|
Quartiere armeno e Quartiere cristiano. Il Muristan - 1 dicembre 2003
|
| Quartiere armeno e Muristan in una spettacolare veduta dall'alto del campanile della chiesa luterana del Redentore. Cliccare per ingrandire. |
 |
Al di là della piccola ma vivace comunità armena, numerose altre componenti del panorama etnico-religioso di Gerusalemme hanno sede in questo quartiere. La nostra visita inizia al Christian Information Centre ("Centro d'informazione cristiana") retto dalla Custodia di Terra Santa. |
 |
| Il Quartiere armeno dall'alto del Museo della Cittadella. In primo piano la prima chiesa protestante anglicana a Gerusalemme ("Christ Church"), fondata nel 1849. |
I Maroniti, cristani orientali cattolici di origine libanese che usano nella liturgia la lingua siriaca, hanno la loro sede a Gerusalemme in questo quartiere.
|
 |
 |
Nel convento di S. Marco i Siriani ortodossi mantengono il ricordo della casa di Maria di Giovanni Marco, dove Pietro si recò in seguito alla sua miracolosa liberazione dal carcere (At 12,5-17). I Siriani ricordano in questo luogo anche il Cenacolo. |
Iscrizione in lingua siriaca nella chiesa di S. Marco che proclama la chiesa: "fondata dai Santi Apostoli". |
 |
A sinistra: L'ingresso principale del Monastero di S. Giacomo, sede del Patriarcato armeno di Gerusalemme.
A destra: Una delle tipiche croci armene, scolpite nella pietra, che adornano l'atrio della basilica. |
|
| La nazione armena si vanta di essere stata la prima a convertirsi in massa alla religione cristiana nell'anno 303 dC. La sua evangelizzazione fu portata a compimento per opera di S. Gregorio l'Illuminatore. La chiesa di S. Giacomo si può visitare ogni giorno nell'orario della preghiera. |
 |
|
| Un monaco segnala il tempo della preghiera battendo col martello sopra un asse di legno appeso (simandro). |
 |
Sul lato sinistro della chiesa si indica il luogo tradizionale del martirio di S. Giacomo, detto il Maggiore, fatto uccidere dal re Agrippa (At 12,1-2). Sotto l'altare, a sinistra, si dice anche essere sepolto il suo capo. |
A sinistra: La "cattedra" di Giacomo, "fratello del Signore" (Gal 1,18) e primo vescovo di Gerusalemme.
A destra: Pietre di tre monti sacri (Tabor, Garizim e Sinai) sotto un altare della cappella di Etchmiadzin.
 |
|
 |
| Terminata la preghiera, i monaci e seminaristi armeni lasciano la chiesa. |
|
| La facciata originaria della chiesa si apriva sul lato sud dell'edificio. All'interno del monastero armeno se ne osservano le imponenti arcate del portico, che furono chiuse nel diciottesimo secolo per formare la cappella di Etchmiadzin. |
| Nel quartiere cristiano giace, ormai del tutto fuori uso, una piscina (Birket hammam el-Batraq) che fu identificata dalla tradizione con la "Piscina interna, o di Ezechia" (2Re 20,20). La alimentava un acquedotto proveniente dalla Mamilla, che è un'altra piscina più grande situata all'esterno della città. |
 |
 |
A sinistra: La Chiesa di S. Giovanni Battista appartiene ai Greci Ortodossi e risale ai periodi crociato e bizantino
Sotto: Qui presso nacque l'Ordine degli Ospedalieri, detto poi dei Cavalieri di S. Giovanni d'Acri e finalmente dei Cavalieri di Malta.

|
I Luterani ricostruirono all'inizio del novecento la chiesa crociata di S. Maria Latina, dedicandola al Redentore.
|
|

Antiche maioliche esposte nella chiesa di S. Giacomo degli Armeni illustrano l'abilità artistica e la fede genuina di questo popolo. Cliccare per ingrandire e poi far scorrere sulla destra.
|