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ALBUM 2003


Cappella della Condanna (Lithostrotos)
- II Stazione -

Commemorazione dei misteri della Via Crucis

mercoledì 9 aprile 2003


ANTIFONA D’INGRESSO

Maltrattato si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca (Is 53,7)


Isaia 53,1-10

Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
E’ cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per provare in lui diletto.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per i nostri delitti,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti.
Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’ iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca.
Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo;
chi si affligge per la sua sorte?
Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi,
per l’ iniquità del mio popolo fu percosso a morte.
Gli si diede sepoltura con gli empi,
con il ricco fu il suo tumulo,
sebbene non avesse commesso violenza
né vi fosse inganno nella sua bocca.
Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori.
Quando offrirà se stesso in espiazione,
vedrà una discendenza, vivrà a lungo,
si compirà per mezzo suo la volontà del Signore.

Vangelo secondo Giovanni 19,16-22

Allora [Pilato] lo consegnò loro perché fosse crocifisso.
Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’ altra, e Gesù nel mezzo. Pilato compose anche l’ iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei”. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove fu crocifisso Gesù era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: “Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto: Io sono il re dei Giudei”. Rispose Pilato: “Ciò che ho scritto, ho scritto”.



    ACCLAMAZIONE AL VANGELO

    Cristo si è fatto obbediente fino alla morte e alla morte di croce.
    per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome
    che è al di sopra di ogni altro nome. (Fil 2,8-9)


ANTIFONA ALLA COMUNIONE
Cristo patì per noi lasciandoci un esempio,
perché ne seguiamo le orme (cf. 1 Pt 2,21)


La memoria della passione del tuo Figlio,
celebrata in questi santi misteri,
illumini, Signore, le nostre menti
e infiammi i nostri cuori,
perché, seguendo i tuoi insegnamenti,
possiamo portare con animo sereno
la nostra croce quotidiana dietro di lui,
che vive e regna nei secoli dei secoli.

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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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