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Risultati archeologici La Grotta e le costruzioni annesse ![]() Dove ora sorge la basilica dell’Annunciazione consacrata nella primavera del 1969, sorgeva fino agli anni cinquanta la chiesa molto modesta costruita dai Francescani nel 1730 sulla grotta venerata dai cristiani di Nazaret come la Grotta dell’Annunciazione. Nel 1890, il P. Prospero Viaud, guardiano del convento e interessato a problemi archeologici e storici, iniziò a scrostare i muri del convento rendendosi conto che in parte erano costruiti sul muro nord della basilica crociata. La continuazione metodica del lavoro riportò alla luce tutta la basilica (75 m x 30 m) sulla quale è innestata la basilica moderna e, all’interno, sezioni del pavimento mosaicato della chiesa di epoca bizantina. La decisione presa dalla Custodia di Terra Santa di abbattere la chiesa del 1730 per sostituirla con un edificio più degno, aprì la seconda fase dell’esplorazione dell’area condotta dal P. Bellarmino Bagatti dello Studium Biblicum Franciscanum, negli anni 1955-62. Primo risultato fu la definizione della pianta della chiesa bizantina alla quale appartenevano i mosaici scoperti dal P. Viaud. La chiesa era molto piccola, a tre navate, con un atrio ad ovest ed un conventino a sud. Contemporaneamente si chiarì che la Grotta venerata sorgeva nell’ambito dell’area più meridionale del villaggio. Si chiudeva così definitivamente una polemica scientifica riguardante l’autenticità del santuario. Alcuni studiosi davano infatti per scontato che la Grotta fosse un fatto devozionale storicamente infondato perché sorgeva in una necropoli, ubicazione incompatibile con le norme di purità legale degli Ebrei. La sorpresa maggiore venne dallo scavo sotto i mosaici rimossi per sottoporli a restauro di consolidamento. La riempitura sottostante era stata fatta con basi di colonne, conci, calcinacci, intonaci colorati provenienti dalla distruzione di un edificio sinagogale preesistente. La lettura e interpretazione dei graffiti incisi sugli intonaci o tracciati a carbone rimandava a un luogo di culto, a un santuario frequentato da cristiani. Tra i graffiti, certamente più antichi del mosaico che li ricopriva databile alla seconda metà del IV secolo, primi decenni del V, si leggono chiaramente invocazioni in greco alla Vergine Maria. Storicamente il dato da ritenere, oltre all’attestazione della venerazione dei pellegrini cristiani per il luogo santo di Maria, nel suo villaggio di origine, è l’edificio. Si tratta di una sinagoga, luogo di culto perciò di cristiani giudei, discendenti dei Nazaretani che dopo un primo polemico rifiuto, credettero in Gesù loro compaesano, tra i quali troviamo i familiari stessi di Gesù di cui parlano il Vangelo e le fonti antiche. Una panoramica sul Luogo Santo nel quale si possono osservare i diversi elementi archeologici e storici conservati visibili ![]() Differenti prospettive della Basilica inferiore nei dintorni della Santa Grotta ![]() Immagine grande - 166KB ![]() L’archeologo padre Bellarmino Bagatti (1905-1990).
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