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Programma Anno Accademico 2006-2007

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DESCRIZIONE DELLE MATERIE
  Lingue bibliche
  Esegesi AT
  Esegesi NT
  Teologia Biblica
  Corsi di introduzione e metodologia
  Storia dell'esegesi
  Ambiente biblico
  Seminari
  Escursioni

Note: MOST courses are held in Italian

Programma dell'anno accademico 2006-2007

DESCRIZIONE DELLE MATERIE

LINGUE BIBLICHE

  • */**Morfologia ebraica. La materia è distribuita in quattro ore settimanali di lezione per la durata dell’intero anno accademico (circa 100 ore effettive). Scopo del corso: presentazione graduale della grammatica dell’ebraico biblico nei suoi principali aspetti ortografici, fonologici, morfologici e sintattici (solo elementi). Programma dettagliato (I semestre): A) Fonologia (consonanti, vocali, sillabe, accenti biblici); B) Morfologia (articolo, preposizioni e particelle, pronomi, sostantivi, aggettivi, verbo forte [le sette coniugazioni o costruzioni, tempi e modi, il waw “inversivo”, i suffissi al verbo]. II semestre: verbo debole [di I alef, I nun, I waw/yod; di II waw/yod, verbi geminati, di III alef, di III he, forme apocopate, verbi appartenenti a più classi], numerali); C) Sintassi (alcune nozioni di sintassi: la sequenza narrativa); D) introduzione pratica alla massorah (BHS); E) uso delle concordanze bibliche. Lo studente è tenuto a svolgere gli esercizi contenuti nel manuale, a tradurre e analizzare brani scelti e i libri di Rut e Giona per intero.
    La preparazione degli studenti verrà saggiata tramite test settimanali che sostituiranno l’esame finale.

      Bibl.: G. Deiana - A. Spreafico, Guida allo studio dell’ebraico biblico, Roma 1992 (terza edizione e ristampe successive; con chiave degli esercizi e sussidio audio); A. Niccacci - M. Pazzini, Il Rotolo di Rut - twr  tlgm - Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001 (analisi morfologica pp. 29-78); A. Niccacci - M. Pazzini - R. Tadiello, Il Libro di Giona - hnwy  rps - Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004 (analisi morfologica pp. 21-51); M. Pazzini, “La Massorah del libro di Rut”, LA 51 (2001) 31-54; M. Pazzini, “La Massorah del libro di Giona”, LA 52 (2002) 103-116 (entrambi disponibili anche in rete); M. Pazzini, “La Concordanza ebraico-aramaica di Abraham Even Shoshan. Criteri di composizione e guida pratica all’uso”, Vivarium 13 (2003) 399-413 (disponibile anche in rete); dispense del docente. Per la consultazione: P. Joüon - T. Muraoka, A Grammar of Biblical Hebrew. Part One: Orthography and Phonetics; Part Two: Morphology. Part Three: Syntax, Paradigms and Indices, 2 voll., Roma 1991; F. Brown - S.R. Driver - C.A. Briggs (BDB), Hebrew and English Lexicon with an Appendix containing the Biblical Aramaic, Oxford 1907 [l’edizione americana (Peabody 1979) contiene aggiunte e miglioramenti]; A. Even-Shoshan, A New Concordance of the Bible. Thesaurus of the Bible Hebrew and Aramaic Roots, Words, Proper Names Phrases and Synonyms, Jerusalem 1981 (III ed. in tre diversi formati). Altra bibliografia (grammatiche, dizionari e concordanze) sarà fornita all’inizio del corso. Lo studente è tenuto a procurarsi un’edizione della Biblia Hebraica Stuttgartensia (BHS; quinta edizione, a cura di A. Schenker, 1997).

      M. Pazzini


  • */**Ebraico A-B.
    Lettura di testi di prosa e di poesia con la guida di una dispensa del professore (abbreviazione della sua Sintassi del verbo). Dopo una rapida presentazione della teoria, il corso consiste essenzialmente nella lettura continua di testi.
    Dopo una breve presentazione della teoria sul sistema verbale dell’ebraico biblico secondo il modello elaborato del professore, il corso consiste essenzialmente nella lettura di testi biblici continui, piuttosto che di passi singoli, sia di prosa che di poesia. Lo scopo è introdurre gli studenti del corso di Licenza che hanno una sufficiente conoscenza della morfologia ebraica all’analisi delle singole proposizioni, della funzione loro propria e in rapporto con le altre nel testo secondo il metodo della linguistica testuale delineato da H. Weinrich, Tempus. Si intende mostrare che questo tipo di analisi costituisce la base per una corretta esegesi.

      Bibl.: A. Niccacci, Sintassi del verbo ebraico nella prosa biblica classica, Jerusalem 1986 (ed. italiana in revisione; ed. inglese aumentata, 1990; ed. spagnola corretta e aggiornata, 2002); Lettura sintattica della prosa ebraico-biblica. Principi e applicazioni, Jerusalem 1990; W.G.E. Watson, Classical Hebrew Poetry, Sheffield 1984.

      A. Niccacci


    *Sintassi ebraica (elementare) C.

    Requisiti. Corso di sintassi ebraica A-B.
    Scopo generale del corso. Il corso si propone di aiutare gli studenti a familiarizzare con i vari aspetti dell’analisi testuale dell’ebraico biblico, mediante: 1) Continuazione dello studio della grammatica ebraica; sarà posta enfasi sul lavoro dei masoreti e sul rapporto tra le varie parti della proposizione e saranno presentati modelli per l’analisi del sistema verbale alternativi a quello studiato finora. 2) Allargamento dell’orizzonte andando oltre l’ebraico biblico della tradizione masoretica leggendo alcuni salmi della seconda colonna dell’Esapla d’Origene. 3) Approfondimento dei vari aspetti grammaticali attraverso la lettura dei seguenti brani: Es 20; Nm 23 e 24; Gdc 4 e 5; Is 7; Sal 29; 30; 31; 32 e 35; Ne 2.
    Tipo di corso. Il corso è estensivo: due lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 26 ore in un semestre.
    Metodologia d’insegnamento. Presentazione delle questioni grammaticali da parte del docente; lettura guidata di testi ebraici preparati prima dallo studente.
    Valutazione finale. Gli studenti possono scegliere tra due modalità di esame: a) esame orale (due parti: interrogazione su un testo scelto dallo studente; interrogazione su un testo biblico non studiato prima); b) lavoro scritto (analisi grammaticale di un testo biblico scelto dallo studente).

      Bibl.: J. Dubois (a cura di) Dizionario linguistico, Bologna 1994; A. Hurvitz, “Linguistic Criteria for Dating Problematic Biblical Texts”, Hebrew Abstracts 14 (1973) 74-79; L. Mcfall, The Enigma of the Hebrew Verbal System: Solutions from Ewald to the Present Day, Sheffield 1982; G. Mercati (ed.), Psalterii Hexapli Reliquiae (Codices ex ecclesiasticis Italiae bybliothecis delecti phototypice expressi, 8), Vaticanus 1958/1965; B. K. Waltke - M. O’Connor, An Introduction to Biblical Hebrew Syntax, Winona Lake 1990; I. Yeivin, Introduction to the Tiberian Masorah (Masoretic Studies 5), Atlanta 1980.
      Altra bibliografia sarà fornita all’inizio del corso. Dispensa del docente.

      G. Geiger


  • */**Ebraico sintassi, corso avanzato.
    La prosa biblica. Sintassi del verbo secondo la “linguistica testuale” di H. Weinrich applicata all’ebraico: narrazione e discorso. La proposizione. La narrazione ebraica: inizio, prosecuzione; catena narrativa e sue interruzioni; livelli narrativi. – La poesia biblica. Criteri per distinguerla dalla prosa. Principi costitutivi del verso: parallelismo e tecniche compositive. Il valore delle forme verbali. – L’esposizione teorica viene affiancata dalla lettura di testi di prosa e poesia.
    Il corso intende condurre gli studenti del corso di Dottorato ad approfondire la funzione delle strutture fondamentali dell’ebraico biblico. Passando da esempi chiari a esempi più complessi e difficili, si cerca di identificare le funzioni proprie di ogni costruzione verbale e non verbale, utilizzando una metodologia dal basso verso l’alto, cioè dal livello grammaticale a quello sintattico e infine a quello testuale, e fondando saldamente l’uno sull’altro in vista di scoprire, per quanto possibile, la coerenza del sistema nei due generi fondamentali della prosa: la narrazione storica e il discorso diretto. L’introduzione alla poesia intende individuare i fenomeni tipici di questo genere rispetto alla prosa, in particolare il modo di procedere per segmenti paralleli piuttosto che per una sequenza lineare delle informazioni. Si mostrerà che, tenuto conto dei fenomeni propri, la poesia utilizza il medesimo sistema verbale della prosa, specificamente del discorso diretto.

      Bibl.: A. Niccacci, Sintassi del verbo ebraico nella prosa biblica classica, Jerusalem 1986 (ed. italiana in revisione; ed. inglese aumentata, 1990; ed. spagnola corretta e aggiornata, 2002); Lettura sintattica della prosa ebraico-biblica. Principi e applicazioni, Jerusalem 1990; con M. Pazzini, Il rotolo di Rut. Analisi del testo ebraico, Jerusalem 2001; con M. Pazzini - R. Tadiello, Il libro di Giona. Analisi del testo ebraico e del racconto, Jerusalem 2004; W.G.E. Watson, Classical Hebrew Poetry, Sheffield 1984; Traditional Techniques in Classical Hebrew Verse, Sheffield 1994; H. Weinrich, Tempus. Le funzioni dei tempi nel testo, 4 ed., Bologna 1985 (nuova ed., 2004).

      A. Niccacci


  • */**Morfologia greca.
    Requisiti. Il corso è destinato agli studenti che hanno seguito almeno un corso annuale di lingua latina (cf. Norme Generali n. 5) ma nessun corso di lingua greca, o che non hanno superato il test di morfologia greca (cf. Norme Generali n. 21).
    Scopo. Il corso ha lo scopo di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della morfologia della grecità biblica e dell’analisi delle varie parti del discorso. È data particolare importanza all’esercizio della lettura.
    Tipo di corso. Il corso è estensivo: cinque lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 130 ore in un anno.
    Metodologia d’insegnamento. Le lezioni hanno un’impostazione dialogica. Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario delle lezioni. Durante l’anno gli studenti vengono esaminati sia oralmente, sugli esercizi assegnati di volta in volta, sia per iscritto mediante test svolti senza l’ausilio di vocabolario. Ogni test riguarda la materia trattata in due lezioni del manuale adottato. Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei test è individuale. In base al programma, agli esercizi assegnati vengono aggiunti brani tratti dalle letture domestiche (Vangeli di Marco e Giovanni), che vanno lette e studiate per intero.
    Valutazione finale. Per l’esame di profitto (orale) gli studenti sono interrogati su tutti gli esercizi del manuale adottato e su brani scelti delle letture domestiche (5 capitoli per ognuno dei Vangeli sopra indicati). Il voto è stabilito in base al rendimento in aula (correzione degli esercizi), alla valutazione dei test e alla prova orale finale.

      Bibl.: Edizione critica del NT greco: Novum Testamentum Graece, edd. K. et B. Aland et alii, Stuttgart 199327 (è l’ed. citata abitualmente).
      Manuale adottato: E.G. Jay, Grammatica greca del Nuovo Testamento (a cura di Calzecchi Onesti R.), Casale Monferrato 1993.
      Sussidi: J.H. Moulton, A Grammar of New Testament Greek, I: Prolegomena (opera di approfondimento filologico), Edinburgh 19083 (rist. 1978); J.H. Moulton - W.F. Howard, II: Accidence and Word-Formation with an Appendix on Semitisms in the NT, Edinburgh 1928 (rist. 1979); F. Blass - A. Debrunner - F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3). Ed. italiana a cura di G. Pisi Traduzione di M. Mattioli e G. Pisi, Brescia 1982; E.M. Abel, Grammaire du Grec Biblique, Paris 1927; A.T. Robertson, A Grammar of the Greek New Testament in the Light of Historical Research, New York 19193; W. Bauer - W.F. Arndt - F.W. Gingrich, Greek-English Lexicon of the New Testament, London, 1957; D. Pieraccioni, Morfologia storica della lingua greca, Messina - Firenze 1975 (rist. 2001); L. Bottin, Etymon. Lessico per radici, Milano 1997.

      R. Pierri


  • Sintassi di greco biblico (NT-LXX). Il corso di sintassi si articola in due corsi paralleli: sintassi del caso (un’ora settimanale annuale) e sintassi del verbo (due ore settimanali annuali).
    Requisiti. Il corso è destinato agli studenti che hanno superato l’esame di morfologia greca o il relativo test (cf. cf. Norme Generali n. 21).
    Scopo. Il corso ha lo scopo di condurre gli studenti ad una sicura padronanza della sintassi della grecità biblica. La divisione in due corsi distinti intende favorire l’approfondimento della materia.
    Tipo di corso. Il corso è estensivo: tre lezioni settimanali per un numero complessivo di ca. 80 ore in un anno.
    Metodologia d’insegnamento. Le lezioni hanno un’impostazione dialogica. Durante l’esposizione della materia è richiesto e consentito agli studenti di chiedere ulteriori spiegazioni e approfondimenti. Il docente è disponibile a offrire spiegazioni anche fuori dell’orario delle lezioni. Gli argomenti del corso sono trattati secondo la disposizione del manuale adottato. Esso è concepito in modo da introdurre e guidare gli studenti ai fenomeni più complessi della sintassi greca. Il corso, dunque, ha carattere sistematico. Gli studenti sono introdotti allo studio dell’analisi logica (caso) e del periodo (verbo) mediante due specimen su due capitoli del testo del NT preparati appositamente e distribuiti agli studenti all’inizio del corso. Alla fine dello svolgimento di ogni singolo argomento, concepito come modulo didattico, gli studenti sono esaminati mediante test scritti specifici. Per favorire un percorso formativo più personalizzato, la correzione dei test è individuale. Parte delle letture domestiche sono tradotte e analizzate in classe dagli studenti sotto la guida del docente.
    Valutazione finale. Per l’esame di profitto (orale) gli studenti devono dar prova di aver acquisito una sicura conoscenza della sintassi greca. Il voto è stabilito in base al rendimento in aula (traduzione e analisi dei testi), alla valutazione dei test e alla prova orale finale.

    Letture domestiche:
    NT: Mt 5-6; At 9-10; Rm 9-10; 1Cor 3-4; Ef 1-6; Eb 10.
    LXX: 1Mac 1-2; Sap 3-4; Sal 108.

      Bibl.: Edizioni critiche: Novum Testamentum Graece, edd. B. et K. Aland et alii, Stuttgart 199327; Septuaginta, ed. A. Rahlfs, Stuttgart 1935 (rist. Atene 1979; è l’ed. citata abitualmente).
      – Manuale adottato: L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico. Quaderno I.A: Le concordanze (SBF Analecta 61), Gerusalemme 2003; L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di greco biblico (LXX e NT). I casi. Corso teorico-pratico (Dispensa SBF), Gerusalemme 2006.
      – Sussidi: L. Tusa Massaro, Sintassi del greco antico e tradizione grammaticale, Palermo 1993 (rist. 1995); N. Basile, Sintassi storica del greco antico, Bari 2001; M. Zerwick, Graecitas biblica, Romae 1966 (oppure ed. inglese a cura di J. Smith, Rome 1990, oppure traduzione spagnola); J.H. Moulton - N. Turner, III: Syntax, Edinburgh 1963 (rist. 1976); F. Blass - A. Debrunner - F. Rehkopf, Grammatica del Greco del Nuovo Testamento (Supplementi al “Grande Lessico del NT”, 3), Brescia 1982; F.C. Conybeare - G. Stock, A Grammar of Septuagint Greek (breve sintesi), Boston 1905 (rist. Zondervan A.1981); H.J. Thackeray, A Grammar of the Old Testament in Greek according to the Septuagint, I: Introduction, Orthography and Accidence, Cambridge 1909 (rist. Tel-Aviv 1970; Hildesheim 1978); J. Lust - E. Eynikel - K. Hauspie, A Greek-English Lexicon of the Septuagint, Stuttgart 2003; T. Muraoka, A Greek-English Lexicon of the Septuagint. Chiefly of the Pentateuch and the Twelve Prophets, Louvain - Paris - Dudley MA, 2002; D.B. Wallace, Greek Grammar beyond the Basics. An Exegetical Syntax of the New Testament, Grand Rapids 1995; L. Cignelli, “La grecità biblica”, LA 35 (1985) 203-248.

      R. Pierri


  • */**Ebraico dei Manoscritti del Mar Morto.
    Requisiti. Corso di sintassi ebraica A-B, corso di aramaico biblico.
    Scopo generale del corso. Il corso si propone di introdurre gli studenti alla conoscenza e alla comprensione dei testi rinvenuti presso il Mar Morto, in modo particolare di quelli dell’area di Chirbet Qumran: testi biblici e non-biblici in lingua ebraica, scritti in gran parte in un dialetto leggermente diverso da quello biblico di tradizione masoretica e di altre tradizioni ebraiche.
    Gli scopi principali sono: 1) Conoscere i testi principali; 2) Abilitare ad affrontare i testi autonomamente. 3) Esercitare la lettura dei testi non vocalizzati. 4) Conoscere le differenze e le affinità tra vari dialetti ebraici.
    Tipo di corso. Estensivo.
    Metodologia d’insegnamento. Lettura guidata di testi preparati in precedenza dallo studente. Presentazione di questioni grammaticali – ortografia (e fonetica), morfologia, lessico e sintassi – confrontando i vari aspetti con l’ebraico biblico.
    Valutazione finale. Esame orale (due parti: interrogazione su un testo scelto dallo studente; interrogazione su un testo non studiato prima) o presentazione orale di un testo a scelta dello studente da concordare col docente.

      Bibl.: D. Barthélemy et al. (eds.), Discoveries in the Judaean Desert (DJD), Oxford da 1955; F. García Martínez - E.J.C. Tigchellar, The Dead Sea Scrolls Study Edition, Leiden - Boston - Köln 1997-1998; E.Y. Kutscher, The Language and Linguistic Background of the Isaiah Scroll (1 Q Isaa) (Studies on the Texts of the Desert of Judah 6), Leiden 1974; E. Qimron, The Hebrew of the Dead Sea Scrolls (Harvard Semitic Studies 29), Atlanta 1986.

      G. Geiger


    • */**Accadico A-B (I-II sem.). Il corso è annuale, di due semestri, e offre un’introduzione essenziale agli strummenti di lavoro (bibliografia, manuali introdutivi, grammatiche, dizionari), nozioni principali sulla storia e sul sistema della scrittura cuneiforme, e come materia principale l’insegnamento della lingua accadica, più precisamente del dialetto paleobabilonese. Questa parte comprende l’apprendimento della morfologia e degli elementi essenziali della sintassi. Essendo il corso di soltanto due semestri, l’insegnamento della grammatica sarà concentrato, progredendo a unità delle parti del discorso della grammatica tradizionale. Ciò sarà reso possibile dall’assidua partecipazione alle lezioni, che saranno svolte in base ai materiali scritti preparati dal professore che contengono le nozioni essenziali e schemi riassuntivi propri. L’insegnamento della grammatica sarà affiancato dall’esercizio di lettura in traslitterazione di testi scelti (Codice di leggi e iscrizioni di Hammurapi), svolto sotto la guida del professore. Il corso si rivolge ai principianti, in particolar modo agli studenti di scenze bibliche, per cui non richiede particolari requisiti oltre a quelli generali, ma sono utili conoscenze di altre lingue semitiche, specialmente dell’ebraico, al quale vengono fatti riferimenti. Alla fine del corso lo studente dovrebbe essere in grado di adoperare in maniera corretta la traslitterazione della scrittura cuneiforme (ma non ancora di traslitterare da sè i testi cuneiformi), e di tradurre, con aiuto del vocalobario, i testi più semplici in lingua accadica. L’esame sarà pure annuale, orale, comprendendo domande generiche su temi introduttivi, analisi di alcune forme nominali e verbali fuori contesto, prese dai testi letti, la composizione propria di tali forme, e la lettura e annalisi grammaticale di alcuni testi letti in classe e di altri preparati autonomamente.

        Bibl.: T. Vuk, Introduzione alla scrittura cuneiforme (Pro manuscripto); A. Lancellotti, Grammatica della lingua accadica, Jerusalem 1982, con integrazioni del professore. Materiali integrativi e testi in traslitterazione offerti dal professore durante il corso.

        T. Vuk


    • **Aramaico biblico. La materia è distribuita in due ore settimanali di lezione per la durata di un semestre accademico (circa 25 ore effettive). Scopo del corso: presentazione graduale e comparativa (con l’ebraico) della grammatica dell’aramaico biblico nei suoi principali aspetti fonologici, morfologici e morfosintattici. Programma dettagliato: A) Fonologia dell’aramaico biblico (differenze rispetto all’ebraico biblico); B) Morfologia (stati del nome e dell’aggettivo, pronomi indipendenti e suffissi, verbo forte [le coniugazioni o costruzioni, tempi e modi], verbo debole [di I alef, I yod, I nun; di II waw/yod, verbo geminato, di III he], verbi difettivi e anomali, verbi con suffissi pronominali, classi dei nomi, numerali). C) Lo studente è tenuto a svolgere gli esercizi contenuti nel manuale alle singole lezioni; il corso prevede la lettura, traduzione e analisi delle porzioni dell’AT in aramaico (Esd 4,8-6,18; 7,12-26; Dn 2,4-7,28; Ger 10,11; Gen 31,47). L’esame finale sarà per tutti scritto oppure orale (a scelta della classe).
      Il corso è riservato agli studenti che hanno già frequentato Morfologia ebraica (ebraico elementare).

        Bibl.: A.F. Johns, A Short Grammar of Biblical Aramaic, Berrien Springs 1982. Per la consultazione: H. Bauer - P. Leander, Grammatik des Biblisch-Aramäischen, Halle 1927 (New York 19813); F. Rosenthal, A Grammar of Biblical Aramaic, Wiesbaden 1961; manuale in lingua italiana: P. Magnanini - P.P. Nava, Grammatica di aramaico biblico, Bologna 2005. Dizionari: E. Vogt, Lexicon linguae aramaicae Veteris Testamenti documentis antiquis illustratum (completamento del dizionario di F. Zorell), Roma 1971; L. Köhler - W. Baumgartner, The Hebrew and Aramaic Lexicon of the Old Testament. Subsequently revised by Walter Baumgartner and Johann Jakob Stamm with assistance from Benedikt Hartmann, e.a. Vol. V: Aramaic. Supplementary bibliography, Leiden - Boston - Köln 2000. Altra bibliografia (grammatiche, dizionari e concordanze) sarà fornita all’inizio del corso.

        M. Pazzini

    ESEGESI AT

    • *Nm 20-36. Gli agganci del Tetrateuco con l’Opera deuteronomistica. Per una teologia diacronica del Pentateuco.
      Requisiti. Conoscenza della teoria documentaria e dei suoi problemi. Una conoscenza generale dei libri del Pentateuco e dei successivi libri storici, con una (almeno basilare) preparazione nelle lingue antiche ebraica e greca.
      Scopo. Il vecchio dilemma Tetrateuco-Esateuco e le relative tesi (di Noth e von Rad) sui suoi due corni sono stati affrontati male. Il risultato dell’accettazione malaccorta del primo in realtà ha disfatto la sua stessa tesi dell’Opera dtr, perché la fa iniziare fin dal Gen, mentre essa, assieme a quella di von Rad, ha difesi strenuamente anche la teoria documentaria in Gen-Num.
      Bisogna perciò trattare con atteggiamento critico i problemi e le soluzioni correnti sull’esegesi generale del Pentateuco. Una guida affidabile è la nuova edizione della Bibbia di Gerusalemme, del 1998; per ora è solo in francese, ma non si discosta molto dalla precedente edizione, che abbiamo anche in italiano.
      Tipo e metodologia. Faremo un’esegesi non troppo analitica dei testi di Num 20-36 secondo il metodo critico letterario, evidenziando le fonti del Pentateuco e le relative redazioni, differenziandole dall’ Opera dtr e dalla redazione finale del tutto, allo scopo di presentare una visione e una teologia diacritica e storico critica dell’AT, secondo le indicazioni fondamentali del Documento L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, della Pontificia Commissione Biblica, del 1993.
      Valutazione finale. Verterà su tre punti: a) conoscenza della teoria documentaria e degli attuali problemi sul Pentateuco; b) competenza critico-letteraria; c) le tappe della teologia dei documenti e delle redazioni.
      • Bibl.: E. Cortese, Le tradizioni storiche di Israele da Mosè a Esdra, 2. ed. (La Bibbia nella storia 2), Bologna 2001; Id., “L’esegesi di Giosuè di fronte al dilemma: Tetrateuco o Esateuco”, RivBibIt 52 (2004) 441-452. — H. Seebass, Numeri. Fasc. 2-5 (BKAT 4/2), Neukirchen-Vluyn 1995: opera composta da fascicoli non ancora ultimata; Id., Numeri. Fasc. 1; 2 (BKAT 4/3), Neukirchen-Vluyn 2004: opera composta da fascicoli non ancora ultimata; Id., “Zum Stand der Pentateuchforschung. Das Buch Numeri” in Perspectives in the study of the Old Testament and early Judaism. A Symposium in honour of Adam S. van der Woude on the occasion of his 70th birthday, edd. F. García Martínez - E. Noort (Vetus Testamentum. Supplements 73), Leiden - Boston - Köln 1998, 109-121. — B.A. Levine, Numbers 1-20. A new translation with introduction and commentary (Anchor Bible 4A), New York - London - Toronto - Sydney - Auckland 1993; Id., Numbers 21-36. A new translation with introduction and commentary (Anchor Bible 4B), New York - London - Toronto - Sydney - Auckland 2000. — D.T. Olson, Numbers (Interpretation), Louisville 1996. — L. Schmidt, “Literatur zum Buch Numeri, ThR 63 (1998) 241-266.

        E. Cortese


    • **Il Profeta Michea. Il profeta Michea: composizione, esegesi di passi scelti, temi teologici principali (condanna, opposizione ai falsi profeti, salvezza con promesse per un resto del popolo e annuncio di un Re-Messia) nel quadro della vita socio-politica dell’VIII sec. a.C.
      Il corso intende condurre gli studenti del corso di Licenza e/o di Dottorato a dare uno sguardo complessivo al libro profetico dal punto di vista della lingua, della composizione letteraria e delle tematiche del testo finale in dialogo con le proposte critico-letterarie di altri autori. Alcuni testi scelti saranno poi analizzati in modo più approfondito. L’esegesi ha lo scopo di evidenziare i temi caratteristici del profeta, mettendo in evidenza il rapporto fra “testo”, o tradizione di fede, e “contesto”, o situazione storica.

        Bibl.: E. Ben Zvi, Micah, Grand Rapids 2000; A. Niccacci, Un profeta tra oppressori e oppressi. Analisi esegetica del capitolo 2 di Michea nel piano generale del libro, Jerusalem 1989; P.L. Redditt, “Recent Research on the Book of the Twelve as One Book”, CR:BS 9 (2001) 47-80.

        A. Niccacci


    • **Il documento geografico di Gs 13-19. Critica testuale, analisi letteraria, lettura esegetica del Documento Geografico. I confini della Terra Promessa e il territorio delle tribù di Giuda e della Galilea (Asher, Neftali e Dan). Il corso si propone di analizzare alcune particolarità di Gs 13-19. A partire dalla ricostruzione del testo, per arrivare a definire una possibile datazione del complesso letterario. Il confronto tra il TM (testo ebraico) e la LXX (testo greco) pone la base per la lettura diacronica del Documento Geografico. Nella storia della redazione e con le ipotesi di soluzione offerte dallo status quaestinonis si affrontano alcune domande cruciali: Gs 13-19 è un documento di geografia pre-statale o un documento amministrativo di epoca davidico-salomonica o è una raccolta post-esilica? In particolare sono analizzati Gs 15 e Gs 19 che presentano le formule di estensione della terra promessa, o Canaan. Al termine del corso lo studente dovrà sostenere un esame orale o scritto.

        Bibl.: Dispense del Professore; T.C. Butler, Joshua (WBC 7), Waco 1983; Z. Kallai, Historical Geography of the Bible. The Tribal Territories of Israel, Jerusalem - Leiden 1986; N. Na‘aman, Borders and Districts in Biblical Historiography. Seven Studies in Biblical Geographical Lists, Jerusalem 1986; E. Cortese, Josua 13-21. Ein priesterschriftlicher Abschnitt im deuteronomistischen Geschichtswerk, (OBO 94), Freiburg - Göttingen 1990; V. Fritz, Das Buch Josua (HAT I/7), Tübingen 1994; J. Svensson, Towns and Toponyms in the Old Testament. With Special Emphasis on Joshua 14-21 (CB OTS 38), Stockholm 1994; J. Moatti-Fine, La Bible d’Alexandrie. Jésus (Josué). Traduction du text grec de la Septante, Introduction et notes, Paris 1996; E. Noort, Das Buch Josua. Forschungsgeschichte und Problemfelder (EdF 292), Darmstadt 1998; J.L. Sicre, Josué (NBE Comentario teológico y literario), Estella 2002; M.N. Van der Meer, Formation and Reformulation. The Redaction of the Book of Joshua in the Light of the Oldest Textual Witnesses (SVT 102), Leiden - Boston 2004; A.F. Rainey - R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006.

        P. Kaswalder

      ESEGESI NT

      • *La prima lettera di Giovanni. Il corso si propone di dare una breve introduzione alla prima lettera di Giovanni, poi di illustrare il metodo di lettura giudaica sull’analisi di un testo particolare. L’importanza sul metodo di lettura giudaica illustrata dai documenti della commissione biblica suggerisce di comprendere questa lettera nel contesto del giudaismo del primo secolo e dei suoi diversi metodi di lettura della Scrittura. La metodologia generale sarà poi applicata allo studio di un testo. Il corso esaminerà i rapporti della prima lettera con il quarto vangelo, i problemi della cristologia giovannea e dei rapporti tra l’ecclesiologia primitiva e il giudaismo.

          Bibl.: R.E. Brown, Le lettere di Giovanni, Assisi 1986; A. Dalbesio, Quello che abbiamo udito e veduto. L’esperienza cristiana nella prima lettera di Giovanni, Bologna 1990; G. Giurisato, Struttura e teologia della prima lettera di Giovanni. Analisi letteraria e retorica, contenuto teologico, Roma 1998; R. Schnackenburg, Die Johannesbriefe, Freiburg - Basel - Wien 1963.

          F. Manns


      • *Dalla professione di fede alla memoria di Gesù. I titoli cristologici nella formazione del vangelo di Marco. Il corso parte dalla realtà di fede della chiesa primitiva per dimostrare come l’autore del vangelo ha voluto sostenerla creando una narrazione di tipo biografico, concentrando l’attenzione sulla persona del fondatore. Come opera letteraria il vangelo di Marco pone i due titoli in punti nevralgici attorno ai quali ruota tutta la trama della vicenda umana di Gesù. Quindi, mediante il metodo esegetico storico-critico e prestando attenzione agli elementi principali della critica narrativa, lo studente viene condotto ad una complessiva conoscenza dell’opera e dell’identità del protagonista così come percepita dalla comunità.
        L’esame comprende l’aspetto esegetico con la traduzione dal testo critico e l’interpretazione con particolare rilievo del messaggio di Marco.

          Bibl.: K. Berger, Theologiegeschichte des Urchristentums. Theologie des Neuen Testaments, Tübingen - Basel 1994, spec. 613-633; M. Hengel, Il figlio di Dio. L’origine della cristologia e la storia della religione giudeo-ellenistica (Studi biblici 67), Brescia 1984; J.B. Higgins Angus, The Son of Man in the Teaching of Jesus (SNTSMS 39) Cambridge - London - New York 1980; M.S. Kim, “The ‘Son of Man’” as the Son of God (WUNT 30), Tübingen 1983; B. Lindars, Credi nel Figlio dell’Uomo? I Testi evangelici su Gesù Figlio dell’Uomo alla luce delle ultime ricerche, Cinisello Balsamo 1987; J.C. Naluparayil, The Identity of Jesus in Mark. An Essay on Narrative Christology (SBF Analecta 49), Jerusalem 2000; M. Theobald, “Gottessohn und Menschensohn. Zur polaren Struktur der Christologie im Markusevangelium”, SNTU 13 (1988) 37-79; W. Zager, Gottesherrschaft und Endgericht in den Verkündigung Jesu. Eine Untersuchung zur markinischen Jesusüberlieferung einschließlich deb Q-Parallelen (BZNW 82), 1996.

          G. Bissoli


        **Il prologo e il discorso di addio: Gv 1,1-18; 13-17. Con particolare attenzione al metodo letterario-retorico, il corso si propone una lettura esegetica del testo con lo scopo di coglierne la struttura e la teologia.

          Bibl.: della vasta bibliografia specifica (circa 300 titoli) sui testi in esame:
          – Sul prologo: M. Girard, “Analyse structurelle de Jn 1,1-18: l’unité des deux Testaments dans la structure bipolar du prologue de Jean”, Science et Esprit 35 (1983) 5-31; M.F. Lacan, “Le prologue de saint Jean: ses thèmes, sa structure, son mouvement”, Lumière et vie 33 (1957) 91-110; H. Lausberg, Der Johannes-Prolog. Rhetorische Befunde zu Form und Sinn des Textes, Göttingen 1984; E. Lopez, “Dos siglos de critica literaria en torno al Prólogo de san Juan”, Studium Ovetense 1 (1973) 164-168. 174-178.
          – Sul discorso di addio: H.-J. Klauck, “Der Weggang Jesu. Neue Arbeiten zu Joh 13-17”, Biblische Zeitschrift 40 (1996) 236-250; F. Manns, L’évangile de Jean à la lumière du Judaïsme (SBF Analecta 33), Jérusalem 1991 (rist. 2000); F. Manns, “Le lavement des pieds. Essai sur la structure et la signification de Jean 13”, Revue des Sciences Religieuses 55 (1981) 149-169; F. Manns, “Le Paraclet dans l’evangile de Jean”, LA 33 (1983) 99-152; F. Manns, “Je vous appelle mes amis”, Bibbia e Oriente 38 (1996) 227-238; A. Niccacci, “L’unità letteraria di Gv 13,1-38”, Euntes Docete 29 (1976) 291-323; A. Niccacci, “Esame letterario di Gv 14”, Euntes Docete 31 (1978) 209-260; A. Niccacci, “L’esame letterario di Gv 15-16”, Antonianum 56 (1981) 43-71; K. Scholtissek, “Abschied und neue Gegenwart: Exegetische und theologische Reflexionen zur johanneischen Abschiedsrede 13,31-17,26”, Ephemerides Theologicae Lovanienses 75 (1999) 332-358.

          G. Giurisato

      TEOLOGIA BIBLICA

      • *Teologia del Salterio. Lo scopo del corso è la descrizione delle componenti fondamentali della teologia dei Salmi, a cominciare dal loro lessico proprio, anche se la conoscenza dell’ebraico non è indispensabile. Dal lessico della preghiera si procederà a individuare alcuni campi semantici che delimitano l’esperienza teologica del salmista. Questi ambiti concettuali corrispondono, grosso modo, agli stili di preghiera messi in opera dal Salterio: lamento, supplica, ringraziamento, lode. Dopo un’adeguata esemplificazione di questi stili di preghiera, si cercherà di riconoscere se e in che modo essi strutturano tutto il libro, e perciò se si possa parlare di un “ordine” teologico di tutto il Salterio. Esame orale.

          Bibl.: A. Mello, L’arpa a dieci corde. Introduzione al Salterio, Bose 1998; Id., “Lessico del Salterio”, LA 54 (2004) 25-52; P. Beauchamp, Salmi notte e giorno, Assisi 2002; T. Lorenzin, I Salmi, Milano 2001.

          A. Mello


      • **Teologia dell’opera lucana (Lc-At). Il corso si propone di introdurre alla conoscenza della teologia dell’opera lucana e di approfondire qualche aspetto particolare.
        Dopo una panoramica storica, per vedere come si è giunti a parlare di “teologia lucana”, il corso prevede lo studio di alcuni temi specifici di Lc-At: la teologia lucana da H. Conzelmann (1954) a G. Segalla (2005); l’unità narrativa e teologica; il piano di Dio / la storia della salvezza; Gesù Cristo Salvatore: salvezza e perdono dei peccati; l’etica narrativa. Il metodo d’esposizione sarà in genere sintetico, ma in alcuni casi si procederà all’analisi diretta dei testi lucani. L’esame previsto al termine del corso potrà essere orale o scritto.

          Bibl.: Opere di riferimento generale: H. Conzelmann, Die Mitte der Zeit. Studien zur Theologie des Lukas (BHT 17), Tübingen 19777 (1a ed. 1954; esiste tr. it., ing. e sp.); E. Rasco, La teología de Lucas: origen desarrollo, orientaciones (AG 201), Roma 1976; F. Bovon, Luc le théologien (MB), Genève 19882 (esiste tr. ing.); R. O’Toole, The Unity of Luke’s Theology: An Analysis of Luke-Acts, Delaware 1984 (esiste tr. it.); G.C. Bottini, Introduzione all’opera di Luca. Aspetti teologici (SBF An 35), Jerusalem 1992; J.-N. Aletti, Il racconto come teologia. Studio narrativo del terzo Vangelo e del libro degli Atti degli Apostoli (CB 9), Roma 1996; J. Verheyden (ed.), The Unity of Luke-Acts (BETL 142), Leuven 1999; N. Casalini, Teologia dei Vangeli. Lezioni e ricerche (SBF Analecta 57), Jerusalem 2002, 221-314; G. Leonardi - F.G.B. Trolese (a cura di), San Luca Evangelista testimone della fede che unisce. Atti del congresso internazionale Padova, 16-21 Ottobre 2000, Padova 2002; G. Segalla, Teologia biblica del Nuovo Testamento. Tra memoria escatologica e promessa del regno futuro di Dio, Leumann 2005 (Logos 8/2), 341-383. Altra bibliografia verrà indicata durante il corso.

          G.C. Bottini



      • Vedi anche:

        *Dalla professione di fede alla memoria di Gesù: i titoli cristologici nella formazione del vangelo di Marco:
        G. Bissoli (E=TNT).
        **Il prologo e il discorso di addio: Gv 1,1-18; 13-17:
        G. Giurisato (E=TNT).
        **Il Profeta Michea:
        A Niccacci (E=TAT).

        INTRODUZIONE E METODOLOGIA

        • **Introduzione alla critica testuale e metodologia esegetica del NT. Critica testuale, metodo storico-critico, struttura del testo, esercitazione pratica scritta.

            Bibl.: H. Zimmermann, Metodologia del Nuovo Testamento, I, Torino 1971; H. Marshall, New Testament Interpretation, Exeter 1977; M. Brisebois - P. Guillemette, Introduction aux méthodes historico-critiques, Montréal 1987; W. Egger, Metodologia del Nuovo Testamento, Bologna 1989; A.M. Buscemi, Metodologia del Nuovo Testamento, Jerusalem 1998.

            A.M. Buscemi


        • **Critica testuale e metodologia AT.
          Metodo storico-critico.

            Bibl.: Agli studenti sarà offerto il sussidio: T. Vuk, Introduzione alla metodologia esegetica. Riflessioni sulla situazione attuale nella discussione teorica e nella prassi dell’esegesi biblica e nozioni essenziali sul metodo “storico critico” dell’Antico Testamento (Pro manuscripto), Gerusalemme 2004.
            – 1. Per la critica del testo: E. Tov, Textual Criticism of the Hebrew Bible, 2. revised ed., Minneapolis - Assen 2001; Id., “Textual Criticism of the Hebrew Bible 1947-1997”, in Perspectives in the study of the Old Testament and early Judaism, edd. F. García Martínez - E. Noort (Vetus Testamentum. Supplements 73), Leiden - Boston - Köln 1998, 61-81; E. Würthwein, Der Text des Alten Testaments. Eine Einführung in die Biblia Hebraica, 5. ed., Stuttgart 1988 [4. ed. = The Text of the Old Testament. An Introduction to the Biblia Hebraica, London 1979; 2nd revised ed., Grand Rapids 1995]; D. Barthélemy, Critique textuelle de l’Ancien Testemant. Rapport final du Comité pour l’analyse textuelle de l’Ancien Testament hébreu institué par l’Alliance Biblique Universelle … (OBO 50/1), Freiburg / Schw.; Göttingen, I, 1982, *1-*114; P.K. McCarter jr., Textual Criticism (Guides to Biblical Scholarship. Old Testa-ment Guides), Philadelphia 1986; B. Chiesa, Filologia storica della Bibbia ebraica. Volume primo: Da Origene al Medioevo (Studi biblici 125), Brescia 2000.
            – 2. Per l’uso delle edizioni critiche: R. Wonneberger, Leitfaden zur Biblia Hebraica Stuttgartensia, Göttingen1984 [= Understanding BHS. A Manual for Users of Biblia Hebraica Stuttgartensia (Subsidia Biblica 8), Rome 1984]; T. Römer - J.-D. Macchi, Guide de la Bible hébraique. La critique textuelle dans la Biblia Hebraica Stuttgartensia, Genève 1994.
            – 3. Per l’introduzione metodologica: W. Richter, Exegese als Literaturwissenschaft. Entwurf einer alttestamentlichen Literaturtheorie und Metodologie, Göttingen 1971; E. Zenger, “Ein Beispiel exegetischer Methoden aus dem Alten Testament”, in Einführung in die Methoden der biblischen Exegese. Ed. J. Schreiner, Würzburg - Innsbruck, 1971, 97-148 [= “Ejemplo de crítica textual bíblica”, in Introducción a los métodos de la exégesis bíblica, ed. J. Schreiner (Biblioteca Herder. Sección de Sagrada Escritura 138), Barcelona 1974, 113-128]; H. Barth - O.H. Steck, Exegese des Alten Testaments. Leitfaden der Methodik. Ein Arbeitsbuch für Proseminare, Seminare und Vorlesungen, 11. ed., Neukirchen - Vluyn, 1987; P. Gillemette - M. Brisebois, Introduction aux méthodes historico-critiques (Héritage et project 35), Québec 1987 [= Introduzione ai metodi storico-critici (Studi e ricerche bibliche), Roma 1990]; G. Fohrer et alii, Exegese des Alten Testaments. Einführung in die Methodik (Uni-Taschenbücher 267), 6. ed., Heidelberg 1993; H. Simian-Yofre (ed.), Metodologia dell’Antico Testamento (Collana Studi Biblici 25), Bologna 1995.

            T. Vuk

        Vedi anche:

          *Mondo greco-romano e Chiesa nascente. Evidenze archeologiche: G. Loche (A=INT).
          **Archeologia NT:
          E. Alliata (A=INT).

        ERMENEUTICA E STORIA DELL'ESEGESI

        • *Ermeneutica e storia dell’esegesi.
          (I) Il corso prenderà avvio dai grandi documenti della Chiesa sull’interpretazione della Bibbia a partire da: Providentissimus di Leone XIII (1903), Divino Afflante Spiritu di Pio XII (1943) e Dei Verbum del Concilio Vaticano II (1965), senza dimenticare i recenti documenti della Pontificia Commissione Biblica: La verità storica dei vangeli (1964); L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (1993), Il popolo ebraico e le sue Sacre Scritture nella Bibbia cristiana (2001). Si cercherà di sviluppare le grandi linee ermeneutiche dei documenti. (II) In seguito il corso richiamerà i grandi principi dell’esegesi antica, patristica, a partire da alcuni testi di Origene (De Principiis) e di S. Agostino (De doctrina christiana). (III) Ritornando al periodo contemporaneo si misurerà l’evoluzione della problematica dallo storicismo, sottostante al periodo modernista, fino all’ermeneutica contemporanea. Un’ermeneutica del testo come tale, oltrepassando l’aspetto strettamente referenziale per affrontare gli effetti del testo e il gioco della lettura all’interno del Canone.

            Bibl.: Magistero: Enchiridion biblicum, e sito web della Santa Sede.
            – Commentari: H. De Lubac, Exégèse médiévale: les quatre sens de l’Écriture, coll. Théologie, 4 vol., Paris 1959-1964; H. De Lubac, Esegesi medievale. I quattro sensi della Scrittura (Opera omnia 17-18-19), Milano 1986-1996; Bible de tous les temps, 1. Le monde grec ancien et la Bible, (dir. de C. Mondésert); 2. Le monde latin antique et la Bible (dir. de J. Fontaine et Ch. Piétri); 3. Saint-Augustin et la Bible (dir. de A.-M. La Bonnardière), Paris 1984-1986; M. Simonetti, Lettera e/o Allegoria. Un contributo alla storia dell’esegesi patristica, Roma 1985; P.C. Bori, L’interprétation infinie. L’herméneutique chrétienne et ses transformations, Paris 1991; Id., L’interpretazione infinita. L’ermeneutica cristiana antica e le sue trasformazioni, Bologna 1987; J.-M. Poffet, Les chrétiens et la Bible (Hist. du christianisme), Paris 1998; I Cristiani e la Bibbia. Gli antichi e i moderni, Jaca book, Milano 2001; J.-M. Auwers, La Lettre et l’Esprit. Les Pères de l’Église, lecteurs de la Bible (Connaître la Bible 28), Bruxelles 2002.

            J.-M. Poffet

        AMBIENTE BIBLICO

        • *Storia biblica. Il corso ciclico prenderà avvio dalle conseguenze della fine del Regno di Israele (722) e la fine del Regno di Giuda (587), con un excursus sulle deportazioni assiro babilonesi delle popolazioni del Nord e del Sud, prima di passare alla nuova situazione venutasi a creare nel Vicino Oriente con la fine del regno babilonese e l’ascesa di Ciro il Grande re dei re dell’impero persiano che stupì tutti con l’editto del 530 che diede la possibilità agli esuli di tornare in patria.
          Un altro excursus chiarirà sia la politica religiosa dei re persiani, sia il sistema amministrativo dell’impero persiano in satrapie rette dal satrapo-re a loro volte suddivise in province o medinot con a capo un governatore-peha, per introdurre la nascita della medinat di Samaria seguita da quella di Yahwd all’interno del territorio della V Satrapia dell’Abar Nahara che comprendeva tutta la Siria-Palestina dall’Eufrate al confine d’Egitto.
          Per l’approndimento delle vicende interne delle medinot di Samaria e di Yahwd saranno utilizzati i testi biblici, in particolare Esdra, Nehemia e Cronache, integrate dai Profeti dell’epoca, con un allargamento a quanto sappiamo dall’archeologia dei “nemici della comunità: Tobia il Servo Ammonita in Perea, Geshem l’Arabo in Idumea, gli Ashdoditi sulla costa, Sanballat peha di Samaria. I papiri di Wadi Dalyah in Samaria serviranno a chiarire la dinastia dei Sanballat peha della medinat di Samaria.
          Come i papiri di Elefantina serviranno a identificare la guarnigione giudaica sul confine d’Egitto, la loro religione (Sincretismo, sabato, Pasqua festa dell’agnello e festa degli azzimi) e i loro i rapporti con le medinot di Samaria e di Yahwd in Palestina.
          La costa palestinese dalla Fenicia a Ienisos: Un contributo di chiarificazione storica verrà dato dalla cultura materiale come risulta dagli scavi in Giudea e samaria e nei territori confinanti dalla Fenicia a Ienisos: Tiro, Sidone, Dor e Joppa, Ashdod e Ashqelon, Gaza, Moab, Ammon e Edom in Transgiordania. La coniazione nelle città della costa, in particolare in Samaria e in Yehwd darà un suo contributo.
          • Bibl.: I. “Eph‘al, Syria-Palestine Under Achaemenid Rule”, in The Cambridge Ancient History IV, 1988, pp. 139-164; E. Kraeling, The Brooklyn Museum Aramaic Papyri, 1953; P. Grelot, Documents Araméens d’Egypte, Paris 1972; B. Porten, Archives from Elephantine: The Life of an Ancient Jewish Military Colony, Berkeley 1968. — R.J. Coggins, The Old Testament and Samaritan Origins, ASTh VI, 1967-68, 35-47; J. Bowman, Samaritan Documents Relating to Their History, Religion and Life, Pittsburgh 1977; The Samaritans, Ed. by A. D. Crown, Tübingen 1989; R. Pummer, The Samaritans, Leiden 1987; M. Baillet, Samaritains, SDB 11, 1991, col. 773-1047; P.W. Lapp - N.L. Lapp, Discoveries in the Wadi ed-Dalieh, AASOR XLI, 1974. — B. Mazar, “The Tobiads”, IEJ 1957, 137ss, 229ss; E. Stern, “The Province of Yehud: the Vision and the Reality”, The Jerusalem Cathedra 1, 1981, 9-21; E. Stern, Material Culture of the Land of the Bible in the Persian Period 538-332 B.C., Jerusalem, 1982; Y. Meshorer and S. Qedar, The Coinage of Samaria in the Fourth Century BCE, Jerusalem 1991.

            M. Piccirillo


        • *Geografia biblica. Il corso, che intende introdurre lo studente alla conoscenza del metodo e dell’ambito della disciplina come si è andato definendo attraverso i secoli, è strutturato in quattro parti.
          Nella prima parte con un excursus bibliografico si cerca di definire il metodo di ricerca utilizzato dagli autori a cominciare dall’Onomasticon di Eusebio di Cesarea (fine III inizi IV secolo) messo in relazione con la Tabula Peutingeriana dell’impero romano. Un rilievo particolare si dà alla Carta musiva della Terra Promessa di Madaba (VI sec.) passando poi agli itinerari dei pellegrini cristiani bizantini e medievali, ai trattati dei geografi musulmani e alle descrizioni dei rabbini ebrei fino al nascere della Palestinologia francescana del XVI-XVII secolo che ha la sua massima espressione nell’Elucidatio Terrae Sanctae di padre Francesco Quaresmi (Anversa 1639). Il Reland introduce il periodo degli ‘antiquari’ seguito dai risultati scientifici della spedizione in Oriente di Napoleone (1798) che introduce il periodo moderno con gli esploratori (Seetzen, Burkhardt e Robinson della prima metà del XIX secolo, i membri del Palestine Exploration Fund della seconda metà e gli archeologi del XIX-XX secolo). Come pubblicazione di arrivo a livello metodologico si cita F.-M. Abel, La Géographie de la Palestine, I-II, Paris 1936.
          La seconda parte è dedicata alla definizione delle terre bibliche e ad una rapida descrizione della Siria-Palestina sotto l’aspetto fisico.
          La terza parte è dedicata all’excursus riguardante la Siria-Palestina nei testi extra biblici egiziani e mesopotamici del III-II millennio a.C. fino all’epoca assira nel I millennio soffermandosi su alcuni nomi: Terra dei Filistei, Terra degli Amorrei e Terra di Canaan.
          La quarta parte è dedicata al Canaan/Terra Promessa ai Padri nei testi biblici iniziando da Num 34-Ez.47 (confini della Terra Promessa); il territorio diviso tra le tribù (Gs 14-17); il Paese conquistato e quello restato fuori (Gs 13,1-6; Gdc 1,27-34); il regno di Davide e Salomone come realizzazione della Promessa.

            Bibl.: F.-M. Abel, Géographie de la Palestine, I-II, Paris 1936; E. Orni - E. Efrat, Geography of Israel, Jerusalem 1966; Y. Aharoni, The Land of the Bible, A Historical Geography, London 1967; M. Avi-Yonah, The Holy Land from the Persian to the Arab Conquests (536 B.C. to A.D. 640). A Historical Geography, Grand Rapids 1966; D. Baly, The Geography of the Bible. A Study in Historical Geography, New York 1957; N.P. Lemche, The Canaanites and their Land. The Tradition of the Canaanites, Sheffield 1991.

            M. Piccirillo


        • *Mondo greco-romano e Chiesa nascente: evidenze archeologiche. Il racconto di  Pentecoste (Atti 2,5-11) pone in evidenza l’ambiente multi-culturale e multi-etnico nel quale è nata la Chiesa. Il mondo greco-romano ne è la cornice. Tramite un excursus storico, letterario e, in particolare, a partire dalle evidenze archeologiche, si studieranno i fattori che hanno influenzato la Storia del popolo di Israele e lo sviluppo della Chiesa nascente: 1. Il contesto storico greco-romano; – 2. Fonti storico-letterarie; – 3. Ambiente sociale ed economico; – 4. Le istituzioni religiose; – 5. Evidenze archeologiche.

            Bibl.: J.-P. Adam, L’arte di costruire presso i romani. Materiali e tecniche, Milano 1996; J.M. Blázquez - R. López Melero - J.J. Sayas, Historia de Grecia Antigua, Madrid 1989; W. Durant, The life in Greece. New York 1939; S. Mazzarino, L’Impero romano, Bari 1996; D. Musti, Storia greca, Roma 1994; L. Pareti, Storia di Roma e del mondo romano, Torino 1952; R. Penna, L’ambiente storico-culturale delle origini cristiane, Bologna 1984; A. Piganiol, Le conquiste dei romani, Milano 1997; S.R.F. Price, Rituals and power: The Roman imperial cult in Asia Minor, Cambridge 1986; D.S. Robertson, Greek and Roman architecture, Cambridge 1971; M. Rostovzev, Storia economica e sociale del mondo ellenistico, Firenze 1966; A.N. Sherwin-White, Roman society and Roman law in the New Testament, Grand Rapids 1992; A.N. Sherwin-White, Roman foreign policy in the East 168 B.C. to A.D. 1, London 1984.

            G. Loche


        • **Archeologia NT. Alcuni aspetti della cultura materiale in Palestina all’epoca di Gesù. Luoghi di culto: tempio, sinagoghe, memorie sacre. Vita civile: case, oggetti domestici, monete. Tombe: divese specie di sepolcri, usanze funerarie.

            Bibl.: L.I. Levine, Ancient Synagogues Revealed, Jerusalem 1981; K.H. Beebe, “Domestic architecture and the New Testament”, Biblical Archaeologist 38 (1975) 89-104; Y. Hirschfeld, The Palestinian dwelling in the roman-byzantine period (SBF Collectio Minor 34), Jérusalem, 1995; S. Loffreda, Ceramica del tempo di Gesù. Vasi della Terra Santa nel periodo romano antico 63 a.C. - 70 d.C., Jerusalem, 2000; C. Colombo, Trenta monete d’argento. Le monete nel Nuovo Testamento, Pessano (Milano), 2003; L.Y. Rahmani, “Ancient Jerusalem’s Funerary Customs and Tombs”, Biblical Archaeologist 44 (1981) 170-177. 229-235; BA 45 (1982) 43-53; 109-119.

            E. Alliata

        SEMINARI

        • *Grecia e Cipro. Storia, Filosofia, Mitologia. Dopo Pasqua è prevista una escursione di studio (non obbligatoria) in Grecia e a Cipro.

            F. Manns


        • *Introduzione speciale al NT: Strumenti del lavoro biblico.
          Descrizione. Il corso è destinato agli studenti che iniziano il curriculum di licenza. Presenta gli strumenti fondamentali del lavoro biblico, specialmente quelli relativi al NT. Introduce al processo della ricerca, a cominciare dai suoi obiettivi, e presenta i mezzi per andare in questa direzione. Include una rassegna pratica dei vari metodi e offre assistenza per l’analisi testuale, partendo dai più semplici (bibliografie, introduzioni, concordanze) fino agli specializzati (sussidi, metodologie tecniche, teorie). La domanda principale sarà sempre: “Che cosa ci servirà, e come si usa?” Il corso offre un panorama delle varie risorse utilizzabili, le loro possibilità e i risultati. Aiuta nella scelta degli strumenti migliori per il lavoro e nella conoscenza pratica del loro uso. Accorda attenzione particolare ai tipi di informazioni che essi possono dare e su come integrarli nell’esegesi. Presenta metodi per organizzare più efficacemente i risultati della ricerca e la raccolta di informazioni in vista della stesura di un elaborato. Esploreremo le opportunità offerte dalle tecnologie correnti. Cominciando con l’elaboratore di testi semplici (Microsoft Word), svilupperemo la capacità di acquisire, ricerare, configurare e mettere in rapporto i testi, inclusi i vari mezzi di presentare i testi e le loro strutture sulla pagina (struttura, parallelo, chiasmo, diagramma relazionale). Poi studieremo i programmi dedicati in modo specifico all’analisi dei testi: Concordance, BibleWorks, TLG Workplace. Useremo il Prologo di Giovanni come punto di riferimento.
          Obiettivi. Favorire l’approfondimento dello studio del NT mediante l’applicazione di una prospettiva equilibrata nello sviluppo di un metodo di ricerca e nell’uso degli strumenti. Questo comprende anche lo sviluppo della percezione, il pensiero e la creatività. Acquisire una conoscenza dei principi e delle componenti fondamentali dell’esegesi, con una comprensione ampia dei campi interessati e delle informazioni attinenti.
          Metodologia. Verrà posto in primo piano il metodo scientifico, critico e storico. Si prenderà avvio dal punto di vista del ricercatore: desideri, interessi, obiettivi, scopo; si seguirà il processo della ricerca biblica. Gli studenti sono introdotti ai vari approcci di studio e all’uso pratico degli strumenti.

            Bibl.: J.A. Fitzmyer, An Introductory Bibliography for the Study of the Scripture, Roma 1990; S. Bazylinski, Guida alla ricerca biblica - Note introduttive, Roma 2004.

            J. Boettcher


        • *Metodi in archeologia.
          Requisiti. Per i suoi aspetti pratici il seminario è rivolto a studenti interessati a partecipare ad una campagna di scavo.
          Scopo. Il seminario ha lo scopo di presentare le varie metodologie di scavo archeologico, con particolare riguardo alle modalità di raccolta, classificazione e analisi dei dati. Analisi stratigrafica; schedatura; elaborazione informatizzata dei dati; documentazione grafica e fotografica; strumenti e strumentazione elettronica. – Metodologia d’insegnamento. Dopo alcune lezioni introduttive, gli studenti saranno chiamati ad apprezzare e valutare l’applicazione dei metodi usati in archeologia in alcune pubblicazioni di scavi della regione siro-palestinese.
          Valutazione finale. La valutazione finale verterà su quanto dallo studente esposto nel corso del seminario e, eventualmente, su un lavoro scritto.

            Bibl.: P. Barcher, Tecniche dello scavo archeologico, Milano 1981; E.C. Harris, Principi di stratigrafia archeologica, Roma 1983; D. Manacorda, Prima lezione di archeologia, Bari 2004; A. Guidi, I metodi della ricerca archeologica, Bari 2006; R. Francovich - D. Manacorda (a cura di), Dizionario di archeologia, Bari 2005.

            C. Pappalardo


        • **Lettera ai Colossesi. La cristologia della lettera ai Colossesi. Lo scopo del seminario è introdurre alla conoscenza della lettera, studiando in modo particolare il tema della cristologia. Il docente farà un’introduzione e presenterà la questione cristologica, come tema principale di tutta la lettera, e offrirà alcuni suggerimenti per il lavoro degli studenti. I partecipanti presenteranno un tema particolare scelto di comune accordo. Ogni tema sarà sviluppato in due parti: lettura esegetica di un testo e analisi tematica. Per la relazione di seminario, ciascuno studente preparerà una sintesi scritta di una o due pagine, che sarà distribuita ai partecipanti.

            Bibl.: Commenti: E. Lohse (1968/ted.; trad. it. 1976); F.F. Bruce (1984/ingl.); P. Pokorny´ (1987/ted.; trad. ingl. 1991); J.-N. Aletti (1993/fr.; trad. it. 1994); J.D.G. Dunn (1996/ingl.).
            – Monografie e articoli: J.-N. Aletti, “Colossiens: un tournant dans la christologie néotestamentaire: problèmes et propositions”, LA 49 (1999) 211-236; Id., Colossiens 1,15-20. Genre et exégèse du texte Fonction de la thématique sapientielle (AnBib 91), Roma 1981; Id., Gesù Cristo: Unità del Nuovo Testamento?, Roma 1995 (originale francese 1994); C.E. Arnold, The Colossian Syncretism. The Interface Between Christianity and Folk Belief at Colossae (WUNT 2. Reihe 77), Tübingen 1995; M.N.A. Bockmuehl, Revelation and mystery. In ancient Judaism and pauline Christianity (WUNT 2. Reihe 36), Tübingen 1990; E. Bosetti, “Codici familiari: storia della ricerca e prospettive”, RivBib 35 (1987) 129-179; A.M. Buscemi, Gli inni di Paolo. Una sinfonia a Cristo Signore (SBF Analecta 48), Jerusalem 2000; A.M. Buscemi, San Paolo. Vita, opera, messaggio (SBF Analecta 43), Jerusalem 1996.

            N. Ibrahim


        • **Capharnaum: vetera et nova. In quale misura il contributo offerto dagli scavi di Cafarnao è stato recepito dalle scienze bibliche e storiche? Il seminario intende analizzare tale questione con particolare riguardo alle acquisizioni recenti. Il campo della ricerca interessa diversi ambiti disciplinari (esegesi del NT, topografia, storiografia, economia, archeologia, architettura, ecc.), nell’arco cronologico che va dal primo periodo romano a quello tardo bizantino. Lo studente può scegliere l’argomento di approfondimento che gli è più congeniale, da elaborare sotto forma di schede bibliografiche. Queste verranno pubblicate in internet nel progetto di un database bibliografico (full text) su Cafarnao.
          Alcuni temi indicati. — 1) Vangeli: Il vangelo di Marco e le tradizioni premarciane sulla «giornata di Cafarnao»; Cafarnao e redazione “Q”; La «casa di Pietro» nell’esegesi contemporanea; La «città di Gesù» nei commentari evangelici; Status quaestionis di alcune pericopi evangeliche ambientate a Cafarnao; L’ambiente culturale di Cafarnao (società, religione): un confronto tra fonti e ritrovamenti; L’ambiente economico di Cafarnao (agricoltura, pesca, artigianato, importazioni ed esportazioni). — 2) Fonti giudaiche: Giuseppe Flavio e Cafarnao; Tradizioni giudaiche su Cafarnao. — 3) Fonti cristiane: Cafarnao nelle fonti tardoantiche e bizantine; Il problema della datazione dell’Itinerario di Egeria; Cafarnao nelle fonti medievali; Tradizioni cristiano-giudaiche a/su Cafarnao. — 4) Storia e topografia: La riscoperta di Cafarnao: storia delle esplorazioni; Topografia e toponomastica storica; Vantaggi della posizione geo-politica di Cafarnao; La sinagoga bianca di Cafarnao nel quadro del giudaismo bizantino. — 5) Archeologia: La casa di Pietro e le case nella Palestina del I secolo; Tessuto urbano e contesto sociale; Domus Ecclesia o Domus Ecclesiae?; Decori e graffiti della Domus Ecclesia: confronto con l’arte paleocristiana coeva; Il martyrion ottagonale e gli edifici cristiani a pianta centrale della Palestina; Le sinagoghe palestinesi del I secolo e la sinagoga del Centurione; Ultimi giorni di Cafarnao: acquisizioni degli scavi recenti. — 6) Architettura: Cafarnao e la questione delle sinagoghe galilaiche: orientamenti attuali; Stile architettonico e datazione stratigrafica della sinagoga bianca: che soluzioni?

            Bibl.: C. Corbo, Cafarnao I: Gli edifici della città (SBF Collectio Maior 19), Jerusalem 1975; S. Loffreda, Cafarnao. II: La ceramica (SBF Collectio Maior 19), Jerusalem 1974; A. Spijkerman, Cafarnao III: Catalogo delle monete della città (SBF Collectio Maior 19), Jerusalem 1975; E. Testa, Cafarnao IV: I graffiti della casa di S. Pietro (SBF Collectio Maior 19), Jerusalem 1972; S. Loffreda, Cafarnao V: Documentazione fotografica degli scavi di Cafarnao (1968-2003) (SBF Collectio Maior 44), Jerusalem 2005; S. Loffreda, Cafarnao VI: Docu-mentazione fotografica degli oggetti (SBF Collectio Maior s.n.), in corso di stampa; V. Tzaferis - J. Blenkinsopp - J.C.H. Laughlin - J.F. Wilson - E.K. Berman - M. Peleg - A. Berman, Excavations at Capernaum. I (1978-1982), Winona Lake 1989.H. Kohl - C. Watzinger, Antike Synagogen in Galilaea, Leipzig 1916; G. Orfali, Capharnaüm et ses ruines. D’après les fouilles accomplies à Tell-Houm par la Custodie Franciscaine de Terre Sainte (1905-1921), Paris 1922; V.C. Corbo, “Edifici antichi sotto la sinagoga di Cafarnao”, in E. Testa - I. Mancini - M. Piccirillo (eds.), Studia Hierosolymitana in onore del P. Bellarmino Bagatti, I: Studi archeologici (SBF Collectio Maior 22), Jerusalem 1976, 159-176; S. Loffreda, “The Late Chronology of the Synagogue of Capernaum”, in L.I. Levine (ed.), Ancient Synagogues Revealed, Jerusalem 1981, 52-56; V.C. Corbo, “Resti della sinagoga del primo secolo a Cafarnao”, in G.C. Bottini (ed.), Studia Hierosolymitana. III. Nell’Ottavo Centenario Francescano (1182-1982) (SBF Collectio Maior 30), Jerusalem 1982, 313-357; M. Fisher, “The Corinthian capitals of the Capernaum synagogue: a revision”, Levant 18 (1986), 131-142; H. Bloedhorn, Die Kapitelle der Synagoge von Kapernaum: ihre zeitliche und stilistische Einordnung im Rahmen der Kapitellentwicklung in der Dekapolis und in Palaestina (Abhandlungen des Deutschen Palästina-Vereins 11), Wiesbaden 1993; L.I. Levine, The Ancient Synagogue. The First Thousand Years, Yale - New Haven - London 2000 [= La sinagoga antica, vol. I: Lo sviluppo storico; vol. II: L’istituzione, Brescia 2005]; M. Adinolfi - P.A. Kaswalder (eds.), Entrarono a Cafarnao: lettura interdisciplinare di Mc 1, Jerusalem 1997; A. Lancellotti, “La casa di Pietro a Cafarnao nei Vangeli sinottici: Redazione e tradizione”, in G. Cardaropoli (ed.), La Terra Santa. Studi di Archeologia Atti del simposio ‘Trent’anni di Archeologia in Terra Santa’ (Bibliotheca Pontificii Athenaei Antoniani 23), Roma 1983, 48-69; J.E. Taylor, “Capernaum and its “Jewish-Christians”: a re-examination of the Franciscan excavations”, Bulletin of the Anglo-Israel Archaeological Society, 9 (1989-1990) 7-28; S. Loffreda, “La tradizionale casa di Simon Pietro a Cafarnao a 25 anni dalla sua scoperta”, in F. Manns - E. Alliata (eds.), Early Christianity in Context: Monuments and Documents (SBF Collectio Maior 38), Jerusalem 1993, 37-67; Y. Stepanski, “Stone Ramps on the Northern Shore of Lake Kinneret near Capernaum”, Qadmoniot 25 (1992), 48-52; J.L. Reed, Archaeology and the Galilean Jesus: A Re-Examination of the Evidence, Harrisburg 2000; J. Neusner - J.F. Strange (eds.), Religious Texts and Material Contexts, Lanham 2001.

            S. De Luca

        ESCURSIONI

        - I -


        • */**Escursioni settimanali in Gerusalemme e dintorni. Giro panoramico delle mura della città vecchia. La città di Davide. Siloe. Aceldama. Il monte del tempio. Scavi a sud dell’Aqsa. Il quartiere giudaico. Scavi di Avigad. L’area della Flagellazione e la fortezza Antonia. La Via Crucis e il S. Sepolcro. S. Anna e la probatica. Tombe reali, S. Stefano, Garden Tomb. Getsemani: Tomba della Vergine, Grotta e Basilica dell’Agonia. Dominus Flevit, Pater, Ascensione. Betania, Betfage. Mamilla, Monastero della S. Croce. Ain Karem. Betlemme.

            Bibl.: S. Loffreda, Topografia di Gerusalemme (fino al 70 d.C.) dispensa SBF; E. Alliata, Topografia cristiana della Palestina. I; Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF); Id., Gerusalemme. Escursioni in Gerusalemme e dintorni (Dispensa SBF - trascrizione di M. Crimella).

            E. Alliata - C. Pappalardo

        - II -


        • */**Escursioni bibliche quindicinali. Escursioni Bibliche in Samaria, Giudea e Neghev.
          1. Visita di Gezer, Ramleh, Giaffa, Tel Qasileh, Haaretz Museum. – 2. Visita di Latrun, Emmaus-Nicopoli, Tel Miqne (Eqron dei filistei), Ascalon, Tell Gemmeh. – 3. Visita di Tel Beth Shemesh, Beit Gibrin, Maresha, Lachish. – 4. Visita di Tel Arad, Beer Sheva, Mampsis. – 5. Visita di Nizzana, Shivta, Avdat. – 6. Visita di Eyn Gedi e Masada. – 7. Visita di Qumran e Gerico. – 8. Visita di Bet Shean e Belvoir. – 9. Visita di Afq (Antipatris) e Cesarea Marittima. – 10. Escursione a piedi nel Wadi Qelt, da S. Giorgio di Koziba fino a Gerico.

            Bibl.: Dispense del Professore; M. Avi Yonah, The Land of the Bible. A Historical Geography, Philadelphia, PE 1979; E. Stern - A. Lewinson-Gilboa - J. Aviram, (edd.), The New Encyclopaedia of Archaeological Excavations in the Holy Land, voll. 1-4, Jerusalem 1993; Y. Tsafrir - L. Di Segni - J. Green, Tabula Imperii Romani. Judaea - Palaestina. Maps and Gazetteer, Jerusalem 1994; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002; A.F. Rainey - R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006.

            P. Kaswalder


        • *Escursione in Galilea e Golan (6 giorni).
          1. Nella Valle di Esdrelon: visita di Bet Alfa, Tel Jizreel e al-Muhraqa sul Monte Carmelo. – 2. Nella Galilea centrale: visita di Nazaret, Cana di Galilea, Monte Tabor e Naim. – 3. Nel territorio di Asher: visita di Sefforis, Bet Shearim, Acco, Nahariya, Rosh ha-Niqra. – 4. Sul Lago di Galilea: visita di Hamat-Tiberias, S. Pietro in Tiberiade, et-Tabgha (Moltiplicazione, Primato), Monte delle Beatitudini, Corazin, Cafarnao, Betsaida Iulia. – 5. Sulle Alture del Golan: visite di Hammat-Gader, Hippos, Kursi, Katzrin, Monte Hermon, Birkat-Ram e Qalaat-Nimrud. La Valle di Hule con visita a Tel Dan e Banias. – 6. Nell’Alta Galilea: visita di Hazor, Safed, Meiron, Kfar Baram, el-Jish (Giscala), Kadesh di Galilea.

            Bibl.: Dispense del Professore; P.A. Kaswalder, Ono-mastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002; A.F. Rainey - R.S. Notley, The Sacred Bridge. Carta’s Atlas of the Biblical World, Jerusalem 2006.

            P. Kaswalder


        • Escursione al Monte Sinai (5 giorni).
          1. Viaggio lungo la Valle dell’Arabah: Eyn Hatzeva, Wadi Paran, Yotavata. Memoria di Kuntillet Ajrud e di Har Karkom, passaggio del Mar Rosso a Eilat (Ezion-Geber). – 2. Trasferimento verso S. Caterina del Sinai con visita di Taba, Jezirat Faraoun, Nuweiba, Ayn Hudra, wadi Ghazal. Visita del Monastero di S. Caterina, alla Basilica del Roveto e alla Biblioteca del Monastero. – 3. Nella notte si effettua la salita a Jebel Musa, il Monte Sinai della tradizione cristiana. Sosta al Pianoro di Elia. – 4. Al ritorno visita alle alle miniere di Timna.
            • Bibl.: P. Kaswalder - E. Bosetti, Sulle orme di Mosè. Egitto, Sinai, Giordania. Nuova Guida biblica e archeologica, Bologna 2000; P.A. Kaswalder, Onomastica Biblica. Fonti scritte e ricerca archeologica, Jerusalem 2002.

              P. Kaswalder

            Le Escursioni Bibliche su indicate (I e II) sono obbligatorie e costituiscono un momento qualificante della preparazione offerta agli studenti di Scienze Bibliche. Le visite, distribuite secondo un calendario biennale, hanno lo scopo di far conoscere agli studenti le regioni e i siti biblici principali. Gran parte delle visite si sofferma sugli aspetti dell’archeologia biblica: scavi, risultati, discussioni accademiche relative ai ritrovamenti principali. Costanti sono i riferimenti letterari, storici e geografici che arricchiscono la storia dei singoli siti. Al termine dei corsi gli studenti dovranno sostenere un esame orale o scritto.

          - III -


          • Escursione in Grecia. (Vedi: Seminario “Grecia e Cipro”).

            F. Manns

          NB: Iscrizioni all’anno accademico: 2-20 ottobre

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          Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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