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2. IL LUOGO
A view of Gethsemane

Una veduta del Getsemani nella Valle del Cedron
dalle mura di Gerusalemme

Tanto i manoscritti quanto le cronache dei primi pellegrini ci danno lezioni diverse del posto che, secondo Matteo e Marco, ha visto l'agonia e l'arresto di Gesù, e gli esegeti - a loro volta - ci propongono parecchie etimologie. La lezione più comune, oggi generalmente accettata, "Getsemani", rappresenta la forma lievemente ellenizzata delle parole ebraiche gath (frantoio) e scemanim (oli). Questo "frantoio degli oli" si trovava oltre il torrente Cedron (Giov 18,1), in direzione del Monte degli Olivi (Mat 26,30; Mar 14,26; Luc 22,39). Come quasi tutti i torrenti o wadi palestinesi, il Cedron, non è che un greto secco nella valle e si riempie d'acqua soltanto dopo le torrenziali piogge invernali. Questo wadi, al cui corso presentemente vengono dati diversi nomi, nasce a nord-ovest di Gerusalemme, costeggia la città verso est, dove la separa dal Monte degli Olivi, si dirige verso sud-est per sfociare nel Mar Morto a sud di Qumran (Figg. 1 e 2).
Jesus in his solitudedetail of mosaic

Gesù nella sua solitudine al Getsemani - dettaglio del mosaico nell'abside
Il Cedron delude di solito i pellegrini del Getsemani. Essi hanno in mente torrenti dal corso impetuoso incassati tra declivi montagnosi, e vedono invece una specie di canale ingombro di pietre, nel fondo di una valle che non corrisponde molto a quello che la credenza popolare, dal IV secolo in poi, si raffigura circa la Valle di Josafat, valle dove Dio "siederà a giudicare tutti i popoli all'intorno" (Gioele 4,2-12). Una vasta necropoli giudea, cristiana e maomettana resta tuttora a testimoniare di tale credenza. Nel tratto in cui costeggia le mura di Gerusalemme, la valle del Cedron non è ampia, come nel tratto un po' più a monte e come ritornerà ad essere a sud della città, né è quella gola selvaggia eppure maestosa, che suscita l'ammirazione dei visitatori del monastero di Mar Saba. E' giusto notare che, dall'epoca evangelica, le alluvioni del Cedron e gli strati di detriti e di terra franata hanno alzato, nelle vicinanze di Gerusalemme, di quasi 15 metri il fondo della valle, addolcendo nel contempo la ripidezza dei fianchi.

Tuttavia, per chi voglia ritrovare i "passi di Gesù", la valle del Cedron è una delle località più suggestive. Quante volte, in verità, il Cristo ha attraversato uno dei ponti sul torrente, per andare da Gerusalemme a Betania o, come dice S. Giovanni, per recarsi nel giardino "al di là del torrente Cedron!".

La notte in cui fu arrestato, Gesù, accompagnato da undici Apostoli, dopo essere disceso dal colle occidentale di Gerusalemme, oggi chiamato Monte Sion - dove, a partire dal IV secolo, è stato localizzato il Cenacolo - uscì dalla città forse per la porta della Fontana, vicina alla piscina di Siloe, e risalì la valle verso nord, passando presso i monumenti funebri che vengono fatti risalire all'epoca asmonea (II secolo a. C.). Il gruppo giunse in un posto che Matteo e Marco chiamano "chorion", podere, fondo rustico, casa di campagna, e Giovanni chiama "kepos", giardino, frutteto, uno di quegli oliveti recintati, tipici del paesaggio palestinese, dove probabilmente c'era anche un frantoio.

Gli esegeti non si sono mai stancati di indagare circa i rapporti che correvano tra Gesù e il proprietario di questo podere. Dato che spesso il Signore si recava colà in compagnia degli Apostoli (Giov. 18,2), il proprietario non doveva essere uno sconosciuto. L'episodio che, malgrado sembri insignificante, Marco si fà premura di narrare, è considerato da alcuni come un fatto personale, una specie di firma. Senza dubbio, il ragazzo che aveva addosso soltanto quel "fine indumento di lino" non poteva abitare troppo lontano. Ma Marco non dice che l'episodio è accaduto proprio al Getsemani, così che, qualora si tratti del futuro Evangelista, non disponiamo di alcun elemento sicuro che ci permetta di affermare che la sua famiglia possedeva quel podere.

Gli avvenimenti del Getsemani succedono in posti che, per ben comprendere le tradizioni primitive, devono essere necessariamente distinti.

Giunto al Getsemani, Gesù lasciò otto Apostoli in un punto e si allontanò "quanto un tiro di sasso" con Pietro, Giacomo e Giovanni. A questi suoi tre intimi, che erano stati i testimoni della Trasfigurazione Gesù chiese di vegliare con lui in quell'ora di "tristezza" e di "angoscia". Poi, appartatosi ancora un poco, "cadde sulla sua faccia".

Sebbene i testi non lo dicano esplicitamente, è probabile che Gesù abbia ricondotto i tre discepoli verso gli altri e che abbia atteso l'arrivo di Giuda in mezzo al gruppo.

spot of the suffering

La tradizione indica questa roccia
come luogo della sofferenza del Signore

Secondo il testo greco di Giovanni, Gesù "uscì" per andare incontro alla coorte e alle guardie. Questo verbo sembra indicare che l'arresto è avvenuto fuori del giardino dove Gesù era "entrato" con gli Apostoli (cfr. 18,1). Questa interpretazione d'altronde, è accettata da molti esegeti. Tuttavia dopo alcuni versetti (18, 26), Giovanni parla dell'arresto come avvenuto proprio nel giardino, quando fa dire ad un parente di Malco, al momento del rinnegamento di Pietro: "Non ti ho visto io nell'orto con lui?"

Le tradizioni primitive e la topografia ci aiuteranno a trovare la spiegazione del verbo usato da Giovanni.

© franciscan cyberspot - text written by Albert Storme



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Created/Updated Monday, 22 May, 2005 at 11:54:33 pm by J. Abela, E. Alliata, E. Bermejo, Marina Mordin
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