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Reverendissimo Monsignore, cari padri, fratelli e sorelle in Cristo,
saluto e ringrazio tutti per la vostra presenza in questo santuario, a cominciare da Mons. Gianfranco, Segretario della Delegazione apostolica di Gerusalemme, che presiede la nostra Eucaristia. Siamo qui per ricordare che proprio cento anni fa, come oggi, venne consacrato l’altare di questa chiesa dedicata alla commemorazione della condanna di Gesù Cristo nostro Signore. Mons. Giocondo De Nittis, vescovo francescano di Castellaneta in Puglia, venuto a Gerusalemme come pio pellegrino il 21 maggio 1905 dedicava la mensa del convito e del sacrificio di questo luogo santo inserendo nella pietra sacra dell’altare le reliquie dei santi martiri Simplicio, Desiderio, Agatodoro e Lucio.
Per chi vive a Gerusalemme, circondato da monumenti e memorie, in molti casi ultramillenarie, cento anni possono apparire di poco conto, ma la Fraternità di questo convento e io stesso abbiamo voluto commemorare l’evento centenario per vari motivi.
È vero che l’attuale edificio risale a cento anni fa, ma è anche certo che esso fu costruito su una precedente chiesa datata al dodicesimo secolo. In vecchie foto sono ancora visibili ampi resti di mura e questo pavimento romano del secondo secolo che dovette suggerire di commemorare qui la condanna di Gesù e la sua incoronazione di spine. Questo fatto ci fa sentire eredi di una tradizione cara al cuore dei cristiani di Terra Santa e ai pellegrini dei secoli passati. Ogni anno, in Quaresima, il pellegrinaggio verso la Pasqua guidato dalla Custodia di Terra Santa sosta in questo santuario per celebrare i misteri della Via Crucis.
Un secondo motivo che ci ha ispirati è il fatto che questo angolo della città vecchia di Gerusalemme è tra i più visitati. Non vi è quasi pellegrino o turista che non sia attratto o incuriosito dalla Via Dolorosa, che qui ha il suo suggestivo inizio, grazie ai resti del “Litostrotos”, il pavimento romano che ha la sua continuità nel santuario accanto dell’Ecce Homo, custodito dalle Suore di nostra Signora di Sion. Tante volte al giorno e nelle lingue più diverse dalle nostre finestre ascoltiamo preghiere e canti di fratelli e sorelle di fede che commemorano la passione del Signore con le prime stazioni della Via Crucis. La Liturgia eucaristica di questo vespro festivo vuole unirsi e fondersi con questo misterioso flusso di memoria orante. La Fraternità e la Comunità accademica, composta da docenti e studenti dello Studio Biblico Francescano, inseriscono il proprio servizio specifico alla Parola di Dio e alla Chiesa nell’attività della Custodia di Terra Santa, voluta dalla Santa Sede per esprimermi con le parole del Servo di Dio Paolo VI “per servire la Chiesa locale e per custodire, restaurare, proteggere i luoghi santi cristiani”.
Con questa commemorazione centenaria vogliamo infine ringraziare il Signore per il secolo di presenza in questo luogo santo e per tutto il bene, di cui Dio solo conosce la misura, che da esso è venuto o è stato ispirato.
Voglia il Padre celeste accogliere il nostro ringraziamento per i meriti infiniti dei patimenti di Cristo qui condannato a morte per la salvezza nostra e del mondo intero.
Fr. Dobromir Jasztal ofm
Guardiano della Fraternità della Flagellazione
Gerusalemme, 21 maggio 2005,
Centenario della dedicazione del santuario della Condanna
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