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LE RADICI CRISTIANE D'EUROPA

Frédéric Manns

Il dialogo interreligioso non può ignorare i problemi della costruzione dell’Europa.

E’ in questo spazio, che rispetta la libertà religiosa, che si giocherà in gran parte l’avvenire delle religioni monoteiste. Molto inchiostro è stato versato sul problema della costituzione europea. Numerosi commenti sono stati fatti sulla reticenza ad accettare le sue radici cristiane.

Molte personalità polacche hanno fatto circolare recentemente un testo sulla costituzione europea, dove si possono leggere le seguenti parole: "Noi siamo convinti che l’avvenire dell’Europa deve essere costruito sulla verità, che sia gloriosa o amara, sul riconoscimento dei meriti, sulla confessione delle colpe e sull’impegno di operare insieme a favore di tutti gli europei e dell’umanità intera".

E’ un dato di fatto che i tre padri dell’Europa, erano dei cristiani convinti: Adenauer, De Gaulle e De Gasperi. E’ stata la loro convinzione nella forza del perdono, che ha permesso loro di superare gli antagonismi secolari che dividevano tedeschi, francesi e italiani.

Ma, è ugualmente un fatto, che l’Europa ha rinnegato la sua fede cristiana. La cristianità ha fallito in quanto costruzione autoritaria e sistema politico-religioso di inquadramento di diversi paesi. Non si può negare la scristianizzazione dell’Europa.

Nessuno può smentire che il linguaggio delle pietre impregnate di fede che sono le cattedrali parla a poche persone, oppure a pochi battezzati.

Numerosi luoghi di culto si svuotano e la memoria religiosa si disperde in tanti rivoli. Con la scomparsa della cultura religiosa, numerosi siti del patrimonio europeo diventano libri illeggibili per i giovani. La Chiesa stessa parla di una nuova evangelizzazione.
D’altra parte, negare l’eredità cristiana d’Europa, disseminata di cattedrali e di campanili, sarebbe negare la storia in modo sbrigativo. La distinzione tra lo spirituale e il culturale non è senza difficoltà. La loro separazione è uno dei frutti della laicità che – molto spesso – comporta un elemento anticlericale.

Il vuoto attuale che conoscono le nuove generazioni è dovuto al crollo delle ideologie e anche al crollo della fede nel progresso della scienza che - si pensava una volta – potesse produrre una liberazione totale dell’uomo.

La scienza che ha portato tanti benefici all’umanità è incapace di risolvere le inquietudini esistenziali dell’uomo. Anzi è persino in grado di condurre a situazioni che producono il contrario della felicità.

Di fronte a questo vuoto, la questione della ricerca del senso ricompare di nuovo.

Il cristianesimo ha risposto a questa ricerca per mezzo della rivelazione mosaica, portata a compimento da Gesù.

Il messaggio evangelico conserva tutta la sua forza e il suo dinamismo sebbene siamo entrati in una nuova era. Ma è nascosto dietro troppe strutture e troppe autorità.

La forza rivoluzionaria del cristianesimo, consiste nell’affermare l’Incarnazione e la Risurrezione di Dio. Dio si è fatto uomo affinché l’uomo diventi Dio.

Affermare l’incarnazione di Dio non è un ritorno alla mitologia greca, è, al contrario, proclamare la dignità incomparabile di ogni uomo. Mai è stata proposta all’umanità una speranza tanto grande come quella che apre il cristianesimo.

Con la Risurrezione del Cristo, ogni uomo è chiamato a rinascere. L’icona della discesa del Cristo agli inferi, significa che Adamo ed Eva – l’umanità intera – sono chiamati ad uscire dalle loro tombe, per ammirare il nuovo giorno che ha fatto il Signore. Alle tenebre infernali della vita quotidiana, deve seguire la luce di Cristo che brilla sul viso di ogni cristiano risuscitato.
Il messaggio cristiano è unico nella storia religiosa e interpella ogni uomo.

E’ vero che il cristianesimo è nato dal giudaismo e che riconosce nella religione giudaica le sue radici. Ma il cristianesimo, per un concomitanza di circostanze storiche, si è staccato dal giudaismo. Paolo proclama che non c’è più giudeo, né greco, né uomo libero né schiavo, né uomo né donna. Il cristianesimo è una religione universale, staccata dalla sua terra d’origine. Gli adoratori autentici devono adorare non soltanto a Gerusalemme, ma in Spirito e verità. Il messaggio di fraternità universale, di rispetto di ogni uomo creato a immagine di Dio, d’amore nei confronti di tutti gli uomini di ogni razza e colore, fa parte del patrimonio religioso dell’umanità.

Nel campo del dialogo interreligioso il cristianesimo deve approfondire tutti i punti di convergenza, accettandone l’idea che l’orizzonte di Dio è più largo che la sola Chiesa cristiana. Dio è più grande del nostro cuore e di tutti i concetti che possiamo farci di Lui. Perchè l’Europa dovrebbe avere vergogna ad affermarlo nella sua costituzione?

Il cristianesimo ha saputo evolversi, adattarsi e rinnovarsi costantemente. Il concilio Vaticano II l’ha dimostrato al mondo intero. Lontano dall’essere perfetto, il cristianesimo, formato di uomini peccatori, si è chiuso più di una volta al messaggio che proclamava. Il Papa ha saputo domandare perdono per tutte le colpe commesse dai membri della Chiesa. Il perdono offerto agli altri permette di riprendere la strada e di riorientare il cammino.

La rivoluzione economica con la mondializzazione che essa ha trascinato, la rivoluzione informatica con il cyberspazio che sorge come un nuovo continente e la rivoluzione genetica che introduce ad un nuovo rapporto con la procreazione, non hanno terminato di porre domande all’uomo moderno.

Esse non sono state in grado di porre freno al genocidio del Rwanda né alla violenza del 11 settembre a New York, né alla guerra in Iraq. Vale a dire che la questione spirituale permane viva, oggi più di ieri.

La società moderna ha più bisogno di teologi che d’ingegneri. La teologia cristiana ha più da dirci sull’uomo che il pensiero economico. Perchè l’Europa non vuole riconoscerlo nella sua Costituzione?

(traduzione I.M)


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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