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Escursione in Giordania: terzo giorno (11 maggio 2004)

Il convegno internazionale economico-politico sul Mar Morto, tenuto a Shuneh nei giorni 16-18 Maggio 2004 ci ha costretti a variare il programma delle visite causa la chiusura anticipata della strada del Mar Morto. Il convegno è stato presieduto dal re di Giordania Abdullah e dal Segretario agli esteri USA, Colin Powell. Pertanto abbiamo effettuato al mattino una visita prolungata al sito del Battesimo, e nel pomeriggio abbiamo visitato i castelli omayyadi nel deserto orientale della Giordania.




Wadi Kharrar, Luogo del Battesimo

Veduta verso ovest del fiume Giordano nei pressi del sito del Battesimo. Il fiume nasce dalle sorgenti di Banias, Dan e Hesbani poi forma il Lago di Tiberiade, e finalmente si avvia lentamente verso il Mar Morto. Compie una serie infinita di meandri e di curve, come quella documentata dalla foto di R. Pierri, il nostro fotografo ufficiale.

Pianta generale del luogo tradizionale del Battesimo (wadi Kharrar) dopo gli scavi e il restauro effettuati in vista del Grande Giubileo del 2000.

1: La collina di Elia
2: Laura
3: Percorso pedonale
4: Wadi Kharrar
5: Antica vasca
6: Celle rupestri
7: Sorgente di S. Giovanni Battista
8: Chiesa S. Maria Egiziaca
9: Chiesa di S. Giovanni Battista
10: Fiume Giordano
Nel wadi Kharrar, chiamato Sapsafas o Bethabara nelle fonti antiche, i cristiani di epoca bizantina hanno ricordato il Battesimo di Gesù con chiese, cappelle e grotte eremitiche. Il nuovo sito fu inaugurato da Papa Giovanni Paolo II durante la sua storica visita in Giordania (Marzo 2000).

La sorgente di S. Giovanni Battista. La nostra guida giordana, George Sweiss ci ha ricordato con entusiasmo e commozione la visita del Papa (21/03/2000) al Battesimo, festeggiato con calore da tutti i cristiani della Giordania.

Il caratteristico sentiero che porta alla sponda del fiume. La vegetazione lussureggiante è resa possibile dalla presenza di molte micro-sorgenti di acqua dolce e dal caldo della depressione giordanica.

Resti della chiesa di S. Giovanni Battista.
Sotto: dettaglio del mosaico di epoca bizantina.


Vista dalla sponda orientale del Giordano. Dall’altra parte del fiume si vedono le strutture del sito di el-Maghtes, vicino al santuario del Prodomos. In quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato da Giovanni nel Giordano (Mc 1,9).

Lettura dei testi evangelici del Battesimo di Gesù (Mt 3,13-17 e paralleli).

Castelli del deserto

Mappa dei castelli del deserto nella regione a est di Amman.
I: Qasr Mushatta
II: Muwaqqar
III: Bagni di Qasr Mushash
IV: Qasr Kharaneh
V: Quseir Amra
VI: Oasi di Azraq
La presenza dei castelli omayyadi (Qastal, Qasr al-Mushatta, Muwaqqar, Qasr Mushash, Qasr et-Tuba, Qasr Hallabat, Qasr Kharaneh, Qusair Amra) richiama un periodo storico di grande benessere economico, artistico e politico sotto la guida saggia degli emiri di Damasco (661-750 d.C.).

Qasr Kharaneh

Il palazzo di Qasr Kharaneh, rivolto a sud. Kharaneh dista 65 km da Amman, in direzione di Qasr al-Azraq e del wadi Sirhan. Il palazzo non aveva compiti militari, ma era la dimora privilegiata degli emiri per i giorni di caccia alla gazzella o di riposo.

Frammento con iscrizione greca. Le varie iscrizioni lette a Qasr Kharaneh aiutano a far risalire l’edificio a due interventi distinti: la prima fase agli anni 661-684, e la seconda al tempo di Yazid II (720-724). In una si legge: Abd al-Malik figlio di Ubayd ha scritto, lunedi tre giorni prima di Muharram dell’anno 92 (dell’Egira), che corrisponde al 24 Novembre del 710 d.C.

L'entrata monumentale di Qasr Kharaneh dopo il restauro guidato da S.K. Urice negli anni 1977-1981. Si vedono bene le finestrelle dei due piani dell’edificio: non sono feritoie militari, ma fori per l’aereazione e la luce degli ambienti.

Interno del castello: il cortile è circondato sui quattro lati da due piani abitativi, per un totale di 61 stanze.

Interno di una delle stanze di riguardo dove si notano le semicupole, primo esempio di architettura omayyade in Giordania.
Pianta di Qasr Kharaneh, rispettivamente al piano terra e al primo piano.

A destra: il gruppo dello SBF pranza sotto la tenda beduina a Qasr Kharaneh.
Sotto: i caratteristici bricchi dal becco lungo per il te o bevande in genere della cucina beduina.


Quseir Amra

Veduta su Qusair Amra, nome che significa il piccolo castello rosso. Posto a 90 km da Amman, Qusair Amra è il più interessante castello omayyade della Giordania.

Quseir Amra.
Vista dall'alto e pianta dell'edificio.

A: Porta di ingresso
B: Sala di udienza
C: Ala occidentale
D: Navata centrale
E: Ala orientale
F: Spazio riservato al trono
G: Camera di ovest
H: Camera di est
I: Ingresso ai bagni (Apodyterium)
J: Sala intermedia (Tepidarium)
K: Sala riscaldata (Caldarium)
L: Fornace
M: Vasche
Il complesso ha tre parti distinte: il sistema idraulico esterno per ritirare l’acqua dal pozzo; la sala delle udienze collegata sia alla sala del trono che alle terme. Qusair Amra viene attribuito al califfo al-Walid I (705-715) che ha fatto costruire anche la grande moschea di Damasco. Il palazzo serviva per la caccia e per trascorrere tempi di svago nelle terme.
La presenza degli affreschi dell’8º secolo mette Qusair Amra sotto la protezione dell’UNESCO, come patrimonio universale dell’umanità. Dopo i restauri diretti da una equipe spagnola diretta da M. Almagro e L. Caballero gli affreschi sono ammirati da migliaia di visitatori ogni anno.

Soffitto dipinto nel quale sono raffigurati i lavori impiegati nella costruzione del castello di Qusair Amra.

La sala di accoglienza di Qusair Amra affrescata sulle pareti e sui soffitti. Sulla parete di destra si vedono i nemici del califfo al-Walid I, cioè l’imperatore di Bisanzio; Roderico l’ultimo re visigoto di Spagna; Cosroe re di Persia; il re di Abissinia, l’imperatore di Cina e il re dell’India.

La cupola delle terme dove compare lo zodiaco. Gli affreschi di Qusair Amra furono divulgati in occidente da A. Musil e A.L. Mielich agli inizi del 900.

Qasr Azraq

Torrione d’angolo e porta di accesso a Qasr al-Azraq (significa il castello blu), nell’oasi omonima. La prima fase del forte militare risale all’epoca di Diocleziano (3º secolo d.C.). In base agli esami letterari e archeologici viene proposto di identificare al-Azraq con Diafenis della Notitia Dignitatum 80,11.23. La pianta del forte è quadrata con 80 metri di lato. Fu riusato e ricostruito praticamente in ogni epoca.

A sinistra: interno di una stanza di al-Azraq.

Sotto: iscrizione greca. Le iscrizioni aiutano a datare le varie fasi di questo forte militare. L’iscrizione più antica menziona gli imperatori Diocleziano e Massimiano (300 d.C.); una seconda iscrizione registra il restauro del forte al tempo dell’imperatore Gioviano (363 d.C.). L’ultimo intervento è avvenuto al tempo del governatore ayyubide Eziddin Aybak (1236-1237) cui viene attribuita la moschea. In epoca moderna, al-Azraq divenne il quartier generale di Lawrence d’Arabia nella guerra di liberazione contro i turchi (1916-1918).


Veduta del cortile interno della fortezza, verso nord. Sul lato destro la cisterna, al centro la moschea ayyubide, sulla sinistra la torre di guardia alla porta di ovest.

Cliccare sulle foto per ingrandirle.


External Links

The Baptism Site (Ministry of Tourism and Antiquities - Jordan)

The Pope visits Wadi Kharrar (from Christusrex.org)

The Sanctuary of "Bethany beyond the Jordan" (FAI)

The "El Maghtas - Bethany - Baptism Site" Homepage

The Desert Castles (how to visit)

Islamic Architecture (Forts and Castles)


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Created/updated: Sunday, December 16, 2001 by J. Abela / E. Alliata
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