![]() | ![]() |
| Fratelli di sangue - L'antisemita è anticristiano |
Fratelli di sangue
I genitori di Hassan Ali Jarawish, un bambino palestinese di 7 anni di Beit
Safafa, appena i medici dell'ospedale di Ain Karem l'hanno dichiarato
clinicamente morto, hanno donato gli organi.
C'era stato un lancio di sassi a Betlemme, vicino alla tomba di Rachele, martedì 11 novembre 1997. I soldati israeliani avevano aperto il fuoco e il bambino era stato colpito alla testa con un pallettone di caucciù. La famiglia ha accusato il soldato responsabile di aver puntato l'arma contro il ragazzo e ha chiesto che venga processato. E' seguito evidentemente un palleggio di responsabilità: era la polizia palestinese che doveva intervenire per disperdere i rivoltosi; ma questa non s'era mossa. Allora i soldati israeliani, più solleciti, avevano aperto il fuoco. E poi il soldato aveva mirato verso un adulto; purtroppo il proiettile ha colpito quel fanciullo di sette anni.
Quando i medici hanno chiesto al papà di Hassan se era d'accordo nella donazione degli organi, questi ha risposto: "Mio figlio è morto, e loro possono fare ciò che preferiscono. A me non importa a chi, arabo o israeliano, saranno donati; purché servano a salvare delle vite".
Il Dr. Yossi Shuval, a nome dell'ospedale, ha detto: "La famiglia va ringraziata e noi le siamo grati perché in questa tragedia ha aperto il suo cuore al dono degli organi del proprio figlio morto".
Gli organi di Hassan sono stati trapiantati su tre ragazzi arabo-israeliani. Il cuore e i polmoni li ha avuti Ahmed Bilal, un ragazzo di 15 anni: dopo un'operazione di diverse ore, è stato staccato dal respiratore ed è stato capace di parlare. Il fegato e un rene sono andati a Jamil Hassnin di 12 anni. Attaieb Abu Gaffer, 14 mesi, ha ricevuto l'altro rene.
L'antisemita è anticristiano
Venerdì 31 ottobre 1997 il Papa ha rivolto un discorso ai partecipanti
all'incontro di studio su "Radici dell'antigiudaismo in ambiente cristiano". E'
noto che il S. Padre, soprattutto in preparazione al Giubileo, guide la Chiesa
verso una purificazione della memoria. Per questo ha detto con franchezza: "In
effetti, nel mondo cristiano - non dico da parse della Chiesa in quanto tale -
interpretazioni erronee e ingiuste del Nuovo Testamento riguardanti il popolo
ebreo e la sue presunta colpevolezza sono circolate per troppo tempo, generando
sentimenti di ostilità nei confronti di questo popolo. Esse hanno
contribuito a sopire molte coscienze, di modo che, quando è dilagata in
Europa l'ondata delle persecuzioni ispirate da un antisemitismo pagano che,
nella sue essenza, era anche anticristiano, accanto a quei cristiani che hanno
fatto tutto il possibile per salvare i perseguitati anche a rischio della
propria vita, la resistenza spirituale di molti non è state quella che
l'umanità aveva il diritto di appendersi) da parse di discepoli di
Cristo".
Dopo aver ricordato che il popolo d'Israele non si è formato per un
fatto di natura o di culture, ma per una scelta soprannaturale, il S. Padre ha
affermato:
"Pertanto quanti considerano il fatto che Gesù fosse ebreo e che il suo
ambiente fosse il mondo ebreo come un semplice fatto culturale contingente, a
cui sarebbe possibile sostituire un'altra tradizione religiosa dalla quale la
persona del Signore potrebbe essere distaccata, senza che essa perda la sue
identità, non solo ignorano il significato della storia della salvezza,
ma in modo più radicale, mettono in discussione la verità stessa
dell'Incarnazione e rendono impossibile una concezione autentica
dell'inculturazione".
Da ciò, ha concluso Giovanni Paolo II, derive il fatto che "la Chiesa condanna fermamente tutte le forme di genocidio, così come le teorie razziste che le hanno ispirate e che hanno preteso di giustificarle. A tale proposito, si potrebbero ricordare l'Enciclica di Pio XI Mit brennender Sorge (1937) e quella di Pio XII Summi Pontificatus (1939); quest'ultima rammentava la legge della solidarietà umana e della carità verso ogni uomo, a qualsiasi popolo appartenesse. Il razzismo è dunque una negazione dell'identità più profonda dell'essere umano, che è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Al male morale di qualsiasi genocidio si aggiunge, con la shoah, il male di un odio che mette in discussione il piano salvifico di Dio sulla Storia. Attraverso questo odio, la stessa Chiesa viene direttamente presa di mira".
© copyright 1997
|
|
Created / Updated Sunday, March 29, 1998 at 18:15:12 by John Abela ofm for the Maltese Province and the Custody of the Holy Land This page is best viewed with Netscape at 640x480x67Hz - Space by courtesy of Christus Rex |