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Escursione in Turchia
22 giugno 2005

Hattusa oggi Bogazköy




La porta dei leoni. Una delle porte monumentali a sezione parabolica che si aprivano a tenaglia lungo le ciclopiche mura ittite a doppio paramento della città di Hattusa, colonia commerciale assira nel secolo XX a.C., forse distrutta dal re ittita Anitta nel secolo seguente, diventata poi, dal tempo di Hattusili I, capitale dell’antico regno (1680-1460) e dell’impero (1460-1200) ittita. Distrutta verso il 1200 dai ‘popoli del mare’, fu rioccupata in età frigia e persiana.

Büyükkale, la fortificatissima residenza dei re ittiti, presenta cinque bastioni, di cui il primo del secolo XX a.C., il quarto del periodo immediatamente postittita, il quinto ellenistico o romano. Nell’archivio reale furono rinvenute nel 1906 oltre tremila tavolette.
Risalgono all’impero ittita i cinque templi di Bogazköy, costruiti tutti secondo un medesimo schema architettonico che circondava di vani coperti, tra i quali l’adyton con la statua del dio, un ampio atrio scoperto, per lo più rettangolare. A differenza di quanto si usava in Babilonia, ampie finestre illuminavano tutti i vani dei templi ittiti, non esclusa la cella del dio.


Paesaggio anatolico

La postierla meridionale. Si apre a sud, lungo la doppia cinta muraria, tra la porta reale ad est e la porta dei leoni ad ovest. La galleria, lunga settanta metri, permetteva in guerra le sortite degli assediati e in pace uscite più rapide fuori le mura. Prima delle scoperte moderne dell’archeologia, gli Ittiti ci erano noti solo attraverso i molti riferimenti della Bibbia.
C’erano ad esempio anche Ittiti fra le tribù che abitavano la Palestina prima dell’entrata degli Israeliti (Genesi 15,19-21); era ittita il soldato Uria a cui David prese la moglie Bersabea (2 Samuele 11,3); Salomone rivendeva ai re degli Ittiti i carri che importava dall’Egitto (1 Re 10, 29).
Non sembra avventato inoltre parlare di rapporti storici intercorsi tra Ittiti e Troiani in Anatolia. Il rito della cremazione dei re ittiti dopo la morte presenta molti punti di convergenza con i funerali di Patroclo e di Ettore descritti nei libri XXIII e XXIV dell’Iliade. La città di Truisa, il re vassallo Alaksandus di Wilusa, gli Ahbiyava incontrati in occidente, nominati dai documenti ittiti, potrebbero identificarsi con Troia, con Alessandro di Ilio e con gli Achei.

Hattusa oggi Bogazköy
Cortile del tempio
Magazini con giarre
Porta dei leoni
Ingresso Yerkapı
Porta esterna del Yerkapı
Porta dei leoni

Gli Hittiti. Intorno al 2000 gli Hittiti, popolo indoeuropeo di più antica civiltà, si stabilisce nell’Asia Minore centrale. Il termine “Hittita” non è indoeuropeo, ma ci è noto dalla Bibbia e dalla storiografia assira. Gli inizi del popolo sono avvolti nell’oscurità. Dopo scontri con la popolazione autoctona, sorge in Anatolia un regno hittita che ha la sua capitale a Kushshar.

Fortezza Yerkapı

Yazilikaya. Si apre presso Bogazköy il santuario rupestre di Yazilikaya o rupe scritta, che risale al tempo del re ittita Hattusili III (1275-1250 a.C.).
Nella galleria grande sono scolpiti nella roccia in bassorilievo ‘i mille dèi di Hatti’, in due file convergenti al centro, dietro il dio della tempesta Teshub e dietro sua moglie, la dea Hebat. Ciascuna divinità del pantheon si distingue per l’arma che impugna, il segno raffigurato al di sopra dell’altra mano, e la bestia o il monte su cui poggia. Gli dèi inoltre sono ritratti, come in Babilonia e Assiria, col dorso di prospetto, e la testa e le gambe di profilo. Portano un copricapo scanalato a cono, una tunica corta con cintura e scarpe con punta in su. Le dee, ritratte sempre di profilo, hanno in capo una tiara cilindrica, calzano anchesse mocassini e vestono una blusa su un camice che scende a pieghe fino ai talloni. Il dio Teshub, alto due metri come Hebat (ma l’altezza dei personaggi va decrescendo man mano che ci si allontana dal centro, fino a ridursi a 75 cm.), appare barbato, ha nella destra una mazza ricurva e poggia i piedi sui monti, personificati, di Mamnu a sinistra, e Hazzi (il monte Cassio presso Antakya) a destra. Hebat poggia su un leone (o una pantera?). Tra le gambe del dio e della dea spuntano i due tori sacri Seris e Hurris, simboli del giorno e della notte.
Sulla parete di fronte a quella del pantheon ittita, bassorilievo di Tudhaliya IV (1250-1220), di proporzioni colossali, ‘diventato un dio’ perché ritratto in piedi sui monti, con un ideogramma divino nella destra e un bastone ricurvo nella sinistra. Altri bassorilievi nella attigua galleria piccola, tra i quali quello dell’enigmatico dio spada, e quello di Tudhaliya IV abbracciato e protetto dal dio Sharma, figlio di Hebat.

Yazilikaya
Paesaggio anatolico
Rilievi hittiti
Rilievi hittiti
Rilievi hittiti - anni '60
Rilievi hittiti - anni '60
Rilievi hittiti - anni '60

L'antico Impero Hittita (1640-1380). Viene fondato da Labarna, il cui nome diventa in seguito titolo dei re hittiti. Sotto il suo successore Hattusili I il centro politico è trasferito a Hattusa e il regno si estende verso la Siria. Il successore Murshilli I assoggetta Aleppo e conquista Babilonia (1531). Dopo il suo assassinio l’impero viene indebolito. La riforma di Telepinu (1460) riporta la tranquillità all’interno.

Il nuovo Impero Hittita (1380-1200). Vaste regioni dell’Asia Minore sono sottomesse e viene distrutto il Regno dei Mitanni che aveva raggiunto il suo splendore tra il 1450 e il 1350. Sotto Tushratta Ugarit e Karkemish cadono sotto il dominio Hittita. Murshilli II (1345-1315) guerreggia con successo all’Ovest e all’Est. Muwatalli (1315-1290) sconfigge gli Egiziani in Siria a Qadesh. Il successore Hattusilli III stipulò con Ramses II un patto di alleanza difensiva. Intorno al 1200 l’impero crolla sotto l’assalto dei ‘popoli del mare’. Da Shuppiluliuma in poi relazioni esistono con gli Achei di Grecia.

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Created/updated: Saturday, August 25, 2005 by J. Abela / E. Alliata / R. Pierri / A. Sobkowski
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