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Giaffa, Tel Qasileh, Museo Haretz, Ramleh e Lod
(25 Novembre 2004)


Giaffa

Giaffa, Bella in ebraico. Panorama del promontorio sul quale è sorta la città di Giaffa. Secondo il mito greco Andromeda fu legata alla roccia di Giaffa per essere divorata dal mostro marino. La bellezza del sito ha favorito la nascita dei miti di Eolo e di Jafeth. Nel Libro di Giona si legge che il Profeta si imbarcò a Giaffa per sfuggire all’ordine divino che lo voleva inviare a Ninive (Giona 1,3).

Il porticciolo moderno di Giaffa.

L’insenatura naturale favorì fin dal 2º millennio a.C. la nascita della città portuale, menzionata da Tutmosis III e da altre fonti antiche (Sennacherib, Eshmunazar di Sidone, Pseudo-Schylax, Zenone alessandrino). Il re Salomone fece arrivare via nave al porto di Giaffa i tronchi dei cedri del Libano per la costruzione del tempio e della reggia di Gerusalemme (2 Cron 2,15). Il porto fu usato dai romani nella prima guerra contro la Giudea, e poi dai crociati. Goffredo di Buglione ricostruì le mura di Giaffa e rifece il porto con l’aiuto dei marinai pisani.

Il giardino archeologico sul promontorio di Giaffa frutto degli scavi di P.O. Guy negli anni 1948-1950 e di J. Kaplan negli anni 1955-1968.

Il portale del palazzo di Ramses II. Situata lungo la Via Maris, Giaffa nell’epoca del Tardo Bronzo era governata dai faraoni (Lettere di el-Amarna, Papiro Anastasi I).

Panorama su Tel Aviv, la metropoli moderna sorta accanto a Giaffa antica.


Tel Qasileh

Pianta del Museo Haretz di Tel Aviv, con in evidenza il Tell Qasileh. Il Museo accoglie oggetti di scavo, ma anche opere di composizione moderna. Notevoli gli impianti industriali in situ per la lavorazione di olio e vino; il mosaico della sinagoga samaritana di Tell Qasileh, e i mosaici trasportati da Beit Jibrin e Ramleh.

A. Museo
B. Parco
C. Tell Qasileh
1. Padiglione Numismatico Kadman
2. Padiglione del Vetro
3. Padiglione Nechushtan (bronzo)
4. Padiglione della Ceramica
5. Museo Filatelico e Postale
6. Scavi di tell Qasileh
7. Casa di epoca biblica (ricostruzione)
8. Padiglione Giudaico ed Etnografico
9. Pressoio preindustriale per olio di oliva
10. Piante dell' "Apologo di Iotam"
11. Planetario
12. Esposizione di mosaici


Sopra.
Vetri nella collezione del Museo Haretz.



A destra.
Un elegante vaso di epoca ellenistica.
Sotto. Cratere e sarcofago antropoide filisteo dentro al padiglione della ceramica. Dallo scavo di Tel Qasileh proviene molta ceramica filistea pitturata, con forme (zoomorfe, antropomorfe, crateri, kernoi, versatoi, rithon ecc.) estranee alla tradizione locale cananea e israelita.


Il santuario filisteo di Tell Qasileh, forse dedicato a Dagon. Iniziati nel 1948 da B. Mazar, gli scavi sono stati completati negli anni 1982-1984 dal figlio A. Mazar. Il santuario presenta tre fasi di occupazione, risalenti al 12º e 11º secolo a.C. Nella pianta della fase finale si riconoscono l’ingresso, la cella, la piattaforma, le gradinate, le colonne, la stanza-deposito.

La sagoma inconfondibile di Tel Ionah, nome che rimanda al storia narrata nel libro del Profeta Giona. Il sito è ricordato nella Carta di Madaba: Il Luogo di San Giona.


Ramleh

Al-Ramleh (sabbia): facciata della Parrocchiale latina dedicata a San Giuseppe di Arimatea con a fianco il Convento di Terra Santa. Nel corso dei secoli a Ramleh fu aggiunta anche la memoria di Nicodemo.


Presbiterio della chiesa di San Giuseppe di Arimatea a Ramleh. Ramleh è l’unica città fondata dagli omayyadi in Palestina, ad opera del sultano Suleiman Ibn Abd el-Malik verso il 715 d.C.


Interno della stanza del convento francescano di Ramleh occupata da Napoleone Bonaparte nel 1792.

La moschea principale di Ramleh. Ex-chiesa crociata. Portale e vista posteriore.


La Torre dei Quaranta a Ramleh, una struttura di epoca mamelucca (14º secolo).

Sotto. Pilastrino pregevole della scala.



Panoramica sul khan di epoca mamelucca come si vede dall’alto della Torre dei Quaranta.


Lod

Lod e Lidda. Icona di San Giorgio e la vignetta di Lod/Diospoli nella Carta di Madaba.


Lod è una città che risale al 2º millennio a.C. , cf. la menzione nella lista di Tutmosis III a Karnak. Fu rioccupata al rientro dei deportati da Babilonia (Esd 2,33; Neem 6,1-4; 11,35). In epoca romana ricevette il titolo di Diospoli (Colonia Lucia Septimia Severia Diospolis), e in epoca bizantina Georgiupoli a motivo della memoria di San Giorgio.

Interno della basilica crociata di San Giorgio a Lidda, oggi Parrocchiale della comunità greco-ortodossa.

La cripta di San Giorgio nella basilica crociata. Il martirio di San Giorgio fu consumato a Nicomedia verso l’anno 250 d.C.

Coperchio del sarcofago dedicato a San Giorgio. Nell’iconografia San Giorgio porta sempre la lancia e il cavallo, perché è considerato il protettore dei cristiani in tutto l’Oriente antico.

Pianta del complesso degli edifici sacri di Lod: la basilica crociata e la moschea moderna che sostituisce l’antica basilica bizantina di San Giorgio a Lidda.
A. Moschea
B. Chiesa greco-ortodossa
I. Resti della chiesa bizantina (VI sec.)
II. Resti della chiesa crociata (XII sec.)

Cortile della moschea di Mar Girgis al-Khader (San Giorgio) costruito sul nartece e sull’atrio della basilica crociata.

Interno della moschea di Mar Girgis al-Khader.

Cliccare sulle foto per ingrandirle.


External Links

Tel Yafo (Old Jaffa) Excavations (Tel Aviv University)

Tel Qasileh Mazar Excavations (Hebrew University of Jerusalem)

Eretz Israel Museum Tel-Aviv Homepage

The Place of St. Yonah - Nabi Yunis (The Madaba Mosaic Map)

Ramla: Arab Capital of the Province of Palestine (Jewish Virtual Library)

Lod also Lydea, called also Diospolis (The Madaba Mosaic Map)


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Created/updated: Sunday, December 16, 2001 by J. Abela / E. Alliata
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