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Centenario del Santuario della Condanna
21 maggio 2005

Mons. Giocondo de Nittis OFM (1838–1908)




Mons. Giocondo de Nittis OFM (1838–1908)
Matteo De Nittis era nato il 31 marzo 1838 a San Giovanni Rotondo, paese reso ora celebre in tutto il mondo da San Pio da Pietrelcina. Attratto dall’ideale francescano, il 15 ottobre 1854 divenne frate minore nel convento di San Nicandro Garganico assumendo il nome di Fra Giocondo ben corrispondente alla sua indole gioiosa che gli riluceva sul volto. Compiuto il curricolo di formazione e studi fu ordinato sacerdote il 23 febbraio 1861. Animato da fervido zelo pastorale, si diede alla predicazione percorrendo le città di Campania e Puglia.
Le sue qualità all’interno dell’Ordine francescano rifulsero anche nel campo della formazione e del governo e viene considerato l’infaticabile restauratore della Provincia dei Frati Minori di S. Angelo in Puglia dopo l’infausta soppressione degli Ordini religiosi. Precedendo i confratelli più con l’esempio che con la parola ricoprì le cariche di Lettore, Maestro di formazione dei giovani, Guardiano e Ministro Provinciale.
Papa Leone XIII nel 1886 nominò Fra Giocondo Vescovo di Castellaneta in provincia di Taranto. Consacrato Vescovo in S. Isidoro degli Irlandesi a Roma il 13 giugno dal cardinale francescano Giuseppe Sebastiano Netto, fece il suo ingresso a Castellaneta l’8 settembre. I biografi affermano che il Vescovo De Nittis “semplice, umile, zelante si distinse per la sua immensa carità a pro dei poveri e bisognosi, studiandosi di imitare il Padre Serafico”. Durante il suo episcopato ampliò la Curia e la residenza del Vescovo, diede grande impulso al Seminario diocesano e curò la costruzione o il restauro di non poche chiese. Fu un precursore dell’apostolato dei laici e della buona stampa ed ebbe idee geniali per le nuove forme di animazione sociale come la Cassa rurale, le Dame di Carità, la Società di S. Vincenzo e l’Ordine Francescano Secolare.
Rimasto francescano nel cuore e nella vita, si adoperò per il riscatto del Convento di S. Francesco a Castellaneta, dove nel 1897 riuscì a riportare i Frati Minori, scacciati al tempo della soppressione, tuttora presenti con una casa di formazione per i giovani e una fiorente parrocchia.
Desideroso di visitare la Terra Santa, riuscì a realizzare il suo sogno nel 1905, quando non era più giovane. Fu in questa occasione che i Frati della Custodia di Terra Santa lo invitarono a consacrare l’altare del ricostruito santuario della Condanna di Gesù sulla Via Dolorosa, cosa che egli fece il 21 maggio 1905, come attesta il cartiglio di pergamena contenuto nella capsella delle reliquie inclusa nella pietra sacra. Il pellegrinaggio fatto con tanta devozione e fervore restò tanto impresso in lui che fino al termine della vita ne parlava con vivo ardore.
Del suo ampio magistero testimoniano venti lettere pastorali date alle stampe. Come frutto del suo ventennale episcopato indisse il Sinodo diocesano che fu celebrato nei giorni 21-23 maggio 1907 nell’ottava di Pentecoste; riuscì a pubblicarne anche gli atti. Questa fu l’ultima sua iniziativa pastorale ed egli la riteneva il suo testamento episcopale. Colpito poco dopo da “dolorosissima malattia”, dava esempio di eroica pazienza e soleva ripetere: “Gesù mio, dammi pazienza nei santi dolori. Si addormentò nel Signore il 26 febbraio 1908. Mons. Giocondo De Nittis fu ammirato e rimpianto da quanti lo conobbero e il suo ricordo è rimasto vivo anche nella memoria dei posteri fino ai nostri giorni, come rivelano le recenti rievocazioni della sua persona e delle sue opere.

G. Fini, Quattro Vescovi di San Giovanni Rotondo, Leone, Foggia 1987, 129-136 Mons. G. De Nittis).
A. Febbraro – C. Reho, Mons. De Nittis e il convento S. Francesco di Castellaneta, Policarpo, Castellaneta 1988.
C. Reho, “Mons. Giocondo de Nittis (1838-1908). Predica su le «tre ore di agonia», in Idem, Jubilate Deo!... Antologia teologica francescano-pugliese, Brindisi 2001, 237-262.

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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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