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29 aprile 2005

La nuova "Bibbia di Gerusalemme"
Incontro con Padre Jean-Michel Poffet


Padre Jean-Michel Poffet OP, Direttore dell'Ecole Biblique di Gerusalemme, ha incontrato i professori dello SBF, per illustrare il progetto di revisione della Bibbia di Gerusalemme avviato dall'Ecole, La Bible en ses Traditions.


Da sinistra: Frédéric Manns, Jean-Michel Poffet, G. Claudio Bottini


L'idea risale a sei anni addietro. Da più parti si sentiva il bisogno di rivedere l'attuale edizione della Bibbia cosiddetta "di Gerusalemme" che ha avuto un così largo consenso, da quando fu pubblicata per la prima volta. Per delineare le linee ermeneutiche del progetto i professori dell'Ecole hanno promosso due colloqui, a cui hanno fatto seguito degli incontri in varie parti del mondo con studiosi di diverse istituzioni accademiche. Si è solo all'inizio di quello, che si prevede, sarà un lungo e impegnativo lavoro.

La memoria va alla storia della prima e fortunata edizione, successiva alla enciclica Divino Afflante Spiritu e pubblicata dapprima in fascicoli. Il volume unico, edito nel 1956, fu il risultato di una laboriosa redazione. Il registro linguistico adottato fu quello di una lingua elegante per tutti i libri. Nella edizione in cantiere, invece, saranno rispettati gli stili e i registri linguistici dei diversi libri o di loro parti.

La seconda edizione uscì nel 1973. E' da allora che il pubblico chiamò il nuovo volume Bibbia di Gerusalemme. Il Concilio Vaticano II aveva raccomandato nel campo biblico l'apertura alla storia, al simbolismo e a quanto favorisse lo studio e la comprensione della Scrittura.

L'edizione del 1998 non è una revisione completa, come fu quella del 1973 rispetto alla precedente del 1956. Tenendo conto delle varie traduzioni, la Bibbia di Gerusalemme è stata venduta in tre milioni di copie.

L'esegesi intanto si è evoluta e non si può dire che sia del tutto simile a quella anche di un recente passato. Si sono imposti con sempre maggior forza alcuni punti nodali, come quello dell'intertestualità, per cui, se nell'esegesi è doveroso guardare al mondo extrabiblico, lo è ancor di più considerare un determinato fattore all'interno del canone biblico. Ne consegue che un'edizione della traduzione della Bibbia richiede di essere corredata da una notazione che ponga in evidenza, nel modo più completo possibile, la pluralità dei nessi congiunti ad un dato passo, espressione o concetto.

Nella prossima edizione, per fare qualche esempio, si darà il dovuto spazio all'orientamento interpretativo che distingue sul piano testuale la tradizione orientale da quella occidentale. Sarà nello stesso tempo inevitabile tener conto sistematicamente, dove apparirà necessario, in cosa e sotto quale aspetto il Testo Masoretico e i Settanta differiscono, unitamente alle implicazioni riguardanti il Testo Ebraico di riferimento. Per alcuni libri è già prevista la pubblicazione della traduzione su due colonne a fronte dei rispettivi testi.

In questo modo si renderà visibile al lettore l'esistenza di più tradizioni testuali e interpretative, anche con lo scopo implicito di smentire de facto ogni propaganda fondamentalista tendente ad assolutizzare un solo testo e una sua unica interpretazione.

Entro alcuni mesi si spera di stampare un "fascicolo-modello" con pagine di differenti libri biblici per orientare il lavoro dei collaboratori.


2001

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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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