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Preservazione delle antichità di Cafarnao nel 2004
Le ultime quattro campagne di scavi nella proprietà francescana di Cafarnao (2000-2003) (foto 1) sono state seguite nellestate del 2004 da una lunga stagione dedicata esclusivamente alla preservazione delle rovine. In questa zona il degrado delle antichità è così intenso che la preservazione delle medesime non è meno impegnativo dello scavo.
I lavori si sono svolti in due fasi: dal 9 giugno al 14 agosto e dal 21 settembre ad una data che prevediamo verso la fine di novembre e oltre, se il tempo lo permette.
Il direttore Stanislao Loffreda è stato affiancato dal fedele e solerte collaboratore Abraham Sobkowski che ha mandato avanti anche i disegni di tutte le lucerne trovate a Cafarnao dal 1968 al presente, come pure la rifinitura al computer di molte tavole di disegni della ceramica, mentre Stefano de Luca (foto 2) si è dedicato a tempo pieno alla catalogazione dei pezzi architettonici della sinagoga, dando prova di una eccezionale resistenza alla fatica, oltre che di un riconosciuto talento per disegno. Fra gli operai ricordiamo soprattutto il veterano Elias Sbat e i giovani Adham, Yasid, Yad, Dawd.
Abbiamo restaurato molti muri delle abitazioni private delle aree III e IV a oriente della antica strada principale che attraversava Cafarnao da nord a sud, come pure le abitazioni dellarea VIII che rimane a occidente della sinagoga. Abbiamo cercato di imitare la tecnica degli antichi muri (foto 3), e abbiamo avuto la preoccupazione di salvaguardare le rovine dallinfestazione delle erbacce e dei calabroni. Nel ripulire alcuni muri abbiamo trovato alcune lucernette del quarto secolo (foto 4).
Avremmo potuto in questi lunghi mesi terminare del tutto il restauro delle antiche abitazioni, ma abbiamo ad un certo punto modificato il programma iniziale affrontando un lavoro di preservazione non meno urgente: quello riguardante i pezzi architettonici della monumentale sinagoga, da tutti celebrata come la regina delle sinagoghe della Galilea.
Anzitutto abbiamo segnalato allufficio tecnico della Custodia Francescana di Terra Santa una pericolosa crepa che in sinagoga si è creata nella trabeazione rialzata da Orfali negli anni 20 del secolo scorso (foto 5). Lufficio tecnico ha senza indugio puntellato attraverso un sostegno in metallo la cornice incrinata da parte a parte (foto 6). Sono state anche riverniciate le putrelle che Orfali aveva posto fra lo stilobate e il muro settentrionale e che richiedevano di essere liberate dalla ruggine
I numerosi pezzi architettonici fuori posto ponevano un problema non meno serio: disseminati un po dappertutto, questi blocchi che a volte raggiungono tre o quattro tonnellate dovevano essere protetti dagli annuali incendi, necessari per liberare il campo dalle erbacce, dovevano essere distribuiti in unarea accessibile anche durante il periodo delle piogge, e dovevano essere posizionati secondo un criterio non troppo arbitrario che agevolasse il loro studio e catalogazione.
A tale scopo era anzitutto necessario bonificare una vasta area allinterno del muro di cinta che i Francescani avevano costruito nel secolo scorso a protezione delle preziose rovine.
Parallelamente al muro di cinta occidentale i frati avevano costruito un secolo fa un contromuro a secco: lo abbiamo riparato dove era possibile (foto 7) e per un lungo tratto lo abbiamo rifatto ex novo (foto 8). Contemporaneamente abbiamo liberato larea fra il contromuro e il muro occidentale, ricuperando un buon numero di blocchi basaltici tagliati a regola darte che quasi sicuramente appartenevano alla sinagoga (foto 9). Finalmente abbiamo ordinato molti camion di breccia (foto 10) e creato un ampio spazio accessibile dove abbiamo distribuito capitelli, cornici e basi (foto 11).
Una seconda area da bonificare era lungo il muro di cinta settentrionale. In questa parte esistono due strade parallele con una scarpata intermedia. Al posto della scarpata abbiamo costruito ex novo un muro (foto 12), contro il quale abbiamo poi posizionato sia le cornici che vari pezzi architettonici, appartenenti specialmente alla tebah.
Una terza area da bonificare era a ridosso del muro settentrionale e specialmente fra il muro settentrionale e quello orientale. Qui avevamo depositato negli anni 80 i pezzi più pesanti delle trabeazioni e della facciata della sinagoga. Molti camion di ghiaia sono stati impiegati per livellare larea infestata degli spini ed erbacce e i grossi blocchi della trabeazione sono stati distribuiti fra le due strade parallele e lungo il muro settentrionale, mentre i pezzi appartenenti allarcone della facciata centrale sono stati ricostruiti immediatamente a nord delledificio sinagogale (foto 13).
La vasta area ombreggiata a occidente della sinagoga è stata da noi ampliata per ospitare un maggior numero di turisti e pellegrini. Verso la spiaggia del lago è stato ripristinato un luogo di culto con altare e sedili, costruito nel 1992 (foto 14).
Un sincero ringraziamento alla comunità religiosa di Cafarnao, sia al superiore uscente Pedro Bon che al nuovo superiore Jerome Vour-Dery e alle suore.
Cafarnao 13 novembre 2004
Stanislao Loffreda direttore degli scavi e restauri
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