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Escursione in Turchia
2 luglio 2005
Asso - Troade - Troia
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Asso (Behram Kale). Colonia eolica fondata da Metimna nell'isola di Lesbo, Asso è un porto artificiale a circa trentacinque chilometri a sud di Troade, sul golfo di Adramitto. Conosce varie dominazioni, da quella lidia a quella persiana e a quella di Pergamo, finché i romani la inseriscono nella provincia di Asia. Nel IV secolo a.C. la città dal tiranno Ermia di Atarneo, uno degli accademici antichi, che incoraggia e sostiene Erasto e Corisco nella fondazione e nella direzione in Asso di una scuola filosofica, a cui partecipa anche Aristotele. Nel 341 a.C., tradito dal generale persiano Mentore, Ermia viene crocifisso. In sua memoria il filosofo di Stagira Aristotele, che ne ha sposato la nipote Pizia, compone un inno alla virtù.
Paolo passò ad Asso nella primavera del 58 d.C. al termine del suo terzo viaggio missionario mentre era diretto a Gerusalemme (Atti degli Apostoli 20,13).
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Asso
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Tempio di Atena
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Tempio di Atena
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Zona della necropoli
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Troade. Ad Alessandria Troade, la città a venti km da Troia, fondata da Lisimaco e diventata poi colonia romana, San Paolo ebbe la visione che determinò la sua evangelizzazione dell'Europa nel corso del secondo viaggio (Atti degli Apostoli 16,8-10). Durante il terzo viaggio l'apostolo risusciterà a Troade il giovane Eutico (20,6-12).
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Troade
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Porto
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Colonne del porto
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Porto
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Le mura di Troia VI. Lunghe oltre 600 m le mura che cingevano Troia VI (1900-1300 a.C.), indicata nel secolo scorso dall'archeologo tedesco Dörpfeld come la Troia omerica. Su una sporgenza rocciosa che si elevava di circa 30 m dalla pianura dello Scamandro e del Simoenta, a soli 6 km dal mar Egeo e dallo stretto dei Dardanelli, Troia era in posizione ideale per controllare le correnti commerciali euro-asiatiche ed egeo-pontiche. Abitata già dal periodo calcolitico (c. 3500 a.C.), fu colonizzata nel secolo VIII dagli Eoli, per cadere due secoli dopo sotto i Persiani. Nel 480, in occasione della seconda guerra persiana, Serse salito a Ilio sacrificò mille vacche nel tempio di Atena Ilia.
Nel 334, Alessandro Magno - lettore entusiasta dell'Iliade, di cui portava sempre con sé, custodita in uno scrigno prezioso, la copia emendata dal suo maestro Aristotele - «salito a Troia, fece sacrifici a Minerva e libò sulle tombe degli eroi; unse di olio la colonna funeraria dedicata ad Achille e, come allora si usava, dopo esserle corso intorno nudo, insieme con i suoi fidi, la cinse con una corona chiamando beato Achille che aveva avuto in vita un amico fedele e in morte un grande cantore delle sue gesta» (Plutarco, Alessandro 15). Ricostruita alla fine del secolo IV da Lisimaco, passa in seguito sotto la dominazione dei Seleucidi e degli Attalidi. Silla la riedifica nell'85 dopo la devastazione di Fimbria, partigiano di Mario. È oggetto di sollecitudini da parte di Cesare, che nel 47 visita la città del suo progenitore Enea e pensa di costituirla capitale della repubblica romana, e di Augusto, che rifà il tempio di Atena Ilia. Saccheggiata nel 267 d.C., e diventata sede vescovile, dopo le visite di Costantino che aveva concepito lo stesso progetto di Cesare e di Giuliano l'Apostata, Troia andò gradualmente perdendo importanza fino a scomparire dalla carta geografica.
I nove strati. A Truva gli archeologi hanno portato alla luce nove strati (Troia I-IX). Troia I (3500-2800 a.C.), che si trova a circa 30 m dal livello attuale, era una rocca fortificata di c. 100 m di diametro, che risulta distrutta da un incendio. Molto più ricca, ingrandita e maggiormente fortificata appare Troia II (2800-2300), dotata di uno splendido megaron reale, consistente in un vasto cortile su cui si affacciava, con gli altri vani della casa, il vano principale preceduto da un atrio a colonne. Presso questo megaron Schliemann scoprì nel 1873 quello che erroneamente chiamò il ‘tesoro di Priamo’. A Troia II, estintasi anch'essa a causa di un colossale incendio, seguono le più modeste Troia III (2300-2200) IV (2200-2050) e V (2050-1900), spianate da terremoti, come Troia VI (1900-1300) che si presenta ingrandita rispetto alle precedenti e munita di potenti mura. Tracce di un incendio ed altri indizi fanno comunemente identificare oggi Troia VII A (1300 1200) con la città di Priamo abbattuta da Agamenone e dagli altri eroi achei cantati da Omero. Dopo Troia VII B (1200-1100), in cui si colgono testimonianze di una invasione tracica, viene fondata da coloni eolici Troia VIII (1100-334). Siamo ormai in età storica, che vede l'ultima Troia, Troia IX (334 a.C. secolo IV d.C.), ellenistica e romana.
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La pianura troiana. Circoscritta ad ovest dal mar Egeo e a sud e sudest dal Kaz Dagi (il monte Ida), si stende per 13 km di lunghezza e 5 di larghezza la pianura dei due fiumi «rapidi dove le lor due correnti mescolano il Simoenta e lo Scamandro» (Iliade 5,774-775). Della Troia preistorica sono, tra l'altro, visibili i miseri avanzi delle mura e il bastione di Troia I, il megaron di Troia II, e molti resti di Troia VI, quali le tre porte che si aprivano a Ovest, Sud ed Est nella massiccia cinta muraria, due torri lungo le mura, la casa ‘dei pilastri’ e quella ‘delle colonne’. Restano di Troia IX il tempio dorico in antis di Atena Ilia, ricostruzione augustea del tempio arcaico; un teatro, un buleuterio e un edificio termale, tutti di età romana.
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Troia
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Teatro
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Anni '60
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Anni '60
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