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Ain Karem: S. Giovanni, Visitazione - 28 aprile 2005

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Il santuario della Natività di S. Giovanni è chiamato anche di S. Giovanni "in montana", dal nome del luogo dove l'evangelista Luca (1,39: "verso la montagna") dice che Maria si recò in aiuto alla sua parente Elisabetta che attendeva la nascita del Battista.

Dopo la partenza dei crociati, la chiesa di S. Giovanni in Ain Karem visse tempi difficili, durante i quali fu adoperata come stalla per gli animali dagli abitanti musulmani del villaggio. Nel corso del secolo XVII fu riscattata dai francescani che vi costruirono un convento.

 Pianta del Santuario di S. Giovanni Battista
 ad Ain Karem




 1. Cripta della natività di S. Giovanni Battista
 2. Chiesa del secolo XI e XII
 3. Cappella dei Martiri con iscrizione e tombe (sec. V)
 4. Cappella di Sud (sec. VII)
 5. Bagno rituale del I secolo
 6-7. Saloni crociati (sec. XII)

L'edificio nel suo complesso è fatto risalire al secolo XI. La cupola però appartiene al secolo XII. Nella cripta al termine della navata sinistra della chiesa si preserva la memoria della nascita di S. Giovanni Battista.
Il pellegrino russo Daniele (secolo XII), ci offre la prima dettagliata descrizione del luogo:

"…la Casa di Zaccaria è situata ai piedi di un monte posto a occidente di Gerusalemme. È nella casa di Zaccaria che la santa Vergine venne per salutare Elisabetta... In questa medesima casa nacque Giovanni il Precursore. Una chiesa sormonta attualmente questo luogo. All’interno, a sinistra, sotto l’altare minore, si vede una piccola grotta nella quale nacque Giovanni il Precursore."

Di fronte alla porta della chiesa fu trovata questa iscrizione greca: "Salute, martiri di Dio" (a sinistra). Nel cortile antistante la chiesa sono stati portati alla luce resti di epoca romana, tra cui una statua frammentaria di Venere che suppone la presenza di un culto pagano praticato dai soldati della legione (a destra).

A parte le diverse istituzioni religiose cristiane stabilite nel paese, gli abitanti sono tutti ebrei, ma una moschea abbandonata è testimone del popoloso villaggio arabo esistente fino al 1948. I cristiani, riuniti in una fiorente parrocchia, si dedicavano principalmente all'artigianato e all'accoglienza dei pellegrini.

Il nome di Ain Karem deriva dai giardini e orti (Karm) resi fertili da una sorgente perenne (Ain). La sorgente è chiamata Ain Sitti Mariam ("La fontana di Maria").

Il Santuario della Visitazione è il secondo polo cultuale del villaggio. La memoria evangelica si spiega con l'idea, comune presso i pellegrini (XIII-XIX sec.), che il luogo rappresentasse una "seconda casa di Zaccaria" dove Elisabetta si sarebbe ritirata in attesa della nascita del Battista (Lc 1,24). Più anticamente si usava piuttosto venerarvi il ricordo apocrifo (cf. Protoevangelo di Giacomo) del "Rifugio di Elisabetta". Per questo vedi il testo seguente.
La più antica descrizione del luogo è ancora quella dell'egumeno Daniele (secolo XII):

"Oltre una valletta piena di alberi, si trova la montagna verso la quale Elisabetta correva con il proprio figlio e disse: “Ricevi o montagna, la madre e il figlio”. E la montagna si aprì e offrì loro rifugio. I soldati di Erode che la seguivano, arrivati a questo punto non trovarono nessuno e se ne ritornarono confusi. Si può vedere fino ad oggi il luogo dove questo avvenne, segnato nella roccia. Al di sopra si eleva una piccola chiesa sotto la quale c’è una piccola grotta, e davanti all’entrata di questa è addossata un’altra piccola chiesa. Da questa grotta sgorga una sorgente che dissetò Elisabetta e Giovanni durante il loro soggiorno nella montagna, dove restarono, serviti da un angelo, fino alla morte di Erode."

Gli ambienti intorno al santuario risalgono in massima parte all'epoca crociata. Sulla parete di fronte alla chiesa sono incastonati 50 quadri di maiolica che riportano il cantico di Maria Vergine ("Magnificat": Lc 1,46-55) in altrettante lingue.

 Pianta del Santuario della Visitazione
 (e rifugio di Elisabetta)




 1. Ingresso attuale dall'esterno
 2. Cisterna bizantina (sec. VI-VIII)
 3. Pozzo con piccola sorgente (sec. VI-XII)
 4. Chiesa superiore (sec. XII-XIV)
 5. Salone crociato (sec. XII)

Nella chiesa inferiore si preservano oggi i ricordi più antichi: la piccola sorgente si trova in fondo ad una breve galleria mentre una nicchia sulla destra accoglie una parte della roccia che si dice abbia accolto un tempo Elisabetta e il bambino. Scene dipinte sulla parete commemorano gli eventi.

Nella chiesa superiore, gli affreschi di ampio respiro che ricoprono le pareti sono dedicati alla celebrazione della figura di Maria. Quello che rimane della costruzione crociata si può vedere a fianco e dietro l'altare.

Dal Santuario della Visitazione si gode un bellissimo panorama sull'alta valle del Sorek (ramo settentrionale) così come sul resto del villaggio di Ain Karem.

 Pianta schematica dei Santuari e delle altre case religiose di Ain Karem



1. Natività di S. Giovanni Battista
 2. Sorgente (Ain Sitti Mariam)
 3. Visitazione della B. Maria Vergine
 4. Deserto di S. Giovanni
 5. Suore del Rosario
 6. Suore della Carità
7. Moskovia. Suore Russe Ortodosse
 8. Chiesa Greco-Ortodossa
 9. Suore di Nostra Signora di Sion
 10. Fermata dell'autobus
 11. Strada di Gerusalemme

Tre chilometri a occidente di Ain Karem c'è il piccolo convento del Deserto di S. Giovanni. Il santuario, di origine meno antica dei precedenti, è collocato in un grotta presso una sorgente e si ricollega così alla tradizione del rifugio di Elisabetta.

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Ein Karem (Near East Tourism Agency)

Ayn Karim, the birth place of Sayidna Yahya (Palestine remembered)

En Kerem (Jerusalem Municipality Sites)


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Created/updated: Sunday, December 16, 2001 by J. Abela / E. Alliata / C. Pappalardo
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