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Tombe reali, S. Stefano, "Garden Tomb"

Usciamo dalla Porta di Erode e iniziamo la visita della regione a nord delle mura della città vecchia. Le antichità consistono particolarmente in tombe di varie epoche storiche e in resti della linea difensiva settentrionale dell'antica città di Gerusalemme. Cliccare sulle foto per ingrandirle.

Piantina topografica e archeologica. A: Porta di Damasco; B: Grotta di Sedecia e Cave di Salomone; C: Porta di Erode; D: Tombe israelite; E: Linea difensiva nord ("Terzo muro" di Giuseppe Flavio); F: Tomba della Regina Elena di Adiabene ("Tombe dei Re"); G: Porta nelle mura.

Scalone monumentale d'ingresso alle Tombe dei Re. Lo storico Ebreo Giuseppe Flavio (I sec. dC) ci riferisce della conversione della regina Elena di Adiabene e del suo intervento a favore dei poveri nel corso di una carestia (cf. Rom 15,26).

Alcune cisterne servivano a raccogliere l'acqua destinata alla purificazione e alle cerimonie funebri. le cisterne conservano acqua fino ad oggi.

Dal punto di vista storico il monumento si colloca all'epoca erodiana (I sec. aC - I sec. dC). Inizialmente era stato erroneamente identificato dalla tradizione con le Tombe degli ultimi Re di Giuda (VIII-VII sec. aC). Da lì il nome di Tombe dei Re (Qubûr es-Salatîn in arabo). La pianta e la sezione che presentiamo illustrano bene la forma e la complessità del monumento.

Un vasto cortile quadrato (28 m di lato), si trova di fronte alle tombe ed è anch'esso scavato nella roccia. Sono purtroppo andate perdute le colonne del portico e i monumenti sovrastanti, a forma di piramide. Rimangono visibili in parte le delicatissime sculture ornamentali eseguite nella viva roccia.

Il nostro gruppo scompare poco alla volta nella stretta apertura. L'entrata alla tomba era un tempo protetta da sistema di chiusure comprendente anche una pietra girevole di grandi dimensioni.

Ci ritroviamo nell'anticamera, dove i corpi venivano preparati per la sepoltura. Da qui si può entrare nelle numerose altre stanze che compongono la necropoli.

Le stanze posseggono loculi funerari del tipo detto a kokhim o "forni" (sopra) oppure ad "arcosoli" (in basso). Sono stati trovati anche dei sarcofagi (conservati al Museo del Louvre, Parigi).


I corpi dei defunti, avvolti in teli, restavano su questi banchi fino alla decomposizione. Si usava poi raccogliere le ossa in grotticelle, che fungevano da ossario comune, oppure in singole cassette di pietra tenera dette "ossuari".

In questa parte della città sono state rinvenute, in diverse occasioni, tracce di un muro difensivo della antica Gerusalemme. È aperta tra gli studiosi la questione se si tratti o meno del "Terzo Muro" di Giuseppe Flavio.

Atrio e facciata della chiesa dei padri Domenicani della École biblique. L'edificio custodisce i resti della basilica bizantina di S. Stefano, costruita nel V sec. dC dal patriarca Giovenale e dall'imperatrice Eudocia.


Si osservano vari resti di mosaici pavimentali già appartenuti alle navate laterali dell'antica basilica bizantina.


Nella vita di Pietro Iberico (V sec. dC) si dice che al centro della chiesa era conservato in una cripta il corpo di S. Stefano. Una iscrizione latina ci informa che nel medesimo luogo è oggi sepolto "fra Joseph-Marie Lagrange, fondatore della Scuola Biblica di Gerusalemme ed instancabile interprete delle Sacre Scritture".

Altri studiosi dell'ordine domenicano che hanno reso celebre la Scuola Biblica di Gerusalemme sono sepolti nel cimitero a poca distanza dalla chiesa. Riconosciamo i sepolcri di Louis-Hugues Vincent (1872-1960), Felix-Marie Abel (1878-1953), Roland de Vaux (1903-71), Pierre Benoit (1906-87), Raymond Jacques Tournay (1916 - 1999) ecc.

Nello stesso luogo si può visitare una necropoli di epoca israelita (VIII sec. aC). Le caratteristiche tecniche e la fattura raffinata ne suggeriscono l'appartenenza ad un ceto di alto livello sociale (tombe reali?).


Il sepolcro che si osserva nel vicino giardino degli Anglicani ("Garden Tomb"), appartiene al medesimo contesto storico e archeologico.

Secondo i proprietari del giardino si tratterebbe invece della Tomba di Cristo. Il luogo continua ad attrarre un gran numero di visitatori, quasi esclusivamente dall'area protestante.


Ci viene segnalata nel giardino la presenza di una antica cisterna, di grandi dimensioni. Anche Giuseppe di Arimatea possedeva un giardino dove si trovava la tomba nuova che servì per la sepoltura di Gesù (Mt 27,36).

La prominenza rocciosa, che si trova ai limiti estremi del cimitero musulmano di es-Sahira, rappresenterebbe il Golgota. Fu proprio l'aspetto fisico di queste rocce a suggerire per la prima volta tale identificazione al generale inglese Gordon in visita a Gerusalemme nel 1883.



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13. Monte degli Olivi

14. Ascensione
Betfage, Betania

15. Gerus. Ovest

16. Ain Karem

17. Betlemme

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Created/updated: Sunday, December 16, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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