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È stato un evento di Chiesa che ha coinvolto Pastori, sacerdoti in cura d'anime, docenti e studenti delle scuole bibliche e teologiche di Gerusalemme e dintorni, religiosi, religiose e laici. Il coinvolgimento ecclesiale si è manifestato non solo nella frequenza (dalle 200 alle 300 persone, con punte superiori, ad esempio nel primo giorno) ma anche nelle diverse funzioni, dalla presidenza della preghiera e delle sessioni di studio ai molteplici servizi di aiuto, assistenza, preparazione dei testi in tre lingue, fotocopiatura, traduzione simultanea ecc. Va sottolineata l'entusiastica risposta e collaborazione dei giovani studenti dei Seminari del Patriarcato Latino, dei Salesiani e dei Francescani nei vari servizi, in particolare l'animazione liturgica.
Nel discorso di apertura dei lavori, il Patriarca Latino di Gerusalemme, S.B. M. Sabbah, ha affermato che in questo primo anno di preparazione al Grande Giubileo del Secondo Millennio la Settimana di studio voleva essere una manifestazione pubblica di comunione e di gioia nell'unica fede della Chiesa cattolica pur nella diversità delle lingue, delle culture e delle prospettive, in questa terra nella quale viviamo con i fratelli musulmani ed ebrei.
Prima di dar lettura del messaggio che il Santo Padre ha voluto inviare per l'occasione, comunicato da parte del Card. Angelo Sodano, Segretario di Stato, il Nunzio e Delegato Apostolico, Mons. A.C.L. di Montezemolo, ha sottolineato che la Settimana di studio rappresenta una viva espressione della vita della Chiesa locale, promossa da vari e qualificati centri di studio. È un'iniziativa che stimolerà la fede di questa particolare Chiesa locale, aumentandone la speranza, particolarmente nella difficile situazione presente. Il Nunzio si è anche congratulato che l'iniziativa sia il risultato degli sforzi in comune fatti da parte delle varie Scuole Cattoliche ad alto livello accademico esistenti in Gerusalemme.
Il Presidente del Comitato per il Grande Giubileo, Mons. K. Bathish, promotore della Settimana di studio, ha ripercorso l'iter dell'iniziativa e ha segnalato lo spirito di profonda, fraterna collaborazione che ha accompagnato i lavori del Gruppo di studio che l'ha progettata e realizzata. Ha anche espresso pubblico ringraziamento ai generosi benefattori la cui sovvenzione ha coperto gran parte della spesa. Tra questi, il Centro Notre-Dame di Gerusalemme, sotto la direzione di Mons. R. Mathes e grazie alla dedizione dell'infaticabile segretario della Settimana di studio, il Signor F. Arnaud, ha collaborato attivamente alla realizzazione pratica e ha anche coperto parte della spesa.
Si è trattato di una Settimana di studio ad alto livello accademico ma la cornice è stata di preghiera e celebrazione del mistero di Cristo che veniva approfondito nelle lezioni e nelle discussioni. Un momento intensamente gioioso è stato ogni giorno il canto del testo programmatico dell'anno cristologico ("Jesus Christus, unus mundi Salvator, heri et hodie, idem et in saecula") su un canone musicale in quattro cori composto per l'occasione dal Mdeg. Armando Pierucci ed eseguito da tutta l'assemblea.
Ogni giorno si è aperto con una mezz'ora di preghiera in comune, presieduta a turno da uno degli Ordinari di Terra Santa. Questo fatto ha mostrato concretamente la comunione e l'impegno concorde di tutte le componenti della Chiesa locale e anche il collegamento con l'evento del Sinodo che la stessa Chiesa sta vivendo con la partecipazione di tutti gli Ordinari cattolici, compreso il Custode di Terra Santa. È stata curata l'armonia fra i testi scelti per le celebrazioni, i commenti degli Ordinari che hanno presieduto e il tema dello studio giornaliero.
Dopo la preghiera comune sono seguite ogni giorno due sedute di studio. Quella del mattino, moderata a turno dai direttori dei centri di insegnamento che hanno promosso la Settimana di studio, ha compreso due lezioni accademiche con relativa discussione. Quella del pomeriggio, moderata da diverse personalità eminenti della Chiesa di Gerusalemme, è consistita in gruppi di studio, nel primo giorno, e di tavole rotonde, nei giorni successivi. L'alto livello non solo scientifico ma anche spirituale e pastorale delle lezioni accademiche ha suscitato profondo interesse e reazioni da parte dell'uditorio. Molto significativo è stato il fatto che nella discussione sono intervenuti non solo professori ed esperti, ma anche studenti dei diversi gradi, religiosi e laici.
Il fatto di riflettere su Gesù Cristo a Gerusalemme non poteva prescindere da due fattori: il contesto ecumenico e quello interreligioso. Ciò è stato tenuto presente nella scelta dei temi e dei relatori. Infatti una mattinata è stata consacrata a presentare una prospettiva giudaica sull'incarnazione, mentre veniva illustrata anche una cristologia di tipo giudeo-cristiano, e una tavola rotonda ha approfondito vari aspetti della tradizione biblico-giudaica capaci di mostrare che il mistero dell'incarnazione non contraddice la rivelazione antico-testamentaria, al contrario la compie. Le appassionate dispute cristologiche tra cristiani, ebrei e musulmani durante il Medioevo sono stato oggetto di una tavola rotonda che ha accompagnato l'esposizione delle cristologie scolastiche (S. Tommaso d'Aquino e B. Giovanni Duns Scoto), mentre in un'altra tavola rotonda è stato approfondito il rapporto con i musulmani. Infine la tavola rotonda dell'ultimo giorno, espressamente ecumenica, ha visto la partecipazione di teologi appartenenti alle Chiese ortodosse greca, armena e siriana. Questo è stato forse il momento saliente della settimana. Gli intervenuti hanno costatato con gioia e gratitudine i "consensi contemporanei in campo cristologico" a cui sono arrivate le Chiese ortodosse orientali e la Chiesa cattolica negli ultimissimi anni. Si è rilevato che le lotte del passato sono derivate da difficoltà di linguaggio, piuttosto che da differenze reali, e si è auspicato che questo orientamento positivo si sviluppi e venga tradotto in pratica da tutte le Chiese in vista del Terzo Millennio. In tale contesto è stato particolarmente significativo l'intervento del Patriarca armeno ortodosso, S.B. T. Manoogian, il quale ha rivolto un caloroso saluto ai partecipanti, ha assistito alla tavola rotonda ecumenica e ha impartito la benedizione finale.
In tema di ecumenismo pratico l'ospitalità offerta dal Seminario Patriarcale si è rivelata di grande significato. Si sono verificati gesti di fraterna stima e amicizia molto apprezzati dai partecipanti, oltre alla frequenza ai lavori da parte di alcuni studenti del Seminario armeno insieme al loro professore di teologia, e all'esecuzione di alcuni canti armeni nel corso della preghiera del mattino. La pausa del caffè e lo "snack' di fine mattinata, preparato dal Centro Notre-Dame di Gerusalemme, hanno offerto momenti di fraternità a studenti e professori delle varie scuole e agli altri partecipanti.
Il contributo specifico della Chiesa Madre alla fede della Chiesa universale è stato approfondito in una giornata dedicata ai Padri della Chiesa palestinesi dei secoli IV-VIII e ai teologici arabo-cristiani dell'Alto e Basso Medioevo. È stato sottolineato che la riflessione cristologica in Terra Santa, sia nel passato che nel presente, è segnata dalla presenza "testimoniale" dei luoghi santi. In conseguenza di ciò, la riflessione è profondamente segnata dalla "geografia della salvezza" e dalla concretezza della incarnazione. I luoghi santi hanno richiamato e richiamano folle di pellegrini e specialmente di monaci d'oriente e d'occidente, i quali hanno contribuito a delineare la fisionomia caratteristica, pluritietnico, plurilingue e multirituale, della Chiesa di Gerusalemme, Madre di tutti i popoli.
Nella stessa linea di attenzione alla concretezza locale si è collocata una relazione sul significato religioso e politico dell'archeologia, specificamente dei mosaici di epoca bizantino-omayyade scoperti soprattutto in Giordania. Le iscrizioni dedicatorie rivelano una teologia, una cristologia e, inseparabilmente, una mariologia di straordinaria bellezza e profondità. Tra l'altro non si nota alcuna traccia di eresia o polemica. Inoltre la datazione degli edifici ecclesiastici (chiese e monasteri in numero stupefacente, costruiti fino a verso la fine dell'VIII secolo) obbliga a rivedere lo stereotipo storiografico che faceva coincidere il declino del cristianesimo nelle terre bibliche con l'invasione islamica. In realtà nei primi secoli di tale dominazione i cristiani vissero in libertà e prosperità, beneficiando di una pacifica e feconda convivenza. Sono, questi, elementi capaci di ispirare atteggiamenti di tolleranza e cooperazione nei difficili tempi moderni in vista del bene comune nell'area medio-orientale.
L'itinerario della Settimana di studio, partito dalla Scrittura, si è concluso con le prospettive della cristologia oggi. Sono stati illustrati in particolare i rapporti tra cristologia e spiritualità secondo la visione di S. Bonaventura, tra cristologia e teologia della croce, cristologia e ricerca storica sulla vita di Gesù. Infine, sulla base dell'enciclica Redemptoris missio, sono stati illustrati i principi che devono guidare la riflessione sul rapporto tra il cristianesimo e le altre religioni con particolare riferimento al problema della salvezza universale in Cristo.
Più volte, nel corso delle sedute, si è parlato del bisogno per la Chiesa e per l'umanità di oggi di una "cristologia cosmica", la quale costituiva tra l'altro l'idea guida della Settimana di studio. Vari interventi hanno richiamato la necessità di elaborare una tale teologia valorizzando i testi cristologici del Nuovo Testamento che sottolineano il primato universale di Cristo sul piano della creazione e della redenzione in continuità dinamica con l'Antico Testamento nelle sue componenti messianica e sapienziale. Una tale teologia può essere quanto mai significativa per l'uomo di oggi, anche tenendo conto delle grandi sfide poste dal fascino delle religioni orientali e dal problema ecologico. Su questo campo il contributo della Settimana cristologica è stato più che altro quello di far prendere coscienza di una lacuna nella riflessione teologica contemporanea.
La Settimana di studio si è conclusa, e non senza motivo, con una festosa celebrazione comune a Betlemme. Come ha rilevato il Patriarca Latino che ha presieduto la celebrazione, Betlemme ha udito il primo annuncio di Gesù Salvatore e ha visto la sua prima manifestazione tra gli uomini. La Chiesa Madre ha così voluto sottolineare l'unità del mistero di Cristo, dall'incarnazione alla morte e risurrezione, che fu e resta compimento del piano salvifico di Dio Padre affidato alla Chiesa in continuazione dell'opera degli Apostoli. Il Patriarca ha riferito su un incontro tenutosi a Damasco, in concomitanza con la Settimana cristologica di Gerusalemme, tra i Presidenti del Consiglio delle Chiese, greco ortodossa, ortodossa orientale, cattolica e protestante, del Medio Oriente. I responsabili di queste Chiese hanno sottolineato la comune fede nel Cristo che è unico anche se i cristiani sono divisi. Perciò, ha continuato il Patriarca, consciamente o inconsciamente, ogni Chiesa è parte integrante del mistero di questo Oriente in cui il conflitto politico riveste una dimensione religiosa. È dovere delle Chiese liberarsi dagli aspetti conflittuali e di liberarne il Cristo, per arrivare a una vera fraternità nella salvezza offerta da Lui a tutti i popoli. Il Patriarca ha concluso con la preghiera che il Signore conceda ai cristiani di Terra Santa di essere suoi testimoni, nell'umiltà e l'amore, in seno alle diverse Chiese e di fronte alle altre religioni con cui sono chiamati a vivere.
Benché il livello della Settimana cristologica sia stato volutamente accademico, sono state tenute presenti le esigenze della Chiesa locale e il legame con il Sinodo diocesano. È previsto infatti che dai contributi accademici si trarranno dei sussidi, adatti allo scopo e tradotti in arabo, da consegnare ai vari operatori del Sinodo, i quali provvederanno a diffonderli tra i fedeli.
Un dato di attualità, infine. La Settimana di studio di Gerusalemme è stata divulgata in internet. In un sito chiamato ""Franciscan Cyberspot" al server di ChristusRex si trovano i rimandi al Comitato di Gerusalemme per il grande Giubileo dell'anno 2000 e in esso alla Settimana di studio. In tempi successivi sono stati immessi vari dati riguardanti questa iniziativa: annuncio e programma provvisorio, programma definitivo, discorsi inaugurali delle Autorità ecclesiastiche e sintesi della maggior parte dei contributi. Da quando il sito del Giubileo è stato aperto verso la fine del 1996, si sono contati circa 90 mila "hits". Negli ultimi tempi questa parte del sito è stato visitato da oltre 1500 visitatori a settimana..
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