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Collectio Maior

41. G.C. Bottini, L. Di Segni, L.D. Chrupcala (eds.), One Land - Many Cultures. Archaeological Studies in Honour of Stanislao Loffreda ofm

42. M. Piccirillo (ed.), IO NOTAIO NICOLA De MARTONI. Il pellegrinaggio ai Luoghi Santi da Carinola a Gerusalemme 1394-1395

43. Fra Giovanni di Fedanzola da Perugia, Descriptio Terrae Sanctae, Ms. Casanatense 3876

Collectio Minor

43. I. Peña - P. Castellana - R. Fernández, Inventaire du Jébel Doueili. Recherches archéologiques dans la région des Villes Mortes de la Syrie du Nord

Analecta

61. L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di Greco Biblico. Quaderno I,A: Le concordanze

62. F. Manns, L’Évangile de Jean et la Sagesse

Museum

14. S. Loffreda, Holy Land Pottery at the Time of Jesus. Early Roman period (63 BC - 70 AD)


In the Press: Come and see what is being produced


The SBF series are published by the
Custody of the Holy Land

Till 2007: Franciscan Printing Press - Jerusalem
Get the latest FPP Catalogue (pdf file - 1.7 MB)

From 2008: Edizioni Terra Santa - Milano (Italy)


G. C. Bottini - L. Di Segni - L. D. Chrupcala (eds.)
One Land – Many Cultures. Archaeological Studies in Honour of Stanislao Loffreda ofm


The present volume is a collection of studies in honour of Fr. Stanislao Loffreda O.F.M. on the occasion of his 70th birthday, promoted by the Studium Biblicum Franciscanum (SBF) and sponsored by the Custody of the Holy Land. The volume offers a wide spectrum of the cultures which flourished in the Holy Land from the the Second Temple Period until the Crusader Period. Pagans, Jews, Christians and Muslims, natives of the country and foreigners, gave their contribution to the creation of the unique material and spiritual landscape of this country, characterized by profound diverseness and intense closeness. The diverse cultures are illustrated through the results of new discoveries and researches, some of them revealing novel and even unexpected aspects of the culture they represent.

Book’s Content

G. C. Bottini, Bibliography of Stanislao Loffreda
D. Adan-Bayewitz, On the Chronology of the Common Pottery of Northern Roman Judaea/Palestine
E. A. Arslan, Dall’Italia a Magdala in Terra Santa. Un pellegrino del V secolo e le sue monete
M. Aviam, Recent Excavations and Surveys of Churches and Monasteries in Western Galilee
C. Dauphin – S. Kingsley, Ceramic Evidence for the Rise and Fall of a Late Antique Ecclesiastical Estate at Shelomi in Phoenicia Maritima
D. Syon, A Church from the Early Islamic Period at Hirbet el-Shubeika
V. Tzaferis, The Greek Inscriptions from the Church at Hirbet el-Shubeika
H. Taha, A Byzantine Tomb at Atara
S. Batz, A Second Temple Period Cemetery at Horvat Beit Sila
Y. Magen – M. M. Dadon, Nebi Samwil (Montjoie)
D. Amit – J. Seligman – I. Zilberbod, The Monastery of Theodorus and Cyriacus on the Eastern Slope of Mount Scopus, Jerusalem
L. Di Segni, A Greek Inscription in the Monastery of Theodorus and Cyriacus on Mount Scopus
G. Avni – J. Seligman, New Excavations at the Church of the Holy Sepulchre Compound
J. Magness, A Mithraeum in Jerusalem?
R. Avner Levy, The Recovery of the Kathisma Church and Its Influence on Octagonal Buildings
L. Di Segni, A Greek Inscription in the Kathisma Church
Y. Hirschfeld, The Laura of Heptastomos
Y. Peleg, Second Temple Period Burial Caves in Khirbet ‘Alya
G. D. Stiebel, The militaria from Herodium
Y. Magen, Mamre. A Cultic Site from the Reign of Herod
A. de Vincenz, A Unique Animal Lamp from En-Gedi
A. Kloner – B. Zissu, Hiding Complexes in the Northern Judaean Shephelah and the Northern Boundary of the Bar Kokhba Administration
E. Shenhav, Horvat Hanot. A Byzantine Tradition of Goliath’s Burial Place
L. Di Segni, A Greek Inscription in the Church at Horvat Hanot
E. Netzer, The Synagogues from the Second Temple Period According to Archaeological Finds and in Light of the Literary Sources
S. Gibson, Stone Vessels of the Early Roman Period from Jerusalem and Palestine. A Reassessment
M. Piccirillo – Z. Qudah, L’eremitaggio nel Wadi Rajib sulla montagna di Ajlun in Giordania
É. Puech, L’inscription christo-palestinienne du Ouadi Rajib-Ajloun et de nouvelles inscriptions christo-palestiniennes de Jordanie
D. Genequand, Un hypogée hérodien à Macheronte (Jabal al-Mishnaqa, Jordanie)
Z. T. Fiema, The Byzantine Monastic / Pilgrimage Center of St. Aaron near Petra, Jordan
P. Castellana, Vasche battesimali nella Siria del Nord
I. Peña, Batrash, pueblo cristiano de la epoca bizantina en Siria
B. Callegher, Sigillo di Leone Pereno, magister et dux di tutto l’Occidente


G. C. Bottini - L. Di Segni - L. D. Chrupcala (eds.), One Land – Many Cultures. Archaeological Studies in Honour of Stanislao Loffreda ofm (SBF Collectio maior, 41). Jerusalem 2003. XII-372 pp.; ills. U.S. $ 65.00


Fra Giovanni di Fedanzola da Perugia
Descriptio Terrae Sanctae.
Ms. Casanatense 3876

click here for an English Abstract

Autore:  Di fra Giovanni di Fedanzola da Perugia si hanno poche ed incerte notizie. Non si tratta però di una persona del tutto sconosciuta alla storia. Si sa infatti che fu ministro della provincia minoritica di Terra Santa, all’inizio del secolo XIV, e autore di una Descriptio di quella regione redatta ad uso dei pellegrini. In una lettera, scritta da Avignone il 1° marzo 1329, è chiamato dal Papa Giovanni XXII “figlio diletto”. I suoi tratti più caratteristici sono una curiosità penetrante e vivace, il gusto di vedere capire descrivere, il piacere dei rapporti umani, l’attitudine a mettere insieme i dati d’esperienza e una grande erudizione.
Manoscritto:  La sua opera letteraria, data per persa, fu rinvenuta in un manoscritto latino della Biblioteca Casanatense di Roma (ms. 3876) da Cesare Cenci nel 1983. Si tratta di 74 carte pergamenacee di piccola dimensione. Ad una descrizione sistematica di tutti i luoghi biblici si aggiunge una relazione più particolareggiata intorno ad alcuni luoghi di maggiore importanza, quali Nazaret, Gerusalemme e Betlemme. L’opera si chiude con un copioso indice dotato di precisi rimandi.
Edizione:  Il primo a studiare, e a far studiare, l’opera fu Ugolino Nicolini, che tuttavia morì prima di averne completata la pubblicazione. Il lavoro editoriale fu ripreso e portato a termine dopo la sua morte. Si provvide il testo di una traduzione italiana e inglese con lo scopo di facilitarne la diffusione. Un commento, ampio e approfondito, basato principalmente sul confronto delle fonti contemporanee, ne illustra l’importanza storica. La riproduzione fotografica integrale del codice manoscritto arricchisce il volume.

COLLABORATORI

Edizione del testo latino
Ugolino Nicolini († 1991), docente di Storia medioevale nell’Università di Perugia.
Renzo Nelli, collaboratore della cattedra di Storia medievale fiorentina.

Traduzione italiana e note
Sabino De Sandoli († 2001), bibliotecario della Biblioteca centrale della Custodia di Terra Santa - Gerusalemme.
Eugenio Alliata, professore di Archeologia Cristiana allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.

English translation
John Boettcher

Coordinamento dell’opera
Attilio Bartoli Langeli, docente di Storia medioevale nell’Università di Verona.
Alviero Niccacci, professore di Antico Testamento e Lingue bibliche allo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme.


Fra Giovanni di Fedanzola da Perugia, Descriptio Terrae Sanctae. Ms. Casanatense 3876, Ed.: U. Nicolini † – R. Nelli, Trad. it. e note: S. De Sandoli † – E. Alliata, Eng. transl. by J. Boettcher, Coord.: A. Bartoli Langeli – A. Niccacci (SBF Collectio Maior 43), Franciscan Printing Press, Jerusalem 2003. XXX+187 pp.; 77 tav., 2 pieghevoli fuoritesto. U.S. $ 50.00


M. Piccirillo (ed.)
IO NOTAIO NICOLA De MARTONI. Il pellegrinaggio ai Luoghi Santi da Carinola a Gerusalemme 1394-1395

Il notaio Nicolaus de Marthono de civitate Calinensi, come lui stesso si presenta nella sua opera, s'imbarcò a Gaeta il 17 Giugno 1394 sopra una nave di un certo Mello Maltaccia, che faceva vela per Alessandria, accompagnata da quattro altre navi cariche di pellegrini, tra i quali v'erano due suoi amici Antonaccio de Aspello di Sessa e Cobello di Dyano (probabilmente Teano). Seguendo la normale rotta dell'epoca, si diressero verso Rodi dove sostarono dal 13 al 19 di luglio, e il 25 sbarcarono nel porto diAlessandria in Egitto.
Il 9 di agosto partirono per il Cairo navigando il Nilo, ove giunsero il 19 agosto. Il 27 dello stesso mese s'incamminarono per il Monte Sinai dove visitarono il monastero di Santa Caterina, e salirono sulle cime del Jabal Musa (2200 m) e del Jabal Catherine (2400 m). Di lì, passando per Gaza, raggiunsero e visitarono Betlemme, entrando a Gerusalemme il 28 settembre.
La visita dei Luoghi Santi, fatta sotto la guida de' Frati Minori, durò nove giorni. Dopo aver visitato il Santo Sepolcro e gli altri santuari della città santa, il gruppo di pellegrini si recò a Gerico e al fiume Giordano per commemorare il battesimo di Gesù.
Il 7 ottobre Nicolò con altri riprese la via per Ramle ove s'incontrò con i pellegrini che da Alessandria avevano presa la via del mare. Il 28 ottobre da Giaffa partì per Beirut, e di lì si recò a Cipro ove visitò Famagosta, Nicosia, Pafo ed altre località della bella isola. Sopra una nave genovese che trasportava pellegrini Polacchi e Ungaresi partì per Rodi, ove giunto il 24 gennaio 1395 fu ospitato presso fr. Domenico d'Allemagna (napoletano) cavaliere di San Giovanni e precettore di Napoli.
Dopo alcuni giorni, Nicolò riprese il mare sopra una nave messinese che conduceva pellegrini Francesi reduci dal Sinai, i quali dovevano esser condotti a Venezia al prezzo di 5 ducati per ciascuno. Il nostro Nicolò con i suoi amici sostarono in Grecia, ove visitarono gran numero di città governate da principotti latini, tra le quali Atene, Corinto e Negroponte in Eubea. Finalmente il 7 di maggio 1395 sbarcarono a San Cataldo presso Otranto, tornando a Carinola il 27 maggio.
L'itinerario del notaio Martoni, senza dubbio uno dei più preziosi documenti di viaggio del secolo XIV, fu scoperto nella Biblioteca Nazionale di Parigi dallo studioso Léon le Grand. Il manoscritto del fondo latino n. 6521 conteneva una copia dell'originale "trascritta ai Bagni della Rocca di Monte Ragone da Ciccio Grosso di Balsorano nel mese di marzo del 1397", come si leggeva nel colofone. La pubblicazione del testo latino del codice nella Revue de l'Orient Latin del 1896 era preceduta da una accurata introduzione che dopo aver precisato il luogo di nascita del Notaio, Carinola per l'appunto in Terra di Lavoro, esaminava il contenuto del testo mettendone in luce le novità rispetto agli itinerari contemporanei.
Per lo studioso francese, la parte più interessante e la più nuova dei ricordi di viaggio di Nicola è quella relativa all'attraversamento della Grecia, che era situata fuori della rotta seguita normalmente dai pellegrini. Vi si trova una curiosa descrizione di Atene che denota da parte dell'autore la preoccupazione, abbastanza rara in quest'epoca, di raccogliere i ricordi dell'antichità. Nicola de Martoni pregò qualche abitante della città di guidarlo nella visita degli antichi monumenti, e poté così lasciarci sullo stato degli edifici diversi dettagli che, benché stringati, hanno un vero interesse data l'estrema rarità delle informazioni topografiche relative alla città di Atene durante il Medio Evo.
Lo storico Padre Girolamo Golubovich, nella sua monumentale opera dedicata alla Terra Santa, giudicò la relazione del notaio una fonte importante per la storia della presenza francescana in Oriente e a Gerusalemme. Il Notaio Nicola è il primo infatti a ricordare non solo la presenza dei Frati Minori al servizio dei pellegrini nel Santo Sepolcro, ma di averli avuti come guida nell'affrettata e pericolosa visita ai santuari di Gerusalemme. Primo testimone di un'attività che caratterizzerà lungo i secoli fino ai nostri giorni la presenza francescana nei Luoghi Santi del Vangelo.
La relazione di viaggio è anche una preziosa testimonianza per le lotte in corso per la supremazia nel Mediterraneo tra Catalani, Napoletani, Veneziani e Genovesi.
Motivi diversi che ci hanno spinto a pubblicare in italiano il testo del Notaio Nicola convinti di fare un'opera certamente utile prima di tutto ai concittadini di Carinola e di Terra di Lavoro ai quali difficilmente sarebbe giunto il testo latino pubblicato più di un secolo fa a Parigi.
L'iniziativa ha trovato entusiasti collaboratori nel Professor Franco Cardini storico medievalista dell'Università di Firenze e nel Dottor Giuseppe Ligato i quali hanno approfondito sotto l'aspetto storico alcuni aspetti del racconto del Martoni riguardanti i difficili equilibri nel Mediterraneo orientale dove i pellegrini si trovavano a viaggiare.
La calorosa accoglienza di Sua Eccellenza Mons. Antonio Napoletano Vescovo di Sessa Aurunca della cui diocesi fa parte Carinola, del Molto Reverendo Padre Luigi Ortaglia Ministro Provinciale dei Frati Minori di Terra di Lavoro, e del Padre Giovanni Battistelli Custode di Terra Santa, con il generoso contributo del SindacoDottore Pasquale Di Biasio e della Giunta comunale di Carinola hanno reso possibile questa pubblicazione che dedichiamo ai tanti benefattori di Terra Santa di ieri e di oggi.
A Gerusalemme non abbiamo mai dimenticato che fu l'interessamento dei re di Napoli Roberto d'Angiò e di Sancia di Maiorca e il generoso contributo degli abitanti del Regno di Napoli che nel 1333 resero possibile portare a buon fine la trattativa diplomatica con il Sultano di Egitto grazie alla quale nacque la Custodia di Terra Santa da allora affidata dalla Santa Sede ai Frati Minori.
Il volume vuole essere anche un invito a venire in Terra Santa, come era desiderio del Notaio Nicola che scrisse al termine del racconto concitato di morire annegato durante una tempesta: "Una volta sola dico a tutti quelli che leggeranno e ascolteranno la narrazione di questi pericoli e fatiche...che non si spaventino né si dissuadano, se per caso fossero disposti, dal fare questo santo e prezioso pellegrinaggio: perché non sempre queste cose accadono ai pellegrini, e quando accadono tornano a vantaggio salutare per l'anima, secondo quel detto: "Non meritò le dolcezze chi non gustò le amarezze".

IO NOTAIO NICOLA De MARTONI. Il pellegrinaggio ai Luoghi Santi da Carinola a Gerusalemme 1394-1395, a cura di Michele Piccirillo, (Bibliothèque Nationale N. 6521 du Fonds Latin (Studium Biblicum Franciscanum, Collectio Maior n. 42), Jerusalem 2003. VIII+222 pp.; ills. U.S. $ 60.00


I. Peña - P. Castellana - R. Fernández
Inventaire du Jébel Doueili.

Les premières constructions qu’on trouve dans le Jébel Doueili sont les hauts-lieux du paganisme sémite. On les découvre à el-Hosn, le sanctuaire principal, et à ses alentours: Chir ‘Abdel-Kerim, Hobeidiyé, Kherbet Bazaziyé, Yaghla, Mariamin-Nord et Kherbet el-Ma‘bara. A partir du IIe siècle de notre ère, époque romaine, certains hauts-lieux (bamot) furent transformés en temples: el-Hosn, Kherbet Bazaziyé et Hobeidiyé, transformations recherchées par le programme impérial des Antonins visant à promouvoir l’entente entre les peuples de l’empire au moyen du syncrétisme religieux. A cette époque remontent les grottes sacrées de Kefr Hind el-Faouqani (mithraeum?).
Le nombre relativement élevé de constructions cultuelles sur le Jébel Doueili nous pousse à penser que la montagne tout entière était sacrée, et que le sommet de el-Hosn en était le centre. Les sanctuaires des alentours n’étaient que des jalons de route vers le sanctuaire principal. D’ailleurs une voie (sacrée?) de quatre mètres de large, dont les restes sont visibles à l’Ouest de el-Hosn, faisait communiquer le grand sanctuaire avec Hobeidiyé. On sait que le lieu saint, le haram, pouvait comprendre quelquefois une grande extension de terre et même toute une montagne. Ainsi, la montagne du Sinai (Ex 19,12). De même, le mont Hermon était tout entier sacré, comme l’indique son nom, dérivé de la racine HRM, sacré, réservé. Son sommet était la demeure de Baal (Juges 3,3) puis de son héritier romain Zeus.
Les vestiges chrétiens sont, par contre, peu nombreux au Jébel Doueili par rapport aux autres régions limitrophes: Jébel Wastani, au Sud, et Jébel el-A‘la, à l’Est. On y trouve néanmoins des vestiges d’églises à Batrach, à Yaghla et à Kefr Hind el-Faouqani, de monastères à Kherbet Omm Teljé, Hobeidiyé, et des grottes occupées jadis par des moines à Moughr el-Mou‘allaqa, à l’Ouest de Batrach, et à Magharat el-Hamra. On déduit de cela que l’évangélisation fut tardive et manqua de la vigueur manifestée dans d’autres endroits de la Syrie du Nord. En effet, l’isolement du Jébel Doueili et la présence de nombreux lieux de culte païen opposèrent une forte résistance à la christianisation de la région. Ainsi les villes de Mariamin-Nord et de Kherbet Ma‘bara ne nous ont pas laissé de signes chrétiens. Les temples de el-Hosn et de Kherbet Bazaziyé restèrent actifs même après les édits anti-païens de Théodose le Grand. L’évangélisation du Jébel Doueili commença par la périphérie, par le Sud: Batrach, puis par l’Ouest: Kefr Hind el-Faouqani et semble être l’oeuvre des moines. Batrach est d’ailleurs la seule ville entièrement chrétienne du Jébel. En plus, Batrach semble avoir été la ville la plus importante de la région, avec ses 30 villas conservées, construites en pierre taillée, suivie de Yaghla (25 villas), Mariamin-Nord (4 villas), Doueili (5 villas) Kefr Hind el-Faouqani (6 villas), el-Qantara (20 villas), Kherbet el-Joz (7 villas) et Kherbet el-Ma‘bara (15 villas).
L’activité principale de notre région à l’époque romano-byzantine était l’agriculture: la culture de l’olivier à dimension industrielle. On a trouvé six pressoirs à Hobeidiyé et 22 à Yaghla. A Batrach on a compté 48 rouleaux pour écraser les olives.


I. Peña - P. Castellana - R. Fernández, Inventaire du Jébel Doueili. Recherches archéologiques dans la région des Villes Mortes de la Syrie du Nord (SBF Collectio Minor 43).

17x24 cm; 106 pgs.; ills.; maps.; US $ 15


L. Cignelli - R. Pierri
Sintassi di Greco Biblico. Quaderno I,A: Le concordanze

"Nell’anno accademico 1989-1990, cedendo alle insistenze di colleghi e studenti, padre Lino Cignelli, docente di greco biblico nello Studium Biblicum Franciscanum dal 1971, accettò di stendere un progetto di sintassi di greco biblico, frutto del suo lungo insegnamento. Quanto a me, accolsi volentieri l’invito a collaborare con un corso complementare e con l’assistenza nella stesura del testo delle lezioni.
Prese così lentamente corpo una voluminosa dispensa accademica Sintassi di greco biblico (Lxx e NT) – Corso teorico-pratico ad uso degli studenti, che ogni anno veniva riveduta e ampliata. Contemporaneamente, a modo di saggi, sulla nostra rivista apparvero dei contributi sul complemento d’agente (LA 1989), sulla concordanza del pronome relativo (LA 1990), sull’articolo (LA 1991), sulle diatesi del verbo (LA 1993 e 1994) e sulla concordanza del pronome aujtov" (LA 1995).
Alla base del lavoro vi era il proposito di illustrare – per quanto possibile – la sintassi di tutta la Grecità biblica, e non solo quella del Nuovo Testamento greco come si fa abitualmente. Eravamo convinti, e lo siamo tuttora, che la versione dei Settanta forma un corpo unico con il Nuovo Testamento. Si voleva così offrire agli studenti un “manuale” che li aiutasse a cogliere l’anima della grecità in genere e di quella biblica in specie, oltre che a risolvere le difficoltà che si incontrano leggendo il greco dei Settanta e del Nuovo Testamento.
Man mano che il lavoro è andato avanti ci si rendeva conto che la realizzazione dell’impresa avrebbe richiesto altri anni ed energie nuove. Nello sforzo ci ha sostenuto la prospettiva dell’arrivo allo Studium di un nostro ex alunno, fra Rosario Pierri, che nel frattempo stava preparandosi a conseguire la laurea in lettere classiche. A cominciare dall’anno accademico 2001-2002 egli ha iniziato l’insegnamento e ha assunto su di sé con entusiasmo e impegno la revisione di quanto già realizzato e la continuazione del progetto. È sua l’idea che si pubblichino in formato Quaderni le parti già elaborate, ed è sua la fatica della redazione finale in vista della stampa di questo primo Quaderno in cui si enuncia anche il piano generale dell’opera.
Il progetto passa dunque nelle mani di un giovane che sarà sostenuto dalla competenza ed esperienza di padre Lino Cignelli, ora professore emerito dello Studium. Così il progetto della sintassi di greco biblico diventa in certo modo espressione e frutto della tradizione di ricerca e insegnamento nella comunità accademica della nostra Facoltà. Grato per l’opportunità concessami dalla Provvidenza di contribuire, almeno in parte, al progetto esprimo l’auspicio che possa giungere felicemente a conclusione, a servizio di quell’adorabile Parola con la quale “Dio nella Sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini e alla maniera umana” (Dei Verbum 12)."

dalla "Prefazione" di G. Claudio Bottini ofm


PIANO DELL'OPERA

Parte prima: Sintassi del caso
I,A: Le concordanze
I,B: L’articolo
I,C: I casi

Parte seconda: Sintassi del verbo
II,A: Le diatesi
II,B: I tempi e i modi
II,C: Il participio e l’infinito

L. Cignelli - R. Pierri, Sintassi di Greco Biblico. Quaderno I,A: Le concordanze (Analecta 61), Jerusalem 2003. 134 pp.; 17x24; U.S. $ 12.00.


F. Manns
L'Évangile de Jean et la Sagesse

Dans le judaïsme pluraliste du premier siècle le courant sapiential est le plus ouvert et le plus important. “La Sagesse a bâti sa maison, elle a dressé sept colonnes”. Elle a planté sa tente parmi les hommes. La maison de la Sagesse est l’endroit où elle offre un repas à ses disciples et où elle les nourrit. Le disciple est invité à la chercher comme un jeune homme cherche sa femme.
Dans l’Évangile de Jean le visible devient signe de l’invisible. Le langage est à la fois concret et symbolique. Seule l’intelligence du coeur y donne accès.
Dans la Croix glorieuse de Jésus Jean apprend à chercher Dieu non plus dans un Temple de pierres, mais dans le Temple du coeur, là où vit l’Esprit et où Dieu cherche ses vrais adorateurs.

Frédéric Manns est professeur d’exégèse et de judaïsme au Studium Biblicum Franciscanum de Jérusalem (Faculté de Sciences bibliques et d’Archéologie) depuis 1974. Il a publié en 1991 “L’Évangile de Jean à la lumière du judaïsme”.


F. Manns, L'Évangile de Jean et la Sagesse (Analecta 62).
17x24 cm; 316 pgs.; US $ 25


S. Loffreda
Holy Land Pottery at the Time of Jesus. Early Roman period (63 BC - 70 AD)

In order to renew and improve the Studium Biblicum Franciscanum Museum, we have, for a long time, been toying with the idea of devoting a room to the material culture which was common in Christ's time, i.e. some utensils of everyday use that Franciscan archaeologists unearthed in different sites of Palestine. This space was envisaged as a necessary complement to illustrate the Holy Places of the Gospel, particularly Nazareth and Capernaum, in an effort to satisfy the sincere curiosity of pilgrims for whom the Museum had primarily been conceived.

The approaching time of the Great jubilee of the year 2000 was the occasion that persuaded Fr Stanislao Loffreda to impart his knowledge to ordinary people, too. Most of the earthen vessels, shown in the Museum and in this publication, were discovered and studied by the author himself. He has devoted a lot of his archaeological erudition and efforts to working alongside Fr Virgilio Corbo, especially in excavation and research at Capernaum, the town of Jesus (Matthew 4:12; 9: 1). In a way, this booklet is the guide to the exhibits room as well as being an introduction to other types of pottery.

"No one should expect a complete catalogue about Herodian earthenware from the Holy Land, and certainly not an exhaustive study of all the specimens known and published so far," warns the author in the introduction. And he later specifies, "The chronological epoch we have chosen is what historians in this region call the Early Roman period, beginning with the Roman conquest of Palestine (63 BC) and lasting until the disastrous Jewish Revolt (70 AD)... This study is of an essentially popularising nature and written with the jubilee spirit in mind at the dawn of the third millennium."

May this minor work of Fr Loffreda's scholarly commitment and competence have the same success as his other booklet in this series (no. 13), especially among the "ordinary people" that are most ready to receive the message of life from the Holy Land, emanating even from these humble objects of daily use that the archaeologist has brought to light.

Preface, by Fr Michele Piccirillo
Director of the Studium Biblicum Franciscanum Museum


S. Loffreda, Holy Land Pottery at the Time of Jesus. Early Roman period (63 BC - 70 AD).
17x24 cm; 116 pgs.; US $ 20

This book is the English translation of: S. Loffreda, Ceramica del tempo di Gesù. Vasi della Terra Santa del periodo romano antico 63 a.C. - 70 d.C., (SBF Museum 14), Franciscan Printing Press, Jerusalem 2000, 119 pp. US$ 20


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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