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Escursione in Turchia
25 giugno 2005

Antiochia sull'Oronte (Antakya) - Seleucia di Pieria (Samandag)




Antiochia. Fondata nel 300 a.C. da Seleuco I, che la chiamò così in onore del padre Antioco e ne fece la capitale del regno, la città fu conquistata dai romani nel 64 a.C. Dopo Roma e Alessandria, era la terza città dell'impero romano (più di 300.000 abitanti nel I s. d.C.). Nel IV s. divenne sede patriarcale, perché fondata da Pietro e Paolo. Nel V s. la chiesa fu scossa dal conflitto fra i nestoriani e monofisiti. Nel 637 la città fu conquistata dagli arabi. Essa non si era più risollevata dai terremoti del 526 e 528. I bizantini la rioccuparono nel 969, ma nel 1084 dovettero cederla ai turchi selgiuchidi. Nel 1097-1098 fu conquistata dai crociati e divenne capitale di un principato normanno. Dopo la terza crociata, il principato di Antiochia fu annesso dai mamelucchi. Nel 1517 la città passò sotto il dominio degli ottomani e vi rimase per tre secoli. Tornata nel 1936 sotto la sovranità turca divenne un capoluogo di provincia, con 10.000 abitanti circa negli anni Ottanta.

Antiochia sull'Oronte
Veduta della città
Veduta della città
Veduta della città
Bassorilievo di Caronte
Grotta di San Pietro
Grotta di San Pietro

Grotta di San Pietro. Situata nella periferia della città. Secondo la tradizione sarebbe il luogo dove si riunivano i primi cristiani. Qui perciò sarebbero stati Paolo, Barnaba, Luca e Pietro. Furono i crociati a identificare questo luogo e su una precedente costruzione bizantina vi edificarono una chiesa rupestre. Di epoca crociata è ben visibile la facciata.

Chiesa cattolica di Antiochia sull'Oronte (p. Domenico Bertogli)

Antiochia sull'Oronte
Grotta di San Pietro
Grotta di San Pietro
Veduta della città
Cuoco turco
Facchino al riposo
Restauratore

Museo dell'Hatay. Il museo archeologico è rinomato per i suoi mosaici romani provenienti dalla ville di Dafne (8 km da Antiochia) dove si trovava un bosco sacro dedicato ad Apollo. Secondo la mitologia la ninfa Dafne per sfuggire alle insidie di Apollo si trasformò in alloro (Dafne in greco). I mosaici dal 2 al 4 secolo rappresentano tutti i temi della mitologia. Tra i più bei mosaici c'è quello di Orfeo, proveniente da Tarso.

Museo dell'Hatay
Mosaico romano
Mosaico romano
Mosaico romano
Mosaico romano
Mosaico romano
Sarcofago romano

Samandag (Seleucia di Pieria). A 28 km da Antiochia sull'Oronte si trova il villaggio di Samandag. Dopo pochi chilometri si raggiunge Seleucia di Pieria sul mare. Della città antica edificata nel 300 a. C. rimangono pochi resti (tempio, necropoli). Il porto ben visibile è famoso perché Paolo salpò di qua con Barnaba e Marco per il primo viaggio apostolico.
Poco lontano dal porto si vede un grandioso tunnel scavato dagli imperatori Vespasiano e Tito per deviare il corso di un torrente che minacciava di ostruire il porto. Si pensa che tra gli schiavi che hanno lavorato a questa opera c'erano alcuni ebrei deportati dopo il 70.

Seleucia di Pieria
Il tunnel di Vespasiano
Una tomba rupestre
Loculi

Ignazio di Antiochia. Ignazio fu il successore di Pietro come vescovo della chiesa di Antiochia. Condannato alle fiere nel circo sotto l'imperatore Traiano, fu condotto dalla Siria a Roma e là subì il martirio nell’anno 107. Durante il viaggio scrisse sette lettere, da Smirne scrisse alle comunità dell'Asia Minore, Efeso, Magnesia e Tralli; scrisse poi ai Romani, per supplicarli di non fare alcun passo in suo favore presso l'imperatore. Da Troade invece scrisse alle comunità di Filadelfia e di Smirne, e a S. Policarpo, vescovo di quest'ultima città, avendo saputo che era cessata la persecuzione che infieriva contro la sua comunità di cristiani ad Antiochia.

Convento dei Padri Cappuccini
Ingresso del convento
Chiostro del convento
Interno della chiesa

Chiesa cattolica di Antiochia. La Chiesa cattolica di rito latino, che lungo i secoli non aveva mai perso di vista Antiochia, tornò in questa città nel 1846 con i frati Cappuccini, dopo oltre sette secoli dalla partenza dei crociati.

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Created/updated: Thursday, September 8, 2005 by J. Abela / E. Alliata / R. Pierri / A. Sobkowski
Photos: R. Pierri / Texts: M. Adinolfi / F. Manns / D. Bertogli
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