Franciscan Custody of the Holy Land - 04/05/2001 info: custodia@netvision.net.il

Secondo viaggio missionario
Le Scuole filosofiche ad Atene

di Alfio Marcello Buscemi
dal libro: San Paolo. Vita opera messaggio
(SBF Analecta 43), 2a edizione, Gerusalemme 1997

Le correnti più comuni dell’ambiente greco-ellenistico in cui si trovò ad operare Paolo sono i seguenti:

1) Lo stoicismo risale a Zenone di Cizio, vissuto verso il 300 a. C. Il suo movimento si chiamò stoicismo, perché Zenone e i suoi seguaci si radunavano nella Stoà (= Portico) di Atene. Fra i nomi più famosi: Cleante, Crisippo di Soli, Aristone di Chio, Eratostene di Cirene, Zenone di Tarso, Posidonio di Apamea, Seneca, Musonio Rufo, Epitteto, Marco Aurelio e altri. Gli stoici hanno sviluppato una dottrina molto complessa, comprendente la fisica, la logica e l’etica. Quest’ultima è divenuta un punto di riferimento costante per un rapporto con il cristianesimo. In quanto al problema della "resurrezione", di cui si accenna in At 17,31 e che suscitò l’ilarità e il sarcasmo degli ascoltatori di Paolo, gli stoici credevano che l’anima fosse composta di una materia sottile e particolare. E a causa di questa sua natura, essa avrebbe partecipato, una volta liberata dal corpo, alla purificazione universale, durante la quale avrebbe perduto i suoi connotati individuali e avrebbe fatto parte dell’anima universale, principio di una nuova vita.

2) L’epicureismo, fondato da Epicuro verso il 307 a. C., ebbe la sua prima sede nel giardino del suo stesso fondatore, per cui il movimento veniva chiamato il giardino e i suoi seguaci quelli del giardino (). Il sistema si articolava in logica, fisica ed etica; aveva un indirizzo pragmatico: la ricerca della felicità. Per Epicuro l’uomo può vivere felice solo se si ritira dalla vita pubblica e si gode nella quiete un’esistenza privata e secondo natura. Tale godimento si raggiunge attraverso la sapienza e l’acquisto della virtù, che deve condurre all’ataraxia, che è il giusto equilibrio dell’anima. Essa ci libera dai desideri smodati, dalle passioni violente e ci dà la forza di superare con indifferenza le avversità della vita. L’uomo deve vivere la sua vita attuale senza pensare a quella futura. Anche se esiste una vita dell’al di là, essa è buona solo per gli dei, ma per l’uomo l’unica vita degna di essere vissuta è quella presente e terrena. I seguaci più famosi di Epicuro sono stati Metrodoro di Lampsaco, Ermarco, Filodemo, Diogene di Enoanda, Lucrezio Caro. La dottrina epicurea ha avuto anche uno sviluppo in una corrente detta cirenaica, che indulgeva all’edonismo: essa, pur prendendo le mosse dalla dottrina di Epicuro, non è da confondere con l’epicureismo classico.

3) Il cinismo: fondato da Antistene nel IV sec. a. C., si caratterizza anch’esso per l’interesse alla vita pratica, tanto che non ha sviluppato un vero sistema logico-gnoseologico, ma piuttosto un’etica basata sul soggettivismo gnoseologico. Da qui le varie tendenze del cinismo: a) il cinismo antico (Antistene, Diogene, Cratete di Tebe), che propugnava la virtù come rifiuto dei piaceri e della scienza, per un ritorno alla natura, l’unica che può dare la felicità e il pieno appagamento dei propri desideri; b) il cinismo medio (Bione, Menippo, Meleagro), che sviluppò il concetto del "vivere secondo natura" in senso edonistico; c) il cinismo dell’età imperiale (Demetrio, Demonatte, Dione Crisostomo), che ritorna all’ascetismo antico e all’autarchia: l’uomo può essere felice solo se è indipendente da tutto e si lascia guidare dalla virtù; il modello perfetto del cinico è Diogene.

4) Il neo-pitagorismo: il suo primo rappresentante è indicato in Publio Nigidio Figulo, che nel I sec. a. C. si rifaceva all’ideale ascetico-filosofico di Pitagora e dei suoi antichi seguaci (Archita di Taranto, Onato di Crotone, Theano, Timeo di Locri, Critone di Egea, Metopo di Sibari e altri). Tra il I sec. a. C. e il III sec. d. C. ebbe i suoi migliori rappresentanti in Moderato di Cadice, Nicomaco di Gerasa, Plutarco di Cheronea, Numenio e Filostrato. Sviluppò piuttosto un sistema etico, basato sui misteri orfico-pitagorici, accentuando la funzione catartico-iniziatica della matematica, la dottrina delle idee-numeri e il concetto di mediazione di alcune figure carismatiche (Pitagora, Apollonio di Tiana). Per il resto, condivise l’ontologia platonico-accademica e nel III sec. d. C. si fuse col neo-platonismo. I suoi aderenti vivevano una vita ascetica molto rigorosa: si astenevano da determinati cibi, praticavano il celibato, il silenzio prolungato e molte pratiche di purificazione interiore ed esteriore.

5) Il Medio-platonismo: iniziato molto probabilmente da Eudoro di Alessandria nel I sec. a. C. culminò nel III sec. d. C. in Plotino e Ammonio Sacco e con essi sfocia nel Neo-platonismo. Si caratterizza per un certo eclettismo che fonde le idee platoniche con quelle delle varie correnti filosofiche greche (neo-pitagorismo, stoicismo, ecc). La dottrina si basa sul recupero del trascendentalismo spiritualistico, sul dualismo ontologico, sulla teoria delle idee trascendenti e forme immanenti delle cose e in etica sul misticismo: la virtù come conoscenza del bene e come sequela, imitazione e assimilazione a Dio.



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Created / Updated Friday, May 4, 2001 at 01:15:24 by John Abela ofm
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