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PRO E CONTRO. TENSIONI E DIALOGO
Frédéric Manns
Le tensioni legate al Medio Oriente hanno avuto come conseguenza una crescita del conflitto tra le comunità musulmane e giudaiche sparse nel mondo.
Le paure che si dilatano sono cattive consigliere.
Alcuni vanno oltre nellanalisi della situazione e accusano le religioni monoteiste di essere esse stesse conflittuali per natura.
In altri termini, il ritorno alla laicità risolverebbe tutti i problemi. E la soluzione raccomandata da molti uomini politici.
Questo modo di porre la questione non è obiettivo. Richiamando un celebre proverbio si potrebbe dire : cacciate « il religioso » tornerà al galoppo. Le religioni monoteiste ben interpretate sono portatrici di pace e non di guerra.
Esse fanno parte dellidentità profonda delle categorie umane che, talvolta, sono in conflitto. Luomo più che un animale politico è un animale religioso.
Sfortunatamente raffigurazioni troppo semplicistiche alimentano paure e fantasmi dei nostri contemporanei. Hannah Arendt afferma che tutti i totalitarismi hanno bisogno di crearsi un nemico per sopravvivere : per il comunismo era la borghesia, per il nazismo i giudei e per la società globalizzata è il terrorista. Nel Medio Oriente la lista potrebbe essere facilmente allungata.
Nel quotidiano accade che le religioni sono strumentalizzate da coloro che detengono il potere politico per differenti ragioni.
Agitare lo spettro della Jihad è una soluzione oltremodo semplice per i musulmani. Ricondurre tutti i problemi allantisemitismo è la tentazione che conoscono i giudei quando sono a corto di argomenti. Mantenere intere popolazioni nellignoranza può essere da parte dei capi religiosi un mezzo elementare per addomesticare le masse.
Voler eliminare ogni segno religioso è un mezzo semplicistico per risolvere le questioni. E fare la politica dello struzzo che ficca la testa sotto la sabbia per non vedere i problemi.
Se le religioni aprono realmente gli uomini a Dio perchè non investirle per la promozione della pace ?.
Papa Giovanni Paolo II° invitando i responsabili religiosi di tutti i paesi a pregare ad Assisi, era convinto che tutte le religioni sono portatrici di semi di pace e d'apertura agli altri. Un seme prima di dare il suo frutto deve maturare e morire in terra. Le religioni non sono intrinsicamente conflittuali.
Una vera scoperta di Dio non si può fare senza la scoperta dellaltro. E al momento di un conflitto che la posta in gioco cambia. A tal proposito è evidente il caso del Medio Oriente.
E urgente sviluppare il dialogo a parecchi livelli : istituzionali tra i rappresentanti delle religioni, e individuali, tra le persone. Se i responsabili discutono solo sulle rispettive tradizioni, il risultato degli incontri interreligiosi sarà limitato. Bisogna sensibilizzare luomo della strada alla dimensione autentica del dialogo e alle sue ripercussioni sulla vita quotidiana.
Un dialogo autentico non esige labbandono della propria identità ne il sacrificio di convinzioni profonde. Al contrario.
Se il dialogo sfocia in un miscuglio sincretico non consegue il suo fine. Bisogna ricordare con urgenza agli uomini politici che gli uomini religiosi hanno un grande ruolo da giocare in esso.
Affinchè la loro mediazione sia possibile, non bisogna attendere che un conflitto raggiunga una certa gravità. Gli educatori autentici di tutte le religioni non adempiono alla loro missione se non aprendo gli spiriti alla scoperta e al rispetto dellaltro.
(Traduzione I.M.)
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