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GERUSALEMME CUORE DEL DIALOGO INTERRELIGIOSO

Frédéric Manns

Gerusalemme nasce in un deserto arido. Chi non ha camminato nel deserto durante quaranta anni si trova a disagio quando soffia il vento del deserto. La città si sviluppa intorno ad una sorgente, il Gihon. In inverno capita a Gerusalemme di presentarsi come una sposa adornata di bianco per il suo sposo. Città di contrasti devastata dagli imperi del mondo, città che annuncia al mondo la fine della violenza, città costruita sotto il trono di Dio, Gerusalemme terrestre dovrebbe essere l’annuncio della Gerusalemme celeste.

Gli archeologi ci assicurano che la città è nata cinquemila anni fa. Nell’anno 1000 avanti Cristo, il re David, conquista e occupa la città dei Gebusei. La capitale del Regno della Giudea è trasferita da Hebron a Gerusalemme.

Per comprendere la storia e il messaggio di questa città bisogna avere coscienza della sfida che ella oppone alle leggi della terra: il soprannaturale si rivela a partire dal livello immediato della sua storia. Questa capitale si è costruita in montagne senz’acqua, lontana dal mare e da ogni fiume. Promossa capitale d’Israele, ella riceve nel corso di un millennio da David a Gesù Cristo, una pioggia di profeti i cui scritti sono stati riuniti nella Bibbia. Questo libro conosce un destino altrettanto miracoloso che quello della città dove giudaismo cristianesimo e islam eleggeranno domicilio in seguito. Fu tradotto in più di duemila idiomi.

La montagna arida di Gerusalemme è stata abitata sin dal paleolitico. Viene menzionata nelle lettere di El Amarna. E’ soltanto all’epoca Cananea, all’inizio dell’età del bronzo, che la città associata al culto del dio Gebuseo Shalem compare nella storia. La Genesi ricorda un re di Shalem che stabilisce un alleanza con Abramo sotto la protezione del Dio supremo “El Elyon”. Gerusalemme diventa “città dell’Alleanza”, Alleanza stabilita tra un luogo Gerusalemme, un Dio e un popolo.

David per scongiurare la peste che minaccia la città va a trovare un gebuseo e gli chiede il legno e la bestia che offre in sacrificio al suo Dio. Molto più, David rispetta il nome della divinità pagana: Hieroushalaim significa fondazione del dio Shalem. Il destino della città è inscritto in questo gesto intuitivo che unisce due popoli nel culto di uno stesso Dio.

Salomone, figlio di David, edifica il primo Tempio dedicato a Yahve, il creatore del cielo e della terra. Nella preghiera della dedicazione del Tempio egli chiede a Yahve di ascoltare anche la preghiera dello straniero che verrà nella città santa. Alla morte di Salomone, le 12 tribù si dividono in due gruppi quelle del nord, le dieci tribù d’Israele, e quelle del sud, Giuda e Beniamino, dei quali Gerusalemme permane capitale fino all’anno 586.
Nel 586 il re di Babilonia Nabucodonosor s’impossessa della città e esilia la maggior parte dei suoi abitanti. I superstiti ritornano a partire dal 536, autorizzati da Ciro, il re di Persia, un pagano che la Bibbia chiama l’amico di Dio: essi ricostruiscono il secondo tempio e le mura della città con il permesso del Re Ciro. L’epoca ellenistica e asmonea dura dal 333 al 37 a.c.: Alessandro il Grande invade l’impero persiano.

I suoi discendenti - in modo particolare Antioco IV Epifane - intraprendono ad ellenizzare il paese. L’introduzione del culto di Giove nel tempio di Yahve provoca la rivolta degli asmonei sotto la guida di Giuda Maccabeo. Lo scontro fra due culture non fu facile. Gerusalemme liberata e il tempio purificato, vengono restituiti al culto di Yahve. Ma l’indipendenza di Israele non dura che 80 anni, l’invasione della Giudea dall’impero romano metterà fine all’indipendenza degli Ebrei. Erode diventa re di Giudea. Idumeo, è lui che intraprende dei lavori giganteschi per abbellire il tempio degli Ebrei. Decisamente il tempio ha per vocazione di essere casa di preghiera per tutti i popoli.

La vita, l’insegnamento di Gesù Cristo, crocifisso sulla roccia del Golgota, fanno nascere una religione vicina al giudaismo il giudeo-cristianesimo. La presenza romana si inasprisce a partire dall’anno 66 a seguito della rivolta degli Zeloti. La Decima Legione romana rasa il Tempio e distrugge la città di Gerusalemme. I superstiti dei massacri di questa guerra di Roma contro Gerusalemme abbandonano la Giudea. Dopo la seconda rivolta dei Zeloti, l’imperatore Adriano fonda sulle rovine di Gerusalemme una città nuova, Aelia capitolina. Gli ebrei vi sono proscritti per un breve tempo e il cristianesimo non è tollerato. Ai Vescovi giudeo-cristiani succedono ora dei Vescovi venuti dalla Gentilità. La fisionomia del mondo cristiano di Gerusalemme cambia progressivamente, con l’eliminazione dei giudeo-cristiani.

All’epoca una nazione vinta era condannata a scomparire. I romani vincitori erano convinti che Israele sarebbe scomparsa: una moneta l’annuncia “Judaea capta”. Roma annulla molte memorie dai territori percorsi da Gesù. I superstiti della guerra contro Gerusalemme trovarono nella diaspora il rifugio che perpetuerà la loro esistenza. Il giudaismo nacque da un anomalia della storia. In rottura con le tradizioni del tempio di Gerusalemme distrutto, diventa l’organizzazione dei superstiti di un popolo schiacciato, di una lingua e una cultura che riusciranno a sopravvivere nella Mishna, redatta a Tiberiade nel 200 dopo C.

L’epoca bizantina (324-638) favorirà lo sviluppo del cristianesimo diventato, sotto Costantino, religione ufficiale dell’impero. Sotto l’impulso di Elena, madre dell’imperatore, la chiesa del Santo Sepolcro è costruita sul luogo del Calvario. Un’altra chiesa commemora gli insegnamenti di Gesù all’Eleona, un'altra la nascita del Cristo a Betlemme. La prima scuola Biblica nasce a Cesarea con Origine come direttore. Più tardi nel V° secolo, l’imperatrice Eudocia si stabilisce a Gerusalemme dove fa costruire la basilica di Santo Stefano. La città è elevata a Patriarcato allo stesso titolo di Roma, Alessandria, Antiochia e Costantinopoli.

La prosperità attira di nuovo conquistatori, i persiani Sassanidi che s’impadroniscono della città nel 614, che diventerà musulmana nel 638. I monumenti furono rapidamente rasi al suolo. Solo la basilica di Betlemme fu risparmiata perché sul frontone era rappresentato un mago di Persia. Il patriarca Sofronio consegnò le chiavi della città ad Omar, capo degli eserciti arabi che promise in cambio di rispettare i diritti dei cristiani stabiliti nel paese. Alla fine del VII° secolo, Gerusalemme viene elevata dai nuovi conquistatori musulmani, alla dignità di terzo luogo santo dell’Islam, dopo La Mecca e Medina. Il monte del tempio e il duomo della roccia aggiungono un’altra memoria alle tradizioni giudaiche della creazione di Adamo e del sacrificio di Isacco sul Moriah: agli occhi dell’Islam essi rappresentano il luogo da dove il profeta Maometto spicca il volo per il Paradiso.

La costruzione del Duomo della Roccia al centro di Gerusalemme, commemora l’avvenimento. Il regime liberale degli Ommaiadi continua la conquista della Giudea iniziata dai primi califfi. Essa fu seguita dalla dinastia dei turchi Abbassidi, meno tolleranti per i Dhimmis.

Gerusalemme gebusea nelle sue origini, ebrea all’epoca di David, cristiana all’epoca bizantina, ridiventa musulmana alla fine del VII° secolo. Alla fine del X° secolo appariva insopportabile alla cristianità che dei luoghi santi della Chiesa fossero nelle mani dei musulmani e che essi potessero controllare i pellegrinaggi. Nel 1099, i crociati fanno nuovamente di essa una città cristiana, i crociati con a capo Goffredo di Buglione proclamato difensore del Santo Sepolcro, s’impossessavano di Gerusalemme. Il Regno latino di Gerusalemme svilupperà la presenza cristiana nella città dove numerose chiese vengono costruite. Francesco d’Assisi capì rapidamente che la violenza non risolverà alcun problema : valeva la pena di tentare il dialogo con l’Islam. Ciò che fece, andando a trovare il sultano El Kamel d’Egitto.

L’intervallo cristiano durerà 186 anni (fino al 1187), epoca nella quale Saladino riconquista la città, restaura le sue mura e le prolunga fino al monte Sion, mentre che i giudei sono autorizzati a tornare.

I mamelucchi originari delle steppe d’Asia, recentemente convertiti all’Islam, sviluppano la città che hanno conquistato dove costruiscono scuole ed istituzioni caritative. La loro dominazione durerà dal 1250 al 1527. Essi saranno respinti dai turchi ottomani. Solimano il Magnifico restaura la città. I giudei espulsi dalla Spagna nel 1492 troveranno spesso rifugio in Terra Santa e di preferenza a Gerusalemme.

Al primo censimento del 1845 sugli abitanti di Gerusalemme, 7.100 erano giudei. Sostenuto dal movimento sionista, il sogno del ritorno in Giudea diventa una realtà storica all’indomani della Dichiarazione Balfour (novembre 1917). La shoah darà a questo processo un rapido sviluppo.

Il 29 novembre 1947, le Nazioni Unite avevano raccomandato per risolvere il conflitto palestinese la creazione di due stati, uno giudeo e l’altro palestinese ed una zona internazionale intorno a Gerusalemme. Il 14 maggio 1948, Ben Gurion proclama la creazione dello stato mentre gli arabi mobilitano tutti i loro eserciti e attaccano le colonie sioniste. Una guerra accompagnata da massacri e d’armistizi segue. All’armistizio del 1950, il re di Giordania Abdallah annette la Cisgiordania e Gerusalemme-Est. Il muro del pianto, i luoghi santi cristiani e musulmani erano allora sotto la sovranità giordana.

Malgrado tutto lo stato palestinese previsto dal piano di spartizione, ma rifiutato dagli arabi, non vedrà più il giorno né la pace durevole tra Israele, la Palestina e i loro vicini arabi.

La guerra dei sei giorni scoppia il 5 giugno 1967 tra Israele da una parte l’Egitto, la Siria e la Giordania dall’altra. Il 7 giugno 1967, l’esercito israeliano s’impossessa di Gerusalemme-Est mentre un semplice cessate il fuoco riconosce questa situazione di fatto. Maestro del terreno l’esercito israeliano occupa la Cisgiordania, la striscia di Gaza e il Sinai. Quest’ultimo sarà reso all’Egitto nel 1982 in preparazione alle trattative di pace che saranno firmate con l’Egitto nel 1982 e Israele.

Nel 1981, la Knesset proclama la città riunificata capitale dello Stato d’Israele, ma i principali stati mantengono, con delle rare eccezioni le loro ambasciate a Tel Aviv. Sotto la direzione di Y. Arafat, dopo il 1969, i palestinesi si raggruppano nell’Organizzazione per la liberazione della Palestina.(O.L.P) sperando che diventerà il nucleo di uno stato palestinese con Gerusalemme come capitale. Due intifade mortali hanno insanguinato il paese e seminato l’odio tra Arabi e Ebrei. Tali sono le complessità inestricabili di un conflitto senza fine. Una terra per due popoli e tre religioni, ecco i termini del problema.

Il conflitto oppone in effetti due popoli e tre religioni che hanno coabitato in modo pacifico nel passato. Due popoli, tre lingue almeno, tre religioni divise in diverse confessioni. Tre culture d’origine - l’ebraica, la greco-latina, l’araba - immerse nel loro isolamento spesso nutrite d’ignoranza dell’altro. L’ebreo, il greco-latino, l’arabo sono strumentalizzati, per meglio nutrire la diffidenza o, in tempo di crisi, l’odio dell’altro.

Sempre a Gerusalemme, i tumulti che hanno avuto inizio nell’ottobre del 2000 sull’antica spianata del Tempio hanno opposto degli uomini che adorano lo stesso Dio, che si nutrono delle stesse Scritture, che professano le stesse finalità ugualmente insegnate dalla Torah e dal Corano.

Molti cristiani e dei musulmani commisero lo sbaglio di vedere nel giudaismo una religione concorrente e dunque ostile. La teologia della sostituzione non può essere difesa dopo il Vaticano II da parte cristiana. Per l’Islam una Real politic si impone. Israele, in fine, deve ricordarsi che la dignità di essere figlio primogenito non significa essere figlio unico.

Una osservazione generale deve essere fatta a conclusione di questa breve rassegna storica: ogni volta che una potenza ha imposto la sua autorità in modo esclusivo Gerusalemme ha conosciuto dei periodi di tensione. Gerusalemme ha nella Bibbia la missione di essere la madre di tutti i popoli e non l’amante di uno solo.

“Pregate per la pace di Gerusalemme” (Ps. 122,6), così diceva il salmista più di tremila anni fa: di Gerusalemme e non di alcuna capitale del pianeta. Perché? A causa che Gerusalemme si situa in Asia all’incrocio del Mediterraneo, dell’Africa e dell’Occidente. A causa che la sua popolazione venuta da un centinaio di paesi del mondo affonda le sue radici nel profondo dell’umanità. Vero microcosmo dell’universo, Israele venuta per metà da paesi occidentali e per metà dai paesi sottosviluppati è statisticamente un popolo mediano la cui mediazione potrebbe annunciare la nascita di un uomo nuovo e di una umanità infine riconciliata con se stessa. E’ l’ordine che danno Mosè, Gesù Cristo e Maometto nelle Scritture, nel Nuovo Testamento e nel Corano.

“Pace e giustizia si abbracceranno”, canta il salmo 85. La riconciliazione non sarà possibile che se ognuno perdona e abbandona la pretesa di essere l’unico amante di Gerusalemme. Questo è il prezzo da pagare per la pace. Abramo non aveva detto a Lot: “ Non ci siano dispute tra me e te, poiché siamo fratelli. Separa te da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra, se tu prendi la destra io andrò a sinistra” (Gen 13,8-9). Perchè i figli di Abramo dimenticano la capacità dei loro padri ?. Certe dimenticanze non sono saggiamente volute.

La pace è la vita promessa a Gerusalemme da tutte le Scritture – quelle d’oriente e quelle d’occidente – bussano alle nostre porte. Il libro di Giosuè afferma che la pace è il nome di Dio, poiché Gedeone dona all’altare che costruisce il nome di Adonai Shalom. Non si tratta dunque di elaborare nuove ideologie, ma di accogliere Dio che bussa alle nostre porte. Il Dio dell’Alleanza ha sempre chiesto a Israele di rispettare lo straniero che vive nel suo seno. Fino a quando non ci sarà pace nelle religioni non ci sarà pace a Gerusalemme. “Beati i costruttori di pace, saranno chiamati figli di Dio”. La vocazione dei cristiani, una piccola minoranza presente a Gerusalemme, è di essere il ponte tra il mondo ebraico e il mondo musulmano. Ma questa vocazione difficile è possibile solo se i cristiani sapranno mantenere la propria identità e lavorare a ritrovare la loro unità.



Originale francese: Jérusalem au coeur du dialogue interreligieux
(traduzione italiana di A. e I.M.)


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Created/updated: Saturday, December 8, 2001 by J. Abela ofm / E. Alliata ofm
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