Artisti pellegrini e maestranze locali
Lavventura crociata a Gerusalemme e allinterno del territorio palestinese si esaurì in poco meno di un secolo dal 1099 (presa della Città Santa) al 1187 (sconfitta di Hattin). Meraviglia perciò lattivismo edilizio testimoniato sia dai documenti scritti dellepoca che dai resti dei monumenti ancora identificabili nella regione. Con gli architetti venuti dallEuropa che importarono in Terra Santa le tecniche costruttive dellepoca coadiuvati sicuramente da muratori e scalpellini locali, le poche opere superstiti testimoniano il lavoro di numerosi artisti pellegrini e indigeni impegnati in modo particolare nella decorazione degli edifici sacri.
Un posto di rilievo lo hanno gli scultori che intagliarono per lo più nel marmo e nella pietra locale i capitelli, i fregi, e gli architravi delle chiese. La decorazione scultorea sontuosa della facciata del Santo Sepolcro e della edicola sulla Tomba, le sculture della basilica dellAnnunciazione a Nazaret, della basilica della Transfigurazione sul Monte Tabor, e delle tante chiese di Gerusalemme, testimoniano lalta qualità raggiunta nel Regno Latino.
I pellegrini scrittori contemporanei descrivono accuratamente la decorazione pittorica, ad affresco o a mosaico, che impreziosiva le pareti della basilica del Santo Sepolcro e della basilica della Natività a Betlem.
Diversi volumi decorati con splendide miniature conservati nelle biblioteche dEuropa testimoniano lesistenza di artisti amanuensi latini operanti negli scriptoria di Gerusalemme e di San Giovanni dAcri, oltre che di amanuensi locali.
Ad essi bisogna aggiungere gli intagliatori di avorio, gli orafi e gli incisori ai quali dobbiamo i sigilli di re, di nobili, di vescovi, di monasteri e di privati, oltre alla monetazione del regno anchessa rappresentativa di un gusto oramai affermato, e di un artigianato devozionale al servizio dei pellegrini.
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