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Escursione in Turchia
21 giugno 2005

Bursa - Ankara




Bursa (Brusah). La città si trova in Bitinia ed è costruita su un altipiano non esteso, ai piedi del monte Olimpo. La sua fondazione si deve al re Prusia I di Bitinia (II sec. a.C.). Nel periodo romano Prusa ad Olympum era famosa per i suoi bagni termali. I Selciuchidi la occuparono verso la fine del XI sec. Nel periodo delle crociate i Bizantini la riconquistarono.

Nel 1326 gli Ottomani la occuparono ad opera del principe Orkhan. Nella città fu sepolto suo padre Osman, fondatore della dinastia ottomana. Bursa fu allora dichiarata capitale del sultanato. Anche dopo il trasferimento della capitale ad Adrianopoli (Edirne), Bursa rimase la città più venerata dai Turchi. I sultani vollero avere lì la loro sepoltura. Il sultano Mehmed II, il conquistatore di Bisanzio, fu il primo a farsi seppellire ad Adrianopoli e non a Bursa.

Qui vi sono ancora resti delle mura bizantine, ma sono i monumenti musulmani a renderla notevole. L'architettura delle moschee di Brusa è quella ottomana del periodo anatolico, precedente dunque all'affermarsi di forme che si ispirarono costantemente a quelle di S. Sofia.

Mausoleo di Mehmet I. Nella tomba principale custodita nel monumento sepolcrale riposa Maometto I, il secondo sultano della dinastia degli Ottomani. La costruzione, in pianta ottagonale sormontata da cupola, si segnala, oltre che per essere un bell'esempio di architettura ottomana, per la sua magnifica decorazione in ceramica verde turchese. L'inquadratura della porta è ad arco acuto e ad andamento arabesco con intradosso in parte decorato. Sul mihrab i mosiaci in ceramica sono impreziositi da incisioni a rilievo. Grandi medaglioni oblunghi abbelliscono le pareti con maioliche verdi per un'altezza di più di un paio di metri.

Moschea Verde. Appartiene al tipo di moschea anatolico. L'edificio è diviso in due sale di dimensioni quasi simili, con copertura a cupola e comunicanti per mezzo di un arco. La seconda sala, dove è il mihrab, è rialzata rispetto alla precedente, al centro della quale vi è una vasca con zampillo d'acqua. Ai due lati del corpo anteriore, che comprende la prima sala e gli ambienti di accesso, vi sono sei locali, quattro dei quali coperti da cupole. Ai lati della prima sala due liwan, non utilizzati per la preghiera ma per l'insegnamento religioso, formano come una specie di transetto.

La decorazione interna è intatta, sontuosa e raffinata insieme. I colori delle magnifiche maioliche vanno dal turchese all'oro, dal nero al bianco, ma su tutti i toni predomina il verde.

La facciata, attualmente in via di restauro, è in marmo bianco. Su di essa si aprono un pregevole portale, non esente da influssi selciuchidi, e una serie di finestre e nicchie, ornate da cornici scolpite, che servirono da modello per le moschee di Costantinipoli.


Prusa dell'Olimpo oggi Bursa
Ingresso al Mausoleo Verde
Ingresso del Yeçil Türbe
Particolare delle pareti
Tomba di Mehmet I
Moschea Verde
Moschea Verde

Ankara (Ancira). Capitale dei techtosagi, una tribù galata, Ankara fu integrato nell’impero romano nell’anno 25 avanti Cristo, divenendo il centro della provincia della Galazia.
Il nome Galazia deriva dall’appellativo delle tribù celtiche della Gallia che immigrarono nel III secolo avanti Cristo invitati dal re di Bitinia, Nicomede I che faceva la guerra contro il fratello.
La Galazia era il territorio assegnato ai Galli, cioè l’altopiano anatolico a sud della Bitinia e del Ponto.
Per l’aiuto prestato ai Romani nella guerra contro Mitridate dal 74 al 64 avanti Cristo ottenero dai vincitori il titolo di regno. Dopo la morte del loro Re Aminta tutto il loro regno divenne provincia romana, la Galazia governata da un propretore.
Prima dell’arrivo dei Galati tutta la zona era dominata dagli Hittiti che avevano creato un impero in Anatolia e Siria, con Hattusa (Bogazkoy) come capitale. Il re Mursilis giunse a conquistare Babilonia nel 1600 avanti Cristo. Il regno hittita crollo verso il 1200 sotto i colpi delle invasioni di popoli provenienti dall’Egeo, sopratutto dei Frigi.
Paolo visito la Galazia nel suo secondo viaggio missionario (Atti 16,6) e secondo Atti 18,23 vi ritorno nel viaggio successivo. La lettera ai Galati 4,13-15 parla di una malattia di Paolo in Galazia dove si fermo. Tale lettera fu composta nel terzo viaggio, forse durante il soggiorno a Efeso nell’anno 55.
La prima lettrea di Pietro e indirizzata ai cristiani dispersi nella zona di Galazia.
La Chiesa di Ancira fu coinvolta nelle lotte contra il montanismo come risulta dalla Storia ecclesiastica di Eusebio 5,16,4.
La città fu occupata dai Persiani dal 620 in poi e nel 654 dagli Arabi.
Proclamata capitale della nuova repubblica turca nel 1924 la città divenne la metropoli moderna.
Il Museo della civiltà anatoliche, la colonna di Giuliano l’apostata e il Tempio di Agosto e di Roma sul quale è inciso il monumentum ancyranum, l’elenco delle intraprese compiute da Agosto, ci hanno ritenuti.

Affresco da Çatalhöyük VI millennio a.C.

La colonna di Giuliano l’Apostata. A commemorare la visita dell’imperatore alla città nel 362, fu eretta questa colonna onoraria di m. 15, scanalata orizzontalmente e coronata da un capitello bizantino che una cicogna ha scelto per il suo nido. Altri avanzi archeologici di età romana (secoli II-III d.C.) le terme e la palestra. Le mura bizantine della città risalgono al secolo IX.

Ancira oggi Ankara
Colonna di Giuliano
Tempio di Augusto
Cippi funerari - anni '60
Monumento hittita
Dea Madre - 5750 a.C.
Statua del re Tarhunza

Il museo delle Civiltà Anatoliche (Museo degli Ittiti). Situato presso la porta della cittadella, questo vecchio mercato coperto è stato trasformato in un museo che accoglie inestimabili collezioni di opere paleolitiche, neolitiche, hatti, hittite, frigie (tumolo del Re Mida) e urarte. Recentemente il museo che ha ricevuto il premio quale Museo Archeologico tra i primi d'Europa è stato ampliato con l'aggiunta del settore d'archeologia romana e bizantina.

Museo delle civiltà anatoliche
Sfinge
Statua di cervo
Idolo femminile
Vaso antropomorfo
Tavoletta di terracotta
Statua di Cibele

Il museo delle Civiltà Anatoliche. Tra i capolavori da vedere ci sono varie statue di dea-madre, alcune provenienti da Catalhöyuk (luogo dove furono scoperti tanti affreschi esposti nello stesso museo) datate dal 5750 avanti Cristo, e molti vasi decorati zoomorfi. Le statuette di cervi e di tori di bronzo con i simboli rituali e i gioielli proventi di Alacahüyük del 3 millennio avanti Cristo sono tra gli obietti più originali del museo. I bassorilievi di Karkemish del VIII secolo avanti Cristo meritano una visita.

Museo delle civiltà anatoliche
Vaso con ornamento
Iscrizioni geroglifiche
Secchia a testa di leone

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Created/updated: Saturday, August 21, 2005 by J. Abela / E. Alliata / R. Pierri / A. Sobkowski
Photos: R. Pierri / M. Sacchi / Texts: M. Adinolfi / F. Manns
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