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Centenario del Santuario della Condanna
21 maggio 2005

I restauri del 1994





Nella primavera del 1994 furono eseguiti lavori nel presbiterio del santuario per adattarlo alle norme liturgiche attuali. In quella occasione, rimuovendo l'altare, si potè leggere il cartiglio inserito nella capsella contenente le reliquie.
Durante i lavori, nel muro della sagrestia, a sudovest verso la strada tra il santuario della Condanna e le Suore di Sion (santuario dell’Ecce Homo), è venuta alla luce una porta all’altezza di circa 80 cm. Nello stesso muro, a nordovest verso il porticato, padre Alberto Prodomo, architetto della Custodia di Terra Santa che ha diretto i lavori di ristrutturazione, ha lasciato un archetto in vista. Lì voleva incassare il lavabo, ma tolte le pietre, si vedeva all’interno un ambiente delle Suore e così ha dovuto richiudere. C’è lì un passaggio a un piccolo ambiente di sgombro delle Suore, dove si vedevano tubature.
Le colonne della chiesa in pietra locale sono monolitiche: un’impresa dell’architetto. Le belle pietre colorate dell’altare derivano da massi erratici che si trovano nel deserto. Spaccandoli, si incontrano colori diversi. Le uniche cose importate sono alcune mensoline di marmo importate dall’estero. Le colonnine del tabernacolo non avevano più capitelli (rubati mesi fa). Prodomo li ha sostituiti con quelli dell’altare di destra (guardando l’altare). Al posto di questi ha messo delle copie fatte con pongo, esattamente uguali (non si distinguono da lontano).
L’altare è stato tagliato a livello dello schienale. Dato che questo aveva una serie di archetti, che - staccato l’altare - sarebbe stata interrotta, Prodomo ha tagliato la parte anteriore dell’altare, dov’era la continuazione degli archetti, e l’ha riportata sullo schienale, dov’era stata asportata la lastra dell’altare. Il nuovo altare ha, sul davanti, le colonnine originali; sul dietro, una lastra di pietra nuova. Le statue e le altre scene sono state ripulite e dove necessario restaurate. Anche le scritte in latino della chiesa sono state ritoccate. Si vedono tracce di scritte precedenti a quelle attuali. Sono state chiuse con plexiglas i tre archi in alto che danno sulla cappellina rialzata, interna del convento. La chiusura centrale, la più grande, ha una finestra.


Pergamena 5.5 x 6 cm con la seguente scritta a inchiostro su pergamena (il segno / indica la fine della riga):

MCMV die XXI mensis Maji. Ego Fr. Jucun/dus De Nittis Episcopus Castellaneten consecra/vi altare hoc in honorem Condemnationis D./N.J.C. et reliquias sanctorum Marty/rum Simplicii, Desiderii, Agathodori et/ Lucii incoinclusi, et singulis Christi fide/libus hodie unum annun, et in die/ anniversario consecrationis huiusmo/di ipsum visitantibus quinqua/ginta dies de vera in[dulgentia]/ in forma E[cclesiae co]nsueta concessi.

Capsella di piombo: 7 cm x 7 cm.

Capsella  d’argento 6 cm x 6 cm.

Piccoli involti di carta con i nomi dei rispettivi martiri (quattro, uno spezzato a metà) per le reliquie.

Grani di incenso: tre.

Nastrino rosso con tre stampi-sigillo di cera lacca (uno spezzato) del vescovo.

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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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