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Valle del Cedron: S. Stefano, Tomba della Vergine, Getsemani. - 22 marzo 2004


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Lungo la discesa che va dalla Porta dei Leoni alla valle del Cedron la roccia che ricorda il martirio di Stefano è affiancata da una chiesa costruita dai Greci Ortodossi in tempi recenti.

Piantina: 1. Tomba della Vergine; 2. Grotta del Getsemani; 3. Orto degli Olivi; 4. Basilica dell'Agonia.

La facciata d'ingresso alla Tomba della Vergine è quanto resta dell'edificio crociato costruito nella prima metà del XII sec. A destra si nota il corridoio che porta alla grotta del Getsemani.

Un'imponente scalinata conduce alla cripta in cui si trova la tomba.

La tomba fu isolata scavando la roccia circostante a formare un'edicola.

All'interno si nota il banco di roccia della tomba.

Alla tomba venerata si accede attraverso due porticine all'esterno si può ancora notare la decorazione architettonica di periodo crociato.

In fondo alla cripta, dietro la tomba della vergine l'abside è sormontato da un finestrone che originariamente permetteva l'illuminazione dell'ambiente.

Nella grotta del Getsemani i pellegrini ricordavano il tradimento di Giuda e l'arresto di Gesù, ma anche la sua Agonia e l'ultima cena con la lavanda dei piedi.

Quella che originariamente doveva essere una grotta naturale utilizzata come magazzino o frantoio venne ampliata e adattata a luogo di culto, la volta venne intonacata e affrescata in età crociata.

I restauri condotti dopo l'alluvione del 1955 hanno evidenziato i resti di un pavimento musivo risalente all'edificio visitato dai pellegrini in età bizantina.

Uscendo dalla grotta e andando verso sud si incontra il "giardino" degli olivi. Qui olivi "antichissimi" sono ricordati dai pellegrini a partire dal 1500.

Adiacente al giardino sorge la odierna chiesa dell'Agonia. Costruita negli anni venti dello scorso secolo sui resti della basilica di IV secolo rinvenuti durante la costruzione.

L'ampia chiesa, volutamente dominata dalla penombra, è decorata da mosaici parietali e ha al centro il banco di roccia viva memoria del luogo dell'agonia di Gesù Cristo il Giovedì Santo.

Sul pavimento, anch'esso mosaicato riprendendo i motivi del mosaico pavimentale originario, si sono lasciati segni convenzionali che permettono di risalire alla pianta della chiesa che la pellegrina Egeria definisce "elegans".


A sud della chiesa moderna si possono ancora scorgere le fondamenta della basilica crociata il cui asse principale si discosta di alcuni gradi rispetto a quello della chiesa più antica e di quella attuale.

Uscendo da Getsemani ci si sposta più a sud lungo la valle del Cedron e si incontrano alcune tombe monumentali scavate nella roccia risalenti al II-I sec. a.C.

La prima che si incontra è la cosiddetta tomba di Assalonne.


Andando avanti si incontra la tomba dei Beni Ezer, famiglia sacerdotale, conosciuta anche come tomba di S. Giacomo. Per ultima si incontra la tomba detta di Zaccaria, davanti alla quale si conclude la visita

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Created/updated: Sunday, December 16, 2001 by J. Abela / E. Alliata / C. Pappalardo
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