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IL NATALE A BETLEMME: IL GIORNO 25 DI DICEMBRE

Data: Sabato, 25 dicembre 2004
Fonte: Custodia di Terra Santa


Trascorsa la Notte Santa, ci ritroviamo a celebrare il giorno di Natale. Si potrebbe dire che è il momento della celebrazione propria del paese, o meglio della piccola città di Betlemme, ma non solo di Betlemme come vedremo. Effettivamente alle dieci del mattino, di un giorno piovoso e freddo, si riuniva tutta la comunità parrocchiale con il Vescovo della diocesi, Sua Beatitudine il Patriarca Michel Sabbah. Tra i diversi concelebranti si notava il parroco di Betlemme, il P. Amjad Sabbara, francescano nativo di Gerusalemme. La chiesa era piena di fedeli di tutte le età. L’ambiente della celebrazione, svoltasi in arabo tanto quanto ai testi che quanto ai canti, era festoso. I canti in verità elevavano lo spirito alla contemplazione del mistero. L’assemblea era accompagnata dal coro parrocchiale. Il Patriarca nell’omelia ha parlato in tono familiare ai fedeli, esortandoli a vivere la vita cristiana con ottimismo, nonostante le difficili circostanze attuali, per le quali tutti si augurano una soluzione ottimista. Sua Beatitudine ha ricordato anche che ci troviamo nell’anno dell’Eucaristia e che il mistero della Presenza del Signore fatto uomo si prolonga in modo speciale nell’Eucaristia.
Come dicevamo, non solo la popolazione di Betlemme era presente alla celebrazione del Natale. C’erano molti pellegrini che riempivano la piazza e i santuari. Così al Campo dei Pastori si è riunita gran parte della comunità filippina di Terra Santa. Il Padre Angelo Ison, francescano originario delle Filippine incaricato della cura pastorale dei fedeli provenienti da queste isole, ha celebrato l’Eucaristia per più di 1700 filippini. Questa comunità di immigrati dimostra un grande impegno nei suoi doveri cristiani ed è molto attiva nella partecipazione liturgica. Più tardi un altro gruppo di circa mille fedeli della stessa provenienza ha riempito la chiesa di S. Caterina per celebrare l’Eucaristia, presieduta anch’essa da P. Angelo.
Terminata la Messa dei filippini, nella stessa chiesa francescana, sono arrivati i Rumeni, il cui cappellano è Don Christian Vacaru, per celebrare l’Eucaristia, presieduta dal Vescovo di Jasi Mons. Petru Gherghel (LINK), che già aveva concelebrato nella notte con il Patriarca. In questo modo la chiesa di S. Caterina è stata testimone delle diversità delle espressioni musicali e linguistiche che arricchiscono l’unità della Chiesa Cattolica.
Alle due del pomeriggio la comunità francescana di Betlemme, insieme al Guardiano, il P. Justo Artaraz, e al Parroco, il P. Amjad Sabbara, si è diretta processionalmente al Campo dei Pastori di Beit Sahur per commemorare in situ il racconto dell’annuncio della Nascita di Nostro Signore da parte degli Angeli ai pastori, che accudivano le greggi nella campagna. La prima sosta è stata al santuario dei Greci ortodossi (Poimnion), dove, tra litanie e canti, si è letto il Vangelo di san Luca (2, 8-14). In modo simile si è fatto al Santuario francescano (Siyar el Ghanam).
Così, intorno alle quattro del pomeriggio è terminato il servizio liturgico di un Natale come gli altri, allietato dalla pioggia e dal freddo di un giorno di inverno nel quale la nascita del Signore ha riscaldato gli animi degli uomini di fede, amati da Dio.

Enrique Bermejo Cabrera ofm



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Created / Updated Friday, 8 October, 2004 at 7:48:46 am by J. Abela, E.Alliata, E. Bermejo
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