Franciscan Cyberspot Franciscan Arcgaeological Institute Logo
 Mount Nebo - P.O.Box 2 Faysaliyah - 17196 Madaba - JORDAN - eMail: mtnebo@go.com.jo

 

Khirbat al-Mukhayyat - Il restauro del mosaico nella chiesa dei Santi Lot e Procopio


Menu:

Description
The Town of Nebo
Churches:
St. George
Priest John
Lot and Procopius


Pictures:
The Town of Nebo
Churches Pictures:
St. George
Priest John Upper
Priest John Lower
Lot and Procopius

Restauro
Il restauro del mosaico nella chiesa dei Santi Lot e Procopio

Il mosaico della chiesa fu scoperto nel 1912 costruendo la casa di una famiglia giunta sull’acropoli di Khirbat al-Mukhayyat, la cima di sud est della montagna di Nebo.. La chiesa era già stata identificata da Alois Musil nel 1901. Le tre iscrizioni e una rapida descrizione del mosaico furono pubblicati nella Revue Biblique. Il mosaico risultava messo in opera al tempo del Vescovo Giovanni di Madaba che solo successivamente si seppe che era stato in sede nel 562.

Nel 1935 la Custodia di Terra Santa che aveva acquisito il sito decise di proteggere il prezioso monumento artistico affidandone la realizzazione a fra Girolamo Mihaic. Al termine dei lavori, il mosaico venne a trovarsi completamente esposto e protetto all’interno di un salone costruito in pietra e cemento armato che seguiva il perimetro della chiesa bizantina. Il mosaico fu oggetto di uno studio approfondito pubblicato nel 1949 (S.Saller - B. Bagatti, The Town of Nebo).

Per i successivi avvenimenti bellici, il monumento affidato agli ex-proprietari che ne divennero i custodi, fu indebitamente adibito ad abitazione con le inevitabili e facilmente prevedibili conseguenze.

Nel 1973, i gonfiamenti più appariscenti del letto musivo obbligarono un primo intervento di restauro. Le parti più in pericolo (l’intercolumnio nord del pescatore e del barcaiolo e i due alberi del lato nord della scena del Paradiso) furono staccate, poggiate su nuovo letto e riposizionate. Le cuciture risultarono temporanee, in quanto era chiaro che si trattava di un intervento localizzato che doveva essere quanto prima ripreso. L’intervento interessò anche l’edificio con l’impermealizzazione del tetto provvisto di nuove grondaie, e il rifacimento delle finestre. L’ingresso fu lasciato sulla parete nord che immetteva su una passerella rialzata in legno poggiata sul mosaico della navata settentrionale chiusa da una balaustra leggera in ferro. Una nuova abitazione fu costruita per i custodi.

Il Barcarolo

Verso del Barcarolo dopo lo stacco

Con lo stesso metodo furono staccati e riposizionati nel 1983 altre sezioni gonfiate del mosaico: la testata orientale con l’iscrizione della navata sud e l’intercolumnio sud con le due oche affrontate ad un fiore di loto e la parte corrispondente della navata sud.

Nel 1993 il movimento inarrestabile di gonfiamento del mosaico attaccò i due girali con il cacciatore che saetta il leone sul lato ovest del tappeto centrale. Un primo intervento precauzionale con rimozione di alcune tessere e velatino di protezione fu messo in opera nell’estate del 1994 dalla restauratrice Lidia Alberti. Contemporaneamente fu richiesto un intervento più generale all’Ambasciata italiana.

L’intervento fu affidato al signor Giancarlo Raddi dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze esperto della Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Esteri d’Italia come training course per gli studenti della Madaba Mosaic School per il restauro del mosaico. L’intervento di tipo conservativo, per il tempo a disposizione limitato a due soli mesi, ha riguardato: il rilievo 1:1 del mosaico, la rimozione del cemento posto a protezione dei bordi del mosaico nel 1935 e nei successivi interventi, preceduto da un pre-consolidamento con acqua e primal, rifacimento della stuccatura sui bordi e della ‘mantellina’ delle zone lacunate con una calce e sabbia. L’intervento più notevole ha riguardato la gonfiatura del cacciatore e del leone fermata con una malta a lievitazione additivata con resina acrilica (primal) che oltre ad una efficace penetrazione ha un buon aggancio fra le tessere e il loro substrato, soluzione già sperimentata con risultati soddisfacenti sui mosaici parietali dai tecnici dell’Opificio delle Pietre Dure. Per tale operazione sono stati immessi 7 kg di malta lievitante.

Il consolidamento con acqua e primal è stato effettuato anche sulla fascia a disegno geometrico verso la navata sud nei pressi del leone e sulla cornice a nastro che divide l’intercolumnio del pescatore dal tappeto centrale.

 
 


Please fill in our Guest book form - Thank you for supporting us!
Created by John Abela ofm. Updated by John Abela ofm / Carmelo Pappalardo ofm
On Saturday, 31 July, 2004 at 7:11:17 pm
Web site uses Javascript and CSS stylesheets - Space by courtesy of Christus Rex

© The Franciscans of the Holy Land
cyberlogo