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13-16 aprile 2004
Il cristiano di fronte alla violenza
CORSO DI AGGIORNAMENTO BIBLICO-TEOLOGICO


Giovedì 15 aprile


La nonviolenza nei Padri della Chiesa - Lino Cignelli

Il tema della nonviolenza, oggi di scottante attualità, ha nei Padri della Chiesa i migliori testimoni e interpreti, dopo gli Apostoli e il Signore Gesù.
In piena sintonia con la Rivelazione, i Padri condannano ogni forma di violenza contro gli altri, inculcano la nonviolenza e, in più, insegnano la carità attiva verso tutti gli uomini: sia fratelli di fede, sia eretici e scismatici, sia ebrei increduli, sia pagani idolatri o atei. Per la fede cristiana, infatti, “ogni uomo è il tuo prossimo, anche prima che sia cristiano”, precisa S. Agostino con tutta la Patristica.  TESTO COMPLETO

Pace e guerra nell’Islam - Vincenzo Ianniello

La guerra cosiddetta santa non è per certi aspetti un fatto peculiare dell’Islám. In tutta la cultura semitica la guerra ha una sua sacralità. Gli antichi re del Vicino Oriente si dicevano ispirati dalla divinità nel condurre una guerra, per affermare la giustizia, la pace e la forza del proprio dio di fronte alle altre divinità. È la divinità che attraverso il simulacro, l'arca, la nube guida gli eserciti alla guerra. Proprio perché la guerra è azione sacra, i combattenti sono invitati a condurla in stato di purità rituale (Gs 3, 5; Ger 6,4; Gl 4,9) o sono tenuti alla continenza (1Sam 21,6; 2Sam 11,11). Tutto ciò che è acquisito con la guerra diviene bottino sacro herem (separato, consacrato a Dio). Solo in casi eccezionali la guerra ha scopo evangelizzante, poiché i prigionieri sono votati per lo più o alla morte o alla schiavitù. Non sono ammessi cioè a far parte del proprio gruppo. Saul è condannato in quanto si appropia del bottino dichiarato herem.
Nell'Islàm il concetto appare in parte diverso. Maometto si trova ad affrontare dei nemici che non accettano l’Islàm. La loro situazione non è definita in antecedenza. A loro si dà la possibilità di sopravvivere alla sconfitta a condizione che accettino il credo proclamato dal profeta.  TESTO COMPLETO

Il magistero pontificio sulla nonviolenza dalla Pacem in Terris a Giovanni Paolo II - Marco Malagola

Il magistero pontificio ha parlato e continua a parlare di pace, mai esplicitamente di "nonviolenza". E pensare che la nonviolenza fa parte della radicalità del Vangelo. Di nonviolenza si parla invece nei cosiddetti movimenti nonviolenti cristiani e laici. E' la nuova cultura che si fa strada anche in alcuni esponenti postcomunisti che parlano addirittura di nonviolenza come scelta necessaria.
Giovanni XXIII soleva ripetere: "Non è il Vangelo che cambia, siamo noi che dobbiamo comprenderlo meglio". Papa Giovanni era un cristiano vero, era un nonviolento. Mi pare sia giunto il momento di rimettere in onore il tema della nonviolenza e cominciare a considerarlo come il tema fondamentale del nostro tempo. Non basta avere il comandamento di non uccidere. Se tutti i cittadini del mondo partecipassero ad una marcia della pace, la guerra sarebbe destinata a scomparire dalla faccia della terra. Così si esprimeva un filosofo non credente, ma in ricerca, appena scomparso, Norberto Bobbio.
Ho detto che il magistero pontificio, nel passato anche recente, non ha mai esplicitamente parlato di nonviolenza; finché non mi sono trovato tra le mani, con soddisfacente sorpresa, l'appello di Giovanni Paolo II del 30 novembre dello scorso anno. L'appello, riferendosi agli ultimi episodi di violenza qui in Medio Oriente e a quelli che la cronaca quotidiana registra in tante altre parti del mondo, si rivolgeva ai responsabili delle grandi religioni del mondo con queste precise parole: "Uniamo le forze nel predicare la nonviolenza, il perdono e la riconciliazione! "Beati i miti, perché erediteranno la terra" (Mt 5,5). Una novità nel linguaggio pontificio. Una benvenuta novità!  TESTO COMPLETO


Nel suo intervento conclusivo, il Decano ha tracciato una sintesi delle relazioni e ha indicato alcune linee di attualizzazione del tema del corso. Al termine ha riportato la testimonianza di una clarissa che vive nel Monastero di S. Chiara a Gerusalemme.
TESTO COMPLETO
Bibliografia scelta (AT e NT): "Il cristiano di fronte alla violenza"

Suor Maria Mola, dell'Unione delle Religiose di Terra Santa, ha ringraziato lo Studium Biblicum Franciscanum per l'organizzazione del corso e ha auspicato che l'iniziativa, apprezzata da tutti i partecipanti, continui anche nei prossimi anni.

A fianco. Celebrazione eucaristica, presieduta da padre Maximino Rangel ofm, nella cappella del convento di S. Francesco al Cenacolo.

Sotto. Foto di gruppo dei partecipanti al corso nella cortile antistante la chiesa della Flagellazione.


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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