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SOLENNITÀ DELL'EPIFANIA A BETLEMME

Data: 06.01.2005
Fonte: Custodia di Terra Santa




Betlemme, 6 gennaio 2005.

Dalla mezzanotte alle nove della mattina si sono celebrate messe in diverse lingue all'Altare dei re Magi, nella Grotta della Natività. Solo c'è stata una interruzione per permettere ai riti che ne hanno diritto le incensazioni. Nel Presepe si poteva contemplare, fin dall'ultima processione del giorno, il Bambino Gesù in trono, che benediceva con la mano destra, mentre con la sinistra sosteneva il mondo. I sacrestani e gli studenti francescani di Gerusalemme vigilavano la Grotta e aiutavano nel servizio delle Messe. Durante la notte ha piovuto abbondantemente. Di giorno la situazione era migliorata e si godeva di una splendida vista con l'orizzonte adorno di sole e nubi. Alle 10 del mattino il Padre Custode ha presieduto la Messa solenne nella Chiesa di Santa Caterina. E' stata davvero una Messa di popolo. Riempivano la Chiesa abitanti di Betlemme, religiosi ed anche gruppi di pellegrini. La Messa è stata celebrata in arabo e latino. Il Padre Custode, esperto di lingua ebraica ha dimostrato attenzione e apprezzamento per la popolazione araba pronunciando con somma cura e destrezza i testi in lingua araba. Il Parroco di Berlemme, padre Amjad Sabbara, ha tenuto la omelia. Ha animato il canto liturgico la Corale di Terra Santa e i francescani dello studentato di Gerusalemme. All'organo il nostro Maestro di musica, il Padre Armando Pierucci, che alla fine della Messa ha fatto esultare di gioia le canne e le campane dell'organo e i cuori dei partecipanti. Alla Messa hanno preso parte anche i Consoli accreditati e le autorità locali.




Terminata la funzione le comunità ortodosse aspettavano in piazza gli ingressi delle loro rispettive autorità. La più appariscente è stata quella del Patriarca greco Ireneo I, che è arrivato poco più tardi delle 11.30. I Consoli, come di consueto in questo giorno, sono stati invitati d'onore all'ora del pranzo. Erano le 12.30. C'è stato un discreto spazio di tempo libero fino alle 4.00, ora dei secondi Vespri. La gente si muoveva liberamente per Betlemme. In questo giorno sì che è stata una città viva! Nella Basilica officiavano i greci, i siri, i copti e gli armeni. Tutti hanno seguito il programma stabilito. Gli abissini sono usciti dalla loro piccola cappella, presso la Grotta del Latte, e si sono diretti con canti e ritmi africani alla piazza della Natività per divertirsi e divertire con i loro canti, ritmi e tamburi. Alle quattro del pomeriggio Padre Justo Artaraz, Guardiano della comunità locale, ha presieduto i Vespri solenni, e di seguito il Padre Custode la Processione solenne. La Chiesa era piena anche in questa occasione. In verità era un momento atteso e popolare per i canti, colori, movimenti, simboli.




Il Padre Custode portava tra le mani la rosa d'oro che S.S. Paolo VI offrì al Bambino Gesù il 6 di gennaio, giorno dell'Epifania, del 1964, in occasione del suo pellegrinaggio a questo santo luogo di Betlemme. Fu esattamente 41 anni fa'. In quel giorno celebrò l'Eucaristia sull'Altare dei Magi.
La cronaca di quel giorno riporta:" Il Papa, come i tre Magi, aveva portato a Betlemme oro (la rosa), incenso e mirra" [ACTS 9 (1964) 67]. Un altro dei simboli, portato in processione dal Padre Segretario di TS Stephane Milovitch, è stato un Ramo d'olivo d'oro che lo stesso Paolo VI aveva deposto sulla Tomba di N.S. Gesù Cristo. Glielo avevano donato gli infermi di Roma con questo intendimento. Portato in questa occasione ha voluto significare l'anelito di pace per la Terra Santa e il mondo intero. Quindi la processione si è diretta alla Grotta della Natività. Qui il Diacono ha collocato sopra la Stella la Rosa e il Ramo d'olivo. Il Padre Custode ha incensato simultaneamente Stella, Rosa e Ramo. Dopo la incensazione il Custode ha restituito la Rosa al P. Guardiano e il Padre Segretario ha ripreso il Ramo d'olivo. Così il Custode ha potuto incensare il Bambino nel Presepe e l'Altare dei Magi. Allora il Diacono ha cantato il Vangelo dei Magi secondo San Matteo (2, 1-12): "Abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti ad adorarlo... Al vedere la stella furono pieni di una grande gioia. Entrati nella casa videro il Bambino con Maria sua madre, e prostrandosi lo adorarono: aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra". Dopo si è cantato l'inno "O sola magnarum urbium Major Bethlem", e di seguito l'antifona "Et apertis thesauris suis" con l'orazione corrispondente. Allora il Padre Custode è disceso al luogo del Presepe , ha incensato il Bambino dell'Epifania, lo ha preso tra le mani e cantando il Te Deum si è tornati processionalmente alla Chiesa di Santa Caterina, girando per due volte il chiostro di San Girolamo. Ordinariamente sono tre. Questa processione con il Bambino è una delle più emozionanti, popolari e allegre. Piace tanto ai giovani come agli anziani e ai bambini. I cristiani come i Magi si sono riempiti di gioia perché il Bambino Gesù si offre a tutti e tutti si fanno un cuore solo col Divino Infante. Il canto che risuona di più in questa occasione è il "Gloria in excelsis Deo", che viene ripetuto incessantemente. Rientrati di nuovo nella Chiesa di Santa Caterina si è concluso con le preci rituali e la benedizione col Bambino, che si è dato da baciare ai frati e a tutti i fedeli.


Così si è conclusa la festa dell'Epifania cattolica, mentre prendeva avvio il Natale dei fratelli ortodossi. In questo modo Betlemme si mantiene viva e speriamo che i pellegrini, che si vedono ogni volta più numerosi diano animo a questa città, che ci ha donato la salvezza del mondo. Così quest'anno abbiamo celebrato le feste natalizie: a gloria di Cristo, deposto nel Presepe di Betlemme e nel luogo della Resurrezione a Gerusalemme. Amen.


Enrique Bermejo Cabrera ofm


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