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I SAMARITANI

I Samaritani sono una comunità interna all'Ebraismo originata dagli Ebrei dell'antica Samaria che non furono deportati dal conquistatore assiro del regno d'Israele, Sargon II, nel 722 a.C Dopo il ritorno dall'esilio babilonese. i Giudei non permisero ai Samaritani di partecipare alla ricostruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme, Di conseguenza nel IV sec. a.C i Samaritani costruirono un santuario indipendente ai piedi del monte Gerizim, presso l'attuale Mablus, circa 40 km a nord di Gerusalemme, 1 membri dell'esigua comunità, che vivono ancor oggi perlopiù a Nablus, sede del sommo sacerdote, e a Holon, presso Tel Aviv, si autodefiniscono Bene Yisra'el (Figli d'Israele') o Sbamerim, ('Osservanti). La loro unica autorità scritturale è il Pentateuco, scritto in alfabeto "samaritano", direttamente discendente dal primitivo alfabeto ebraico. Usano l'ebraico per la liturgia, l'arabo per la comunicazione quotidiana.

Nel Nuovo Testamento si narra che la samaritana si sorprende quando l'ebreo Gesù incontrandola al pozzo le rivolge la parola; samaritane sono le persone che si rifiutano di offrire ospitalità a Cristo perché diretto alla "nemica" Gerusalemme; probabilmente si tratta di una provocazione la scelta di Gesù di un samaritano come simbolo dì carità. Un'ostilità quella nei confronti dei Samaritani condivisa nell'antichità da ebrei, assiri, egizi, macedoni e romani.

Nel IV e V secolo d.C. il numero di questa popolazione che si definisce "il più antico e meno numeroso popolo al mondo" ammontava a 1.200.000 persone residenti in molte città e villaggi della terra di Israele, dalla Siria meridionale all'Egitto settentrionale.

Le persecuzioni hanno drasticamente ridotto la comunità samaritana che nel 1917 era rappresentata da sole 146 persone.

Ciononostante, nel corso della storia, i Samaritani non hanno mai perso uno status unico al mondo. Posseggono un proprio alfabeto, la scrittura antico‑ebraica, quella precedente a quella quadrata adottata dagli ebrei dopo l'esilio; vengono educati in accordo a un'unica e millenaria tradizione storica, che risale al ritorno del popolo di Israele nella propria patria.

1 Samaritani sono guidati da quattro principi di fede: un unico Dio, il Dio dì Israele; un unico profeta, Mosè figlio di Amram; un unico libro sacro, il Pentateuco nella loro scrittura ‑ di cui una copia manoscritta si trova presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano ‑ ovvero la Torá tramandata da Mosè; un unico luogo sacro, il Monte Gerizim.

A ciò va aggiunta anche la credenza nel Taheb figlio di Giuseppe, «un profeta come Mosè‑ che apparirà nel giorno della Vendetta e della Ricompensa alla fine dei mondo.

I Samaritani festeggiano solo le sette festività nominate nella Torá: la Pasqua ebraica; la festa degli Azzimi; la festa delle Settimane (Shavuoth); il primo giorno del Settimo Mese; il giorno dell'Espiazione (Yom Kippur); la festa dei Tabernacoli (Sukkoth); la festa della Torá.

A differenza degli Ebrei, i Samaritani non festeggiano Hanukká e Purim. Il nuovo Anno viene festeggiato quattordici giorni prima della Pasqua, e la vigilia di Pasqua è caratterizzata dal sacrificio degli agnelli e capretti sul monte Gerizim.

Oggigiomo la comunità samaritana è concentrata in due zone: metà della comunità vive per tutto l'anno a Kiryat Luza sul Monte Gerizim e di questa metà un piccolo numero si trasferisce nell'antico villaggio samaritano di Nablus nei mesi invernali; l'altra metà vive nel quartiere Neve Marka a Holon, presso Giaffa, comunità fondata nel 1954/55.

A capo della comunità samaritana v'è il Grande Sacerdote, discendente di Aronne, fratello di Mosè.

1 Samaritani circoncidono i figli maschi all'ottavo giorno dopo la nascita. Ragazzi e ragazze che completano la lettura della Torá sono considerati «conoscitori della Torá» (status essenzialmente simile, a parte l'età dei ragazzi, all'ebraico Bar Mitzvá).

Le coppie samaritane si uniscono seguendo tre stadi: il consenso, in cui la donna e i suoi genitori esprimono il consenso alla proposta fatta dall'uomo e dai suoi genitori; la promessa di matrimonio in cui due testimoni vengono inviati dalla donna al fine di testimoniare il consenso; il matrimonio in cui viene firmato e letto il contratto (ketubbá) e vengono fissati i termini del matrimonio. Solo il primo stadio può essere dissolto senza divorzio. 1 morti sono sepolti nel cimitero presso Kiryat Luza sul Monte Gerizim oppure nella parte samaritana del cimitero di Kiryat Shaul a Giaffa.

Essere samaritano richiede di vivere in terra d'Israele, senza lasciarne i confini storici oppure mantenendovi la residenza se si vive fuori di essa, di partecipare al sacrificio di Pasqua sul Monte Gerizim, di rispettare il Sabato come è scritto nella Torá; la scrupolosa osservanza delle leggi della purità e impurità come sta scritto nella Torá. Chiunque non osservi uno solo di questi doveri non può continuare a vivere all'interno della Comunità.

Nel 1948 la comunità samaritana contava 250 persone: 192 a Nablus e 58 a Giaffa. Nel 1969 ne contava 414: 227 uomini e 187 donne.

Il I gennaio 1996 la comunità contava 583 persone (286 a Kiryat Luza e Nablus; 297 a Neve Marka, Holon): 315 uomini e 268 donne, di cui 238 persone sposate, 190 celibi e 122 nubili, 7 tra vedovi e divorziati; 26 tra vedove e divorziate.

VALENTINA COLOMBO

Tratto da: Amicizia ebraico-cristiana. Bollettino a cura dell’AEC di Firenze. Nuova serie XXXI (1996)


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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