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LA CENA DEL SIGNORE - (1COR 11,17-34) - I |
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P. G. Claudio Bottini ofm sbf - gerusalemme |
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I. CONTESTO E ARTICOLAZIONE
Richiamando
la divisione letteraria e tematica proposta vediamo che l'unità di 1Cor
11,17-34 si trova nella quinta parte della lettera e che abbraccia tutto il
cap. 11, eccettuato il v. 1 che fa chiaramente parte dell'unità che
precede. L'argomento generale può dirsi il problema posto
dall'ordinamento dei raduni di preghiera a Corinto, che viene specificato poi
concretamente in due temi: l'abbigliamento dei profeti e delle profetesse nelle
assemblee cultuali (11,2-16), la celebrazione della Cena eucaristica
(11,17-34).
Il brano di 11,17-34, in base a forma e contenuto, può essere
ulteriormente diviso in due paragrafi (11,17-22; 11,23-34). Il primo paragrafo
si lascia chiaramente delimitare dalla ripetizione delle espressioni "Non posso
lodarvi..." (v. 17); "In questo non vi lodo" (v. 22) che fanno inclusione.
Prima Paolo aveva lodato la comunità (11,2), ma ora si vede costretto a
biasimarla severamente e ne dà le ragioni.
Il secondo paragrafo va dal v. 23 al v. 34. Alcuni autori lo suddividono
ulteriormente, ma a me pare che esso non vi si presti facilmente, perché
il procedere di Paolo è molto serrato dal punto di vista logico e
formale. Paolo vi evoca la tradizione "ricevuta dal Signore" e ne mostra le
conseguenze per il suo significato di atto cultuale e per coloro che vi
partecipano indegnamente (vv. 23-32); poi dà delle regole pratiche di
comportamento ai corinzi.
Quanto al vocabolario vale la pena notare la ricorrenza insistente e
significativa dello stesso termine "convenire / radunarsi" che ricorre ben
cinque volte (vv. 17.18.20.33.34 cf. anche i termini concettualmente affini:
"in assemblea", v. 18, "insieme",v 20) e della terminologia giudiziaria:
"colpevole" (v. 27), "condanna / condannare" (vv. 29.32), "giudicare" (vv.
31.32) a cui si possono aggiungere per affinità concettuale anche i
termini: "in assemblea" (v. 18), "insieme" (v. 20), "Chiesa di Dio" (v. 22). E'
evidente il contrasto con "divisioni" (vv. 18.19), "proprio pasto" (v. 21) e
gli atteggiamenti individualistici. La compattezza dell'intero brano è
segnalata anche dalla formula di inclusione che si rileva al v. 17
("poiché vi riunite... per il peggio") e il v. 34 ("perché non vi
riuniate a vostra condanna").
All'interno dell'unità letteraria i versetti da 23 a 26, che riferiscono
la memoria eucaristica ricevuta e trasmessa da Paolo, spiccano per contenuto e
formulazione. Al centro vi è il racconto, di cui Gesù è
protagonista. Lo incorniciano gli interventi di Paolo che dichiara di aver
ricevuto e trasmesso tale tradizione / racconto e ora ne interpreta il
significato.
© copyright 1998
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Created / Updated Thursday, April 02, 1998 at 23:07:16 by John Abela ofm for the Maltese Province and the Custody of the Holy Land This page is best viewed with Netscape at 640x480x67Hz - Space by courtesy of Christus Rex |