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Escursione in Turchia
26 giugno 2005

Seleucia al Calicadno oggi Silifke




Silifke (Seleucia al Calicadno). La città, fondata nel III secolo a.C., sorge a un centinaio di km a occidente di Tarso. È dominata dal castello medievale dell’acropoli, e bagnata dal Göksu (l’antico Calicadno), ove il 10 giugno 1190 annegò uno dei condottieri della terza Crociata, Federico Barbarossa.

Qualche decennio dopo la tragica fine del Barbarossa a Silifke, ecco come la descrive l’anonimo autore di una Storia dei pellegrini:

La via, molto stretta e difficile, ora attraversava dirupi e prominenze di monti, ora scendeva nella profondità delle valli presso cui scorre il fiume che passa davanti alla città di Saleph. Avanzando faticosamente, i pellegrini soffrivano molto la calura. Ora mentre alcuni cavalieri della colonna imperiale che veniva dietro perlustravano per vedere se il fiume era guadabile, l’imperatore, benché sconsigliato dai suoi, entrò risolutamente nel fiume per rinfrescarsi e lavarsi. Ma essendosi avventurato a passare a nuoto, improvvisamente in mezzo al fiume, stanco e già in procinto di andare a fondo, invocò lamentosamente l’aiuto di un suo soldato che era sceso in acqua con lui. E quegli, cercando di soccorrerlo subito, lo afferrò in mezzo alle onde: alla fine però il prevalere dell’impeto della corrente lo strappò a forza da lui facendogli evitare a stento il naufragio. Allora un altro, stando a cavallo, in fretta ma troppo tardi, afferrò l’imperatore che ondeggiava nel vortice. E così purtroppo l’imperatore portato a riva spirò tra la costernazione e per la iattura dell’esercito. O sommamente funesta e miserevole punizione del popolo cristiano, i cui peccati esigono che venga infranta così la colonna del diritto e della fede. O fatale e odioso letto del fiume, nel quale è spenta la luce di ogni rettitudine. In un piccolo gorgo viene schiantato il capo e l’apice di tutto il mondo.

/L’originale latino in A. CHROUST, Quellen zur Geschichte der Kreuzzuges Kaiser Friederichs I, Berlin 1928, 171-172/


Silifke
Castello medievale
Cisterna
Ingresso della cisterna
Panoramica dal castello
Il Calicadno
Rovine della chiesa

Memoriale di S. Tecla. Conquistata dal messaggio di Paolo, Tecla rompe il suo fidanzamento. Condannata ad essere bruciata al palo, viene miracolosamente risparmiata. Accompagna allora Paolo nel suo viaggio ad Antiochia di Pisidia, dove respinge le offerte di un ufficiale della città. Viene gettata alle bestie feroci nell’arena e di nuovo risparmiata. Paolo le consente di diventare maestra. Tecla si trasferisce a Iconio, poi a Seleucia Isaurica e passa la sua vita a operare come evangelista. La sua vita viene narrata negli Atti di Paolo e Tecla.

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Created/updated: Sunday, November 6, 2005 by J. Abela / E. Alliata / R. Pierri / A. Sobkowski
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