| 8 aprile 2002 - Simposio su "Il popolo ebraico e le sue Scritture nella Bibbia Cristiana"
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I relatori: mons. G. Ghiberti, p. F. Manns (moderatore) e p. J. Loza op.
Sotto, da sinistra: il rabbino J. Grünenwald, p. J-M. Poffet op e G. Zevini sdb, intervenuti nel dibattito.
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| CRONACA:
Organizzata dalla CTS e dallo SBF l8 aprile 2002 ha avuto luogo una giornata di studio sul documento Il popolo ebraico e le sue sacre Scritture nella Bibbia cristiana pubblicato dalla Pontificia Commissione Biblica. Il programma prevedeva due relazioni principali e tre comunicazioni. Il professore Mons. Giuseppe Ghiberti, docente alla Facoltà teologica dellItalia settentrionale e allUniversità Cattolica di Milano, ha svolto il tema Un nuovo documento: contenuto e problemi. P. José Loza, docente allEBAF, ha presentato Linterprétation chrétienne de lAncien Testament. Successivamente sono intervenuti P. Jean Michel Poffet, Direttore dellEBAF, e don Giorgio Zevini, Direttore della casa di studio di Cremisan, soffermandosi su particolari aspetti del documento. Rav Jacquot Grünewald, noto scrittore israeliano, ha presentato in maniera semplice e originale il punto di vista di un lettore ebreo sul documento. Professori e studenti di tutta la Facoltà e un pubblico numeroso e di diversa provenienza hanno seguito con vivo interesse il programma, ritrovandosi nellaccogliente salone dellImmacolata a S. Salvatore che ha ospitato degnamente la manifestazione. Coordinatore della giornata è stato F. Manns che, del resto, laveva programmata da mesi quando era ancora Decano. Le due relazioni sono in corso di stampa nel Liber Annuus 51. Qui riproduciamo il saluto rivolto dal Decano in apertura della giornata. Sono lieto di porgere un cordiale ben venuto a tutti i partecipanti a questa giornata di studio sul Documento della Pontificia Commissione Biblica Il popolo ebraico e le sue sacre Scritture nella Bibbia cristiana. Moderatore della giornata accademica sarà P. Frédéric Manns che ringrazio per questo e per essersi fatto promotore della sessione accademica coinvolgendo gli esperti in materia e chiamando alla collaborazione anche lEcole Biblique e lo Studio Teologico Salesiano. Ringrazio il Custode di Terra Santa, P. Giovanni Battistelli, per la sensibilità con cui ha accolto la proposta e lha fatta sua sponsorizzandola e inserendola nel quadro della Formazione permanente dei Frati. Un grazie particolare ai Relatori Mons. Giuseppe Ghiberti e P. José Loza Vera e agli animatori del dibattito Rav Jacquot Grünewald, P. Jean-Michel Poffet e Don Giorgio Zevini. Un grazie anche a P. Artemio Vítores, Guardiano del convento di S. Salvatore, che ci ospita in questa splendida aula.
Tutti percepiamo le difficoltà dellora presente in questa terra e le sofferenze di quanti vi abitano, ma non abbiamo creduto di dover rinunciare a questo momento di riflessione, perché crediamo che ci aiuti a non cedere a passioni e emozioni dettate da fatti e circostanze di natura politica. Condividiamo le sofferenze di tutti e in primo luogo dei confratelli di Betlemme tra i quali si trovano alcuni professori e studenti della nostra Facoltà e a tutti esprimiamo la nostra solidarietà che la fede e la buona volontà ci suggeriscono. Ci muove la convinzione che le istituzioni accademiche, specialmente in questa città, hanno la vocazione di promuovere nelle forme proprie stima e rispetto reciproci, di scoprire e mettere in comune lamore che tutti portiamo a Gerusalemme e alla Terra Santa e alla meravigliosa storia che le vede essenzialmente presenti nelle Scritture sacre delle nostre fedi. Linternazionalità che caratterizza la nostra Facoltà e i partecipanti a questa giornata di studio, animatori e uditorio provenienti da continenti e nazioni diverse, vuole essere una modesta testimonianza e un segno di speranza per i popoli in conflitto.
Il documento che ci accingiamo a studiare costituisce una tappa ulteriore di quel cammino avviato in forma decisa e irreversibile dal Concilio vaticano II. La Dichiarazione conciliare Nostra aetate emanata nel 1965 ha fatto da punto di partenza, da base e da bussola per le relazioni ebraico cristiane che in questi decenni hanno segnato sostanziali progressi. Basti ricordare altri due documenti: quello emanato nel 1974 Orientamenti e suggerimenti per lapplicazione della Dichiarazione Nostra aetate e quello del 1985 Ebrei e ebraismo nella predicazione e nella catechesi della Chiesa Cattolica, ambedue prodotti dalla Commissione per i rapporti religiosi con lebraismo.
Il documento Il popolo ebraico e le sue sacre Scritture nella Bibbia cristiana, la cui Prefazione porta la firma del Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ci verrà presentato dai Relatori e sarà oggetto della discussione. Dopo averlo letto, a me tornavano alla mente le parole profetiche di Papa Giovanni XXIII che sul letto di morte affermava: «Non è il Vangelo che cambia: siamo noi che iniziamo a comprenderlo meglio. È giunto il momento di riconoscere i segni dei tempi, di cogliere le opportunità e di guardare lontano» (Testimonianza di Mons. L. Capovilla).
Concludo con le parole di Giovanni Paolo II risuonate in questa città e attraverso i mezzi di comunicazione nel mondo intero il 23 marzo 2000: «Costruiamo diceva il Papa un futuro nuovo nel quale non vi siano più sentimenti antiebraici fra i cristiani o sentimenti anticristiani fra gli Ebrei». Possa questa giornata di studio e di riflessione contribuire a realizzare questo impegno preso dal Papa anche a nome di tutta la Chiesa cattolica. |
G.C.Bottini, Introduzione del Decano dello SBF
Conferenze:
G. Ghiberti, Un nuovo documento: contenuto e problemi
J. Loza, Linterprétation chrétienne de lAncien Testament
Dibattito:
Rabbino J. Grünenwald, J.-M. Poffet e G. Zevini
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Publication: Liber Annuus 51 (2001) in stampa |
Downloads:
G. Ghiberti, Un nuovo documento: contenuto e problemi (pdf format: 52 Kbytes)
J. Loza, Linterprétation chrétienne de lAncien Testament (pdf format: 52 Kbytes) |