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Shivta - Elusa
(22 Ottobre 2009)


Shivta, in arabo Isbeita oSubeita (la piccola tribù). In due papiri di Nizzana è conservato il nome greco Sobata. La città venne fondata nel 1º secolo a.C. Il primo scavo fu condotto da H.D. Colt negli anni 1934-1938. Negli anni 1958-1960; 1970-1976 si registrano gli scavi di M. Avi-Yonah, A. Negev. Negli anni 1979-1982.1985 sono continuate le ricerche di A. Segal S. Margalit e J. Shershevski.

Pianta della città nabatea di Shivta.

1. Chiesa Nord
2. Chiesa centrale
3. Chiesa Sud
4. Piscina

La chiesa nord di Shivta (m 19 x 24.3), inserita in un grande complesso monastico. Si notano a partire da sinistra, le tre absidi della chiesa maggiore, della cappella funeraria e della cappella battesimale. In primo piano il cortile del monastero. Un'iscrizione dice: Con l'aiuto di Dio è stato terminato questo lavoro al tempo dell' illustrissimo priore, al tempo di Flavio Giovanni di Stefano, il vicario; nel 3° anno dell' Indizione, nel 13° del mese di Hiperberetaios, nell'anno 400 (= 505 d.C.).

Il gruppo degli studenti dell'Anno Accademico 2009 dello SBF a Shivta: sullo sfondo il complesso ecclesiastico della chiesa di nord. Le pareti esterne del monastero sono rimaste fino ad una altezza di 5 metri e fungevano da muro difensivo del settore nord della città.

La chiesa centrale di Shivta. Sullo sfondo la torre del palazzo principale della città. Anche la chiesa di centro è inserita in un complesso monastico. L'edificio è triabsidato, e misura m 14x17. Su di un capitello è stata letta un'invocazione a S. Stefano Protomartire.

Le absidi e il presbiterio della chiesa di sud a Shivta. Nelle due absidi laterali si notano le due nicchie più piccole. Misura m 17x18 ed era dedicata a S. Stefano Protomartire, in base ad un graffito sul muro d'ingresso. Il pavimento della chiesa fu rifatto nel 639/640 d.C. per intervento del vescovo Giorgio.

Tracce appena visibili dell'affresco che decorava l'abside laterale destra della chiesa sud di Shivta. Una iscrizione posta nell 'abside della chiesa dice: Al tempo del santissimo vescovo Giorgio, e dell' arcidiacono e economo Pietro, fu completato il pavimento con pietre, nel 1º del mese di Audinaios, nell'anno 14 della Indizione, anno 534 (= 17 Dicembre 639 d.C.).

Il battistero della chiesa sud di Shivta, situato nel nartece della chiesa.

La grande vasca di raccolta dell 'acqua davanti al complesso ecclesiastico di sud.


Vasca  e canali di raccolta del mosto nel pressoio anistante il complesso ecclesiastico di Sud a Shivta.

Lintelli dagli edifici di Shivta decorati con rosette, palme, croce e lettere Alfa e Omega.

In arabo è chiamata al-Khalasa. La città di Elusha era stata fondata dai nabatei nel 3° secolo a.C. Il primo re nabateo è Areta I, conosciuto in base all'iscrizione di Elusha datata al 168 a.c. cf. 2 Macc 5,8. Secondo la Tabula Peutingeriana Elusha si trova 24 miglia a nord di Avdat; 71 miglia a sud di Aelia Capitolina; 53 miglia a ovest di Thamaro nell'Arabah. Il pellegrino Teodosio (530 d.C.) dice che ci sono tre tappe tra Aelia Capitolina e Elusa, e sette tappe tra Elusha e Aila.

Cartello militare all'ingresso dell'area di Elusha. Le dune sabbiose di Elusha sono un terreno ideale per le esercitazioni militari.

Foto aerea di Elusha, una delle più grandi città del Neghev in epoca bizantina.

1. Cattedrale
2. Teatro
3. Torre
4. Wadi ‘Azzeh -
    Nahal Besor

Scavo ricoperto (2005) della cattedrale di Elusha. La basilica vera e propria misura m 17x39. L'atrio è di proporzioni enormi, m 28x32. La lunghezza totale del complesso è m 77,4x29,6.

La zona del presbiterio della cattedrale di Elusha (1990). Un elemento caratteristico è il synthronon al centro dell'abside centrale. Ilarione di Gaza nella seconda metà del 4° secolo d.C. visitò la città e fece le prime conversioni al cristianesimo. S. Gerolamo scrive che a Elusa nel 5° secolo d.C. viveva ancora una comunità di pagani dediti al culto di Venere.

Scavo parziale del teatro di Elusha (2005) situato a ridosso della cattedrale. La cavea del teatro ha un diametro di m 35; l'orchestra m 13; tra orchestra e pulpitum, si contano m 19; le due torri nella scaenae frons misurano m 4x5.

Panoramica sul wadi 'Azzeh, il biblico Nahal Besor. In alcuni testi biblici questo torrente indica il confine meridionale della tribù di Giuda (Gs 15,4) e della Terra Promessa (Num 34,5). Nel 570 d.C. il pellegrino Anonimo di Piacenza, scrive che Elusha si trova all’inizio della strada per il Sinai. E infatti il Piacentino ha iniziato il suo viaggio verso il Sinai da Elusha, dopo aver assoldato una carovana di guide e di cammelli.

La strada che fiancheggia il wadi 'Azzeh (Nahal Besor) tra Zeelim e Tell Jemmeh.

Cliccare sulle foto per ingrandirle.

External Links

“The Incense Route” - World Heritage (UNESCO)

The Nabateans in the Negev (Hecht Museum, Haifa)

The Madaba Mosaic Map: Elusa (al-Khalasa)


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Created/updated: Sunday, December 16, 2001 by J. Abela / E. Alliata
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