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I - II - III

Il Sion cristiano
dai Crociati fino all’arrivo dei Francescani

Al loro arrivo a Gerusalemme, i Crociati ritrovarono l’area del Sion in rovina, ad eccezione dell’edificio a due piani che costituiva la cappella del Cenacolo. Lì presso Raimondo di Tolosa pose l’accampamento con lo scopo di proteggere il luogo dalle sortite dei nemici. Nello stesso luogo il Patriarca Dagoberto visse, per qualche tempo, fino alla coronazione di Baldovino I.

I Crociati rialzarono sulle rovine della vecchia chiesa un monumento degno del titolo di Mater omnium Ecclesiarum (“Madre di tutte le Chiese”). L’edificio era diviso in tre navate. Nella navata settentrionale c’era un’edicoletta in memoria della Dormizione di Maria. Sul lato sud-ovest della navata centrale sorgeva il Cenacolo, composto di due cappelle sovrapposte ed ulteriormente suddiviso quasi a formare quattro luoghi distinti: due sotto e due sopra. Trenta gradini conducevano dalla sala bassa alla “Sala Alta”, dove l’Istituzione dell’Eucaristia e la Discesa dello Spirito Santo erano rappresentati in mosaico.

La “Sala Alta” medioevale del Sion

Nella cappella inferiore, detta anche Galilea, si ricordava la Lavanda dei piedi e le Apparizioni di Cristo Risorto agli Apostoli. La basilica era servita dai Canonici Regolari di S. Agostino. È interessante che durante il periodo crociato nessun pellegrino ricorda mai la tomba di Davide. Solo nel 1167 Rabbi Abraham di Gerusalemme riferì a Beniamino di Tudela che 16 anni prima, in seguito al crollo di un muro, erano state scoperte ricche tombe ritenute per quelle di Davide e di Salomone. Il Patriarca Latino aveva richiamato questo Rabbi Abraham da Costantinopoli per esaminare i due testimoni che avevano scoperto le tombe. Ma questi, essendo a mala pena scampati la prima volta, si rifiutarono di ritornare sul posto, e il Patriarca decise di ricostruire di nuovo il muro che era caduto. Questa storia affonda le sue radici nella leggenda riferita da Giuseppe Flavio a proposito del Re Erode: “Tuttavia egli desiderava fare più approfondita ricerca e andare avanti, fino a incontrare i corpi medesimi di Davide e di Salomone, quando due dei suoi soldati furono uccisi da un fuoco che abbruciò coloro che stavano per entrare, secondo quello che è stato riferito” (Antich. XVI 7,1).

Da questo si ricava che la popolazione locale continuava a tramandarsi la leggenda relativa alla Tomba di Davide. Quando Saladino prese Gerusalemme nel 1187, la basilica del Sion fu una delle poche che non furono distrutte o convertite in moschea. Fu invece affidata alle cure del clero Siriano locale. Durante questo periodo i pellegrini occidentali potevano visitare il Cenacolo e celebrare la S. Messa. Nel 1192 la basilica e il monastero appaiono circondati da un muro, ma nel 1219, per ordine di Melk el-Muazzen, l’edificio fu parzialmente demolito e in seguito completamente distrutto dai Kwarismiani nel 1244. Il pellegrino greco Perdicca nel 1260 ricorda la Tomba di Davide in basso. Nel 1294 il domenicano Ricoldo da Monte Croce descrive l’edificio ormai in rovina e trasformato parzialmente in moschea.

 



Per capire quello che dicono i pellegrini da qui in avanti è necessario ricordare che il nome Cenacolo era riservato alla parte ovest della restante cappella, dove l’istituzione dell’Eucaristia era ricordata. Sembra appunto che, mentre tutto il resto della basilica del Sion era in rovina, solo questa parte rimaneva ancora in piedi e così solo questa è menzionata dai pellegrini. Molti pellegrini nel primo quarto del XIV secolo descrivono il Santuario e tutti riferiscono la stessa cosa.

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Created / Updated June, 2005 at 11:47:41 by J. Abela, E. Alliata, E. Bermejo, Marina Mordin
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