Roma 1970; F. Vouga, An die Galater (Handbuch zum Neuen Testament 10), Tübingen 1998; B. Witherington, Grace in Galatia. A Commentary of Paul’s Letter to the Galatians, Edinburgh 1998; Th. Zahn, Der Brief des Paulus an die Galater, (KNT 9), Leipzig 1922.
              Altra bibliografia, più specifica, sarà presentata durante il corso

              A.M. Buscemi

        TEOLOGIA BIBLICA

        • *Teologia dei libri profetici: introduzione. Il corso esige che lo studente abbia sostenuto almeno un esame di introduzione generale all’AT ed abbia una buona conoscenza della storia del Vicino Oriente Antico. per il periodo che va dall’VIII al II sec a.C., così da essere introdotto agevolmente nel “pensiero teologico” dei libri profetici, che ne è lo scopo essenziale.
          Il corso, che sarà diviso in due parti, prevede, dopo una prima, rapida discussione sul concetto di teologia biblica, un approfondimento teologico della “parola profetica”, nei suoi momenti orale e scritto. Tratterà poi della “funzione” del profeta nei suoi rapporti con il mondo del culto veterotestamentario, con il re, con il popolo, con la storia. Accennerà anche alla dimensione letteraria degli scritti. La seconda parte svilupperà alcune tematiche rilevanti e comuni ai libri profetici, considerate nei rispettivi contesti storici.
          Oltre alla bibliografia generale, lo studente entrerà in contatto anche con altre opere, che il docente indicherà di volta in volta e sulle quali sarà anche esaminato.

            Bibl.: M. Nobile, Teologia dell’Antico Testamento (Logos - Corso di Studi Biblici 8/1), Leumann 1998; L.A. Shökel – J.L. Sicre Diaz, I Profeti, 1996; L.A. Shökel, La Parola ispirata, Brescia; Id., Manuale di poetica ebraica, Brescia 1989; J.M. Abrego de Lacy, I libri profetici, ed. italiana a cura di Antonio Zani, Brescia 1996; B. Pennacchini, Introduzione alla storia d’Israele all’epoca dell’A.T., Assisi 2000; J. Blenkinsopp, Storia della profezia in Israele (Biblioteca biblica 22), Brescia 1997.

            B. Pennacchini


        • **La dimensione cristologica della Lettera ai Colossesi. Lo scopo del corso è introdurre alla conoscenza della Lettera, studiandone in modo particolare la cristologia come tema principale. Dopo l’introduzione, che presenterà la storia dell’interpretazione, saranno trattati i seguenti temi: la problematica cristologica; la cristologia dell’inno 1,15-20; la dimensione cristologica di tutta la Lettera. Il metodo seguito prevede in primo luogo la lettura esegetica dei testi e in secondo luogo la sintesi teologica.

            Bibl.: Commenti: E. Lohse (1968/ted.; ed. it. 1976); F.F. Bruce (1984/ingl.); P. Pokorny (1987/ted.; ed. ingl. 1991); J. -N. Aletti (1993/fr.; ed. it. 1994); J.D.G. Dunn (1996/ingl.). – Monografie e articoli: J.-N. Aletti, “Colossiens: un tournant dans la christologie néotestamentaire: problèmes et propositions”, LA 49 (1999) 211-236; Id., Colossiens 1,15-20. Genre et exégèse du texte Fonction de la thématique sapientielle (AnBib 91), Roma 1981; Id., Gesù Cristo: Unità del Nuovo Testamento?, Roma 1995 (originale francese 1994); C.E. Arnold, The Colossian Syncretism. The Interface Between Christianity and Folk Belief at Colossae (WUNT 2. Reihe 77), Tübingen 1995; M.N.A. Bockmuehl, Revelation and mystery. In ancient Judaism and pauline Christianity (WUNT 2. Reihe 36), Tübingen 1990; E. Bosetti, “Codici familiari: storia della ricerca e prospettive”, RivBib 35 (1987) 129-179; A.M. Buscemi, Gli inni di Paolo. Una sinfonia a Cristo Signore (SBF Analecta 48), Jerusalem 2000; Id., San Paolo. Vita, opera, messaggio (SBF Analecta 43), Jerusalem 1996; W. Carr, Angels and Principalities. The background, meaning and development of the Pauline phrase hai archai kai hai exousiai (SNTS MS 42), Cambridge 1981; J.E. Crouch, The origin and intention of the Colossian Haustafel (FRLANT 109), Göttingen 1972; P.G. Davis, “Divine Agents, Mediators, and New Testament Christology”, JTS New (1994) 479-503; A. de Oliveira, “Christozentrik im Kolosserbrief”, in K. Scholtissek, Christologie in der Paulus-Schule. Zur Rezeptionsgeschichte des paulinischen Evangeliums (SBS 181), Leipzig 2000, 72-103; R.E. DeMaris, The Colossian Controversy. Wisdom in Dispute at Colossae (JSNT Suppl. 96), Sheffield 1994; M. Dübbers, Christologie und Existenz im Kolosserbrief (WUNT 2. Reihe 191), Tübingen 2005; J.D.G. Dunn, “The Colossian Philosophy: A Confident Jewish Apologia”, Biblica 76 (1995) 153-181; Id., La teologia dell’apostolo Paolo (Introduzione allo Studio della Bibbia. Supplementi 5), Brescia 1999; A. Feuillet, Le Christ Sagesse de Dieu d’après les épîtres pauliniennes (ÉB), Paris 1966; J.G. Gibbs, “The Cosmic Scope of Redemption According to Paul”, Biblica 56 (1975), 13-29; F. Guerra, “Col 2,14-15: Cristo, la croce e le potenze celesti”, RivBib 35 (1987) 27-50; L.R. Helyer, “Recent Research on Colossians 1:15-20 (1980-1990)”, GTJ 12 (1991) 51-67; N. Ibrahim, Gesù Cristo Signore dell'Universo - La dimensione cristologica della lettera ai Colossesi, Jerusalem 2007; A.T. Lincoln - A.J.M. Wedderburn, The Theology of the Later Pauline Letters (New Testament Theology), Cambridge 1993; A.T. Lincoln, “The Household Code and Wisdom Mode of Colossians”, JSNT 74 (1999) 93-112; F. Manns, “Col 1, 15-20: Midrash chrétien de Gen 1,1”, RevSR 53 (1979) 100-110; R. Penna, I ritratti originali di Gesù Cristo. Inizi e sviluppi della cristologia neotestamentaria. II. Gli sviluppi, Cinisello Balsamo 1999; Id., Il “mysterion” paolino. Traiettoria e costituzione (Supplementi alla RivBib 10), Brescia 1978; L. C. Reyes, “The Structure and Rhetoric of Colossians 1:15-20”, FN 12 (1999) 139-154; T.J. Sappington, Revelation and Redemption at Colossae (JSNT Suppl. 53), Sheffield 1991; E. Schweizer, “Christ in the Letter to the Colossians”, RExp 70 (1973) 451-467; S.G. Sinclair, Jesus Christ According To Paul, Berkeley 1988; G.F. Wessels, “The Eschatology of Colossians and Ephesians”, Neotestamentica 21 (1987) 183-202; R. Yates, “A Reappraisal of Colossians”, ITQ 58 (1992) 95-117; Id., “Colossians 2.15: Christ Triumphant”, NTS 37 (1991) 573-591; Id., “Colossiens 2, 14: Metaphor of Forgiveness”, Biblica 71 (1990) 248-259.

            N. Ibrahim



        • Vedi anche:

          **Proverbi 1-9.
          A Niccacci (E=TAT), p. 39.

          INTRODUZIONE E METODOLOGIA

          • *Introduzione alla metodologia esegetica dell’Antico Testamento: metodo storico-critico. Il corso è della durata di un semestre, e offre un’introduzione essenziale alla metodologia dell’esegesi veterotetamentaria, destinata agli studenti che si apprestano allo studio e alla ricerca nel campo delle scienze bibliche. Per la partecipazione è richiesta la conoscenza dei principi e procedimenti della metodologia generale e la conoscenza almeno basilare della lingua ebraica biblica. Viene offerta un’introduzione bibliografica sugli strumenti di lavoro e sui principali manuali di metodologia, con dimostrazione nella biblioteca. Segue una panoramica sulla situazione attuale nella discussione sulle basi teoriche e uno sguardo d’insieme sulla molteplicità delle proposte concrete di metodologia esegetica, vecchie e nuove. Ciò riguarda: l’origine e lo sviluppo del metodo storico-critico, i suoi scopi e limiti, poi le proposte moderne alternative di vario tipo, basate sulle nozioni di ermeneutica filosofica, linguistica, scienza della letteratura e scienza della comunicazione umana. Nella seconda e principale parte del corso vengono presentati i vari passi tradizionali del metodo storico-critico, con spiegazione teorica e alcuni esempi pratici. L’ultima parte tratta i principi e criteri della spiegazione e interpretazione dei testi biblici. Nell’esposizione della materia sarà tenuto in dovuta considerazione il documento della Pontificia Commissione Biblica: “L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa”.
            Il corso si basa essenzialmente sulle lezioni, che sono integrate dal manuale scritto offerto dal professore, per cui la partecipazione alle lezioni è richiesta. L’esame alla fine del corso sarà orale, composto da due parti: nella prima lo studente dovrà presentare autonomamente uno dei temi trattati, a sua scelta ma in coordinamento con il professore. Nella seconda parte risponderà ad alcune domande del professore per verificare l’assimilazione globale della materia.

              Bibl.: T. Vuk, Introduzione alla metodologia esegetica dell’Antico Testamento. Discussione teorica attuale e nozioni essenziali sul metodo storico-critico (Pro manuscripto), Gerusalemme 2005. Materiali integrativi saranno offerti dal professore durante il corso.
              H. Barth – O.H. Steck, Exegese des Alten Testaments. Leitfaden der Methodik. Ein Arbeitsbuch für Proseminare, Seminare und Vorlesungen, 11. ed., Neukirchen-Vluyn 1987; G. Fohrer, et al., Exegese des Alten Testaments. Einführung in die Methodik (Uni-Taschenbücher 267), 6 ed., Heidelberg 1993; P. Gillemette – M. Brisebois, Introduction aux méthodes historico-critiques (Héritage et project 35), Québec 1987 [= Introduzione ai metodi storico-critici (Studi e ricerche bibliche), Roma 1990]; O. Kaiser, “Die alttestamentliche Exegese”, in: G. Adam – O. Kaiser – W. G. Kümmel, Einführung in die exegetischen Methoden (Studium Theologie 1), München, 5 ed., 1975 (1 ed. 1963), 9-60 [“Old Testament Exegesis”, in: O. Kaiser – W. G. Kümmel (ed.), Exegetical Method. A Student Handbook. New revised ed., New York 1981, 1-41.77-101]; Pontificia commissione biblica: “L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa”, cf. Biblica 74 (1993) 451-528 [= Paris 1994 (Introduction de J.-L. Vesco); L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, Città del Vaticano: Libreria ed. Vaticana, 1993; “Die Interpretation der Bibel in der Kirche”: Bibel und Kirche 49 (1994) 181-201]; cf. anche J. A. Fitzmyer, The Biblical Commission’s Document “The Interpretation of the Bible in the Church”. Text and Commentary (Subsidia Biblica 18), Roma 1995.
              Inoltre i contributi del simposio organizzato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede: L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa. Atti del Simposio promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Roma, settembre 1999 (Atti e Documenti 11), Città del Vaticano 2001; W. Richter, Exegese als Literaturwissenschaft. Entwurf einer alttestamentlichen Literaturtheorie und Metodologie, Göttingen 1971; H. Simian-Yofre, (a cura di), Metodologia dell’Antico Testamento (Collana Studi Biblici 25), Bologna 1995; E. Zenger, “Ein Beispiel exegetischer Methoden aus dem Alten Testament”, in Einführung in die Methoden der biblischen Exegese, J. Schreiner (a cura di), Würzburg - Innsbruck 1971, 97-148 [= “Ejemplo de crítica textual bíblica”, in: Introducción a los métodos de la exégesis bíblica, J. Schreiner (a cura di) (Biblioteca Herder. Sección de Sagrada Escritura 138), Barcelona 1974, 113-128].

              T. Vuk


          • *Introduzione NT. S. Paolo: vita, opera e messaggio
            Requisiti. Come un corso introduttivo, non si richiede alcun requisito speciale.
            Scopo generale del corso. Avviamento dello studente alla conoscenza sui problemi riguardanti: a) la vita di Paolo: le fonti e la loro problematica; da Tarso a Damasco: la formazione di Paolo e il suo “vivere nel giudaismo”; l’evento di Damasco; il primo apostolato; l’ambiente storico e socio-culturale dei “viaggi paolini”; i tre grandi viaggi missionari; da Cesarea a Roma; b) le lettere paoline: problemi di autenticità e di cronologia; struttura delle lettere autentiche; il messaggio di Paolo nelle singole lettere.
            Tipo di corso, metodologia di insegnamento e supporti didattici usati. Corso con supporto del libro del professore: S. Paolo: vita, opera e messaggio, Jerusalem 1997.2, schemi e proiezioni (se possibile).
            Metodo di valutazione finale dello studente esaminando. Esame orale.

              Bibl.: A. Sacchi e collaboratori, Lettere paoline e altre lettere (Logos 6), Leumann 1996; R. Fabris - G. Barbaglio, Le lettere di Paolo, Roma 1980; A.M. Buscemi, Paolo. Vita, opera e messaggio, Jerusalem 1996; Id., Esegesi brani scelti (Dispensa accademica), Roma 2003; R. Fabris, Paolo, l’apostolo delle genti, Milano 1997.
              Altra bibliografia sarà data lungo il corso.

              A.M. Buscemi

          Vedi anche:

            *Teologia dei libri profetici: introduzione: B. Pennacchini (TAT=IAT), p. 46.
            *Il periodo crociato in Terra Santa: G. Loche (A=INT), p. 55.
            **Archeologia paleocristiana: E. Alliata (A=INT), p. 56.

          ERMENEUTICA E STORIA DELL'ESEGESI

          • *Ermeneutica giudaica.

            Scopo del corso e metodologia. Con la lettura dei testi intertestamentari gli studenti sono introdotti ai diversi movimenti del giudaismo del primo secolo e alla scoperta dalle varietà dell’ermeneutica giudaica (apocalittica, essena, farisaica).
            Requisiti. Conoscenza elementare dell’ebraico e del greco.

              Bibl.: P. Grech, “L’ermeneutica biblica nel XX secolo”, StPat 41 (1994) 399-411; G. Segalla, “Ermeneutica biblica. Alla ricerca di chiavi per l’interpretazione della sacra Scrittura”, StPat 45 (1998) 57-84; R. Bloch, “Note méthodologique pour l’étude de la littérature rabbinique”, RSR 43 (1955) 194-227; F. García Martínez - E.J.C.Tigchelaar, The Dead Sea Scolls, Study Edition, vol 1, Brill; Leiden - New York - Köln 1997, vol. 2: 1998; B. Gerhardsson, Memory and Manuscript. Oral Tradition and Written Transmission in Rabbinic Judaism and Early Christianity (Acta Seminarii neotestamentici Upsaliensis 22), Seminarium neotestamenticum Upsaliensis, Uppsala 1961, 85; J.W. Bowker, The Targums and Rabbinic Literature, Cambridge 1969; L.H. Feldman, “Josephus as a Biblical Interpreter: The ‘Aqeda’”, JQR 75 (1984-85) 212-225; J.H. Charlesworth, The Old Testament Pseudepigrapha, 2 vol., New York 1983-85; A. Dupont-Sommer - M. Philonenko (a cura di), La Bible. Ecrits intertestamentaires, Paris 1987.

              F. Manns

          AMBIENTE BIBLICO

          • *Geografia biblica. Il corso, che intende introdurre lo studente alla conoscenza del metodo e dell’ambito della disciplina come si è andato definendo attraverso i secoli, è strutturato in quattro parti.
            Nella prima parte con un excursus bibliografico si cerca di definire il metodo di ricerca utilizzato dagli autori a cominciare dall’Onomasticon di Eusebio di Cesarea (fine III inizi IV secolo) messo in relazione con la Tabula Peutingeriana dell’impero romano. Un rilievo particolare si dà alla Carta musiva della Terra Promessa di Madaba (VI sec.) passando poi agli itinerari dei pellegrini cristiani bizantini e medievali, ai trattati dei geografi musulmani e alle descrizioni dei rabbini ebrei fino al nascere della Palestinologia francescana del XVI-XVII secolo che ha la sua massima espressione nell’Elucidatio Terrae Sanctae di padre Francesco Quaresmi (Anversa 1639). Il Reland introduce il periodo degli ‘antiquari’ seguito dai risultati scientifici della spedizione in Oriente di Napoleone (1798) che introduce il periodo moderno con gli esploratori (Seetzen, Burkhardt e Robinson della prima metà del XIX secolo, i membri del Palestine Exploration Fund della seconda metà e gli archeologi del XIX-XX secolo). Come pubblicazione di arrivo a livello metodologico si cita F.-M. Abel, La Géographie de la Palestine, I-II, Paris 1936.
            La seconda parte è dedicata alla definizione delle terre bibliche e ad una rapida descrizione della Siria-Palestina sotto l’aspetto fisico.
            La terza parte è dedicata all’excursus riguardante la Siria-Palestina nei testi extra biblici egiziani e mesopotamici del III-II millennio a.C. fino all’epoca assira nel I millennio soffermandosi su alcuni nomi: Terra dei Filistei, Terra degli Amorrei e Terra di Canaan.
            La quarta parte è dedicata al Canaan/Terra Promessa ai Padri nei testi biblici iniziando da Nm 34 - Ez 47 (confini della Terra Promessa); il territorio diviso tra le tribù (Gs 14-17); il Paese conquistato e quello restato fuori (Gs 13,1-6; Gdc 1,27-34); il regno di Davide e Salomone come realizzazione della Promessa.
            • Bibl.: F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, I-II, Paris 1936; E. Orni - E. Efrat, Geography of Israel, Jerusalem 1966; Y. Aharoni, The Land of the Bible, A Historical Geography, London 1967; M. Avi-Yonah, The Holy Land from the Persian to the Arab Conquests (536 B.C. to A.D. 640). A Historical Geography, Grand Rapids 1966; D. Baly, The Geography of the Bible. A Study in Historical Geography, New York 1957; N.P. Lemche, The Canaanites and their Land. The Tradition of the Canaanites, Sheffield 1991.

              M. Piccirillo


          • *Storia biblica. La comunità di Gerusalemme in epoca ellenistica. Il corso inizierà con una breve introduzione dedicata alla medinat Yhwd del periodo persiano e alle sue istituzioni politiche e religiose conosciute dai testi biblici di Esdra e Neemia, dai profeti Zaccaria e Aggeo e dalle fonti extrabibliche.
            Passerà poi a trattare della nascita dell’impero macedone di Alessandro Magno con la conquista dell’impero persiano e della Siria-Palestina e della divisione dell’immenso territorio tra i generali del despota macedone, con la Siria-Palestina contesa tra i Tolomei d’Egitto e i Seleucidi di Antiochia.
            In generale si approfondirà lo studio dell’assetto territoriale dei due regni e la fondazione delle poleis/città greche, con la nascita della cultura ellenistica. Il concetto di polis verrà trattato a livello urbanistico e sotto l’aspetto culturale con le istituzioni che la governavano.
            Il periodo di governo tolomaico e le sue ripercussioni in territorio palestinese con la divisione amministrativa e l’esazione delle tasse. In tale contesto verranno approfonditi i papiri detti di Zenone, funzionario esattore di Tolomeo II Filadelfo, trovati a Filadelfia d’Egitto e i suoi rapporti con la famiglia dei Tobiadi nell’Ammonitide. A livello archeologico di grande importanza il sito e il complesso palaziale dei Tobiadi a Iraq al-Amir in Giordania. In questo periodo viene posto il grande lavoro della traduzione del testo biblico in greco (La Lettera di Aristea a Filocrate).
            Il periodo di governo seleucide della Celesiria iniziato dopo la battaglia di Paneas del 198 con vittoria di Antioco III, vive all’ombra di Roma che incalza Annibale in fuga. Entrano in vigore i privilegi concessi dal re alla comunità di Gerusalemme.
            Un nuovo periodo inizia con la sconfitta di Antioco III da parte dei Romani. Le onerose condizioni di pace imposte dal vincitore condizioneranno pesantemente la politica di Seleuco IV e di Antioco IV. In questo contesto si pone il racconto di I e II Maccabei: l’ellenizzazione forzata in Giudea, il ruolo avuto dai Sommi Sacerdoti di Gerusalemme in lotta per il potere, la ribellione di Mattatia e dei suoi figli: Giuda, Simone e Giovanni.
            Dalla lotta per la libertà sulla montagna intorno a Gerusalemme si passa all’espansionismo territoriale del regno di Giudea al tempo di Giovanni Ircano, Aristobulo e di Alessandro Janneo terminato con il regno della regina Alessandra/Salome.

              Bibl.: G. Flavio, La guerra giudaica (66-70); Id., Le antichità giudaiche; A. Soggin, Storia d’Israele, dalle origini a Bar Kochba, Brescia 1984; F.M. Abel, Histoire de la Palestine depuis la conquete d’Alexandre jusqu’à l’invasion arabe, I-II, 1952; E. Schürer, Geschichte des Jüdischen Volkes im Zeitalter Jesu Christi, I-II-III, 1901, (trad. italiana, Storia del popolo giudaico al tempo di Gesù Cristo, 1985-1987); C. Orrieux, Les Papyrus de Zenon, Deucalion 1983; La Lettera di Aristea a Filocrate, (Introduzione, Testo, Versione e Commento di R. Tramontano), Napoli 1931; M. Adinolfi, Questioni di storia e di storiografia, Brescia 1969; H.I. Marrou, Storia dell’educazione nell’antichità, Roma 1966; H.H. Schmitt - E. Vogt, Lexicon des Hellenismus. Herausgegeben, Wiesbaden 2005; H. Simon, Les Sectes Juives au temps de Jésus, PUF 1960.

              M. Piccirillo


          • *Il periodo crociato in Terra Santa.
            Requisiti: Si consiglia lo studio o una attenta rilettura di qualche monografia sul periodo storico in questione (sia per l’ambito civile che religioso), per inquadrarlo bene nel suo contesto.
            Descrizione: Nella plurimillenaria storia della terra di Israele e Palestina si inserisce il complesso fenomeno delle Crociate. Questo termine è però un’espressione usata solo dalla metà del XIII secolo per indicare le “guerre sante” contro i nemici della Chiesa e della Cristianità (eretici, musulmani, Turchi), mentre il termine più antico indicato per questo movimento era iter Hierosolymitanum oppure via Sancti Sepulcri, ossia un “viaggio-pellegrinaggio”, fatto con le armi, a Gerusalemme alla riconquista del Santo Sepolcro.
            Tipo di corso: Il corso si propone, in particolare, di esaminare questo movimento a partire dalle evidenze archeologiche (architettura, scultura, etc.) e da alcune fonti letterarie che ci aiuteranno ad individuare quali fossero, per esempio, i luoghi santi (alcuni anche nuovi, come Abu Gosh, legato alle vicende evangeliche di Emmaus) maggiormente conosciuti, in sintonia con la tradizione biblica.
            Metodo di valutazione finale: Lavoro scritto e prova orale.
            • Bibl.: Un manuale a scelta sulla Storia del Cristianesimo e/o Storia Medievale; S. De Sandoli, Itinera Hierosolymitana Crucesignatorum (saec. XII-XIII), voll. I-IV, (SBF Collectio Maior 24), Jerusalem 1978-1984; F. Gabrieli, Storici arabi delle Crociate (Nuova Universale Einaudi 34), Torino 1969; D. Pringle, The Churches of the Crusader Kindom of Jerusalem, Cambridge 1993; D. Pringle - J. Cartledge - J. Hanbury-Tenison - R.N.L.B. Hubbard - J. McKay - Y. Meshorer - D.S. Richards - P. Leach, The Red Tower (al-Burj al-Ahmar). Settlement in the Plain of Sharon at the Time of the Crusaders and Mamluks A.D. 1099-1516 (Monograph Series 1), Jerusalem 1986; A.J. Boas, Jerusalem in the Time of the Crusades. Society, Landscape and Art in the Holy City under Frankish Rule, London - New York 2001. Altra bibliografia verrà indicata durante il corso.

              G. Loche


          • **Archeologia paleocristiana. Gerusalemme nella tradizione cristiana antica. Prime comunità cristiane a Gerusalemme: storia, tradizione e archeologia. Gerusalemme come apparve agli occhi dei suoi antichi abitanti, così come a quelli dei pellegrini e visitatori cristiani anteriori al quinto secolo.

              Bibl.: M. Küchler, Orte und Landschaften der Bibel, Band 4,2: Jerusalem. Ein Handbuch und Studienreiseführer zum Heiligen Stadt, Göttingen 2007; G. Bissoli (a cura di), Gerusalemme realtà sogni e speranze, Jerusalem 1996; L.J. Hoppe, The Holy City. Jerusalem in the theology of the Old Testament, 2000; M.C. Paczkowski, “Gerusalemme negli scrittori cristiani del II-III secolo”, LA 45 (1995) 165-202; J. Wilkinson, Jerusalem as Jesus knew it, London 1982 (ed. francese 1981; italiana 1981,1999; spagnola 1990); L.-H. Vincent - F.-M. Abel, Jérusalem: Recherches de topographie d’archéologie et d’histoire. Tome second: Jérusalem nouvelle, Paris 1914-1926.

              E. Alliata

          SEMINARI

          • *Lettera di Giacomo. Da oltre un trentennio la struttura della Lettera di Giacomo è oggetto di minuziose analisi da parte degli studiosi. Il vivace dibattito ha portato a rivedere la posizione di M. Dibelius (1921) che aveva dominato il campo e che da alcuni è ancora sostenuta e difesa.
            Scopo del seminario è introdurre alla conoscenza specifica di questo problema mediante la verifica dei metodi applicati, dei progressi raggiunti e dei punti di convergenza e divergenza tra gli autori.
            Nelle prime due sessioni il docente presenterà il tema orientando gli studenti nella lettura di alcuni commenti principali di Gc e degli studi specifici sulla sua struttura letteraria. Nelle altre sessioni i partecipanti presenteranno uno studio particolare scelto di comune accordo. Per la propria relazione di seminario, ciascun studente preparerà una sintesi scritta di una o due pagine, che sarà distribuita ai partecipanti.
            Come preparazione è raccomandata la familiarizzazione con il testo greco della Lettera. È disponibile un sussidio del docente con traduzione e analisi sintattica del testo.

              Bibl.: G.C. Bottini, Giacomo e la sua lettera. Una introduzione (SBF Analecta 50), Jerusalem 2000; L.L. Cheung, The Genre, Composition and Hermeneutics of James (Paternoster Biblical and Theological Monographs), Carlisle – Waynesboro 2003; T.C. Penner, “The Epistle of James in Current Research”, Currents in Biblical Research 7 (1999) 257-308; M.E. Taylor – G. H. Guthrie, “The Structure of James”, The Catholic Biblical Quarterly 68 (2006) 681-705.

              G.C. Bottini


          • *Lucerne di periodo arabo (VII – IX sec.): contesti ed evoluzione tipologico-decorativa. Il seminario è rivolto a studenti interessati ad approfondire le conoscenze sulla storia e l’archeologia del periodo arabo antico nella regione siro-palestinese. Durante le lezioni gli studenti impareranno a riconoscere, analizzare e classificare reperti fittili, in particolare le lucerne. Si prenderanno in esame classi di lucerne appartenenti al periodo arabo antico per evidenziare i contesti in cui venivano usate e la loro evoluzione tipologica e decorativa. Verranno analizzati gli elementi di continuità e discontinuità con i tipi più noti di lucerne di epoca bizantina. Al termine lo studente dovrà essere in grado, con un esame orale o un elaborato scritto, di ripercorrere l’iter evolutivo di uno o più tipi di lucerne.

              Bibl.: B. Bagatti, “Lucerne fittili di Palestina dei secoli VII-VIII”, RAC 40 (1964) 253-269; S. Loffreda, Cafarnao II. La ceramica, Jerusalem 1974; M. Arndt., “Lucerne arabe con decorazione a vite dallo scavo della Probatica (1956-1967)”, LA 37 (1987) 241-189; Y. Israeli - U. Avida, Oil-Lamps from Eretz Israel. The Louis and Carmen Warschaw Collection at the Israel Museum, Jerusalem, Jerusalem 1988; N. Adler, A Comprehensive Catalog of Oil Lamps of the Holy Land from the Adler Collection, Jerusalem 2004; C. Pappalardo, “Lucerne di periodo arabo (VII – IX sec.) rinvenute negli scavi di Umm al-Rasas – Kastron Mefaa e della regione del Nebo in Giordania”, LA 56 (2006) in corso di stampa.

              C. Pappalardo


          • *Atti degli Apostoli. Scopo del seminario è introdurre alla conoscenza degli orientamenti attuali nello studio degli Atti degli Apostoli.
            Nelle prime due sessioni il docente presenterà le questioni principali e offrirà alcuni suggerimenti per il lavoro degli studenti. I partecipanti presenteranno uno studio particolare scelto di comune accordo. Per la propria relazione di seminario, ogni studente preparerà una sintesi scritta di una o due pagine, che sarà distribuita ai partecipanti.

              Bibl.: Commenti recenti ad Atti degli Apostoli: C.K. Barrett (1994 & 1998 / ingl.); J.A. Fitzmyer (1998 / ingl.); J. Jervell (1998 / ted.); G. Rossé (1998 / it.); C.H. Talbert (1997 / ingl.). Monografie e articoli dal 1990 in ordine cronologico: E. Richard (a cura di), New Views on Luke and Acts, Collegeville 1990; M.A. Powell, What Are They Saying about Acts?, New York 1991; F. Bovon, “Studies in Luke-Acts: Retrospect and Prospect”, Harvard Theological Review 85 (1992) 175-196 = Revue de Théologie et Philosophie 125 (1993) 113-135; M. Dumais, “Les Actes des Apôtres. Bilan et orientations”, in: M. Gourgues – L. Laberge (a cura di), “De bien des manières.” La recherche biblique aux abords du XXe siècle (Lectio divina 163), Paris 1995, 307-364; E. Rasco, “Le tappe fondamentali della ricerca sugli Atti degli Apostoli”, Gregorianum 78 (1997) 5-32; P. Tremolada, “La teologia di Luca (1986-1996)”, La Scuola Cattolica 126 (1998) 59-108; J. Verheyden (a cura di), The Unity of Luke-Acts (BETL 142), Leuven 1999 (vari studi che fanno il punto su temi particolari); N. Casalini, “Nuovi commentari agli Atti degli Apostoli. Saggio bibliografico”, LA 52 (2002) 175-216; B. Marshall, “Acts in Current Study”, Expository Times 115 (2004) 49-52; O. Flichy, “État des recherches actuelles sur les Actes des Apôtres”, in: M. Berder (dir.), Les Actes des Apôtres. Histoire, récit, théologie. XXe congrés de l’ACFEB (Angers 2003) (Lectio divina 199), Paris 2005, 13-42; P.E. Spencer, “The Unity of Luke-Acts: A Four-Boulted Hermeneutical Hinge”, Currents in Biblical Research 5 (2007) 341-366; tre articoli su Lc-At in: Journal for the Study of the N.T. 29 (2007) 425-472.

              G.C. Bottini


          • **La Pasqua Ebraica: Sviluppo storico-teologico nei testi legali. Le differenti raccolte di testi legali del Pentateuco rappresentano stadi diversi del diritto israelita e offrono un sicuro punto di riferimento per l’interpretazione diacronica dei primi cinque libri della Bibbia. Il seminario tiene conto della discussione sulla formazione del Pentateuco (la teoria classica delle fonti e il dibattito recente dal 1975 in poi) e intende introdurre i partecipanti all’approccio critico della Torah a partire dai testi legali, ripercorrendo lo sviluppo della festa degli Azzimi-Pasqua presente nei cinque calendari liturgici: codice dell’Alleanza (Es 23,14.15.18), codice cultuale (Es 34,18.25), codice di santità (Lv 23,4-8), codice sacerdotale (Nm 28,16-25), codice deuteronomico (Dt 16,1-8).
            La prima parte consiste nella lettura sinottica, tenuta dal docente, dei testi riguardanti le prescrizioni. Lo scopo è di evidenziare il lungo sviluppo letterario e storico della celebrazione della Pasqua così com’è attestato dalle fonti preesistenti al Pentateuco e di discuterne anche la cronologia. In un secondo momento gli studenti, previo accordo con il docente, potranno scegliere e approfondire un argomento inerente il tema del corso. Le linee guida della ricerca dovranno dare un adeguato rilievo alla tradizione letteraria e teologica dell’argomento scelto, evidenziando e discutendo i testi e le fonti in cui è presente. I partecipanti possono presentare oralmente in aula la propria ricerca o consegnare un lavoro scritto al docente. È consigliata la frequenza costante alle sedute seminariali.
            Il voto finale sarà stabilito sulla base della valutazione delle capacità metodologiche e critiche che i singoli studenti dimostreranno di possedere.

              Bibl.: R. De Vaux, “Pasqua”, in Le istituzioni dell’Antico Testamento, Torino 1965, 762-767; H. Haag, De la antigua a la nueva Pascua. Historia y teología de la fiesta pascual, Salamanca 1980 (originale tedesco 1971); B.N. Wambacq, “Les origines de la Pesah israélite”, Bib 57 (1976) 206-224; “Les massot”, Bib 61 (1980) 31-54; “Pesah, Massot”, Bib 62 (1981) 499-518; J. Henninger, Les fêtes de printemps chez les sémites et la Pâque israélite, Paris 1975; S. Ros Garmendia, La Pascua en el Antiguo Testamento. Estudio de los textos pascuales del A.T. a la luz de la crítica literaria y de la historia de la tradición, Vitoria 1978.

              J. Velasco


          • **Turchia. Storia dell’Anatolia, gli Ittiti, regni di Urartu, dei Frigi, di Lydia. Dominio persiano, età ellenistica, romana e bizantina. Periodo selgiuchide ed ottomano. Turchia della costa egea e del sud. Il seminario è obbligatorio per chi intende partecipare all’escursione in Turchia

              Bibl.: M. Adinolfi, La Turchia greco-islamica di Paolo e Giovanni, Brescia 1971; L. Padovese - A. Dalbesio - O. Granella - F. Alani, Turchia: i luoghi delle origini cristiane, Piemme 1989; E. Akurgal, Ancient Civilization and Ruins of Turkey, Istanbul 1993; sito web dello SBF.

              F. Manns

          ESCURSIONI

          - I -


          • */**Escursioni settimanali in Gerusalemme e dintorni. Giro panoramico delle mura della città vecchia. La città di Davide. Siloe. Aceldama. Il monte del tempio. Scavi a sud dell’Aqsa. Il quartiere giudaico. Scavi di Avigad. L’area della Flagellazione e la fortezza Antonia. La Via Crucis e il S. Sepolcro. S. Anna e la probatica. Tombe reali, S. Stefano, Garden Tomb. Getsemani: Tomba della Vergine, Grotta e Basilica dell’Agonia. Dominus Flevit, Pater, Ascensione. Betania, Betfage. Mamilla, Monastero della S. Croce. Ain Karem. Betlemme.

              Bibl.: S. Loffreda, Topografia di Gerusalemme (fino al 70 d.C.) dispensa SBF; E. Alliata, Topografia cristiana della Palestina. I; Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF); Id., Gerusalemme. Escursioni in Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF - trascrizione di M. Crimella); sito web dello SBF.

              E. Alliata - C. Pappalardo

          - II -


          • */**Escursioni bibliche quindicinali. Escursioni Bibliche in Samaria, Giudea e Neghev.

              Bibl.: Dispense del professore; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002

              P. Kaswalder


          • *Escursione in Galilea e Golan.
            1. Valle di Esdrelon: visita di Bet Alfa, Tel Jizreel e al-Muhraqa sul Monte Carmelo.
            2. Galilea centrale: visita di Nazaret, Cana di Galilea, Monte Tabor e Naim.
            3. Territorio di Asher: visita di Sefforis, Bet Shearim, Acco.
            4. Lago di Galilea: visite di Hamat-Tiberias, S. Pietro in Tiberiade, Ginnosar, et-Tabgha (Moltiplicazione, Primato), Monte delle Beatitudini, Corazin, Cafarnao.
            5. Alture del Golan: visita di Hammat-Gader, Hippos, Kursi, Betsaida Iulia, Katzrin, Monte Hermon. Nella Valle di Hule con visite a Tel Dan e Banias.
            6. Alta Galilea: visite di Hazor, Safed, Kfar Baram, el-Jish (Giscala), Kadesh di Galilea.

              Bibl.: Dispense del professore; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002.

              P. Kaswalder


          • **Escursione in Giordania.
            1. Valle del Giordano: visite a Pella (Tabqat Fahil), Tell es-Saidiyeh, Tell el-Mazar, Tell Deir Allah, Sapsafas.
            2. Decapoli: visite di Gerasa, Ajlun, Irbed, Gadara (Umm Qais), Abila e Umm el-Jimal. Visita ai castelli omayyadi: Qasar el-Hallabat, Kharaneh, Quseir Amra.
            3. Altopiano: visita a Sahab, Tell el-Umeiri, Tell Hesban, Khirbet el-Mukhayyet, Ayoun Musa, Monte Nebo (Memoriale di Mosè), Main, Macheronte (Jebel Mishnaqa).
            4. Mishor di Moab: visite a Madaba, Umm er-Rasas (Mefaat), Khirbet Arair, Wadi Mujib, Tell Dhiban.
            5. Lungo il Mar Morto: visite a Teleilat el-Ghassul, Calliroe (Hammam ez-Zara), Wadi Zarqa, Bab edh-Dhra, Deir Ayn Abata (San Lot), al-Kerak.
            6. Lungo la Via Regia: visite a Balua, al-Qasr, el-Lejjun, el-Medeiyneh, Dhat Ras, Tafileh, Buseirah, Shobak, Petra.
            7. Amman: visita al Foro, al Museo Archeologico e alla Cittadella (al-Qalaa). Nei dintorni di Amman: visita a Wadi es-Sir (Iazer) e Iraq el-Amir (Birta degli ammoniti).
              • Bibl.: P. Kaswalder - E. Bosetti, Sulle orme di Mosè. Egitto, Sinai, Giordania. Nuova Guida biblica e archeologica, Bologna 2000; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002..

                P. Kaswalder

              Le Escursioni Bibliche su indicate (I e II) sono obbligatorie e costituiscono un momento qualificante della preparazione offerta agli studenti di Scienze Bibliche. Le visite, distribuite secondo un calendario biennale, hanno lo scopo di far conoscere agli studenti le regioni e i siti biblici principali. Gran parte delle visite si sofferma sugli aspetti dell’archeologia biblica: scavi, risultati, discussioni accademiche relative ai ritrovamenti principali. Costanti sono i riferimenti letterari, storici e geografici che arricchiscono la storia dei singoli siti. Al termine dei corsi gli studenti dovranno sostenere un esame orale o scritto.

            - III -


            • Escursione in Turchia. (Vedi: Seminario “Turchia”).

              F. Manns

            NB: Iscrizioni all’anno accademico: 2-20 ottobre

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            Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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