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| Riapertura del Santuario di Betania di Perea |
Per i cristiani della regione come per i pellegrini che venivano da lontano, il territorio transgiordanico costituiva un luogo ideale per rivivere nel ricordo e nella preghiera gli episodi narrati nella Bibbia a proposito dei Patriarchi Abramo e Lot, Isacco e Giacobbe, e dei Profeti iniziando da Mosè, immedesimandosi con il popolo di Dio peregrinante nel deserto di cui nella fede si sentivano gli eredi.
Il racconto più vivo di pellegrinaggio cristiano in Arabia ci è stato tramandato da Egeria che era partita dal lontano occidente nella seconda metà del IV secolo, per visitare i Luoghi Santi. Dopo tre anni di permanenza nel Vicino Oriente e dopo aver visitato i santuari del Vangelo in Palestina e i luoghi santi dellEgitto e della penisola sinaitica, la pia e intraprendente matrona romana sentì il desiderio di completare il suo pellegrinaggio alle terre bibliche con un viaggio alla tomba di Mosè sul Monte Nebo in Arabia (Egérie, Journal de Voyage - Itinéraire - et Lettre sur la Bse Egérie, Ed. P. Maraval, Paris 1982).
Scendendo a Gerico nella depressione del Mar Morto, la pellegrina racconta di aver attraversato il fiume Giordano e di essersi diretta a Livias, dove guidata da un prete del posto, intrapprese la salita dellaltopiano che lavrebbe condotta sul Monte Nebo percorrendo la strada che univa Livias a Esbus. Giunti al VI miglio, il prete propose di lasciare la strada e di prendere una deviazione che avrebbe permesso di visitare le Fonti di Mosè nella valle a nord del Monte Nebo (Egeriae Itinerarium, X-XII) .
La strada, nota a Eusebio di Cesarea, che la usa nellOnomasticon come punto di riferimento per localizzare i toponimi biblici della montagna citandone in particolare il VI e il VII Miglio, era stata percorsa dal vescovo Pietro lIbero nel quinto secolo e dai pellegrini dei secoli seguenti (La ricerca archeologica moderna ne ha potuto seguire per un buon tratto il percorso basandosi sui miliari lasciati dai genieri dellesercito romano - M. Piccirillo, La strada romana Esbus-Livias, Liber Annuus 46, 1996, 285-300).
Per i pellegrini cristiani la visita iniziava sulla sponda del fiume, dove con il Battesimo di Gesù, veniva ricordata l'ultima tappa dell'esodo biblico, cioè l'attraversamento del Giordano da parte delle tribù israelitiche e lingresso nella Terra Promessa. In mezzo al fiume una colonna sormontata da una croce indicava ai pellegrini il punto esatto del battesimo di Gesù. Una chiesa costruita dall'imperatore Anastasio nella seconda metà del V secolo commemorava l'evento. Gradini permettevano ai pellegrini di scendere al fiume. Molti infatti vi si bagnavano per devozione e riempivano dei recipienti per portare l'acqua del fiume nelle loro regioni di origine come ricordo e benedizione.
All'altezza della chiesa di San Giovanni, si apriva verso oriente una valle che proseguiva per circa due, tre chilometri tra le collinette marnose. Presso la sorgente che dava vita al corso dacqua che scorreva nella valle, sorgeva la laura di Sapsafas, dove i pellegrini visitavano la grotta di San Giovanni il Battista, e ricordavano la località di Betania al di là del Giordano dove Gesù venne ad incontrare il Battista.
Ripresa la strada, i pellegrini raggiungevano Livias sede episcopale della provincia di Palestina, dove leggevano gli episodi raccontati nel libro del Deuteromio localizzati nelle steppe di Moab ai piedi del Monte Nebo di fronte a Gerico.
Da qui iniziava la parte più difficile della strada che si inerpicava verso lalto fino a raggiungere il Sesto Miglio che era un punto obbligato da dove si poteva prendere una deviazione verso sud con il doppio scopo di accorciare la distanza e di poter visitare le Fonti di Mosè nella valle a nord del santuario. Scrive Egeria: Per condurre a termine l'impresa iniziata cominciammo ad affrettarci per giungere al monte Nebo. Strada facendo, ci informò un sacerdote del luogo, cioè di Livias, al quale avevamo chiesto di venire con noi perchè conosceva meglio quei luoghi: "Se volete vedere l'acqua che sgorga dalla roccia, quella che diede Mosè ai figli di Israele quando ebbero sete, la potete vedere, a condizione, tuttavia, che acconsentite a imporvi la fatica di lasciare la strada circa al Sesto Miglio". Quando ebbe detto questo, noi, desiderosi decidemmo di andarvi; e subito, lasciando la strada, seguimmo il sacerdote che ci guidava.
In conseguenza della guerra arabo-israeliana del 1967, la strada che conduceva i pellegrini in Arabia, era stata interrotta dal fiume Giordano diventato una linea di confine fortificato. Il nuovo spirito di riappacificazione che il Vicino Oriente sta vivendo e la prossima scadenza del millenario cristiano, hanno rimesso in moto un processo che ci auguriamo condurrà alla sua riunificazione così che il flusso pacifico del pellegrinaggio possa riprendere tra le due sponde del fiume.
Per ora si lavora alla riapertura dei santuari in territorio giordano che il lungo abbandono e gli avvenimenti bellici avevano fatto quasi del tutto dimenticare. Il governo ha infatti scelto il fiume Giordano con i suoi santuari come simbolo della partecipazione giordana alla celebrazione giubilare: Jordan, The Land and River of the Baptism, come recita il logo designato per la manifestazione.
Un decreto emanato da Re Hussein il 10 settembre 1997, ha istituito una commissione reale per lo sviluppo del parco del Battesimo del Signore il Messia (su di lui sia la pace) nella valle del Giordano. La commissione presieduta dal Principe Ereditario Hassan Ben Talal è composta di 10 membri. Ne fanno parte con il Principe Ghazi Ben Muhammad nipote di re Hussein a capo dellufficio a corte per la conservazione del patrimonio religioso del regno, diversi ministri, il Ministro del Culto, quello del Turismo e delle Antichità e il Ministro delle acque responsabile della Valle del Giordano, il capo delle forze armate, un rappresentante del Patriarcato Greco-Ortodosso di Gerusalemme e un rappresentante dei Frati Francescani della Custodia di Terra Santa allorigine del progetto.
La Commissione si è riunita per la prima volta in una atmosfera di grande suggestione l11 novembre 1997 in una tenda allestita per loccasione sulla sponda orientale del fiume Giordano, per decidere come procedere per realizzare il progetto in tempi brevi, nello spirito di riconciliazione e di sviluppo delle tre religioni che hanno sul fiume Giordano comuni ricordi di fede.
© copyright 1998
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Created / Updated Saturday, 30 May, 1998 at 11:20:42 by John Abela ofm for the Maltese Province and the Custody of the Holy Land This page is best viewed with Netscape at 640x480x67Hz - Space by courtesy of Christus Rex |