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ACRI: INGRESSO DEL P. CUSTODE ED INAUGURAZIONE DELLA CRIPTA «DI S. ANDREA»
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Data: 5.10.2004
Fonte: Custodia di Terra Santa

Lingresso del Rev.mo P. Custode ad Acri, il 18 settembre u.s., come ha sottolineato il Parroco P. Quirico Calella, è stato un grande avvenimento per la comunità cristiana che ha saputo condividere questa festa con lintera città.
Ad accogliere P. Pierbattista Pizzaballa presso il Faro, assieme allAmbasciatore dItalia Sandro De Bernardin e allAddetto Militare Alessandro Veltri con le rispettive famiglie, sono stati il Vicesindaco Usama Ghazzawi a nome della cittadinanza, lArchimandrita Thetimos e il Parroco Elias Khouri in rappresentanza della Chiesa Greco-ortodossa, e il Parroco Nael Hilu della Comunità Maronita. Al corteo, preceduto dal folto drappello degli Araldini di Acri e dal gruppo degli Scouts che ritmavano il passo con tamburi, ha preso parte un nutrito numero di parrocchiani, scolari del Terra Santa College, religiosi e religiose provenienti dai conventi vicini, e italiani residenti in Galilea.
In rappresentanza dei Musulmani hanno presenziato allavvenimento due Commissioni dei Credenti dalla Moschea Al-Jazzar e dalla Moschea Shadiliyye. Durante il tragitto che si è snodato lungo la via Haganà fino allingresso della chiesa di S. Giovanni Battista, il P. Custode ha intrattenuto gradevole conversazione con le autorità presenti.
Sul sagrato dingresso della chiesa hanno avuto luogo i discorsi di benvenuto. Il Vicesindaco e il Custode hanno evidenziato come la popolazione di Acri rappresenti per la Terra Santa un modello concreto di pacifica convivenza tra le varie chiese cristiane e le diverse fedi religiose.
Congedati i non cattolici con un rinfresco, in una chiesa gremita di fedeli, P. Pizzaballa ha presieduto leucaristia concelebrata da tutti i sacerdoti convenuti ed animata dagli Araldini diretti dalla maestra Marilen Francis. Nella sua omelia, commentando il vangelo, il P. Custode ha incoraggiato i cristiani, quali figli della luce, a mantenere una incisiva ed operosa presenza nella compagine sociale attuale, ricorrendo ad ogni risorsa per essere segno di speranza e di pace per la Terra Santa.
Ha fatto seguito il discorso di P. Quirico, col quale ha espresso parole di accoglienza ed ha ricordato le tappe e i collaboratori che hanno reso possibile il ripristino della cripta «di S. Andrea» scoperta nel 1997 sotto il pavimento della chiesa di S. Giovanni. Ha ringraziato la Custodia per il sostegno, S. Ecc. Mons. Domenico Padovano della Diocesi di Monopoli, nelle persone del Commissario di Puglia e Molise P. Pio dAndola e dei signori Antonio Rocondino e Danilo Lo Russo, per il contributo finanziario necessario ai lavori, e tutti i collaboratori che a vario titolo hanno prestato la loro opera nelle fasi di scavo, di restauro e di arredo dellipogeo.
Con il rituale taglio del nastro, al termine delleucaristia, il P. Custode e il P. Commissario hanno ufficialmente riaperto al pubblico la cripta. Si tratta di un vasto ambiente medievale voltato, con vele che partono da sei semipilastri aggettanti dalle pareti parzialmente ricavate nella roccia, orientato da ovest a est. Lo scavo in questa direzione, supervisionato nella parte archeologica dal prof. Eliezer Shtern e dagli ingegneri Yacov Shaffer e Yosy Broida del Dipartimento delle Antichità, si è arrestato per problemi burocratici essendoci locali indebitamente usati dalle famiglie che abitano nel vicinato. Si vedono comunque monumentali basi modanate di pilastro. Dallinterro proviene diverso materiale tra cui reperti ceramici (dal periodo ellenistico a quello ottomano) ed elementi architettonici (in prevalenza crociati) ora esposti in un angolo della sala.
Tutto ciò ha indotto il P. Calella ad identificare lambiente con i resti della scomparsa chiesa crociata di S. Andrea. Essa veniva segnata dai cartografi crociati proprio in questo versante del quartiere Pisano, come i viaggiatori la ritrassero nelle loro vedute fino al XVII sec., quando era ormai ridotta a rudere. Riproduzioni fotografiche con didascalie, opportunamente predisposte dal P. Calella, ricordano al visitatore alcune testimonianze pertinenti dalledificio crociato come il portale di marmo trasportato al Cairo e collocato dopo il 1291 sulla facciata del mausoleo del sultano Al-Nassir Ibn Qalawon, ed il busto di una statua di Cristo in marmo conservato nel Museo della Flagellazione. Ai lati del piano di calpestio costruito in legno su strutture pensili per risolvere linconveniente dellumidità, tramite cristalli si possono vedere le fondazioni delledificio con alcune costruzioni ad esso preesistenti.
Dagli Atti Discretoriali ci è noto che la chiesa di «S. Giovanni al mare», come veniva definita, era già ultimata nel 1737 ma si dovette aspettare due anni per aprirla al culto finché non fosse stata perfezionata la pratica presso la Sublime Porta di Costantinopoli. Durante la costruzione i francescani avevano accesso agli ambienti ipogei tanto che in uno di questi, sul lato ovest, ricavarono una cisterna ricoperta da intonaco idraulico con la bocca aperta nella chiesa di S. Giovanni. È tuttavia da supporre che, ad eccezione del serbatoio, i vani furono ben presto interrati per problemi di umidità.
Per i religiosi e un centinaio di invitati la festa del 18 settembre è stata prolungata con un suggestiva minicrociera sulla nave dei fratelli Nicola ed Eduard Khouri per ammirare dal mare i quartieri medievali di Acri e la chiesa illuminata da uno spettacolo di fuochi pirotecnici. In questa circostanza hanno preso la parola il Sindaco di Acri Shimon Lankeri, e lAmbasciatore dItalia De Bernardin, richiamando i legami storici della città con lItalia e con il cristianesimo. P. Calella ha inoltre ricordato che proprio questanno ricorre il IX centenario della presenza delle Repubbliche Marinare in Acri. Per loccasione, durante la cena nel ristorante Abu Christo, lAmbasciatore ha conferito alcuni riconoscimenti al Sindaco, a quattro rappresentati dei quartieri Genovese, Pisano, Amalfitano e Veneziano di Acri e a P. Pio dAndola. A sua volta il P. Commissario è stato latore di un dono al Sindaco di Acri da parte della Municipalità di Cisternino.
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