"You are looking for Jesus the Nazarene, who was crucified.
He has risen! He is not here. See the place where they laid him. " (Mark 16,5)

RESURREXIT SICUT DIXIT. ALLELUIA!

LA CENA DEL SIGNORE - (1COR 11,17-34) - I


P. G. Claudio Bottini ofm
sbf - gerusalemme

I. CONTESTO E ARTICOLAZIONE

Richiamando la divisione letteraria e tematica proposta vediamo che l'unità di 1Cor 11,17-34 si trova nella quinta parte della lettera e che abbraccia tutto il cap. 11, eccettuato il v. 1 che fa chiaramente parte dell'unità che precede. L'argomento generale può dirsi il problema posto dall'ordinamento dei raduni di preghiera a Corinto, che viene specificato poi concretamente in due temi: l'abbigliamento dei profeti e delle profetesse nelle assemblee cultuali (11,2-16), la celebrazione della Cena eucaristica (11,17-34).

Il brano di 11,17-34, in base a forma e contenuto, può essere ulteriormente diviso in due paragrafi (11,17-22; 11,23-34). Il primo paragrafo si lascia chiaramente delimitare dalla ripetizione delle espressioni "Non posso lodarvi..." (v. 17); "In questo non vi lodo" (v. 22) che fanno inclusione. Prima Paolo aveva lodato la comunità (11,2), ma ora si vede costretto a biasimarla severamente e ne dà le ragioni.

Il secondo paragrafo va dal v. 23 al v. 34. Alcuni autori lo suddividono ulteriormente, ma a me pare che esso non vi si presti facilmente, perché il procedere di Paolo è molto serrato dal punto di vista logico e formale. Paolo vi evoca la tradizione "ricevuta dal Signore" e ne mostra le conseguenze per il suo significato di atto cultuale e per coloro che vi partecipano indegnamente (vv. 23-32); poi dà delle regole pratiche di comportamento ai corinzi.

Quanto al vocabolario vale la pena notare la ricorrenza insistente e significativa dello stesso termine "convenire / radunarsi" che ricorre ben cinque volte (vv. 17.18.20.33.34 cf. anche i termini concettualmente affini: "in assemblea", v. 18, "insieme",v 20) e della terminologia giudiziaria: "colpevole" (v. 27), "condanna / condannare" (vv. 29.32), "giudicare" (vv. 31.32) a cui si possono aggiungere per affinità concettuale anche i termini: "in assemblea" (v. 18), "insieme" (v. 20), "Chiesa di Dio" (v. 22). E' evidente il contrasto con "divisioni" (vv. 18.19), "proprio pasto" (v. 21) e gli atteggiamenti individualistici. La compattezza dell'intero brano è segnalata anche dalla formula di inclusione che si rileva al v. 17 ("poiché vi riunite... per il peggio") e il v. 34 ("perché non vi riuniate a vostra condanna").

All'interno dell'unità letteraria i versetti da 23 a 26, che riferiscono la memoria eucaristica ricevuta e trasmessa da Paolo, spiccano per contenuto e formulazione. Al centro vi è il racconto, di cui Gesù è protagonista. Lo incorniciano gli interventi di Paolo che dichiara di aver ricevuto e trasmesso tale tradizione / racconto e ora ne interpreta il significato.

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     Created / Updated Thursday, April 02, 1998 at 23:07:16
     by John Abela ofm for the Maltese Province and the Custody of the Holy Land
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