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NOTIZIARIO 2001-2002

Escursione in Egitto (4-17 febbraio 2002)

A distanza di 10 anni a motivo della situazione in Medio Oriente, ha avuto luogo un nuovo viaggio di studio dello SBF in Egitto con 31 partecipanti sotto la guida di p. Alviero Niccacci. Gli studenti si sono preparati alla visita con un Seminario di studio tenutosi nel primo semestre. Agli studenti si sono aggiunti i professori pp. Stanislao Loffreda e Silvio Merlini, Alzbeta Dudasova, giovane slovacca che fa del volontariato in Terra Santa, e Paola Manganiello, Superiora delle Sorelle di Mater Misericordiae sul Monte degli Ulivi.
Ringraziando il Signore, il viaggio, organizzato da don Jan Majernik, nostro ex-studente e guida di pellegrinaggi, si è svolto senza incidenti di rilievo, né problemi di salute! Il gruppo ha avuto la possibilità di conoscersi e affiatarsi bene. Si è creato così un buon clima di aiuto e corresponsabilità.
La giornata della partenza è splendida, buon inizio per un viaggio lungo e faticoso ma altrettanto splendido! Ogni giornata del nostro viaggio è caratterizzata da un tema specifico. La dispensa messa a nostra disposizione da p. Niccacci ci fa da guida attraverso la Bibbia e nella conoscenza dell’Egitto sotto vari aspetti. Contiene, tra l’altro, indicazioni per la liturgia di ogni giorno, per la riflessione e per le visite dal punto di vista archeologico, storico, biblico e spirituale. Lungo il viaggio la dispensa viene spiegata e integrata da p. Alviero attingendo alla Bibbia, alla letteratura egiziana, agli apoftegmi e alla vita dei Padri del deserto.
Quotidianamente la liturgia è curata da don Matteo Crimella che guida la recita delle lodi e del vespro, quasi sempre recitate in pullman, e dà l’incarico a turno per la celebrazione eucaristica. Da capogruppo e cassiere funge don Francisek Trstensky. Diversamente dalle volte precedenti, passiamo la frontiera a Taba sul Mar Rosso, invece che a Rafah sul Mar Mediterraneo, poi attraversiamo la penisola del Sinai e ci fermiamo a Ismailia, dove pernottiamo.
Il giorno seguente visitiamo il Delta del Nilo: San el-Hagar, la Tanis biblica, e Bubastis. Purtroppo non ci lasciano visitare Tell Dab‘a-Qantir, la Ramses biblica, a motivo di una restrizione imposta dagli scavatori austriaci, ci dicono.
Per la via agricola giungiamo ad Alessandria. La visita in Egitto è anche un’occasione per incontrare i francescani che lì vivono. L’accoglienza incontrata al convento di S. Caterina ad Alessandria, come al Cairo (San Giuseppe e Muski) e poi a Luxor è stata sempre molto fraterna. E fraternamente accolti ci siamo sentiti anche dalle altre comunità incontrate: i padri comboniani, le suore francescane, i monaci dei monasteri nel deserto.
Ad Alessandria abbiamo modo di incontrare anche p. Michele Piccirillo, nostro professore allo SBF, con i suoi collaboratori che sono qui per il restauro dei mosaici del museo greco-romano. P. Piccirillo ci dà anche una buona notizia: abbiamo ottenuto dal Dipartimento delle Antichità egiziano l’ingresso gratuito in quasi tutti i musei e siti archeologici: un buon risparmio per le tasche dei partecipanti! Troveremo il permesso al Cairo.
Il Cairo ci accoglie con il suo traffico caotico, la sua colorita confusione dopo il silenzio e la pace del santuario di Abu Mina e dei monasteri di Wadi Natrun, che abbiamo visitato lungo il cammino verso la Capitale percorrendo la Via del deserto.
Al Cairo rimaniamo tre giorni. In città visitiamo il Museo Egizio, la moschea di Al Azhar, il quartiere medievale con il Khan al Khalil e il Centro di Studi Cristiani Orientali della Custodia di Terra Santa. Poi ci rechiamo a Giza per la visita delle Piramidi (visione sempre splendida e mozzafiato) e la zona circostante, la necropoli di Sakkara, il complesso di Zoser, nonché lo spettacolo Son et lumière davanti alla Sfinge. Ci rechiamo anche a Matarieh, cara per i ricordi della Sacra Famiglia, poi al Cairo Vecchio con le sue chiese, la sinagoga con la famosa ghenizà, il Museo Copto e la Cittadella.
Il nostro viaggio costeggia quindi il Nilo fino ad Assuan. Prendiamo il treno all’andata ma ritorniamo al Cairo in pullman, facendo tappa a Luxor, non prima di aver goduto della bellezza di Elefantina, di File (anche qui uno splendido spettacolo di Son et lumière) e soprattutto il complesso di Abu Simbel. In questo magnifico scenario, le misure di sicurezza per i turisti sono un po’ il nostro tormento: partenze all’alba, ed anche prima, lunghe attese perché si formino i convogli e poi visite in velocità.
A Luxor ci attendono gli splendori del suo tempio e di quello di Karnak, di cui godiamo anche la visione notturna con Son et lumiere. Sveglia all’alba anche per la visita alla Valle dei Re e delle Regine: ci attende una meraviglia attesa per anni, finalmente visitabile: la tomba di Nefertari. Il restauro da parte degli esperti italiani è terminato da pochi anni. Medinet Abu, Deir el Medina, il villaggio degli operai, le tombe dei nobili sono altre visite che riempiono gli occhi di meraviglia.
Il viaggio prosegue verso i monasteri di San Paolo e San Antonio sulla costa del Mar Rosso, una visita inserita per la prima volta nell’escursione dello SBF. Cammin facendo ci viene imposta una sosta a Hurgada, un diversivo che comunque ci aiuta a rilassarci e a godere della bellezza del mare. A sera arriviamo al monastero di S. Paolo, dove siamo ospiti dei monaci copti. Ci viene servita una sobria cena e veniamo alloggiati alla meglio in cameroni, uno per gli uomini, uno per le donne.
Bello il monastero di San Paolo, ma ancor più bello e ben tenuto quello di San Antonio. Siamo particolarmente colpiti dalla visita della chiesa con gli affreschi restaurati. Un incanto, che purtroppo possiamo gustare poco, inseguiti dal tempo tiranno.
La sera rientriamo al Cairo e il mattino riprendiamo il viaggio verso Gerusalemme. Abbiamo vissuto giorni intensi e meravigliosi, ma ora siamo stanchi e bisognosi di ritrovarci fra mura famigliari.
Sulla via del ritorno facciamo ancora una sosta a Ain Bokek, dove p. Loffreda offre un gelato a tutti. Anna Maria Del Prete, a nome del gruppo, ringrazia le persone che durante il viaggio in vario modo sono state d’aiuto, particolarmente Matteo e Frantiåek. Ma il ringraziamento più sentito è per p. Alviero che come Iside ci ha protetto con le sue ali, con la sua saggezza ci ha guidati a scoprire un mondo bellissimo e affascinante e ci ha aiutato a conoscere e amare sempre più la Parola di Dio. Gli viene offerto un dono accompagnato da applausi da parte di tutti.
Chiudiamo il nostro pellegrinaggio con il Vespro quando siamo ormai in vista di Gerusalemme. Nel nome del Signore e per sua grazia siamo tornati sani e salvi; Maria ci ha accompagnato lungo tutto il viaggio. Ci attende un altro cammino da percorrere, quello della Quaresima verso la Pasqua.

O. Cominotto


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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