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NOTIZIARIO 2001-2002

Scavi a Cafarnao

Relazione del direttore della missione archeologica dello SBF a Cafarnao, P. S. Loffreda.
La ventiduesima campagna di scavi a Cafarnao si è svolta dal 27 maggio al 22 giugno e dal 5 agosto al 5 ottobre dell’anno 2002.
Il direttore dello scavo, Stanislao Loffreda, è stato coadiuvato da Marian Arndt ofm, Giovanni Loche ofm, Stefano De Luca ofm, Luana Spadano e Ioannes Sweetser ofm. Gli operai arabi venivano dal villaggio di Rame in Galilea.
Lo scavo è stato concentrato nell’area 3 a oriente dell’Insula Sacra (dove nel 1968 fu ritrovata la tradizionale casa di Simon Pietro). Una vasta rete di strutture medievali permette di studiare specialmente la fase finale dell’insediamento nel periodo crociato/mamelucco (dodicesimo e tredicesimo secolo). Sotto questo strato, che abbiamo in parte rimosso, sono stati tracciati vari ambienti del periodo bizantino. Soltanto in un punto abbiamo approfondito  lo scavo oltre lo strato bizantino e abbiamo raggiunto resti del primo secolo dell’era cristiana.
L’area 3 è delimitata a nord dalla strada L207 sulla quale si affaccia lo spazioso complesso  pubblico L270 per frantoi e pressoi di olive. La vastità dell’edificio, già individuato lo scorso anno, richiederà altro paziente scavo nelle prossime campagne. Vi abbiamo trovato un’altra mola e una serie di fossette che con buona probabilità servivano per disporre con ordine i sacchi di olive dei diversi proprietari che si servivano di questo frantoio pubblico.
Fra gli oggetti di particolare interesse segnaliamo una lastra basaltica con la raffigurazione della menorah, due cornici della monumentale sinagoga, un amuleto con iscrizione in greco e una matrice di lucerna. Sia la menorah che le cornici della sinagoga furono riusate per la pavimentazione di strutture medievali. Varie anfore, brocche e piatti sono stati debitamente  restaurati.
La ventitreesima campagna di scavi è prevista per il prossimo anno 2003. La pubblicazione finale prevede una serie di volumi. Vi collaborano  Ermanno Arslan e Bruno Callegher per le monete, Stefano De Luca per lo studio della sinagoga, Giovanni Loche per gli edifici della città, Mariano Arndt per i vasi in pietra, Luana Spadano per i piccoli oggetti. Stanislao Loffreda si riserva la documentazione  fotografica degli scavi, lo studio della ceramica, e una sintesi storica del sito.

Scavi e restauri in Giordania

Come ogni anno riportiamo la relazione del direttore della missione archeologica dello SBF al Monte Nebo, P. Michele Piccirillo.

La campagna archeologica di scavo e restauro 2002

Alla campagna hanno partecipato: padre John Abela, padre Carmelo Pappalardo, Anthony Farrugia, Samanta De Ruvo, fra Nicolino Tutolo, Marina Morati, Garbo Younes, fra Antonio Rojek, Andrea Costa, Alessandro Ravasio. I partecipanti sono stati impegnati sul Monte Nebo e a Umm al-Rasas durante tutto il mese di agosto.

Umm al-Rasas. In continuazione della campagna 2001, grazie anche al contributo annuale della Direzione Generale per la Promozione Culturale del Ministero degli Esteri d’Italia, lo scavo si è concentrato sul complesso della Tabula Ansata nei pressi dello spigolo di nord-ovest del castrum. Gli edifici a sud del complesso lasciavano aperto un varco nei pressi del castrum. A ovest degli stessi edifici esistevano dei cortili protetti da muri a secco. A nord, in continuazione della ‘torre’ costruita a nord-ovest della Chiesa della Tabula, lo scavo ha raggiunto il pavimento nei due ambienti addossati alla parete della chiesa in relazione con due porte. I rilievi sono stati eseguiti dall’arch. Samanta Deruvo che ha completato anche gli altri disegni del complesso di San Paolo.

Monte Nebo. Con un contributo messo a disposizone dalla Direzione Generale per la Promozione Culturale del Ministero degli Affari Esteri d’Italia, si è potuto continuare lo studio di progettazione per una nuova copertura più adeguata del Memoriale di Mosè. Nel conventino del Nebo si sono succeduti in tempi diversi l’Arch. Italo Insolera e il suo gruppo (Università di Roma), l’arch. Daniele Vitale e il suo gruppo (Politecnico di Milano), l’arch. Thierry Bogaert (Atelier d’Architecture, Paris), l’Ing. Piergiorgio Malesani e il suo gruppo (Università di Firenze), padre Costantino Ruggeri e Luigi Leoni (Pavia), l’arch. Luisa Fontana e il suo gruppo (Schio), l’arch. Markus Scherer e il suo gruppo (Bolzano). A est del santuario, in continuazione del viale proveniente da est, è stato terminato il lastricato in basalto e pietra bianca del piazzale. A Khirbat al-Mukhayyat si è tenuto lo stage annuale per il restauro del mosaico degli studenti della Jericho School e degli studenti della Madaba Mosaic School. Quest’anno vi hanno partecipato anche giovani siriani e libanesi. Come nei due anni precedenti si è continuato il restauro del mosaico pavimentale della Chiesa di San Giorgio. La restauratrice Marina Morati ha consolidato il monolito del fonte battesimale della cappella meridionale del Memoriale di Mosè.

Scavi e restauri nel Vicino Oriente. Continua l’impegno per il restauro di Qasr Hisham a Gerico in collaborazione con l’UNESCO e il CISS (Collaborazione Italiana Sud Sud). Il progetto triennale è finanziato dalla Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri. Come pure è continuato l’impegno per lo scavo e il restauro del santuario di Amwas-Nicopolis condotto da Miko, Luisa e Karl-Heinz Fleckenstein.

Il santuario del Nebo

Il Signor Garbo Younes lascia il servizio attivo al santuario per raggiunti limiti di età. Garbo, fratello di padre Ibrahim Younes, aveva iniziato la sua collaborazione nel 1980. Dopo la guerra del Golfo del 1991 decise di restare definitivamente sul Monte Nebo, che ha ritenuto la sua seconda casa, prestando il suo dedito servizio al santuario e al conventino. Nel 1993 il Discretorio di Terra Santa, su richiesta di padre Michele Piccirillo, gli concesse l’affiliazione alla Custodia. In una festa di commiato, i membri della missione archeologica lo hanno dichiarato Emerito del Monte Nebo.

Museo dello SBF

Migliorie e acquisizioni

Al centro della sala riservata alla ceramica del tempo di Cristo è stata allestita una nuova bacheca per esporre gli oggetti liturgici in bronzo, tra i quali spiccano alcuni policandila, due incensieri e un policandilon istoriato con incensiere (cf. M. Piccirillo, Alcuni oggetti liturgici inediti del Museo della Flagellazione a Gerusalemme, in Historiam pictura refert, Miscellanea in onore di A. Recio Veganzones, Roma 1994, pp. 451-470).


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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